m5s-cambiamo musicadi Alfiero Grandi
Senza dubbio nell’elezione dei presidenti delle Camere si sono verificate 2 importanti novità. Laura Boldrini Presidente della Camera e Piero Grasso Presidente del Senato rappresentano insieme un’evidente svolta politica e una garanzia sul funzionamento delle Camere. Le novità di queste elezioni  sono state tali da aprire interrogativi anche nel M5S, inducendo comportamenti differenziati nel voto. Tuttavia i passaggi più impegnativi di questa legislatura – nuovo Governo e nuovo Presidente della Repubblica – sono ancora da realizzare per garantirne un avvio effettivo.

La riedizione di una maggioranza simile a quella che ha sorretto il Governo Monti nella scorsa legislatura resta un pericolo non del tutto scongiurato. Il lavorio per questo obiettivo continua.

Va apprezzato che Bersani abbia escluso la possibilità di una riedizione della maggioranza che ha prodotto i provvedimenti (o non li ha prodotti come quelli per occupazione e sviluppo) che sono all’origine di tante sofferenze sociali e della dura reazione critica degli elettori verso il Pd, a cui sono mancati quasi 3 milioni e mezzo di voti e i 6 milioni che mancano a Berlusconi non bastano come consolazione. Le dichiarazioni eversive e ricattatorie di Berlusconi confermano che con questo centrodestra non si può in alcun modo costruire una qualunque forma di maggioranza politica, neppure di emergenza, perché la vera emergenza sono loro.

Le dichiarazioni di Monti a favore di una maggioranza che comprenda Pd e Pdl e i comportamenti ambigui che ha ispirato in occasione del voto sulla Presidenza del Senato, indicando di votare scheda bianca,  confermano che il problema non è affatto archiviato. Il Pdl vorrebbe rientrare nel gioco politico per la formazione del nuovo Governo e per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica e quindi spera che la posizione di Monti riapra i giochi.

E’ in questo quadro che diventa importante il comportamento del M5S, soprattutto al Senato. Verso questo Movimento ci sono atteggiamenti contraddittori. Senza dubbio è una contraddizione che M5S dichiari che la partecipazione è in cima agli obiettivi e poi il suo leader pretenda le dimissioni quelli che hanno votato Grasso, come aveva già fatto in precedenza con altri dissenzienti. M5S sostiene che ciascuno vale uno, che nessuno è sovraordinato al altri, ma questo è vero solo fino a quando Grillo non decide diversamente. Il recente statuto ultraccentrato e familistico depositato da un notaio, non depone certo a favore della credibilità del M5S.

Tuttavia il M5S è anche altro, nel suo programma ci sono punti di grande interesse (accanto ad altri che lasciano qualcosa di più di un dubbio) e ha contribuito a portare alla ribalta l’esigenza di un forte rinnovamento, che è rappresentata anche da una parte dei suoi eletti. Forse è inevitabile che in un movimento di rottura coesistano aspetti diversi, contraddittori tra loro.

Per questo occorre resistere alla tentazione dei settori che premono per mettere ai margini questo Movimento, con il quale occorre invece impostare un confronto e un dialogo, se necessario uno scontro, in grado di aiutarne un’evoluzione positiva.

Del resto questo confronto è già iniziato, a volte senza riconoscerlo esplicitamente.

E’ certamente un tentativo di dialogo con il M5S il programma in 8 punti presentato dal centrosinistra come base di lavoro per il futuro Governo, se nascerà. Prima delle elezioni un tentativo di questo tipo non è stato nemmeno immaginato, il programma elettorale del centro sinistra era senza dubbio più generico, meno incisivo.

Il programma in 8 punti ha dei vuoti, ma paradossalemente questo sembra non interessare il M5S. Ha ragione Camusso a insistere per mettere nel quadro dell’azione del Governo le politiche industriali che sono qualcosa di più dei singoli punti citati nel documento. Così manca un piano per le politiche rivolte alla finanza e alle banche. Non guasterebbe qualche precisione in più sulle richieste da presentare all’Unione Europea, perché non ci si può certo limitare a restare nel quadro delineato dalla lettera di Monti che è tutta interna al fiscal compact e che anche se venisse accolto non è in grado di fornire all’Italia il propellente necessario per la ripresa economica e occupazionale.

Ma sugli 8 punti ci sarà tempo di tornare se il Governo di centrosinistra riuscirà effettivamente a vedere la luce. Il successo del M5S dice con chiarezza che non è il momento delle prudenze. L’insoddisfazione degli elettori investe insieme la moralità dei comportamenti politici, la credibilità dei rappresentanti e gli esiti nefasti delle politiche di austerità. Il Pd è restato fin troppo tempo nel ruolo di fedele sostenitore delle politiche di austerità unilaterali e sbagliate del Governo Monti ed è stato fortemente penalizzato per questo dal risultato elettorale, come ora ammettono alcuni dei suoi nuovi dirigenti più interessanti. La litania che la crisi comportava sacrifici è risultata indigeribile per tanti che di quei sacrifici sono stati destinatari, con il risultato della crescita della disoccupazione, della riduzione dei salari e delle pensioni, del dilagare della povertà, dell’impoverimento del paese a partire dalla perdita di competitività.

Ora va incoraggiata la presa di distanza del Pd dal periodo Monti e insieme sviluppato in tutti i modi un lavoro di confronto con il M5S per mettere in rilievo le opportunità di questa fase e la possibilità di ottenere in tempi brevi cambiamenti inimmaginabili fino a poco tempo fa.

Certamente è una difficoltà che i tempi per la formazione del nuovo Governo siano abbastanza stretti, per certi versi auspicabilmente stretti per superare la fase rappresentata dal Governo Monti. Tuttavia su alcuni punti potrebbe esserci un tentativo di confluenza su testi di legge tra centrosinistra e M5S. Per farlo occorre però accettare di confrontarsi, ad esempio sulle modifiche istituzionali e dei costi della politica, e tarare di conseguenza il lavoro del nuovo Governo su un arco di tempo ragionevole per realizzare questi obiettivi.

Gli 8 punti (o più ) non possono essere costruiti solo per ricevere un si o un no, d’altronde il M5S deve impegnarsi a verificarli nel merito perché la formazione del Governo è un passaggio senza il quale semplicemente il lavoro parlamentare di cui si parla non esiste, perché si scivolerebbe dritti dritti verso elezioni anticipate.

Forse in questa direzione potrebbe aiutare l’uso dello stesso schema che ha portato all’elezione del Presidente del Senato anche per la Presidenza della Repubblica: Persone rispettate e rispettabili come Stefano Rodotà potrebbero trovare una convergenza larga ed importante. Perché non provarci ?


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3 risposte a “Necessario dialogo e confronto con il M5S”

  1. Avatar Ulrico Reali

    Andiamo alle origini dei guai politici !

    UNA CAPORETTO ANNUNCIATA !

    Puo’ ripartire l’economia, nella società dell’imbroglio, del clientelismo, dei padrini ? Una società a-coesa ?

    Se in un Paese, per la sua mentalità, che è latino-americana (anche inItalia ?
    Si ! )(1), la doppiezza della vita sociale/politica (non quella tecnica) è generalmente capace di fingere la promozione di buoni risultati sociali, di nascondere il perseguimento di obiettivi nascosti e tornaconti privati, quel Paese avrà, oggi o domani, una “societàchenonfunziona”. Definizione di una “societàchenonfunziona”: quella che dà il potere ai magliari ed ai fingitori di capacità gestionali di eccellenza.

    Il potere potrà farsi aiutare da “scugnizzi con stipendiucci”, incaricati di : a) convincere il popolo ignorante che il potere si occupa del presente e del futuro del Paese ; b) portare le borse negli spostamenti e nelle fiere di fatue illusioni (congressi di partito e simili); c) organizzare delle gestioni istituzionali che, senza mostrarlo, portino il “grano” alle cricche del potere, spremendo con le tasse e abusando dei cittadini e dei loro diritti. Si tratta del miglior modo per introdurre la povertà…..

    Questo tipo di arretratezza sociale (di conseguenza mental-sociale), che porta al disastro (se non è combattuto fortemente e se non è sconfitto da cittadini e imprenditori) puo’ prendere piede facilmente nei Paesi tolleranti o lassisti. Qualche esempio ? I Paesi latino americani, l’Italia, la Grecia, forse qualche altro Paese balcanico.

    La società dalle tre “C” (Corruzione, Confusione, Clientelismo)è ormai affermata. Dove finirà ? In America Latina o nel Magreb ?

    Dal 1861 in poi

    A seguito dell’andazzo negativo che inizio’ dopo l’unità del territorio italiano, non solo non fu fatta la prima cosa necessaria, l’Unione delle teste :

    http://www.corrierecaraibi.com/RUBRICA_SPECIALE_URealist_110221_IL-grande-evento-europeo-del-1861.htm

    E successe cosi un secondo fatto spiacevole : la creazione, provocata dalla politica, di due Italie : a) quella formale-istituzionale, che poco funziona ; b) quella del sottofondo (fatta di iniziative di tornaconto, generalmente nascoste).

    Gli Italiani si adattarono da tempo (è la loro specialità : accettare TUTTO e non reagire) alla complicità, al sottinteso, al non detto, al disinteresse per il modello europeo (cioé cittadino e stato che vanno a braccetto, che è l’unico approccio al progresso, vedi Paesi avanzati d’Europa).

    L’Italia sociale non è mai nata, Prezzolini scrisse “Italiani ? Pecore anarchiche”….

    Dunque il cittadino italiano, non riuscendo a capire il colore e la direzione delle iniziative dello stato, appena formato ma poco aperto, poco veritiero ( condizionato, se non ricattato talora, da congreghe e associazioni nascoste), assunse con il tempo questo stato mentale/comportamentale :

    – la politica, non si capisce :
    – l’interesse dei cittadini ? Si dice : “Se cambia il governo, speriamo…, allora tutto andrà forse meglio”. Niente da fare…
    – cambiano i governi, talora anche le cricche influenti nell’ombra. E la certezza del diritto per i cittadini non fu mai né cercata né ottenuta dai ministri dei vari governi ;
    – per soddisfare i propri bisogni, gli Italiani, vedendo sordi i poteri politici, si rivolgono alle cricche che operano nell’ombra ;
    – i comportamenti del cittadino, in tale ambiente fittizio di Doppio Scenario nelle istituzioni, divennero esitanti, scettici, grigi, senza speranza; le facce divennero senza colore, sonnolente e frustrate. Le capacità professionali pubbliche divennero… quel che vedete.

    Nacque cosi l’Italia asociale, quella che se ne frega dello stato e delle sue leggi, ove i cittadini hanno sfiducia e rassegnazione stampate sul volto (il passo successivo sarà l’evasione) e lo combatte nella misura in cui accetta connivenze e inquinamenti da parte di congreghe, le quali non conoscono né le leggi
    dello stato, né i valori positivi per la coesione, né la condotta virtuosa, né la promozione dell’Istruzione e della Cultura.

    Divenuto cosi il cittadino uno che sopporta abusi e prepotenze, la sua spina dorsale si rammolli, divenne di cotone intriso di un liquido dal nome “impotenza, rassegnazione”. Le sue incapacità sociali – ad esempio di associarsi per realizzare i propri diritti finora teorici – non nacquero mai….

    E la finta Nazione Italia, senza leggi che funzionino, senza motivazione e capacità del potere di lavorare per essa, senza affermazione della forza dello stato per realizzare i diritti e gli obblighi dei cittadini. Lo stato non è mai stato capace di realizzare gli obiettivi che, 150 anni fa, aveva fissato per gli Italiani.

    A obiettivi mancati, sprechi di risorse assicurati. A finzioni pubbliche diffuse, fallimenti garantiti. A doppiezza politica, imbrogli assicurati. A cittadino senza midollo, stato di pastafrolla. All’irresponsabilità sociale, delusioni frequenti…..

    Mazzini scrisse : “La Patria non è unione di territorio e basta. La patria è concordanza, unione di sentimenti, unione del disegno e del destino di Nazione !”

    D’Azeglio propose : “Fatta l’Italia, bisogna fare gli Italiani”.
    Ambedue questi veri Italiani (nell’anima) non furono ascoltati. Sarebbe stato fastidioso per certe persone che preferiscono operare nell’ombra, che dette due raccomandazioni fossero applicate. Notare che “Fare gli Italiani” comporterebbe l’uso di una pedagogia della realtà, dell’efficienza, delle virtu civiche, della costruzione sociale, dell’orgoglio nazionale, che non si è mai voluto inventare, per incapacità, per assenza di impegno, per tornaconto, per stupidità…

    Amarum in fundo : un governo di professori attua l’impegno di affermare la credibilità dell’Italia, ottenuta con l’imposizione di tributi elevati. Ma sembra non abbia fatto quell’analisi sociale che è necessaria per capire quali strumenti e valori negativi hanno affermato ed installato nella società quel “potenziale di scasso sociale” che conduce il Paese ad una Caporetto.
    E senza analisi corretta, neanche un governo di professori potrà dare un timone sicuro a quella barcaccia sgangherarta che si chiama Italia…La prossima associazione all’America Latina si capiva già tre anni fa. Ora è confermata, con stridore di denti, con stress e rabbia dei giovani disoccupati, ma anche di adulti che vorrebbero certezze, lavoro, serietà, diritti applicati.
    Sarà forse opportuno svegliarsi ?
    http://www.corrierecaraibi.com/RUBRICA_SPECIALE_URealist_100818_Vorremmo-certo-ma-potremmo.htm

    Ulrich Realist
    ulrich33@orange.fr
    (disponibile per testimoniare il grande malinteso sociale italiano)

    ————————
    (1) Le sue basi : Doppio Scenario, triplo linguaggio, sceneggiate politiche per gli ignoranti elettori (nel sociale), prorità alle chiacchiere, disprezzo per gli obiettivi decisi, etc..

    1. Avatar cambiailmondo

      Guardi, il suo post rischia di perpetuare una lettura datata e molto NORD eurocentrica, poco attenta a quello che accade nel resto del mondo: ad esempio, l’Ameria Latina che lei ha in mente, è quella di qualche decennio fa, le cose sono ben cambiate, per fortuna ed inoltre, la informo che l’associazione sta già avvenendo, ma all’America del Nord, con l’accordo di libero scambio euroatlantica (NUOVA NATO), al contrario di quanto lei ipotizza; non so se questo la tranquillizzi….

      Inoltre colpisce che nella sua riflessione non vi sia alcun accenno ad una crisi che è globale e continentale, che riguarda anche il paese da cui lei scrive, la Francia, un paese che è ban attrezzato quanto ai parametri che lei auspica. Come se lo spiega ?

      Cordiali Saluti.

      1. Avatar Ulrico Reali

        Quanto lei dice sull’America Latina conferma un mio sospetto (la conosco male) : sospetto che ci siano alcuni Paesi latino-americ. che fanno progressi (il Brasile anche ?). Ma non sono informato sulla vera situzione e non ho cercato, confesso.

        Quello che so :

        – che l’Italia si sta avvicinado velocemente allo stato di tanti Paesi latino-amer., come essi erano 25 anni fa ; non c’è grande speranza, perché in Italia, cultura negativa aiutando, non si fanno analisi sociali …Poi c’è la deformazione dellla realtà, che fa danni enormi……….

        – che la Francia, la cui mentalità é migliore di quella italiana nel sociale, sta per entrare anche essa nei guai, anche perché alcune abitudini deteriori di tipo “latino” sono un ostacolo al progresso. (i Francesi non sono anglosassoni !)

        – che la crisi globale è tanto pericolosa che è necessario che i Paesi che vogliono difendersi abbiano un sistema Paese molto efficiente. O no ?

        Ho pubblicato un piccolo saggio su Italia e Francia e loro problemi. Se vuol discutere con me, volentieri ; vedo che lei è aggiornato sull’America Lat.

        Mi potrebbe contattare a : ulrich33@orange.fr

        Saluti dalla Francia.

        Ulrico Reali

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