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Europa, Politica

Elezioni in Baviera. Trionfa la Csu di Horst Seehofer

Horst Seehoferdi Massimo Demontis (Berlino)
È stato un trionfo per Horst Seehofer e per la Csu. I cristiano sociali, dopo il pesante tracollo del 2008 (-17 per cento) e l’obbligo di un governo di coalizione con i liberali dell’Fdp, “riconquistano” il cuore e i cuori della Baviera, la maggioranza assoluta nel parlamento bavarese e 1 elettore su 2.  Csu al 49 per cento, un crescita 5 per cento in più rispetto al “maledetto” 43 per cento del 2008, e le assegnano 101 seggi nel Maximilianeum, il parlamento della Baviera.

Una vittoria travolgente per il leader dell’Unione cristiano sociale Horst Seehofer e non giocoforza per Angela Merkel, come scrivono alcuni giornali.

Seehofer è riuscito a battere lo “spettro” del 2008, a spazzare via dal parlamento i partner di coalizione, i liberali della Fdp, sottraendogli 120.000 voti, a vincere a mani basse contro il candidato capolista della Spd Christian Ude, il popolare sindaco della capitale Monaco, a mobilitare il vecchio elettorato (anagraficamente parlando, 50 anni la media). “È una vittoria formidabile, siamo di nuovo un partito popolare (in termini numerici, ndr). È una dimostrazione di fiducia e di consenso per la nostra politica per la Baviera e per il nostro governo. L’anno 2008 è così storia” ha dichiarato a caldo Seehofer subito dopo la prima proiezione ufficiale.

La Spd guadagna con Ude un magro 2 per cento rispetto alle precedenti elezioni regionali fermandosi ad un altrettanto magro 20,5 per cento. I socialdemocratici devono dunque alzare bandiera bianca di fronte allo strapotere di quello che in Baviera è un partito sistema, la Csu.

Congratulandosi con il leader Csu, Ude ha ammesso di “non essere riuscito a raggiungere l’obiettivo nonostante la crescita di consensi: impedire la conquista della maggioranza assoluta alla Csu”. Esprimendo una moderata soddisfazione “contro coloro che avevano pronosticato il declino della Spd” il sindaco di Monaco ha sottolineato che il risultato del suo partito segna “un’inversione di tendenza” rispetto alle precedenti elezioni.

Soddisfatto anche il presidente del partito Sigmar Gabriel, soprattutto per la sconfitta della Fdp. “ La gente è stufa dello loro bugie e del loro lobbismo e li ha cacciati dal parlamento. La Merkel avrà di che compiacersi con Seehofer e con la tassa sulle auto” (l’allusione è alla richiesta avanzata dalla Csu di un pedaggio autostradale da far pagare agli automobilisti stranieri, ndr) ha detto Gabriel commentando il risultato del voto nella sede centrale del partito a Berlino.

Disfatta per l’Fdp che non raggiunge il quorum del 5 per cento. I liberali si fermano attorno al 3 per cento, perdono quasi il 5 per cento e dopo cinque anni di governo con i cristiano sociali escono con la coda tra le gambe dal parlamento bavarese. Un brutto segnale per le elezioni federali di domenica prossima e per quelle in Assia. E una preoccupazione in più per la cancelliera Merkel che deve fare i conti con un eventuale flop dei liberali nelle elezioni federali, con la “guerra” che essi scateneranno a partire da oggi nell’elettorato liberal-conservatore per la conquista del secondo voto (il sistema tedesco ne prevede due, l’Erststimme, il primo voto, il voto diretto ai candidati nei collegi uninominali e il Zweitstimme, il voto alla lista di partito) con l’incognita del nuovo partito anti euro Alternative für Deutschland.

L’Fdp sperava di poter contare sul bonus del governo e di poter sfruttare la scia degli incoraggianti risultati in Bassa Sassonia e nel Nordreno-Vestfalia (superiori ai trend delle precedenti elezioni regionali, alle aspettative e ai sondaggi) e invece “deve fare i conti con una pesante sconfitta”, come ha detto il presidente del partito Philipp Rösler, e con un travaso di voti a favore dell’alleato Csu. Visibilmente contrariato, Rösler ha chiesto al suo partito di non scoraggiarsi e di mobilitarsi per gli ultimi giorni di campagna elettorale, “altrimenti se dovesse perdere la coalizione Cdu-Csu e Fdp Sigmar Gabriel (il leader Spd) potrebbe ricattare Angela Merkel per ottenere un governo Csu-Spd alle sue condizioni minacciando una coalizione Spd-Linke e Grünen (i verdi tedeschi)”.

Buono il risultato dei Freie Wähler (Liberi elettori), una formazione politica che fa della partecipazione popolare e dei referendum la propria bandiera politica e che è riuscita a imporre alla Csu – con la minaccia di un referendum – la cancellazione delle tasse universitarie. Pur perdendo l’1,7 per cento rispetto al 2008 i Freie Wähler ottengono l’8,5 per cento e si contendono un testa a testa con i Grünen.

Toni combattivi e facce deluse in casa verde per quell’8,5 per cento che preclude al partito un risultato a due cifre e non fa dormire sonni tranquilli a Jürgen Trittin e Katrin Göring-Eckardt, i due capolista alle elezioni federali. I dirigenti dei Grünen provano a dare una scossa ai militanti e a mobilitare l’elettorato cercando di spazzar via l’immagine affibbiatagli dai media, dagli avversari e da taluni commentatori politici di essere il partito delle tasse. “Ora dobbiamo batterci per ogni singolo voto. In gioco c’è il ritorno all’atomo o la svolta energetica, la nostra politica fiscale che non significa più tasse ma meno tasse per i contribuenti, più investimenti nella formazione e per l’assistenza ai bambini” ha spiegato Katrin Göring-Eckardt.

Confermate le attese per il partito di sinistra Die Linke e per i Piraten i quali ottengono rispettivamente il 2,1 e 1,9 per cento e restano fuori dal parlamento bavarese.

In crescita l’affluenza alle urne, dal 57,9 per cento del 2008 al 64,5 per cento del 2013.

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