di Debora Billi
Il calcolo che gli illustri economisti non hanno fatto, lo propone l’Istat: per portare il rapporto debito-Pil al 60% ci vorranno 80 anni. Se il Paese cresce, naturalmente. – Dal momento che ho un’incrollabile fiducia nell’informazione italiana, sono sicura che le grandi testate rilanceranno ed approfondiranno alla velocità della luce una notizia importantissima diffusa da Reuters Italia (Reuters, non un ciclostilato dei centri sociali) già una settimana fa.

Si tratta di questo. Secondo i calcoli dell’Istat (Istat, l’istituto nazionale di statistica, un ente pubblico: non un ragionier Rossi qualsiasi), se non cambiano le regole del bilancio l’austerità durerà ottant’anni. Poi smetteremo finalmente di tirare la cinghia.
Per chiari motivi anagrafici non vedremo il luminoso futuro né io né voi, lettori. Magari i vostri figli, se siete giovani. Altrimenti i nipoti o i bisnipoti. Eppure i politici continuano a giurare che l’amara cura di lacrime sudore sangue è una medicina portentosa, la svolta è dietro l’angolo (sì, come no), bastano pochi mesi, un annetto massimo, e si rialza la testa tutti quanti di nuovo.

Non prendiamoci in giro: sapevano benissimo che non è veroanche prima che glielo dicesse l’Istat. Adesso veramente non hanno più scuse. Il re è nudo, come nella fiaba di Andersen. Purtroppo la vocina che lo segnala non diventa un assordante coro di sberleffi e lazzi: che diamine, siamo in Italia, mica in una fiaba.
Insieme al Rapporto 2013, dunque, l’Istat ha diffuso un allegato con una simulazione degli effetti del fiscal compact, cioè lo scellerato obbligo (ce lo chiede l’Europa…) di ridurre ogni anno il rapportodebito pubblico-Pil fino a che non sia raggiunta la fatidica soglia del 60%.

Pur senza citare l’Italia, l’Istat ha calcolato gli effetti del fiscal compact su un Paese che – guardacaso come l’Italia – ha un rapporto debito-Pil del 130%. Ha calcolato un tasso di crescita dell’1% (ottimisti, l’Italia è in recessione) e un costo medio del debito del 4%, compatibile con l’altalena del famoso spread.
Risultato. Ci vorranno appunto circa 80 anni per portare il rapporto debito-Pil al 60%.
Bisogna cambiare strada. Per noi e per i nostri figli. Il re è nudo: diciamolo, almeno.

 

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Fonte: http://crisis.blogosfere.it/2013/05/istat-lausterity-finira-nel-2093.html


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3 risposte a “Istat: l’austerity finirà nel 2093”

  1. Avatar valeria manini
    valeria manini

    e chi se ne frega è una vita che sto in austerity

  2. Avatar Ulrico Reali

    Certo che bisogna cambiare strada ! Dall’estero si capiva da 5 anni che bisogna divenire efficienti, bisogna abbandonare le menzogne, bisogna liberarsi dai politici (che ci han partato a questo punto), bisogna iniziare a combattere la CORRUZIONE, invece di accettarla ovunque…… Bisogna insomma divenire……. seri ….Bisogna che i cittadini si sveglino e imparino a pensare/ragionare come in Europa avanzata….

    Che la recessione sarebbe arrivata, si capiva 5 anni prima , a patto di aver fatto un lunghissimo paragone su Italia-Europa/modi di gestione pubblica.

    Appunto quel che ho fatto, in quanto ho voluto andarmene nel ’82, sono entrato in un Organismo Europeo, ho viaggiato l’Europa per 22 anni, ho lavorato con Europei di ogni lato e cultura.

    La mia pazienza : per un 10ennio ho raccolto gli indizi. Ora ho le conclusioni su :

    – quali strumenti mancano in Italia per poter gestire un Paese ;
    – perché l’Italia è nata malata 150anni fa ;
    – cosa è necess. fare, subito ! (se si vuole evitare di chiamarsi “Terzo Mondo”, ci si arriva presto, non è difficile)

    Mi contattate se volete parlare di cose serie (non mi occupo di politica, la politica in Italia è inutile. Basta vedere quel che disse NITTI…Veda + avanti). Dichiaro di poter dire molto : la chiave che ci vuole per portare l’Italia fuori dalle sue stupidaggini…e cominciare ad esser serii…., è la scoperta della REALTA’ sociale.

    Ulrich Realist

    Unità incompiuta http://www.corrierecaraibi.com/RUBRICA_SPECIALE_URealist_110221_IL-grande-evento-europeo-del-1861.htm

    Vecchia Storia http://www.corrierecaraibi.com/RUBRICA_SPECIALE_URealist_101011_Vecchia-storia-sempre-attuale.htm

    Vorremmo http://www.corrierecaraibi.com/RUBRICA_SPECIALE_URealist_100818_Vorremmo-certo-ma-potremmo.htm

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