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‘El presidente de la paz’: il nuovo libro di Marinella Correggia

Marinella-Correggiadi Andrea Tarallo – (da 21secolo.it)
Nello scorso mese di maggio, presso l’Associazione culturale ‘Massimo Gorki’ in Via Nardones 17, con il patrocinio del Consolato della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli, si è tenuta presentazione del nuovo libro di Marinella Correggia: “El presidente de la paz. Hugo Chávez. Resistenza all’imperialismo bellico, solidarietà internazionalista, cammino verso l’ecosocialismo”.  Noi del ‘XXI Secolo’ lo abbiamo letto per voi.
Il testo, edito da Sankara – una piccola casa editrice romana nata nel maggio del 2000 e gestita interamente da volontari – e vincitore del Primo concorso letterario ‘El pensamiento y la obra socialista de Hugo Chávez Frías’ organizzato nel 2004 dall’Associazione Trisol (Tricontinental de las relaciones internacionales y de la solidaridad) che ha sede a Caracas, pure constando di poco meno di cento pagine è caratterizzato da un’alta densità di contenuti espressi in maniera chiara e diretta. Ricco di geniali espressioni che dipingono la realtà a noi contemporanea, che di certo impreziosiscono lo stile scrittorio dell’autrice senza però divenire mai orpelli dal gusto barocco, questo saggio sulla politica estera di Hugo Chávez si candida ad essere a tutti gli effetti un pratico strumento per aprire una breccia nella cortina di luoghi comuni che circonda la figura dell’ex Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela scomparso nel marzo del 2013.

È l’autrice stessa a ribadire in più occasioni l’esistenza di una spessa coltre di disinformazione intorno all’operato dello statista di Sabaneta, valga da esempio quanto scritto a pagina 17: «Nella politica antimperialista e solidale di Hugo Chávez, la resistenza propositiva alle guerre da altri paesi scatenate e da altri paesi subite è stata fondamentale. Stranamente questo impegno per la pace, obbligo etico e politico, strumento e obiettivo, non è ricordato fra i meriti più importanti del defunto presidente». Dal 1999, con l’arrivo di Chávez al Palazzo di Miraflores – sede ufficiale del governo – Cuba non è più sola nella sua lotta contro le guerre imperialiste. Primo germoglio del socialismo del XXI secolo è costituto dall’Alba (Alianza bolivariana para América Latina y el Caribe), nata nel 2004 come alternativa all’ALCA (Área de libre comercio de las Américas) voluta dagli Stati Uniti.

Di pagina in pagina si apprende come quello voluto mettere in piedi insieme con Cuba non è stato soltanto un sistema di relazioni internazionali e internazionaliste all’insegna della complementarietà e della solidarietà, bensì un vero e proprio modello pacifico di mondo multipolare contrapposto alla globalizzazione bellicosa portata avanti dagli Stati Uniti. In quello che è un vero e proprio rovesciamento di termini l’Asse del Male non è più composto quindi da quei paesi che non si conformano ai diktat statunitensi ma dagli stessi Stati Uniti e dai loro «vassalli della Nato e dagli sceicchi, dai re e dagli emiri del Golfo».

Una lettura questa dell’autrice condivisa anche dalla rivista italiana di geopolitica Limes che non esita a definire Chávez uno dei grandi protagonisti della politica internazionale in quanto «grande punto di congiunzione che permette a elementi di contrapposizione al Nuovo Ordine Mondiale a guida USA di fare in qualche modo sistema».  Interessante ed originale è pertanto il «link virtuale fra due presidenti il cui incontro non fu permesso dai crimini della geopolitica e che oltre all’affinità di idee, strategie, piani rivoluzionari, riferimenti ideali, condividevano il lato umano» che inizia a pagina 44 e prosegue per tutto il secondo capitolo del libro: Hugo Chávez e Thomas Sankara, ex presidente del Burkina Faso assassinato nel 1987 nel corso di un cruento colpo di Stato.

21secolo Andrea Tarallo El presidente de la paz. Il nuovo libro di Marinella CoreggiaIl terzo e ultimo capitolo del libro è infine dedicato a un altro dei volti del socialismo del XXI secolo annunciato dal presidente Chávez il 30 gennaio del 2005: l’ecologismo. Il cambiamento della matrice produttiva non è più rimandabile, i cambiamenti climatici di cui noi tutti siamo testimoni altro non sono che un modo della Terra di chiederci il conto per decenni di sfruttamento scellerato. Ecco che allora dalla vulcanica mente dell’ex presidente venezuelano nasce l’appello alvivir bien e al buen vivir, allo scopo di riequilibrare il rapporto fra esseri umani e Madre Terra. Un appello a cui si è mostrata particolarmente sensibile anche Marinella Coreggia dal momento che, aderendo alla campagna ‘Scrittori per le foreste’ lanciata da Greenpeace, ha deciso di far stampare il proprio libro su carta riciclata.

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