di Alfiero Grandi
Il Ministro Clini – con le sue dichiarazioni – rivela orientamenti discutibili. Prima ha fatto dichiarazioni favorevoli al nucleare, dimenticando che comunque vada questo Governo e questo parlamento non potranno, nemmeno volendolo, riprendere l’argomento. L’esito del referendum del giugno scorso ha chiuso per tutta questa fase ogni possibilità di ritornare alle centrali nucleari.

Per di più l’anniversario della tragedia di Fukushima ha fornito ulteriori notizie ed argomenti per confermare che il ritorno al nucleare sarebbe una follia, per di più costosissima.

Ora il Ministro ha fatto aperture sugli Ogm, dichiarando ambiguamente che la valutazione dipende dall’uso che se ne fa.

In realtà gli unici Ogm di cui si parla sono quelli prodotti dalle multinazionali che fabbricano il necessario per queste produzioni, che per di più sono sterili.

Le multinazionali che producono Ogm stanno facendo pressioni da anni per cercare di ottenere l’agibilità in Italia e in Europa, anche nei paesi che fino ad ora hanno chiuso a questa eventualità.

Il No deve restare forte e chiaro.

Infatti le popolazioni che hanno accettato di produrre Organismi geneticamente modificati sono totalmente dipendenti dalle multinazionali che li forniscono e che in questo modo dettano legge ai coltivatori che oltre ad essere totalmente dipendenti da loro sono anche ridotti in miseria, malgrado le mirabolanti promesse di guadagni. Basta informarsi su cosa è accaduto in India.

Fino ad ora i Governi del nostro paese, malgrado tentazioni ricorrenti, hanno escluso la possibilità di coltivare prodotti Ogm. Sarebbe molto grave che proprio questo Governo cambiasse l’atteggiamento di precauzione che fin qui ha consigliato di escludere la coltivazione in territorio italiano.

Il principio di precauzione si base sul diritto a tutelare la salute degli abitanti del paese e la biodiversità delle produzioni. Fino ad ora nessuno è riuscito a dimostrare che gli Ogm non sono dannosi per la salute. Anzi il sospetto è che proprio la loro diffusione sia all’origine del dilagare di allergie, che colpiscono anzitutto i bambini, e di altre conseguenze per la salute.

Purtroppo gli Ogm arrivano in quantità limitate anche in Italia perché le normative consentono di utilizzarne percentuali limitate.

Se poi dovessero essere consentite le coltivazioni Ogm la loro diffusione finirebbe con il coinvolgere estensioni di territorio molto più ampie di quelle diretatmente utilizzate, perché nelle coltivazioni non esistono confini di stato e quindi i pollini finirebbero con il coinvolgere altre coltivazioni anche a distanze rilevanti.

Il Governo ha bloccato il fotovoltaico a terra con la motivazione di difendere l’utilizzo agricolo dei suoli, se consentisse coltivazioni Ogm farebbe esattamente il contrario perché metterebbe servitù dannose su aree agricole molto estese.

Inoltre l’Italia deve puntare sulla qualità delle sue produzioni agricole, che nulla hanno a che fare con gli Ogm, la cui produzione abbatte ogni diversità biologica basata sulle produzioni specifiche del territorio, che sono la parte più interessante e redditizia della nostra produzione agricola.

Il Ministro Clini ha dichiarato che sul nucleare era stato frainteso.

Il Ministro Clini farebbe bene a chiarire che anche sugli Ogm è stato frainteso e che l’Italia, per quanto dipende da lui, difenderà con fermezza, anche in sede europea, una posizione contraria alla coltivazione di queste produzioni, come hanno fatto – tutto sommato – i suoi predecessori. Nessuno si augura di doverli rimpiangere.


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Una replica a “Clini, ministro dell’ambiente: prima, pro nucleare ed ora pro OGM.”

  1. Avatar Lidia Bazzanini
    Lidia Bazzanini

    Sugli Ogm “la valutazione dipende dall’uso che se ne fa”, ha affermato il ministro Clini, e sarebbe interessante conoscere cosa egli intenda per uso.
    Volendo supporre che, a differenza dei disinformati cittadini italiani, abbia la matematica certezza, sostenuta da segrete ricerche documentate di lungo periodo, che gli Ogm non sono dannosi per la salute, e che con cognizione di causa escluda che non sia a loro imputabile il dilagare di allergie, di cui in particolare sono vittime i bambini, si sarà posto il problema della tutela di quell’ambiente del quale ha assunto il ruolo di garante?
    Ritiene forse l’ambiente tutelato qualora si limiti lo spazio di coltivazione degli Ogm, per esempio 10 ettari in una Regione piuttosto che 20 in un’altra? E i pollini…Come pensa di legarli alla delimitazione territoriale fissata?
    La tutela delle varie e sane produzioni italiane dovrebbe essere l’obiettivo da perseguire, evitando regali alle multinazionali che strangolerebbero i nostri produttori.

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