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Affabulazioni e menzogne ad ampio raggio

menzognedi Tonino D’Orazio
Alcune perle di queste settimane. Viaggiano tra il dire e il fare, l’incapacità di critica, anche in assenza di strumenti di controinformazione, e l’assuefazione popolar-credulona.

Durante la conferenza stampa al Cremlino, per un incontro con Putin, Hollande, tronfio di entusiasmo guerriero con i suoi quattro aerei, dopo aver detto con serietà che per Assad non vi sarà alcun futuro, (eco inglese e statunitense) ha precisato che la Siria avrà bisogno di elezioni e di una nuova costituzione. Magari anche di una piccola spartizione risarcitoria. È stato molto divertente pensare, dopo la domenica fatale, che qualcuno, lo dicesse anche per lui e la Francia. Purtroppo, in molti ritengono impossibile anche pensarlo. Il meno peggio è sempre migliore del peggio. E’ il nostro lato debole di colonialisti affabulati da superiorità democratica. In realtà ci vengono scelti e imposti anche i nemici.

Il mese scorso il segretario di Stato Usa John Kerry ha dichiarato senza mezzi termini in un’intervista al Financial Times che il vertice di Parigi (in sigla COP21), Convegno sul disastrato clima del pianeta, non produrrà alcun accordo vincolante tra le grandi potenze.  Abbiamo assistito quindi a una scenografia grandiosa e farsesca con a “capofila” (tutti i giornalisti hanno tenuto a precisare chi guida il mondo dalla guerra all’inquinamento atmosferico) proprio chi inquina di più. Obama e & C. Mentre lui parlava a Parigi, la sua Camera approvava due risoluzioni volte a bloccare i regolamenti per ridurre le emissioni di gas serra negli Stati Uniti. (Controllare per credere per favore).

Gli Usa non hanno mai ratificato trattati vincolanti né sul clima, né sul diritto umanitario (Protocolli di Ginevra del 1977), né lo Statuto della Corte Penale Internazionale, dove invece spediscono i loro “nemici” per farli condannare dagli amici, né tantomeno la Convenzione sul diritto del mare, ossia il trattato internazionale firmato da 164 paesi.

Insieme ad Israele sono superiori a queste quisquiglie. Abbiamo visto la stretta di mano restia del premier cinese per il quale produzione e inquinamento sono fatali e necessari al “recupero storico di sviluppo” del suo paese, quando gli altri hanno “già fatto”. E poi “ha promesso”. I visi, i tentennamenti e gli sguardi dicono spesso più delle parole, riescono a mentire meno degli imput giornalistici su cosa e come dobbiamo pensare. Quindi non se ne farà niente.

Anche gli altri passati vertici possono essere considerati falliti, visti i risultati veramente deludenti e come tutti abbiano aggirato gli impegni presi. Il libero mercato e lo sfruttamento del pianeta e degli esseri umani non accettano regole. Allora si organizzano per mentire grandiosamente e pomposamente. Solo le isole polinesiani rischiano, in un futuro prossimo, di sparire sott’acqua. Purtroppo non hanno petrolio. Le masse tornino a dormire e “sperare”, chissà cosa poi, “per il futuro dei loro figli”.

L’irrazionalismo prolifera e dilaga a tutti i livelli.

Tito Boeri, noto renziano non a caso presidente dell’Inps, nonché terrorista delle pensioni future, ha dichiarato che i giovani, i famosi “nostri figli”, quelli che hanno 30 anni, dovranno lavorare almeno fino a 75 anni (per godersi poi due o tre anni di vita, visto come andrà a finire la sanità) per avere una pensione la metà, più o meno, di quelle attuali, che sono già grasso che cola.

Il ministro del lavoro, il perito agrario, Poletti, già noto genio delle soluzioni patacche nell’applicazione del jobs act, ha dichiarato che l’ipotesi di Boeri avverrà “se tutto va bene” e se i giovani potranno lavorare in modo continuo, altrimenti … Nemmeno quello. Ha dichiarato anche (come tutti da 20 anni a questa parte) che farà di tutto per produrre lavori stabili, ma che al problema delle pensioni “non ci sono alternative”, (come d’altronde per tutto il resto. Ma come è diventato facile fare il ministro!); i giovani dovranno comunque continuare a versare i contributi, anche se a perdere. Anche perché non gli risulta che siano stati inventati sistemi migliori o alternativi. Anzi i cosiddetti imprenditori hanno già chiesto il blocco della flessibilità in uscita. Tanto a licenziare gli anziani prima dei 60 anni ci pensano loro. E perciò bisogna avere fiducia, speranza, e continuare a votarli.

C’è la ripresa …  C’è la ripresa … C’è la ripresa … C’è un tambourine man che lo ripete tutti i giorni, a tutte le ore e dappertutto. Evidentemente affabulazione e menzogna non sempre funzionano tanto bene. I dati scientifici veri dicono che per tornare al livello del 2008 ci vorranno almeno 15 anni, e che, per una ripresa vera, ci vorrà un aumento di oltre il 3% annuo del Pil. Matematicamente lo zero virgola qualcosa attuale (che sempre zero è se non diventa almeno uno) non fa che allontanare di decenni una eventuale ripresa. Indovinate a chi credere nel frattempo? Alla Confcommercio per le feste natalizie con regali obbligatori? In fondo anche i bambini, ed è giustissimo, sognano di diritto.

Un’altra perla è quella della fregatura data a tutto il Pubblico Impiego sull’abolizione delle tutele dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, ormai a brandelli, sui licenziamenti ingiustificati. Avevano creduto, o magari sperato, che non toccasse anche a loro, ma solo al settore privato. Continuano a credere che l’ideologia talebana sull’abolizione del settore pubblico a favore del privato in tutti i campi, iter iniziato a piccoli passi da almeno 20 anni, quella sull’abolizione della democrazia a favore dei “capi”, ormai Amministratori Delegati plenipotenziari con remunerazioni moltiplicate, con inequivocabili e roboanti dichiarazioni sulla bontà, anche se ormai fallimentari, delle privatizzazioni (cantilena: privato è meglio!) e sulla flessibilità del lavoro come libertà personale (ovvero precarietà), tutto questo non li riguardasse. Non hanno fatto caso a quel che è successo agli insegnanti pellegrini, e peregrinanti, della scuola, anello debole del settore pubblico, con forti torsioni privatistiche e con spazi (e soldi) sempre più aperti alle scuole confessionali.

Ma il vero problema, in questo fine anno, rimane quello ipotetico-religioso. Presepe sì, crocifisso no, musulmani sì, pagode o moschee no … Poi si dice che la cultura non dà da mangiare, è vero, però occupa e riempie tanto sia lo spirito che i giornali. Tocca salvare almeno tante illusioni esistenziali e codificate quando cibo e benessere per molti non ci sono più. (cfr. dati sulla povertà nel nostro paese e il buonismo natalizio sciorinato dai consumi e dai media).

La speranza è il regalo più cattivo degli dei e delle religioni agli uomini. Inibisce qualsiasi azione reale e pragmatica aspettando Godot, nella perenne attesa “dell’uscita dal tunnel”, del “vedrai che andrà meglio” e dell’uomo risolutore e provvidenziale. Ma spesso anche di altro, tra sogno riparatore collettivo, o individuale, e difficile realtà. In fondo cos’è la realtà quando ce la possono costruire, presentare e infiocchettare? Basta crederci.

Alimentare devastanti speranze inutili, purtroppo non rientra nella categoria “crimini di guerra” malgrado sia in atto, con grande evidenza, quella dei ricchi contro i poveri. Poveri volendo. Guerra scintillante però anche di sogni infingardamente proibiti, esposti in tutte le vetrine, anche elettroniche e mediatiche.

Invece della celebre frase del rivoluzionario, nel film “L’anno del Signore”, con la testa già nella ghigliottina: “buona notte, popolo!”, bisogna trovare quella che dice:”buon sogno, popolo”. Almeno fa più bon ton.

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Discussione

Un pensiero su “Affabulazioni e menzogne ad ampio raggio

  1. VALORI E SOCIETA’

    I VALORI [che M5S dovrebbe introdurre, con la collaborazione di una P.I. moderna e di un comitato di cittadini qualificati, sulle base di un’alleanza con le categorie produttive] :
    L’Organizzazione ( e la programmazione seria ad essa collegata ) dovrà essere introdotta ovunque non esista e divenire un valore primario, come lo é già negli altri Paesi della U.E. ;
    (perché la scuola non ce la ha insegnata ? Forse per affondare il Paese?)
    La Chiarezza estrema nella espressione orale e scritta, per essere pienamente Europei, va perseguita ovunque, specie :
    ^ nelle scuole,
    ^ nelle leggi e regolamenti, che oggi sono talora ingestibili,
    ^ nei documenti ufficiali.

    In Europa Occidentale la chiarezza è perseguita dalle istituzioni, con questo obiettivo : una sola l’interpretazione possibile di uno scenario X. Anche l’Italia sociale deve arrivarci……
    I valori positivi di una Società della Fiducia (definizione di Peyrefitte) sono listati nel testo “La Lapide”. Essi dovranno, e potranno, con una catarsi, rimpiazzare i valori negativi attuali (furbismo, impunità, confusione, lassismo, comparaggio, monopolio, sonno della legalità).
    Promuovere con insistenza, nella vita sociale e nelle scuole, la riflessione, che dovrà essere preferita rispetto alle scelte intuitive. Soprattutto quando una decisione ha conseguenze sociali di larga portata.
    Promuovere inoltre l’uso della logica, della coerenza e del Realismo, i quali sono necessarii, in quanto ogni fenomeno complesso é soggetto a molte influenze, evoluzioni e limitazioni.
    Eliminare il “doppio scenario/doppio gioco” nella vita sociale : cosa possibile solo partendo dalla coerenza, dalla chiarezza, dall’efficienza e dall’impegno in ogni tipo di lavoro, inuadrati dalle 2 scale (una per far salire il merito, l’altra per far scendere i grattapanza). Imparare a ragionare nel sociale lucidamente, in maniera realista ed oggettiva, in modo costruttivo e chiaro.

    Contemporanea .promozione della conoscenza dei diritti ed obblighi da parte dei cittadini e conoscenza dei doveri e responsabilità dei dipendenti pubblici. La seconda potrà realizzarsi solo con criteri europei di reclutamento dei funzionari pubblici.

    Un punto di base : se la forma del pensiero, il metodo di lavoro (imparati a scuola) sono efficienti, tutta la società potrà progredire ! Una scuola migliore è necessaria !

    Ulrico Reali ulrich33@orange.fr

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    Pubblicato da Ulrico Reali | 08/12/2015, 22:16

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