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Bergoglio: Vittima della “sinistra anticlericale”?

La sinistra sudamericana sa distinguere tra popolo credente e cardinal– Il basso clero appoggia i governi del Brasile, Argentina, Venezuela, Bolivia, Ecuador e Nicaragua –

(T.P. – Caracas) In alcune esclusive chiese di Buenos Aires, personaggi di spicco dell’elite, accanto a sopravvissute figure patibolari della dittatura miitare, sfoggiavano coccarde bianco-gialle sui loro completi firmati. Hanno fatto quadrato attorno a Bergoglio. Al suo terzo giorno romano, il monarca vestito di rosso, ha inviato l’addetto stampa a cercare di diradare le nubi oscure riguardo la connivenza con la Giunta militare e le accuse del grande giornalista investigativo H. Verbitsky. Il gesuita italiano Lombardi ha rintuzzato con argomeni troppo italiani: sarebbero le solite calunnie della “sinistra anticlericale”assolutamente fuori del contesto latinoamericanoDove
si fa una distinzione netta tra fede e istituzione religiosatra popolo credente e cardinali, tra sacerdoti di base ed oligarchia vaticana. Nel processo di cambio in corso in Sudamerica, i pastori appoggiano attivamente o difendono i nuovi governi scaturiti dal sisma fondomonetarista. I Bergoglio e l’oligarchia delle varie Conferenze Episcopali nazionali lanciano dardi velenosi  o fanno fronte comune con l’opposizione politica e le elite.

Il portavoce Lombardi  dice che la giustizia dell’Argentina ha interrogato Bergoglio in varie riprese, non trovando con che incriminarlo quindi…si tratta di calunnie gratuite. Se per questo, durante il ventennio neoliberista quei magistrati non aprirono nessuna istruttoria contro i generali genocidi e i loro patibolari sgherri. Solo con la presidenza di Nestor e Cristina Kirchner si sono avute le prime condanne e i boss della Giunta sono finiti in galera. Bergoglio -e questo non lo può smentire nessun ideologo della Teologia della Liberazione (1)- ha reso la vita difficile ai Kirchner ha difeso tutti i conflitti promossi dai difensori della libertà assoluta dei “mercati”. Ha sposato le ragioni degli storici gruppi poderosi.

Lo Stato Vaticano ha effettuato un inedito cambio di monarca in corso d’opera, dopo un curioso non-pensionamento, non-rinuncia, non-ritiro: permane in un “limbo” che salva il suo diritto all’immunità diplomatica. Esce di scena dopo aver designato un suo uomo di fiducia alla testa del braccio finanziario dello IOR. Lascia spazio al gesuita di Buenos Aires, per un opportuno e indispensabile tournover.  Ma Francesco d’Assisi non si sarebbe mai seduto su quel trono. Queste, però, sono questioni interne ad uno Stato straniero, purtroppo sovrano.

Restyling, certoperò soprattutto decisione strategica di dare rappresentanza alla metà dei fedeli, residenti in America latina, diventata esportatrice netta di quadri religiosi ed attivisti nei PIAI (1), assurta ad un protagonismo di assoluta rilevanza geoeconomica. Un recente studio del PNUD ne documenta il gran balzo, e la fondatezza della via dell’inclusione sociale e dello svuluppo, però con redristibuzione. L’operazione-Bergoglio ricalca con la carta carbone quella del polacco che rivoltò come un calzettino il declinante blocco sovietico. Il blocco sudamericano è un riferimento d’obbligo che segnala le vie percorribili per la post-globalizazione finanziaria. Non l’ha neutralizzato il FMI, Wall Street, Stati Uniti, Pentagono, golpe, psy-ops, rivoluzione colorate, destabilizzazioni della NED e latifondismo mediatico. Si apre un ciclo di crescente stridenza tra la geopolitica del blocco del sud e quella dello Stato Vaticano e dei suoi alleati finanziari.

Le Conferenze Episcopali latinoamericane non hanno mai nascosto da che parte stanno e chi sono: eterno complemento della Spada del colonizzatore e dell’impero di turno. La Croce d’oro degli oligarchi del Vaticano ha le priorità e gli spazi di manovra dettati dai centri globalisti, cioè dai soci d’affari dello IOR. David Yallop, giornalista investigativo come e più di H. Verbitsky, autore de Nel nome di Dio, racconta come un predecessore di Bergoglio, morì all’indomani della designazione del direttore dello IOR. Appena una quarantina di giorni dopo la fine del conclave da cui uscì incoronato.

(1)
Leonardo Boff, estromesso dall’insegnamento nelle istituzioni religiose, ridotto al silenzio, assomiglia a certi quadri e intellettuali organici che fino agli anni 50 -nonostante le persecuzioni subite- difesero sempre l’Unione Sovietica ed evitarono di accusare persino Stalin. Difficile condividere il suo ottimismo “istituzionale”.
(2)
Paesi Industrializzati Altamente Indebitati

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