Italia, Lavoro economia società, Politica

Un governo vuoto, vecchio e senza ritorno

di Tonino D’Orazio

Fatto di “competenze” burocratiche d’altri tempi, di personaggi saccenti con i deboli e servili con gli strozzini. Comunque uomini e donne di destra, classisti e ideologici.
Dopo l’approvazione definitiva della manovra di Monti, lo spread è schizzato di nuovo sopra 500 punti. Ma non era questa la manovra di rigore, sangue e lacrime chiesto dall’Europa per migliorare le performance dei titoli pubblici e le prospettive di competitività? Rigore, sangue e lacrime significano recessione. I mercati temono una decrescita dell’economia italiana fino al 3% nel 2012 e 2013. Una tale recessione porterebbe ad un minor gettito fiscale di 45-50 miliardi, vanificando gli effetti della manovra Monti e catapulterebbe l’Italia nello stesso circolo vizioso che ha affossato la Grecia. Altro che “non ci saranno altre finanziare”. La novità di questi “tecnici” sta nel fatto che non sono onesti per niente, hanno imparato subito a mentire.

Le tre manovre porteranno a una riduzione del deficit di bilancio italiano, ma non porteranno al promesso pareggio di bilancio. Le manovre ipotizzano una riduzione del PIL nel 2012 dello 0,5 % (e una crescita dello 0,5% nel 2013). Sono ipotesi totalmente irrealistiche! La stessa Confindustria prevede una riduzione del PIL dell’1,6% nel 2012, ma in realtà si può temere sia molto peggiore.

L’aumento delle tasse, dirette e indirette (infami perché tutti pagano la stessa cosa indipendentemente dal reddito), e dei beni primari come acqua, riscaldamento, cibo, energia (già scorporata a suo tempo dai rilevamenti Istat per l’inflazione programmata per non indicizzare la paga dei lavoratori e dei pensionati), non farà altro che impoverire altri milioni di famiglie (o di consumatori).  Per raggiungere un pareggio di bilancio nel 2013 sarà necessaria per forza un’altra pesante manovra!

Avremo evitato il “rischio Grecia” per l’Italia? Ma se rimane uno spread alto di oltre 400 punti e non ci sono riforme strutturali e interventi per la crescita, l’economia italiana non reggerà. Per raggiungere il pareggio di bilancio sarà necessaria una manovra successiva che aggraverà ulteriormente la recessione e richiederà un’altra manovra … e così via verso lo stesso circolo vizioso che ha affondato l’economia greca! Siamo pilotati verso il disastro dolcemente. Un colpo pesante oggi, una botta domani. E molte belle parole: “Salva-Italia”, “Cresci-Italia”, banalissime, da prima elementare, per milioni di italiani creduloni che non credono alla matematica ma solo alla speranza e alla provvidenza.
Senza il mix di questi due religiosi concetti non avrebbero creduto e accettato facilmente Monti come l’uomo che ci “salverà”. Ma la televisione (e quanti “giornalisti” che pur in questi giorni si sono riempiti di orgoglio ipocrita alla morte della mosca bianca indipendente G.Bocca!) aiuta e Napolitano di più. Tutte le parole e gli auspici sono rivolti al lontano futuro. Per il presente ci sono solo sacrifici.
Le tre manovre contengono una riforma del sistema pensionistico, ma non contengono le altre riforme chieste dall’Europa e ritenute necessarie per l’Italia: riduzione strutturale e credibile dell’evasione fiscale, una riduzione significativa e strutturale delle spese dello stato, liberalizzazioni che saranno solo privatizzazioni, e massacro dei diritti dei lavoratori e del sindacato. Questo ha ricordato agli italiani il messaggio di Napolitano, e cioè che non è finita, anzi.
In più si è autogiustificato per aver scavalcato la Costituzione, di cui doveva essere garante, decidendo lui, al posto dei cittadini che non si poteva andare a votare, come invece hanno fatto repubbliche democratiche più recenti della nostra, con a capo socialisti almeno rispettosi delle residue regole. Anzi, il Presidente insiste per altri colpi di mano sulla Costituzione con un minaccioso “ora servono le riforme istituzionali”, con un parlamento in ginocchio. Possiamo ingoiare tutto, all’ungherese maniera, così la faremo finita con questa sinistra.
Altro che uomo dell’anno o rappresentante della “sinistra” italiana, termine già pompato dai mass-media conservatori (con la massonica Repubblica in prima fila) al posto nostro e scegliendo già loro il nostro utile leader. Un altro uomo della provvidenza. Bisogna ammettere che Dio ama molto il nostro paese; in modo particolare gli si  è affezionato negli ultimi decenni.
Le tre manovre economiche di quest’anno toglieranno dalle tasche degli italiani e dall’economia italiana circa 200 miliardi di euro nei prossimi tre anni e porteranno l’Italia ad una recessione senza precedenti. A chi e a che cosa saranno serviti i “necessari sacrifici” presidenziali sponsorizzati dal PD?
Ecco la situazione effettiva tra chiacchiere e realtà.

– Con la Chiesa “si sono avviati colloqui” per chiedere se è magari disposta a pagare l’ICI (cambiamo nome con IMU, così sembra una riforma) e le tasse?
– I parlamentari decideranno forse entro gennaio “se” e “di quanto” ridursi le “indennità” e il vitalizio.
– Con i tassisti … se ne riparlerà, non sono mica i metalmeccanici della Fiom da massacrare subito.
– I farmacisti minacciano la serrata se si liberalizzano alcuni farmaci; si rimanderà la riforma (già non si chiama più liberalizzazione), pensate alla eventuale serrata dei medici, degli ordini (meglio lobby) professionali, dei notai, dei commercialisti, degli avvocati, ecc …. Ma quando mai!
– I capitali “scudati” non si possono colpire, perché gli evasori hanno fatto un patto con lo Stato, ma anche perché dopo essere stati “lavati” sono rifiniti di nuovo all’estero vista la voluta incapacità di tracciabilità dello Stato. I soldi viaggiano con i soldi, non con la “fiducia” e la speranza. Questa è riservata ai poveri. E se non hanno capito ci sarà la tracciabilità sui soldini che i nonni daranno ai nipoti per sopravvivere, dopo essere stati scremati dalle banche.
– L’asta delle frequenze (che vale da subito un bel pezzo della finanziaria) verosimilmente non si farà, confermando a Berlusconi (a cui dobbiamo la situazione in cui ci troviamo) il regalo delle frequenze, tanto necessarie per continuare ad addormentare questo popolo con chiappe e culi, eccetera …..
– L’acquisto dei 130 bombardieri (ricordiamo che i caccia servono a difendere il nostro territorio, i bombardieri a bombardare i prossimi paesi recalcitranti), altro costo inutile (non ci serve la grandeur della Francia) pari a una manovra finanziaria, non verrà rinviato.

Monti è l’ufficiale giudiziario degli invasori perché abbiamo capito che Francia e Germania (se non gli stessi americani che chiacchiere a parte si sono mangiati Fiat e contorno), vorrebbero prendersi quei pochi gioielli che rimangono in mano pubblica, (Eni, Finmeccanica, Alenia …), tanto quasi tutto l’agro alimentare (Parmalat, Buitoni, Cirio, le acque minerali …), l’italianissima Alitalia e le Assicurazioni Generali sono già in mano ai francesi.

I tedeschi hanno nel nostro paese il migliore e più ricco mercato automobilistico d’Europa. Da loro non si può comperare nulla, da noi vendere tutto. Anzi il ribasso (perso, nel 2011, quasi 35%) della capitalizzazione delle nostre imprese in borsa permette di ingoiarle più facilmente. Possiamo così diventare, da secondo paese più industrializzato d’Europa, dopo la Germania, la ruota di scorta e finire in fondo alla graduatoria, dove ci siamo già per molte cose a fianco di Grecia e Portogallo.

Bisogna impoverire il popolo affinché creda che vendendo i gioielli del paese alle banche francesi e tedesche acquisiscano la speranza di non essere più colpiti. Vai a dire a uno strozzino “abbiamo già dato”. E’ stato chiesto a Monti di gestire questi passaggi nelle prossime fasi. Con urgenza, come ricorda Napolitano, prima che i cittadini si sveglino e votino sbagliato.

Per i pensionandi e pensionati si applica immediatamente tutto e nessuno ha chiesto loro se sono d’accordo; in pochi giorni tutto è deciso. Colpo di mano veloce, ideologico. Tanto quelli dello spread non hanno creduto a quegli spiccioli per il risanamento. L’Inps è già in pareggio. Per quelli che hanno lavorato, nessun regalo. Anche se possono rivendicare di aver contribuito a “creare la vera ricchezza” di questo paese. Non è colpa loro se qualcuno ha usato per il proprio interesse le risorse messe a disposizione. Con loro lo Stato non ha fatto nessun patto. Anche se hanno pagato tutte le tasse e hanno “mantenuto” i “politici”, la corruzione e le escort.

(1 gennaio 2012)

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