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IMMIGRAZIONE: la Germania pronta a fermare il „turismo sociale“ di romeni e bulgari

immigrazione in Germania-bulgari-rumenidi Massimo Demontis (Berlino)
Il governo tedesco contro il “turismo sociale”. In una prima relazione di 133 pagine sul tema dell’immigrazione presentata a Berlino mercoledì scorso, il ministro dell‘Interno Thomas de Maizière (CDU) e la sua collega di gabinetto ministro del Lavoro Andrea Nahles (SPD) si sono schierati contro l’abuso di prestazioni e contributi sociali da parte degli immigrati.

In 133 pagine i piani di Berlino contro “turismo e frode sociale”

Secondo i piani dei due importanti ministri del Governo Merkel-Gabriel, Berlino – in caso di illeciti –  vorrebbe vietare agli immigrati dell’Unione europea un nuovo ingresso in Germania per un certo periodo di tempo. La relazione prevede anche una limitazione del legittimo periodo di soggiorno per la ricerca di un lavoro e direttive più rigide per il pagamento degli assegni familiari per i figli. Si vuole così evitare che un ente pubblico paghi due volte per lo stesso bambino.

Il documento del governo è il risultato di un duro dibattito innescato dalla CSU già alcuni mesi fa in seguito al diritto di soggiorno e libera circolazione dei cittadini romeni e bulgari in vigore dall’inizio dell’anno. Dal 1 gennaio 2014 per i cittadini della Bulgaria e della Romania, membri Ue dal 2007, vige anche la libera circolazione dei lavoratori nell’Unione europea per cui essi non hanno più bisogno del permesso di lavoro per stabilirsi in Germania.

La filosofia CSU: chi imbroglia, salta

In un documento accusato di populismo, dal titolo “Wer betrügt, der fliegt” (chi imbroglia salta, cioè viene cacciato), i cristiano-sociali bavaresi già con la testa rivolta alle elezioni comunali in Baviera e a quelle europee di maggio, avevano acceso la discussione parlando di “abuso sociale”.

De Maizière: l’abuso è un problema

Per de Maizière l’abuso di prestazioni e contributi sociali “è un problema semplice considerando tutto il territorio federale, ma preoccupante a livello regionale”. Ai comuni e alle città particolarmente colpiti dal “problema”, quelle a forte immigrazione dalla Romania e dalla Bulgaria, il governo ha assicurato il suo aiuto. Nei prossimi sette anni riceveranno 200 milioni di euro, 140 dei quali provenienti da fondi europei.

Duisburg, Francoforte sul Meno, Hannover, Mannheim, Dortmund e Monaco le città nelle quali negli anni scorsi è cresciuto il numero degli immigrati dalla Bulgaria e dalla Romania e dove il numero di cittadini dei due paesi percettori delle prestazioni sociali previste dalla legge Hartz IV sarebbe cresciuto del 50 per cento dal 2012 al 2013.

I ministri Andrea Nahles e Thomas de Mazière hanno detto che il diritto di libera circolazione e di soggiorno in Europa è irrinunciabile, ma che il governo è compatto nel sostenere le proposte della commissione di lavoro basate su di un “dibattito razionale e differenziato”. Il lavoro nero e i finti lavori autonomi dovranno essere combattuti meglio e contemporaneamente dovranno essere potenziate le misure di integrazione.

“Preoccupante” la crescita dei percettori di assistenza sociale Harzt IV in alcune città ha detto de Maizière. Per l’uomo di fiducia della Merkel  “è necessario agire contro di essa adesso affinché non diventi un grosso problema per tutta la Germania”.

Il lamento dei Comuni

Il rapporto della commissione afferma che città e comuni si sarebbero lamentati di essere gravati di problemi a causa di immigrati socialmente deboli e con basse qualifiche, con in parte bassi livelli di istruzione e senza formazione professionale, senza assicurazione sanitaria, senza chance nel mercato del lavoro e senza soldi per potersi permettere un alloggio decoroso.

Favorevole a una rapida realizzazione delle proposte contenute nel documento della commissione interministeriale il Deutscher Städtetag, una organizzazione che riunisce numerose città e comuni. “È un primo passo nella giusta direzione” ha affermato Sören Link, sindaco socialdemocratico di Duisburg. Critica con il governo, che accusa di “scarsa differenziazione e attenzione ai problemi dell’immigrazione”, la sua collega di partito Birgit Zoerner assessore a Dortmund.

Nessuna frode di massa

E critici contro i piani del governo sono anche Die Linke e i Grünen. Secondo entrambi i partiti non esistono dati che confermino una frode sociale di massa. Anzi, i cosiddetti “parassiti sociali” romeni e bulgari sarebbero un’eccezione. Il 24,5 per cento degli immigrati dei due paesi avrebbe un titolo di studio accademico.

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