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ARMIR di nuovo in marcia

armirdi Tonino D’Orazio

La Nato: “Anche soldati italiani schierati al confine russo“. E’ tornato l’Asse, un po’ modificato ma con alcune componenti storiche presenti. E di nuovo lo stesso “nemico”. La Nato, dopo aver accerchiato la Russia con l’operazione Anaconda (non è un serpente velenoso, strangola soltanto), continua la tiritera di “Ciccio toccami! Mamma Ciccio mi tocca!”. Possibile che l’America, per attaccare e depredare i paesi del mondo intero, in una follia imperiale sempre più impossibile, provochi tutti e poi sfacciatamente si dice provocata? E tutti gli altri amici servili si ritrovano guerrafondai e ne pagano le conseguenze? Secondo Trump, tra poco, anche le spese.

Il ministro degli Esteri italiano Gentiloni,  a margine di una conferenza stampa congiunta con il segretario della Nato, ha annunciato che “l’Italia invierà una compagnia di 140 uomini per partecipare alla forza militare dispiegata in Lettonia”. Contro la Russia. La Pinotti, ministra della Difesa (pardon della Guerra visto che non c’è niente da difendere da anni) ha rimarcato come “la politica dell’Italia è sempre stata quella di dire che vi vuole il dialogo. Pensiamo che con la Russia si debba dialogare”. Proprio solo quella “di dire”, non di fare. Siamo impegnati (5.400 militari) per “la pace”, con le armi, in 18 zone di guerra nel mondo. E poi vedremo cosa accade da qui al 2018! Intanto nel 2015 l’Italia ha speso per le missioni militari all’estero 29 miliardi euro, Facile dove tagliare e trovare i soldi per il reddito di cittadinanza in casa.

La stupidità sta tutta nelle dichiarazioni di un servo particolare Stoltenberg, (segretario generale) che ha ricordato ipocritamente che la Nato “continuerà a perseguire politiche di difesa e dialogo politico: dobbiamo evitare azioni e calcoli errati che possono far sfuggire di mano la situazione”. Possono sfuggire di mano in pratica sia il “bastone” che la “carota”. La carota è lo specchietto per le allodole per le popolazioni dell’Unione. Basta addestrarle un po’ tutti giorni all’odio. (Teoria e pratica nazista perfezionata da Goebbels).

Non si tratta di essere di parte, ma evidentemente c’è gente che non è capace di stare a casa sua, ma solo di andare a distruggere altri paesi e popolazioni per un concetto intoccabile di “predominio globale per gli interessi del proprio paese”, cioè il petrolio, tramite l’esportazione di una democrazia che a vedere i loro candidati presidenti, (uno stupratore e l’altra candidata alla corte penale internazionale) fa solo ridere.  D’altra parte non c’è stato, e non c’è, un presidente di quel paese che non potrebbe essere portato davanti a un tribunale penale veramente internazionale per crimini contro l’umanità. L’onestà intellettuale implica non negare l’evidenza e la storia.

Sotto la presidenza del Premio Nobel Obama, i paesi ricchi di petrolio accaparrati sono: il Brasile (è quasi fatta), il Venezuela (in corso d’opera), la Siria (con qualche difficoltà), la Libia (è appena fatta), l’Iraq (senza problemi, la gente muore in democrazia, ma i derrick pompano petrolio dal 2001), l’Afganistan non gli è utile solo per il consumo di droga, così come il Pakistan, la Nigeria (è tutto sistemato). Rimangono l’Iran (ma la Hillary ha già promesso di invaderlo) e la Russia (un osso duro, ma non impossibile, dipende dal prezzo da pagare o far pagare ad altri).

Gli Usa sono così folli da attaccare la Russia con qualche pretesto, e incominciano a costruirne parecchi, e trascinarci con tutta l’Europa in un nuovo disastro mondiale (pardon occidentale)? Hanno già accerchiato la Cina via mare, sono iniziati gli accordi militari con l’India, si stanno costruendo enormi basi militari e navali nel nord dell’Australia. Ma ci credono veramente? Il Giappone vuole riarmarsi e hanno le tecnologie necessarie per la costruzione di bombe atomiche. Il patto di guerra è finito e la Nato non è più atlantico ma semi-emisfero.

C’è qualcuno che pensa che la Russia stia per invaderci? Sì, quasi tutti i mass media lasciano intendere che sia possibile vista la loro innata cattiveria ad uccidere, non i terroristi, ma i bambini, tutti i giorni. Dire che se li mangiano è un po’ troppo, ma se ripetuto cento volte finisce che qualcuno ci crede ancora. Intanto i russi credono ad una possibile invasione del loro paese. Putin a chiesto al suo popolo di richiamare in Russia i famigliari che si trovano all’estero. Pietroburgo si prepara ad un eventuale assedio. Vengono riaperti i bunker anti-atomici. I russi piazzano missili intercontinentali a tutte le loro frontiere, compresa quella di fronte all’Alaska. Iniziano a posizionare negli oceani (acque internazionali e non ancora in possesso degli Stati Uniti) i sommergibili con missili a testata nucleare. Solo un gioco delle parti? Intanto il pacifista Obama, a un mese dalle elezioni ordina l’aggressione, giusto per calmare la tensione, o mascherare i loro futuri brogli elettorali (ricordate Bush e il voto elettronico falsato?), quindi “ha ordinato cyber attacchi alla Russia” (Nbc). Risposta di Putin:”Giocano con il fuoco”. Anche noi?

La storia ci insegna che prima della guerra vera e propria è necessario dar vita ad una feroce campagna mediatica di odio contro il nemico. Solo negli ultimi 15 anni il copione si è presentato diverse volte: nel 1999 è stato il turno della Repubblica Federale Yugoslava di Milosevic (solo adesso, da morto, è stato riabilitato dai suoi aguzzini: non fu un criminale di guerra), nel 2001 toccò ai talebani e all’Afganistan (sono ancora lì tutt’ora, vivaci e virulenti perché a casa loro e non sembrano amare i fantocci), dal 2002 fu il turno di Saddam Hussein e dell’Iraq (con le stupidaggini delle “armi di distruzione di massa” propinateci per mesi da tutti i mass media del mondo persino dall’Onu), poi Gheddafi e la Libia (dove la Clinton fa finta di essere innocente; anche dei conseguenti profughi morti oggi e da anni del canale di Sicilia), ora è il turno di Assad e la Siria (troppo autonomo dopo aver scoperto parecchio petrolio), e dell’Iran, solo per citare i casi più lampanti.

Il copione è sempre uguale, cambiano i protagonisti della scena e gli spettatori fanno finta di applaudire quella “nuova”. L’Occidente moralizzatore, Onu alla mano ma anche senza, in nome dei diritti umani, dell’esportazione della democrazia, bombarda il nemico cattivo che minaccia o uccide il suo popolo. Mentre fervono i preparativi, alzando il tono dei “forti” e moltiplicando le provocazioni, diventa la giustificazione giuridica dell’intervento militare. Il mondo deve capire che si è agito per difendersi e lo si è fatto in base al “diritto internazionale” contro i crimini umanitari, che poi il Tribunale Penale Internazionale indagherà salvo magari assolvere dopo che nel frattempo gli imputati sono morti a caura di qualche caffè o per infarto.

Contro i crimini umanitari si bombarda, si nascondono poi i crimini di guerra e si occupano territori e paesi. A volte, solo per i “forti”, è sufficiente chiedere scusa, come ha fatto Blair, corresponsabile, con Bush, di oltre 1 milione di morti in Irak. Sembra non esserci mai un responsabile mentre noi ci commuoviamo (giustamente, non siamo mica bestie!) davanti alla miseria, alle distruzioni della guerra e al sangue dei bambini siriani. Un po’ meno per quelli del resto del mondo che sembrano essere centinaia di milioni.

Intanto si è nel pieno diritto di attaccare per primi un paese e per giustificare la guerra, basta che si abbia la “sensazione del pericolo”, la semplice percezione. In giurisprudenza internazionale gli statunitensi hanno inventato il termine “proactive self defense”, ovvero “autodifesa proattiva”. In fondo, adesso, non servirà più inventare prove, vista la ridicola figura e l’esperienza assassina passata. Domanda: la Nato ha l’impressione di essere in pericolo? Se negli Stati Uniti salta una sinagoga è sufficiente per dichiarare guerra all’Iran, come hanno fatto dopo aver abbattuto le loro torri gemelle per attaccare l’Iraq e rubare il petrolio? Adesso sarebbe “giuridicamente” più che possibile.

E anche con la Russia? Sarebbe sufficiente alla Nato abbattere loro stessi un proprio aereo per accusare la Russia e ritenere tutti gli Stati Uniti e l’Europa in pericolo? Siamo vicini a questa fase con il recentissimo bombardamento americano, voluto autonomamente dai militari, dei 90 soldati siriani morti “per errore” (e 280 feriti) che ha fatto saltare la tregua sottoscritta qualche giorno prima per Aleppo; quando mai in 5 anni hanno fatto una strage parimenti importante di terroristi Isis ? Comandano e decidono già i militari in quella democrazia? Certamente, uscire sconfitti anche dalla Siria lascia perplessi, la Clinton sicuramente continuerà la guerra, Trump sembra un po’ meno interessato. Quindi sosteniamo Hillary, prima donna guerriera presidente della storia americana.

Troppe domande senza risposte. Quello che non è chiaro, o forse sì, è quali esiti la guerra potrebbe avere. Ma siamo già oltre l’analisi. Tutti minimizzano. L’Italia fa parte di una coalizione, di un patto, e quindi è obbligata a partecipare, “ma l’amicizia con la Russia non è in discussione”, malgrado le “sanzioni” auto lesive e i militari provocatori alle sua frontiere. Renzi, con accanto il titolare degli Esteri, Paolo Gentiloni, scherza con Mattarella, tra i sorrisi dei presenti: “Si stava progettando il piano di invasione della Russia“. (Adn Kronos). Bene così. Sembra che Putin non abbia sorriso.

In quanto a noi continua lo sgretolamento della Costituzione, quella vera, e in particolare dell’art.11. Si sta eliminando, anno dopo anno, guerra dopo guerra, in modo sostanziale, il principio di poter essere un paese autonomamente pacifico e solidale del mondo, come era comunque riconosciuto sotto i governi DC, e malgrado fossimo già allora tra i più grandi venditori di armi e di morte. Poi sono arrivati i “socialdemocratici” nostrani, e quelli del PSE e abbiamo cambiato pelle. Abbiamo cominciato a giocare alla guerra, timidamente, alcuni in modo orgoglioso, pugno sul petto, ma, a guardar bene, quasi con le scarpe di cartone, come allora quei poveracci dell’Armir (Armata Italiana in Russia nel 1942) che, a decine di migliaia, in una disastrosa avventura come tante in quelle pianure, non tornarono più a casa loro.

 

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Discussione

Un pensiero su “ARMIR di nuovo in marcia

  1. Grazie per dare alle cose il loro vero e amaro nome

    Mi piace

    Pubblicato da Augusto | 17/10/2016, 23:48

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