Annunci
Confessioni Audit Eterodossie Satire, CRISIS, Diritti sociali diritti umani, Geopolitica Conflitti Pace

Criminalità globalizzata

criminalità globalizzatadi Tonino D’Orazio
Le organizzazioni fuori legge sono sempre esistite, ma oggi, l’abbandono delle sovranità nazionali, la girandola di enormi capitali in libero movimento hanno prodotto varie forme di pura delinquenza. Oligarchie russe, mafie albanesi, siciliane e calabresi, triade cinese, yakuza giapponese, pirati, ecc. fanno affari nella prostituzione, trafficanti di stupefacenti e droghe, di armi, di diamanti, di legno, di opere d’arte, di materiale radioattivo, di sigarette, di medicinali, di esseri umani e dei loro “pezzi di ricambio”, di animali.

Compreso il traffico dei capitali che godono di una extra-territorialità “legale” in paradisi fiscali e non, che non è meno micidiale della malavita organizzata. Anzi, ne costituisce la cupola e il livello di comando.

La legalità, l’ordine pubblico, intere popolazioni e settori dell’economia, province, regioni, stati passono sotto il dominio del denaro sporco, della corruzione se non della “guerra”.

Spesso sono gli Stati stessi, tramite dittatori, governi corrotti, accordi insulsi, a permettere alla delinquenza, alle lobbie o anche a gruppi paramilitari, di scorazzare in attività illecite.

Vale la pena elencare una serie di organizzazioni a vario titolo criminali, intendendo con questa parola anche la morte morale e il genocidio sociale. Tutte sono fautori di morte “violenta”. Si potrebbero scrivere interi libri su ognuno dei paragrafi che seguono e molti ne sono stati già scritti.

Iniziamo con “Big Pharma”. Un manipolo di case farmaceutiche si dividono il lucroso mercato mondiale per arricchire i propri azionisti. Si muore nel Sud del mondo per carenza di medicine, o perché spesso troppo care, e si soffre al Nord per iper consumo, se non per gli effetti collaterali che producono.

Nessuno riesce a controllarle e il loro terreno favorito è la corruzione a livello generale e atomizzato in migliaia di rivoli. Pensiamo alla GlaxoSmithKline italiana (2003) quando furono incolpati di corruzione circa 2.900 medici di base, 37 impiegati e 35 medici della ditta stessa, 80  procacciatori.

(Chissà cosa sarà successo, da allora, in questi ultimi dieci anni!). Stessa cosa in vari paesi d’Europa. Negli Stati Uniti è bastato controllare i contributi alle campagne elettorali dei parlamentari, democratici o repubblicani, per scovare la filiera lobbistica. Abbiamo visto com’è finita la riforma della sanità di Obama.

Pensiamo anche alla “guerra” in corso tra la triade (Stati Uniti, Europa, Giappone: 88% del consumo mondiale di medicine) e i paesi poveri ed emergenti, sin dagli anni ’90 e oggi acutizzata, per la produzione di medicinali generici e a basso costo.

Per non parlare di medicinali che spesso non servono a nulla (vaccini vari) ma acquistati ad ogni terrore mediatico debitamente rilanciato dai media o di medicinali estremamente rari e quindi costosissimi (quelli vitali) e le uniche lucrose ricerche afferenti.

Inutile aggiungere i vari scandali di questi ultimi anni tra cui le protesi mammellari (500.000 donne nel mondo) di una ditta francese che utilizzava gel adulterato o le valvole cardiache artificiali difettose del San Raffaele di Milano. Oppure addirittura l’inserimento di virus Hiv o cancerogeni in vaccini somministrati in Africa su milioni di persone, oserei dire cavie, appena denunciati. Ci sarebbe molto altro da dire.

In Colombia, (ma non solo) la ricchezza di alcune famiglie ha il colore del sangue. Quello Stato non ha mai negato, se non ultimamente, che i paramilitari erano figli suoi ed erano armati da settori politici, padronali e finanziari per soffocare l’opposizione. I morti accertati sono, tra il 1988 e il 2003, 14.476, tra cui ovviamente molti rappresentanti delle forze sociali. Parimenti l’accumulo della ricchezza di dette famiglie sono il risultato di spoliazioni varie (interi territori agricoli fatti abbandonare da guerriglie varie e ricomperate in centesimi) e di narcotraffico con produzione di cocaina indispensabile al consumo mondiale, ma soprattutto degli Stati Uniti.

I narcotrafficanti agiscono ancora oggi come “bravi allevatori” armati per difendere i loro diritti. Il flusso di denaro prodotto e posseduto rappresenta più del Pil totale dello stato colombiano stesso (e di tanti paesi poveri) e scorazza in attività finanziarie illecite nel mondo intero, Italia compresa. Quanti i morti complessivi?

La prostituzione. Anche se le persone che si prostituiscono non fanno tutte parte della rete mafiosa, una grande maggioranza ne è comunque vittima. Migliaia di donne provengono dai paesi dell’est, ormai democratici, altre che dai paesi africani, asiatici e sud americani, spinte a vendere il loro corpo, ma spesso a subire soprusi morali e fisici insopportabili. Nell’era della mondializzazione anche la tratta delle donne si globalizza. Ovviamente, essendo un business meno pericoloso che la vendita delle droghe e non essendoci nessun quadro giuridico per combatterlo, è un settore in forte espansione accoppiato a una miseria complessiva in aumento dappertutto.

Il furto e la refurtiva delle opere d’arti. Il valore accertato varia tra 3 e 4,5 miliardi di euro, subito dopo il traffico di armi e quello delle droghe. Non vi sono necessariamente morti, ma viene derubata la storia e la cultura di un popolo affinché qualche ricco epulone possa “godere” e possedere queste opere in modo nascosto e solitario. In realtà, a ben guardare, causano perdite irreparabili al patrimonio soprattutto delle nazioni del Sud, poiché il traffico delle opere si sviluppa verso i paesi nei quali vi sono i più grandi e ricchi mercati artistici.

Le stesse convenzioni internazionali per il recupero di questi beni hanno pochissima efficacia. Sta alla propria popolazione proteggersi. L’esempio più lampante avvenne durante l’occupazione americana dell’Iraq, quando i cittadini riuscirono, sotto i ciechi bombardamenti a “tappeto”, a salvare le opere del famoso museo di Bagdad.

Quei “selvaggi” non trafugarono le opere e i reperti, come ci diede ad intendere la stampa occidentale, ma li riportarono nel museo appena finiti i bombardamenti salvandoli il più possibile. Comunque, dal 1991, sono state trafugate più di 4.000 oggetti. Centomila tombe sono state saccheggiate in Perù, rubate 16.000 icone nelle chiese di Cipro …

Ovviamente il commercio delle armi. Intanto ci sono gli armamenti pesanti. Qui entrano in gioco direttamente gli stati, i governi democratici, le dittature, la produzione industriale. Sono anche armi pesanti ma convenzionali, carri armati, cannoni, obici, elicotteri, bombe e aerei. Nota la vicenda italiana dell’acquisto obbligatorio degli F-35. Navi e sommergibili da guerra, anche a propulsione atomica. Vi sono interi arsenali scomparsi, dopo le ultime “piccole” guerre umanitarie, come quelli della Bosnia o quelli libici (ritrovate in parte nella guerra civile del Mali o in Siria).

Poi ci sono le armi leggere vendute soprattutto nei paesi poveri, dove vi sono guerre etniche e religiose, con genocidi e massacri. Tra loro vi sono micidiali mine antiuomo che scoppiano anche anni dopo, pallottole all’uranio impoverito (in modo che la morte possa arrivare anche tempo dopo tramite cancri vari), gas asfissianti di ogni tipo (tutti i paesi ne posseggono tonnellate, anche se i cattivi sono sempre gli stessi).

C’è poco da aggiungere sulle varie piste mondiali (già note) di produzione e di distribuzione delle varie droghe, naturali o artificiali. Gli itinerari dei narcotrafficanti si sono differenziati in questi ultimi anni. Gran parte dei profitti non arricchiscono certamente i coltivatori, e le enormi ricchezze prodotte, “ripulite”, riciclate, rimangono nei paesi occidentali e vengono reinvestiti in mille modi, compresi acqua e cibo. Ad esempio pagando solo il 5% allo Stato italiano per farselo ripulire (invece di pagare il 30-40%) o ai vari trafficanti di denaro o alle banche. Il denaro fittizio ed il mercato globale sono già un crimine in sé ma cosa dire di milioni di morti e milioni di umani ridotti a larve. Di morti e poveri incastrati tra le guerre dei narcotrafficanti stessi.

Non ci sono solo la Colombia, il Perù, la Bolivia, l’Afganistan (in un paese in ginocchio a causa della nostra “umanitaria” occupazione; gli allevatori sono diventati coltivatori di papavero, e i “capi” possono finanziare cospicuamente talebani e altre fazioni); quasi tutti i paesi asiatici, anche l’Africa dell’Ovest è diventata area preminente per il traffico della cocaina.

Con la coscienza tranquilla i governi occidentali insorgono contro i trafficanti di droga dell’America latina e chiedono fermezza a questi governi contro gli agricoltori, spesso minatori disoccupati e cacciati dalle miniere dalle imposizioni del Fondo Monetario Internazionale.

A volte qualche arresto eclatante permette di coprire tanti scandali finanziari e bancari, se non direttamente delle istituzioni. Il mortale flusso di denaro sporco influenza complessivamente la finanziarizzazione dell’intero pianeta. Una “mondializzazione felice”, grazie a “meno Stato” e meno controlli reali.

Già dagli anni ’90 gli esempi di Panama, del Nicaragua o dell’Afganistan mostravano che l’enorme  denaro raccolto giocava un ruolo essenziale nei conflitti e nelle crisi regionali, intrecciandosi con gli interessi finanziari e politici locali.

Il traffico dei clandestini. Possiamo definirlo schiavitù moderna. I flussi sono: dall’America latina verso Europa e Nord America; dall’Africa Sahariana verso l’Europa e i paesi arabi del golfo; dai paesi dell’est (Asia e Europa) verso l’America del Nord, l’Europa Ovest e i paesi arabi del golfo; dall’Asia del Sud verso l’Europa e i paesi arabi del golfo. Insomma Europa sempre. Il Canale di Sicilia è la tomba di migliaia di persone, fisica, sociale e morale. Le statistiche mondiali (approssimative ovviamente) indicano una percentuale del 76% di donne e ragazze “esportate” e 24% di uomini. (ONUDC 2012).

Il traffico è estremamente lucrativo, soprattutto quello del commercio degli organi umani. Quest’ultimo ancora poco conosciuto, ma in scambi medico-scientifici, anche clandestini, sempre più efficaci. Mors tua, vita mea.

Ci sono traffici immensi e nascosti alle nostre società. Ad esempio i diamanti, per i quali da alcuni secoli muoiono migliaia di persone, sia per scavarli che per le guerre civili scatenate dagli avidi e amorali  “colonizzatori”. Basta pensare al Katanga e alla sua storia di sangue che coinvolge a tutt’oggi i paesi limitrofi. La stessa cosa vale per altri minerali come l’oro, il rame (Cile e Perù), i materiali radioattivi, i legni pregiati come l’ebano africano o il teck della Malesia.

E poi ci sono i peggiori, se così si può dire, in assoluto. Gli agglomerati bancari. In questa fase di “capitalismo della menzogna”, di fallimenti fraudolenti (Enron, WorldCom, Qwest, Tyco, Lucent, Xerox, varie banche europee e italiane, ecc…) questi “signori” rovinano decine di migliaia di salariati, di azionari e di pensionati. Non sono purtroppo poche eccezioni in una globalizzazione dove regna sovrana l’impunità, non solo, ma anche l’obbligo di rifinanziarli con il denaro pubblico.

Le banche sono diventate la vera rappresentazione della sacralità moderna e la disperazione di una società che si vorrebbe più giusta. Infatti sono diventate gli strozzini legali e transnazionali di tutti i paesi del mondo, riducendo in miseria milioni di famiglie e accaparrandosi tutta la ricchezza prodotta da tutti, e tutti i fondi destinati alla convivenza sociale dei paesi stessi.

Sono gli organizzatori dei cosiddetti “krachs”, cioè di fallimenti pilotati dopo aver spolpato completamente l’impresa. E’ un giochetto che sta funzionando bene, ai massimi livelli e ad altissimo rendimento, cioè miliardi di dollari. Ovunque i dirigenti hanno saccheggiato la loro impresa utilizzando falsi contro-poteri di controllo. Dietro di loro il deserto, cioè il disastro umanitario sotto tutti i punti di vista. Non c’è lotta efficace contro questo tipo di mafia e di banditismo legale. Anzi c’è la protezione culturalmente vincente del libero mercato. Cioè, l’istituzionalizzazione del genocidio sociale, di un crimine contro l’umanità.

Annunci

Discussione

2 pensieri su “Criminalità globalizzata

  1. Si parla spesso di criminalità organizzata facendo riferimento ad altri Paesi, mentre in Italia il Crimine é parte intregrale delle Istituzioni.
    L’ENIGMA ESISTENZIALE DI UN PAESE DISTRUTTO DA UNA POLITICA FERMA ALL’ASILO.
    Le diverticoliti intestinali impunite generate dallo Stato Italiano e la Mafia Istituzionalizzata, lungo il cammino che offende la Democrazia e strozza la ripresa con i tanti nodi soffocati, che prima o poi arrivano all’opinione pubblica internazionale ed agiscono di conseguenza.

    La Giustizia nel Paese è morente, l’Opposizione è morta, i Sindacati tutti morti, la Fede è morta, il Futuro è completamente morto, mentre dalla vetta continuano a diffondere speranze di ripresa con l’aumento incondizionato di Tasse e Imposte, Truffe e Speculazioni, Sfratti e Multe ingiuste.
    Unica Funzione attiva: la Mafia Istituzionalizzata ancora ben funzionante, estesa sino al Tribunale Europeo di Strasburgo per fare saltare i ricorsi con la collaborazione di Giudici e personale di parte, Politicizzati e Santificati.
    Sin dai tempi della Democrazia Cristiana con una Politica maestrale fondata su abusi e corruzione,
    imponendo al Paese un giro vizioso di privilegi per la Kasta, distribuendo poltrone ai sostenitori del Partito per allargare i consensi di tutti coloro che abbracciano il pensiero Politico di fedeltà ai programmi del Partito e vanno in chiesa a sbattersi il petto per i peccati ripetitivi e impuniti del giorno prima.
    Centinaia di Furti e Scandali tutti Istituzionalizzati, soffocati all’informazione e impuniti, con l’aiuto di una Giustizia di parte consenziente, di una Politica egoistica ferma all’Asilo, di Sindacati e sostenitori deprivati della ragione, e da una Chiesa Cattolica con fedeli destituiti dell’uso della Giustizia: condizionati a soffrire, pregare e perdonare per tenere la mente occupata, con ripetute scenate di piazza per dimostrare l’afflusso di bidoni umani in maggioranza stranieri: Filippini, Polacchi, Argentini, Brasiliani, Suore e Preti, bisognosi di una grazia o di un Miracolo extra terrestre.
    Dal 1972 al 1992 per decreto legge emesso da Giovanni Leone (considerato l’uomo degli scandali, poi obbligato a dimettersi), allora Presidente della DC, tutti i lavoratori Italiani furono derubati di una tassa addizionale inizialmente programmata per la creazione di un Fondo GESCAL che avrebbe permesso allo Stato di raccogliere miliardi con la causale di fabbricare case popolari per i bisognosi.
    Fu rafforzato l’Ente denominato IACP amministrato da personale Politico ubbidiente al Partito, nel quale furono incamerati una parte dei soldi raccolti e iniziarono a costruire case a costi superiori al valore di mercato, per far fronte al supporto della corruzione Politica Italiana ormai incarnata a livello Nazionale.
    In quanto al resto dei soldi, la parte più consistente della torta costruita in vent’anni di ricavi, migliaia di miliardi, non si sa che fine abbiano fatto. Nel frattempo molti Politici sono diventati ricchissimi. Pare che la DC, o chi per lei, disponesse di molti Palazzi in Svizzera. Pare che il Presidente Moro, in poco tempo divenne miliardario, ma non riuscì a portarsi dietro la sua fortuna, eliminato ante tempo dalle Brigate Rosse. Pare che varie storie di suicidi eccellenti siano collegati a intrallazzi Politici per interessi Economici che sicuramente non porteranno nel al di là.
    Bisognerebbe chiedere alla DC, ai Sindacati e ai Governi ombra di allora, i quali Governarono il Paese per tanti anni, , come nacque il pentolone senza fondo che diede origine al penoso debito Pubblico Nazionale sempre crescente sin dall’inizio della crisi dagli anni 70 sino ai nostri giorni.
    Terminate le costruzioni nel 1975, lo IACP iniziò ad assegnare le case alle famiglie a condizioni di riscatto, in modo che l’Ente rientrasse nei soldi della costruzione attraverso i mutui Bancari. Il colpo di scena, i documenti relativi al riscatto non sono mai arrivati, malgrado proteste e ricorsi alle Autorità superiori. Nessuno risponde. Legge del silenzio per non cascare nell’inganno. Intanto i Condomini pagavano le bollette mensili gonfiate, deprivati persino dei servizi fatturati e mai goduti, il tutto per mantenere una Piramide di corrotti e corruttori al servizio dei vari Partiti.
    Nel 2001 lo IACP viene sostituito in gran segreto dall’ALER, cancellando ogni precedente accordo con gli inquilini. L’ALER subentra come dipendenza della Regione amministrata da rappresentanti della Chiesa Cristiana, la quale con la forza si impadronisce delle case già pagate oltre dodici volte il valore originale, sottraendo sia i soldi iniziali versati dai lavoratori alla GESCAL, sia i pagamenti versati dagli inquilini per oltre 37 anni: le case diventano proprietà della Regione nelle mani del Partito di Comunione e Liberazione.
    L’ALER, come dipendenza della Regione Lombardia, Governata da Roberto Formigoni dal 1995 sino al 2012, apparente autore del colpo mancino del millennio, rappresentante del Partito della Chiesa “Comunione e Liberazione” ubbidiente al gioco Politico del magna tu che magno anch’io, il tutto soffocato per anni dall’informazione, minacciando di sfratto tutte le famiglie che non sottostanno a pressioni e soprusi imposti dal sistema, con l’appoggio dei Sindacati e dei Politici a libro paga.
    Il caso non fu mai risolto nonostante i vari cambi di Governo. Uno scandalo di grandi proporzioni di cui non tutti sono informati, e fu riportato all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale come uno dei tanti reati impuniti dello Stato Italiano.
    Oggi la Nazione oltre alla Crisi, paga le conseguenze dei furbetti, con una recessione causata da diversi decenni di Sciacallaggio Politico e Spirituale, sostenuto da sceneggiate di piazza.
    In breve questi manigoldi hanno rubato i soldi, le case e il capitale originale che avrebbe permesso di costruire altre case.
    Anthony Ceresa.

    Mi piace

    Pubblicato da Anthony Ceresa Milano Italia | 28/09/2013, 18:47
  2. Uno splendido dibattito, che non nasconde dietro il concetto della “globalizzazione” le vecchie e nuove criticità presenti nelle relazioni internazionali.

    Mi piace

    Pubblicato da enrico | 30/09/2013, 14:33

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Annunci

Sostieni CAMBIAILMONDO

Dai un contributo (anche piccolo !) a CAMBIAILMONDO

Per donare vai su www.filef.info e clicca sull'icona "DONATE" nella colonna a destra in alto. La pagina Paypal è: filefit@gmail.com

Restituire la sovranità agli elettori: firma la petizione

Inserisci la tua e-mail e clicca sul pulsante Cambiailmondo per ricevere le news

Segui assieme ad altri 1.395 follower

LINK consigliati

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Blog Stats

  • 751,395 hits

ARCHIVIO

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: