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Venezuela: Su Chavez, i giudici danno ragione al Governo

Messi festeggia uno dei suoi ultimi gol dedicandolo a Hugo Chavez

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La cerimonia di giuramento del presidente Hugo Chávez, prevista in un primo tempo per domani ma rinviata a causa della malattia del capo dello Stato, può essere posticipata senza che questo rappresenti una violazione della Costituzione: è la posizione espressa, oggi, dal Tribunale supremo di giustizia del Venezuela. Il parere dei magistrati di Caracas era stato chiesto dall’opposizione, dopo che il presidente dell’Assemblea nazionale Diosdado Cabello aveva annunciato un rinvio della cerimonia per dare a Chávez “tutto il tempo necessario per curare la sua salute”.

La posizione del Tribunale è stata comunicata dal suo presidente, Luisa Estella Morales. Chavez, al potere dal 1998, è ricoverato in un ospedale di Cuba: il mese scorso è stato sottoposto a una nuova operazione per un tumore al bacino ed è alle prese con un’insufficienza respiratoria causata da un’infezione polmonare.

L’opposizione chiede che la guida del paese sia affidata a un capo di Stato ad interim e che si torni a votare pochi mesi dopo le elezioni del dicembre scorso.

 

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“La Costituzione della Repubblica venezuelana, da un punto di vista formale, stabilisce che il presidente debba insediarsi il 10 gennaio, con un giuramento da pronunciare di fronte all’Assemblea nazionale. Ma nel caso in cui non fosse possibile per ragioni di salute, il presidente può chiedere il permesso alla stessa Assemblea di posticipare la cerimonia formale. In questo caso è stato infine applicato l’articolo 231 della Costituzione, nel pieno rispetto della volontà popolare”. A parlare con la MISNA è Salim Lamrani, dottore in studi ispanici e latinoamericani all’Università di Paris Sorbonne-Paris IV, docente nello stesso ateneo e in quello di Paris-Est Marne-la-Vallée, giornalista, specialista delle relazioni Cuba-Stati Uniti.

L’articolo 231 della legge fondamentale del Venezuela stabilisce che se per qualsiasi “motivo sopraggiunto” il presidente eletto non potesse insediarsi il 10 gennaio di fronte all’Assemblea nazionale lo farà di fronte al Tribunale supremo di giustizia (Tsj). “Per evidenti ragioni di salute – dice l’esperto francese – il presidente non può insediarsi di fronte ai legislatori e lo farà presso il Tsj quando il suo stato migliorerà. La Costituzione venezuelana non fissa una scadenza precisa per questa seconda possibilità di giuramento, quindi non c’è alcun ‘vuoto di potere’ – la stessa affermazione è stata fatta nelle ultime ore anche dal procuratore generale, Luisa Ortega Díaz – bensì un rispetto assoluto sia della Carta fondamentale che della volontà popolare”.

Lamrani ricorda anche che Hugo Chávez “ha ottenuto dall’Assemblea il permesso di recarsi a Cuba e operarsi ancora una volta a dicembre. È anche opportuno rammentare che ha vinto le elezioni del 7 ottobre, con oltre 10 punti di differenza sul suo rivale Henrique Capriles. E la Costituzione venezuelana stabilisce come prioritaria la volontà popolare sopra qualsiasi altra considerazione di ordine formale. La popolazione ha votato per Chávez, per concedergli un altro mandato. Non può esserci vuoto di potere come affermano alcuni settori dell’opposizione che, casualmente, sono gli stessi che appoggiarono il golpe del 2002 e ora convocano uno ‘sciopero civico’ per domani, 10 gennaio. Come nel 2002…”.

Interpellato su quale scenario, a suo parere, possa aprirsi in Venezuela, Lamrani risponde così: “Ci sono almeno due scenari possibili. Nel primo caso, la salute del presidente potrebbe migliorare al punto di consentirgli di tornare ad occupare pienamente il suo incarico. L’altra possibilità è che la sua salute non gli permetta di restare al potere. Se Chávez fosse costretto a rinunciare alla presidenza entro i primi due anni del nuovo mandato, la Costituzione prevede che i venezuelani tornino a votare. Chávez ha già designato il suo successore in Nicolás Maduro, l’attuale vice presidente e ministro degli Esteri che, sebbene non possieda il carisma e la popolarità di Chávez, è il suo discepolo più fedele ed è molto probabile che vinca anche le eventuali elezioni presidenziali contro Capriles, che sarà il candidato dell’opposizione”.

 

 

Fonte: MISNA – Agenzia missionaria

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