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VOTO all’ESTERO: Necessaria una lista alternativa e unitaria alle prossime elezioni politiche

di Rodolfo Ricci

Il voto per il rinnovo del parlamento italiano della prossima primavera cade in un momento storico particolare, caratterizzato dalla nuova ondata emigratoria di cui in Italia non sembra esservi contezza e consapevolezza.

Ci troviamo dentro una congiuntura che può essere riassunta dai seguenti dati: secondo l’Aire, la presenza italiana nel mondo è aumentata, in circa un decennio, da 3,6 milioni a circa 5 milioni. Secondo l’anagrafe consolare del Ministero degli Affari Esteri, gli italiani all’estero sono 5,4 milioni. Dalla comparazione ponderata tra i dati Istat e quelli dei maggiori paesi di arrivo, i flussi di nuova emigrazione si attestano annualmente tra le 250mila e le 300mila (2014-2016). Vi sono quindi oltre un milione di italiani all’estero che non figurano nelle statistiche nazionali perché non si iscrivono all’Aire.

Sono il prodotto della più grave crisi economica dell’ultimo secolo e di come i governi neoliberisti che si sono succeduti nel nostro paese, in Europa e altrove, hanno affrontato la crisi: facendola pagare ai più deboli ed impedendo una seria ridistribuzione della ricchezza; anzi, aumentandone la concentrazione in sempre meno mani; c’è quindi da attendersi che i nuovi migranti continueranno ad aumentare dall’Italia, dal sud e dall’est Europa,  come dagli altri sud del mondo.

L’ammontare complessivo della nostra emigrazione si attesta dunque intorno ai 6 – 6,4 milioni di persone, di cui ben un milione non compare in alcuna statistica. Si tratta di oltre il 10% della popolazione complessiva del paese. Sarebbe la seconda regione italiana, dopo la Lombardia; una regione fuori dai confini che è l’unica a vedere aumentata la propria popolazione dentro una generale contrazione demografica che riguarda il resto del paese.

Assieme alle annose questioni e rivendicazione dell’emigrazione, che sono ancora in gran parte inevase, si aprono scenari nuovi (che per molti aspetti tornano ad assomigliare a quelli di 50 anni fa, quelli dell’emigrazione di massa) che necessitano di essere affrontati. Il volto della nostra emigrazione sta cambiando e la precarietà della nuova condizione migrante, nel lavoro, nei diritti e nelle tutele, nel quotidiano, è un dato sempre più diffuso. Altro che libera circolazione !  Salvo dettagli temporali, sembra di rileggere un capitolo di un famoso libro di Woody Guthrie durante la grande depressione degli anni ’30.

Un analista politico recentemente scomparso sosteneva che emigrare è uno dei modi che abbiamo a disposizione per esprimere la nostra opinione politica, il nostro voto. In questo senso, il verdetto è già stato dato. Ma questa popolazione in uscita meriterebbe di essere rappresentata adeguatamente anche in Parlamento. Non è accettabile che la gente se ne vada dal paese e che perda la propria capacità di farsi sentire e ascoltare.

Come è noto, però, la Circoscrizione Estero è bloccata su una rappresentanza di 18 parlamentari. La legge è di quasi 20 anni fa, quando si dava per scontata la fine della secolare emigrazione italiana. Invece oggi siamo il doppio di allora, e questa volta avremo a che fare con la simpatica variante di liste zeppe di candidati residenti in Italia, grazie all’emendamento “Lupi”, che tra l’altro, impedisce ad un residente all’estero, di candidarsi in Italia. Un ostracismo verso chi se ne è andato, che assomiglia ad una sorta di apartheid definitiva e che mostra la considerazione dell’attuale politica nazionale verso chi è stato ed è costretto a partire.

Si è quindi spinti a espatriare e, con ciò, a perdere, o a veder fortemente diminuita, la valenza del proprio voto. Il voto all’estero, alla luce dei cambiamenti accennati, è sempre meno “uguale”. Sempre meno democratico. In questa nuova situazione, un parere costituzionale in materia, sarebbe gradito.

Al di là del percorso che le forze politiche di sinistra sapranno darsi in Italia (e la sospensione della proposta dell’assemblea del Brancaccio non depone a loro favore) vi è una dimensione “estera” che andrebbe compresa nella sua specificità: Quali sono, in questo contesto, le ragioni del contendere e dei distinguo ? E quali le differenze  programmatiche tra le diverse forze a sinistra del PD ?

L’accorto gioco di posizionamento che si avverte dalle chiacchiere sui social network esteri sembra vertere sulle stesse disciminanti della discussione “italiana”. Si tratta di confronti interni ai postumi di classe dirigente che la crisi dei partiti ha decomposto e che rischia di ricomporre in un’orizzonte di immediatezza senza progetto. Non sembra, con tutta la buona volontà, una riflessione adeguata allo scenario che si sta prefigurando e che durerà almeno per il prossimo decennio, se va bene.

E’ anche difficile pensare che tali approcci risultino attraenti per un elettorato che, ammesso che abbia intenzione di votare e ammesso che sia sufficientemente informato, ha a che fare con una sua quotidianità abbastanza lontana dai vari cesellatori, mentre invece potrebbe risultare particolarmente ostile e arrabbiato verso quelli che hanno contribuito alla loro presente condizione.

Una esercitazione nominalistica e identitaria appare ancora meno fondata se si tiene conto dello scarso peso specifico delle diverse componenti della sinistra all’estero, ivi inclusa quella che potrebbe emanciparsi dall’appartenenza al vacuo contenitore del PD. A meno che qualcuno non pensi che qualche apparato esterno possa optare a sostegno dell’una o dell’altra parte, cosa che non avverrà. E se mai dovesse avvenire sarebbe da biasimare anche se non sortirà alcun effetto significativo.

Se vi è l’intenzione seria di provare a dare rappresentanza a una parte importante del mondo dell’emigrazione vecchia e nuova, in crescita e sempre più precaria, vi è una sola via: una sola lista alternativa e unitaria. Non solo per tentare di eleggere uno o due parlamentari nel mondo, cosa che  sarebbe anche possibile, ma soprattutto per fornire una prospettiva di riaggregazione ampia per i prossimi anni. Non secondariamente, per far presente con chiarezza e da subito, a tutti i partiti in Italia, di cosa si stia parlando.

Sarebbe doveroso un atto di comune responsabilità in questo senso.  Altrimenti, sarebbe utile conoscere, pubblicamente, perché non  lo si possa fare. In modo che ciascuno possa decidere, serenamente, se valga ancora la pena continuare ad investire “a sinistra”.

 

P.S.: A scanso di equivoci, sempre possibili, chiarisco che il presente intervento è strettamente personale e non coinvolge alcuna sigla.

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Discussione

4 pensieri su “VOTO all’ESTERO: Necessaria una lista alternativa e unitaria alle prossime elezioni politiche

  1. Caro Rodolfo sono molto d’accordo con te. Sarebbe importante che almeno all’estero prevalesse il buonsenso. Dopo la pessima prova che hanno dato tutti i piccoli partiti e frammenti della sinistra e che ci sta portando alla quasi certa irrilevanza. Magari un segnale potrebbe aiutarci a recuperare. Speriamo e attiviamoci fino all’ultimo minuto utile.

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    Pubblicato da massimo angrisano | 30/11/2017, 13:02
  2. UNA MUTAZIONE DA PAESE IN AFFANNO A PAESE IN PROGRESSO ?
    Per allontanare la povertà ! Per passare il potere dai malavitosi ad Italiani progressisti/efficienti (ancora da formare)…
    Testimonianza proposta

    Mutare il Paese in affanno (da decenni) in un Paese civile ? Possibile, ma solo con testimonianze ed idee provenienti dall’estero….. Senza ragionare da Europei si puo’ far funzione un sistema, che fu creato per soddisfare le voglie di malavitosi ?
    La verità sociale ….spiacevole : qualcuno vi ha rubato diritti e futuro. Perché è necess. stare in guardia ? Perché la società ital. sta slittando su un piano surreale…? Realismo ? Sparito in ambito sociale ! Non lo dice Ulrico, lo scrisse Barzini nel ’65 ! (Su richesta la citazione). Doppia realtà sociale : quella che è nascosta e quella che si racconta….
    Per avere certezza del Diritto, occupazione, servizi di qualità ai cittadini, per stoppare le emergenze frequenti, quali misure urgenti sono necessarie ? (notar la risposta)
    Liberarsi degli imbrogli, corruzioni, incertezze, con quale programma ? Necessario divenire veri Europei ! Gestire il Paese all’italiana non funziona, perché ? (notar risp.)
    Quali i fattori negativi che straziano la società italiana da almeno 12 anni ?
    Come arrestare gli Sprechi infiniti della gestione pubblica, generatori di tasse, per poter destinare i risparmi a servizi efficienti e alla realizzazione (vera, non finta) dei Diritti per ogni Italiano ? ? (not. risp.)
    Recessione accesa da un coacervo di fattori negativi. Quali essi sono ?
    Mentre gli Italiani si divertono a discutere o litigare su destra e sinistra (in pratica su chi prende il potere), come han fatto i politici per scassare il sistema Italia ?
    Tutti i nodi negativi creati da almeno 30 anni di vita sociale calamitosa, vengono al pettine. Perché cio’ non succede nei Paesi a Nord delle Alpi ? (not. risp.)
    Quali sono i vizietti di nascita di cui occorre liberarsi per poter avere Progresso, certezza del Diritto e Sviluppo ? Come si creano le condizioni per poter costruire una “open society”, che è la condizione necessaria per avere una economia florida ? (in pratica, come si fa a copiare i Tedeschi o i Brits ?).
    Per quali motivi negli ultimi 12 anni è divenuto visibile il deragliamento di una società e nessuno lo ha arrestato ? Ci sono “colpevoli sociali” oppure è il Maligno che ci perseguita ? Nei prossimi anni il deragliamento continuerà perché la Commedia dell’Arte Politica continua, con divertimento dei sudditi (ve lo dice chi scappo’ dall’Italia inizi anni ’80). Allora, come invertire la tendenza ? La prima cosa da fare, se mettiamo occhiali europei, è ricominciare da capo (possibile !), questa volta non all’italiana !
    Il M5S ha dei begli obiettivi. Perché le difficoltà a raggiungerli ? Perché rischia farsi mettere nel sacco dalla banda di malaffaristi che litiga in parlamento per spartire il bottino ? Perché degli SPRECHI (che sono forse il 1° o secondo prodotto nazionale), non si parla mai ? La valutazione di essi, fatta da un esperto/Cottarelli ? sta nel cassetto di Renzi o di Gentiloni ? ? Perché il partito “Uomo Qualunque”, aveva stessi obiettivi del M5S, non li realizzo ? ?
    Strumenti che permettono ad una società di progredire, quali sono ?
    Se è vero che il livello mentale degli Italiani è sceso in basso (classifiche internazionali su richiesta), come si fa a invertire la tendenza ? Quali sono gli strumenti necessari per avere un’economia florida ?
    Cosa è la coscienza sociale nei Paesi europei a Nord ? A che serve e dove si puo’ comprare ?
    Lo stato governa l’Italia, lo dicono i politici. E’ vero, oppure ci sono combriccole che operano di nascosto, fregando i cittadini ? Perché De Gasperi disse che “il parlamento it. è un circo” ? Perché Prezzolini scrisse che gli “Italiani sono un gregge di pecore anarchiche” ? Perché Churcill, noto antifacista, disse “Gli Italiani han bisogno di dittatura !”
    Le diagnosi oneste sulla società italiana furono fatte da : Dante, Guicciardini, Nitti, Pasolini ed altri. Queste diagnosi (invio su richiesta) non sono servite per rimettere insiemi i cocci di un popolo confuso, calpestato, stracciato, che non cerca neanche di costruirsi un futuro. Perché ? ? Cosa avremmo dovuto fare e non abbiamo fatto ? Normale per un popolo non avere ambizioni di futuro, o è solo cosa italiana e greca ?
    Come capire il perché del deragliamento italiano ? Peyrefitte scrisse : “Non c’é sviluppo e sottosviluppo. Ci sono comportamenti che impediscono e comportamenti che favoriscono lo Sviluppo. Essi sono inegualmente diffusi nelle diverse società…” (“Comportamenti italiani” : doc. su richiesta)
    Dove sta la élite italiana positiva, che dovrebbe promuovere il Progresso dello stato ? Esiste il “senso dello stato” ?
    Cosa l’Italia non ha capito, delle evoluzioni del mercato globalizzato ? Cosa occorre fare per divenire un Paese avanzato ? La % dei delitti impuniti in Italia è del 85 %. Perché ?
    I politici o gli imprenditori hanno fatto un’analisi delle Cause deragliamento ? Se un’analisi seria non esiste in Italia, come si fa a eliminare le Cause del menefreghismo ?
    Perchè l’Italia ha preferito pagare 100 milioni alla U.E. (multa per inquinamento in Lombardia e pianura Padana) anziché applicare una strategia vincente per abbassare l’inquinamento, che è 3 volte + alto del limite europeo ? E gli altri 80 mil. di multe aggiuntive sono state pagate per quali mancanze o imbrogli ?
    Come mai la coscienza sociale, la solidarietà, sono chimere ? Quanto tempo manca per scendere al livello 3° Mondo ? Perché molti politici italiani sono considerati non credibili a Bruxelles ? : il Kaos sta per arrivare ? Ce lo siamo meritato !
    La società che regaliamo ai nostri figli, sarà una fortuna o una sventura ? Se resta cosi, la risposta è chiara !
    Ulrico Reali
    ulrich33@orange.fr

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    Pubblicato da Ulrico Reali | 30/11/2017, 13:46
  3. Caro Rodolfo, una lista unitaria per l’Estero dici?
    Unitaria con quelli che hanno votato a favore dell’emendamento Fiano?
    Unitatria con quelli che volevano togliere a noi Italiani nel Mondo una rappresentanza al Senato?

    Guarda che il PD estero (e la letterina di Renzi) ha convinto gli elettori della Circoscrizione Estero a votare SI al Referendum dello scorso anno, aumentando così il gap sociopolitico con gli italiani in Italia.

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    Pubblicato da Sergio Scudery | 03/12/2017, 13:50
  4. Caro Sergio, mi spiace non essere stato sufficientemente chiaro. Per me il PD non è un partito di sinistra, né lo è mai stato, anche prima di Renzi. Magari qualcuno si attendeva che lo diventasse e non nego che all’inizio, ho avuto qualche speranza in questo senso. Ma è subito caduta per il modo in cui ha ritenuto che si dovesse affrontare la crisi economica. Il mio intervento è rivolto alla sinistra diffusa che dovrebbe superare vecchie discriminanti e unirsi finalmente: quando 8 persone nel mondo posseggono la stessa ricchezza di quasi 4 miliardi di persone (cioè oggi), non vi sono argomenti sostenibili per giustificare divisioni. A meno che qualcuno non abbia compreso o non bari. Infine, trovo ancora più insensato perpetuare queste presunte divisioni all’estero, per la rappresentanza dell’emigrazione vecchia, di quella espulsa dal paese nell’ultimo decennio, analogamente a quanto avvenuto da oltre un secolo e di quella che sarà espulsa nel prossimo decennio. Un caro saluto alle e agli australi.

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    Pubblicato da Rodolfo Ricci | 03/12/2017, 19:35

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