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La grande occasione che l’Italia rischia di perdere

Le economie dell’Europa sono sull’orlo del baratro. Ma i coronabonds non basteranno a evitarlo. L’Italia deve agire per suo conto e subito, non tra 15 giorni. Solo con la riconquistata sovranità monetaria – nella forma di biglietti di stato a corso legale senza debito, che la legge italiana e gli stessi Trattati europei consentono – si potrà mettere in sicurezza la nostra economia e impedire la definitiva colonizzazione del paese da parte delle oligarchie tedesche.

di Alberto Bradanini*

Ieri 26 marzo, con il dissenso italiano e spagnolo sul testo conclusivo, i 27 leader Ue hanno fotografato la frattura tra i paesi che avevano ingenuamente creduto nella nozione di Unione e quelli che hanno sempre concepito l’Europea come una giungla dove la legge del più forte è destinata a prevalere, incuranti a un tempo del benessere, della dignità e della vita stessa delle altre nazioni, che non sono né partner, né amiche. Quel che avviene in queste ore conferma d’altro canto il postulato empirico (sia concesso questo ossimoro) che i popoli sono generati dalle tragedie della storia e non certo da una qualunque Commissione o Eurogruppo. Continua a leggere

COVID-19: Puntiamo tutto sulla Bce. Insistendo su Eurobond e Mes perdiamo giorni preziosissimi

di Stefano Fassina

Siamo ad un bivio storico. Vengono al pettine i nodi dell’Unione europea, rimossi dal romanticismo sugli Stati Uniti d’Europa o nascosti dietro un velo di ipocrisia per preservare un efficacissimo impianto di disciplina e svalutazione del lavoro. Il popolo europeo sognato dai federalisti non esiste. Il popolo è nazione: è segnato da una Storia, da una religione, da una cultura, da una lingua. La solidarietà fiscale, ossia la redistribuzione di risorse, funzione fondativa delle democrazie moderne, si alimenta del vissuto condiviso dentro confini tracciati con il sangue. È triste. Ma è così.

La moneta unica è stato un errore di analisi storico-politica, compiuto, per chi era in buona fede, stordito dalle macerie della “fine della Storia”, per subalternità alla visione tecnicista-funzionalista, così utile all’egemonia e al dominio ordo-liberista. Il mantra colposo di Jacques Delors, “padre” ancora celebrato ieri, era: facciamo il mercato unico e la moneta unica, così attiviamo un’interdipendenza economica sempre più intensa, tale da forzare, a prescindere dalla volontà dei popoli, la nascita dell’unità politica. Ma non poteva funzionare. “La Storia non è acqua”. Quindi, la solidarietà fiscale è stata esclusa ed è inibita dai Trattati: i legami trans-nazionali di comunità erano e sono assenti o radicalmente insufficienti per legittimarla. I sentimenti nutriti nelle generazioni più giovani sono annientati da un mercato unico europeo fondato sul dumping sociale e fiscale.

Insomma, l’assenza di solidarietà fiscale intra-Ue non è sorprendente. È un dato di realtà mai venuto meno. Ricordate? Prima dell’esplosione del Covid-19, la discussione sul bilancio dell’Ue si è incancrenita per oltre un anno e poi si è bloccata intorno a qualche centesimo di punto percentuale di Pil. La radicale indisponibilità a confermare il livello di risorse del 2014-2020 non arrivava dai cosiddetti sovranisti ultimi arrivati (il gruppo di Visegrad), ma da Paesi dell’Euro-zona, fondatori (Olanda, sostenuta dalla Germania) e membri storici guidati da governi socialdemocratici (Danimarca).

Ma è sbagliato e pericoloso attaccare la Germania e gli altri indisponibili alle nostre richieste come “miopi”, “ottusi”, “egoisti”, “colonizzatori”, finanche “sciacalli”. Cominciano a girare sui social attacchi agghiaccianti ai tedeschi. È davvero rischioso rispolverare le caricature costruite in tragici passaggi del secolo scorso. Loro sono coerenti con il patto sottoscritto e mai contraddetto. Noi non abbiamo nessuna superiorità morale sulla quale poggiare le nostre rivendicazioni. Semplicemente, siamo più in difficoltà e chiediamo aiuto. Immaginate quanta solidarietà fiscale avrebbe il patriota Salvini se, invece che origini padane e passaporto italiano, fosse nato in Baviera e guidasse la Csu. Oppure, quanto sarebbe generoso il Presidente Zaia che oggi impreca contro Berlino e Bruxelles, ma nella sua proposta di “Autonomia differenziata” prevedeva di trattenere in Veneto il 90% delle imposte erariali raccolte nella “sua” Regione.

Non ha molto senso neanche continuare a far appello all’interesse dell’altro a salvare noi e la barca sulla quale anch’egli si trova. Perché, nella percezione dell’altro, infondata quanto si vuole ma solida, il costo prospettico per salvarci potrebbe risultare superiore al costo dell’affondamento della barca, dato che ha numerose e resistenti scialuppe di salvataggio a disposizione.

In sintesi, il contesto storico, culturale, religioso, giuridico e politico richiamato dovrebbe ridimensionare le “pretese” di solidarietà economica per vincere la guerra in corso al Covid-19 e per ricostruire. Continuare a insistere per fare gli Eurobond, è un enorme spreco di capitale politico. L’Eurogruppo, al quale il Consiglio europeo del 26 Marzo scorso ha affidato il compito di trovare una soluzione dopo 6 ore di scontro sul Mes, arriverà, nel migliore dei casi, a un compromesso sulle condizioni del prestito al singolo Stato. I “Coronabond”, come ha poco diplomaticamente ricordato ieri la presidente Von der Leyen, sono uno slogan: il Mes ha soltanto un modo di funzionare, per statuto: grazie alle garanzie versate dai contribuenti di ciascuno Stato, emette titoli e finanzia i malcapitati da sottomettere alle cure della Troika. Il compromesso, qualora arrivasse, non sarebbe utile in sé: per noi, sarebbero circa 35 miliardi in tutto, quando soltanto per l’anno in corso abbiamo necessità di quasi 500 miliardi di euro (oltre 300 miliardi di titoli da rinnovare, oltre 100 miliardi di mancate entrate a causa di un crollo del Pil superiore al 10% e, infine, le decine di miliardi previste per i Decreti Cura Italia). Sarebbe utile, però, a dare via libera alla Bce per attivare il bazooka dell’Omt, il programma predisposto durante la presidenza Draghi per dare credibilità al “whatever it takes”. Insomma, l’intervento del Mes servirebbe “soltanto” a sottrarre la residua autonomia politica ai “beneficiari”.

Allora, si lasci stare l’autolesionistico tentativo di “snaturare” il Mes. Non si perdano 14 preziosissimi giorni per soccorrere famiglie e imprese allo stremo. Si concentri tutto il capitale politico dei 9 leader firmatari della lettera al Presidente del Consiglio europeo Charles Michel per dare legittimazione politica alla Bce a fare quanto necessario a riportare gli spread al minimo: il credibile prestatore di ultima istanza, come la Fed, la Bank of England, la Banca centrale del Giappone e tutte le altre. Le soluzioni tecniche per arrivare all’obiettivo possono essere varie. Su questo blog, abbiamo proposto da tempo la sterilizzazione (perpetuity) dei titoli di Stato già acquistati dalle banche centrali nazionali nell’ambito del Quantitative easing (per l’Italia sono quasi 400 miliardi) e quelli da acquistare nella fase di emergenza sanitaria e ricostruzione economica e sociale. La Bce, a differenza del Mes, non ha bisogno delle tasse pagate dai cittadini per fare emissioni. La Bce stampa moneta. Può farlo senza limiti perché è formalmente indipendente e nella sua missione ha la salvaguardia dell’Euro, oggettivamente morto senza suoi adeguati interventi. Inoltre, la Bce è davvero l’unica istituzione federale dell’Unione e, a differenza del Mes, istituto inter-governativo, decide a maggioranza. In sintesi, per i “Paesi virtuosi”, i costi politici di utilizzo appropriato della Bce sarebbero infinitamente minori rispetto all’impatto dello snaturamento del Mes.

Certo, non è affatto scontato far uscire la Bce dalla gabbia ordoliberista. Abbiamo visto l’ostilità interna e esterna. Ma è l’unica strada utile e possibile. Se la Bce non stampa a sufficienza e, tramite i mercati finanziari, veniamo spinti nella trappola del Mes? Allora, dobbiamo stampare noi. Non è una alternativa facile, anzi. Ma può essere meno dolorosa rispetto a una compiuta e definitiva colonizzazione e svalutazione del lavoro nel quadro istituzionale e monetario dato. Non si tratta di ritornare alle ‘piccole patrie’ e imboccare una via isolazionista o autarchica di fronte alle famose “sfide globali”. Né di asservirsi a Russia o Cina. Si tratta, al contrario, di fermare le pericolosissime derive nazionaliste alimentate dal senso di tradimento e dal desiderio di rivalsa. Si tratta di affermare il primato della nostra Costituzione e riprogettare e ricostruire la cooperazione europea su basi di realtà, senza velleitarismi e senza finzioni, quindi come confederazione di Stati nazionali.

 

FONTE: https://www.huffingtonpost.it/

COVID-19: M5S, in sintonia con UNHCR, chiede moratoria sanzioni a Iran, Venezuela, Cuba, Siria e Corea del nord

Roma, 23 mar 12:25 – (Agenzia Nova) – I parlamentari del Movimento cinque stelle delle commissioni Affari esteri di Camera e Senato hanno chiesto una “moratoria umanitaria” delle sanzioni nei confronti di Iran, Siria, Venezuela, Cuba e Corea del Nord a causa della diffusione della pandemia di coronavirus. Continua a leggere

I lavoratori sui social: «Non mandateci a morire»

di Marina Toti

In fondo chi lavora oggi sta chiedendo una cosa soltanto: un atto di responsabilità collettiva. Nei luoghi di lavoro, come nella rete, la rabbia e la paura degli invisibili diventati tutti, improvvisamente, essenziali

C’è chi si è fermato. Chi ha scioperato già, chi lo sta facendo ora. Aziende che hanno chiuso e sanificato, altre che lasciano che tutto passi persino il virus. L’Italia che lavora ha paura ma è anche arrabbiata. Oggi più di una settimana fa. Continua a leggere

COVID-19: Il concetto di «attività essenziale»

di Marinella Correggia

«Dalla vista sospesa che caratterizza questo incubo impareremo che cosa è essenziale, che cosa è superfluo, che cosa è dannoso», diciamo con l’ottimismo della volontà.

Ma lo sarà eventualmente per i popoli. Non per i governi. Continua a leggere

Il tempo è adesso

Le frettolose riconversioni di oggi per produrre mascherine e respiratori dimostrano che, con una domanda pubblica adeguata, il sistema produttivo potrebbe imboccare un’altra strada (cominciando col non produrre più armi); a condizione che ai lavoratori “in esubero”, in attesa di nuovi impieghi, venga garantito un reddito; per poi redistribuire il lavoro tra tutti e ridurre gli orari e i ritmi forsennati di ora. Una prospettiva che la stasi di oggi rende realistica se promossa almeno a livello europeo.

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Italia Cina – Collaborazione Scientifica e Tecnologica: Piano d’Azione verso il 2025

Uno studio sulla cooperazione scientifica e tecnologica con la Cina, indirizzato a industrie, università ed enti di ricerca, che presenta le tematiche su cui concentrare gli sforzi del prossimo quinquennio.

ll documento – che rinnova l’impegno del Maeci nell’azione di coordinamento della cooperazione bilaterale con la Cina – è stato realizzato con il contribuito degli Addetti scientifici italiani accreditati nella Repubblica popolare cinese e dei partecipanti al Tavolo tecnico per la cooperazione scientifica e tecnologica con la Cina, coordinato dalla Farnesina.

Si punta a stimolare nuove iniziative di cooperazione bilaterale in un’ottica di collegamento tra ricerca, alta formazione e industria nei seguenti settori: 1) fisica, geofisica e spazio; 2) materiali avanzati; 3) ambiente e energia; 4) urbanizzazione sostenibile; 5) nuove tecnologie per il patrimonio culturale; 6) agricoltura; 7) scienze della vita, salute e benessere; 8) fabbrica intelligente.

 

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EMERGENZA COVID19: I PRODUTTORI LOCALI GARANTISCONO L’ACCESSO AL CIBO – GOVERNO ED ENTI LOCALI GARANTISCANO IL LORO SUPPORTO

EMERGENZA COVID19: I PRODUTTORI LOCALI GARANTISCONO L’ACCESSO AL CIBO – GOVERNO ED ENTI LOCALI GARANTISCANO IL LORO SUPPORTO

Per la tutela della salute e delle attività agricole, proposte e richieste dell’Associazione Rurale Italiana (ARI) sul decreto “Cura Italia” e sulle
norme relative alle attività agricole Gli agricoltori/trici dell’Associazione rurale italiana (ARI) sono impegnati a garantire l’accesso degli italiani al cibo di qualità e locale anche in questa situazione di emergenza. Quando questa avrà fine, non saranno le «immissioni di liquidità» a determinare la ripresa, ma la capacità, la volontà, la resistenza e l’autonomia produttiva di contadini, artigiani, piccole e medie aziende che operano a livello locale, la vera struttura portante dell’economia nazionale. Solo se nel frattempo non saranno
annientate definitivamente.

La salute dei consumatori e il senso di responsabilità verso i produttori impongono alle istituzioni il massimo impegno. ARI, sostenendo tale impegno, rivolge le sue proposte al governo, dopo il varo del decreto “Cura Italia”, e agli Enti locali, molti dei quali hanno preso disposizioni relative alla commercializzazione dei prodotti agricoli. Continua a leggere

Il coronavirus è il disastro perfetto per il capitalismo dei disastri

L’attivista, figura di riferimento del movimento di Seattle, spiega come governi ed elite globali sfrutteranno la pandemia per portare avanti le priorità del libero mercato . Un’intervista tradotta dall’edizione dall’edizione statunitense del magazine Vice

Il coronavirus è ufficialmente una pandemia globale che finora ha infettato un numero di persone dieci volte superiore a quello che venne colpito dalla Sars. Negli Stati Uniti scuole, sistemi universitari, musei e teatri stanno chiudendo e presto potrebbero farlo anche intere città. Gli esperti avvertono che alcune persone che sospettano di aver contratto la malattia, anche nota come Covid-19, stanno proseguendo le loro attività quotidiane o perché sul lavoro non hanno accesso a permessi retribuiti o per via delle falle sistemiche del nostro sistema sanitario privatizzato. Molti di noi non sono sicuri di cosa fare o di chi ascoltare.  Continua a leggere

Algoritmi facebook e libertà di ragionare

Ci segnalano che il rilancio su Facebook della notizia pubblicata anche dal nostro sito che il portavoce del Ministero degli Esteri cinese abbia chiesto trasparenza di informazione agli USA sulla possibile presenza del virus COVID-19 in USA già nel novembre 2019 (VEDI NOTIZIE QUI) e (QUI), abbia prodotto come ammonimento il seguente messaggio.

USA TODAY, partner di Facebook nel Fact checking di notizie sul social network avrebbe verificato che la notizia è falsa: Secondo USA TODAY, “il Coronavirus si è originato in Cina e in nessun altro luogo”.

Seguono indicazioni e link cui attenersi nella pubblicazione di post su Facebook.

Si potrebbe dire che Facebook se la canta e se la suona. Continua a leggere

«Siamo in un’economia di guerra»

di Roberto Ciccarelli (da Il Manifesto)

Coronavirus. Drammatico annuncio del presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno: “Non dobbiamo illuderci: sono i primi passi di una battaglia temporanea e lunga. Il contenimento sta portando l’economia ai tempi di guerra”. Una metafora dilagante a tutti i livelli che serve a rinserrare la popolazione nelle file di un esercito immaginario, ma rischia anche di occultare un cambio di paradigma. Ieri sono di nuovo crollate le borse: l’azione della Fed non è servita, Wall Street ha fatto di nuovo peggio del 1987, Milano a meno 6%. Verso un coordinamento delle politiche fiscali a livello Ue. Gentiloni: «Pronti a qualunque azione» Continua a leggere

L’epidemia travolge tutti, anche il debito globale

di Vincenzo Comito

La diffusione del coronavirus è destinata a stravolgere l’ordine economico, finanziario e geopolitico internazionale. Mentre qualcuno, illusoriamente, invoca la degloblizzazione e il decoupling Usa-Cina, si profila un’esplosione del debito mondiale. E con essa una nuova drammatica crisi finanziaria. Continua a leggere

La Regione Lombardia chiede aiuto ai medici cubani, cinesi e venezuelani per sconfiggere il Coronavirus

Per far fronte all’emergenza Coronavirus e disporre di un numero maggiore di personale sanitario, la Giunta della Regione Lombardia ha aperto agli Stati storicamente di sinistra. L’assessore al Welfare Gallera ha detto di “aver avuto contatti con Cuba, Venezuela e Cina per l’invio di medici e infermieri”.

Nel corso della consueta conferenza stampa della Regione Lombardia tenuta dal presidente Attilio Fontana e gli assessori Giulio Gallera, Davide Caparini e Pietro Foroni, è emerso anche il dato dei medici e degli infermieri che hanno risposto alla chiamata per entrare da subito in servizio e aiutare nella lotta all’emergenza Coronavirus. Continua a leggere

Il Covid-19 si diffonde negli USA: “Ci sono oltre 100.000 casi di coronavirus solo in Ohio”

La rapida diffusione di COVID-19 negli Stati Uniti e l’inefficacia del sistema sanitario nel contenerlo, hanno portato a più di 100.000 infetti in Ohio

La direttrice del Dipartimento della Salute dell’Ohio, la dott.ssa Amy Acton, ha annunciato ieri la cifra secondo cui secondo lei equivale all’1% della popolazione dello stato. Ha inoltre confermato i cinque casi confermati e l’esistenza di altre 52 persone sottoposte a prove. Continua a leggere

EPIDEMIA CORONAVIRUS: DUE APPROCCI STRATEGICI A CONFRONTO

I due stili strategici di gestione dell’epidemia a confronto

di Roberto Buffagni

Propongo una ipotesi in merito ai diversi stili strategici di gestione dell’epidemia adottati in Europa e altrove. Sottolineo che si tratta di una pura ipotesi, perché per sostanziarla ci vogliono competenze e informazioni statistiche, epidemiologiche, economiche che non possiedo e non si improvvisano. Sono benvenute le critiche e le obiezioni anche radicali.

L’ipotesi è la seguente: lo stile strategico di gestione dell’epidemia rispecchia fedelmente l’etica e il modo di intendere interesse nazionale e priorità politiche degli Stati e, in misura minore, anche  delle nazioni e dei popoli. La scelta dello stile strategico di gestione è squisitamente politica.

Gli stili strategici di gestione sono essenzialmente due: Continua a leggere

Lo tsunami Lagarde

di Alfiero Grandi

Le affermazioni della Presidente della Bce sono state devastanti per l’Italia – sul crollo della borsa e sull’aumento dello spread tra Btp e Bund tedeschi – e per lo scivolone delle borse europee che hanno perso 800 miliardi di euro. Un disastro economico che va sanzionato.

Ha fatto benissimo il Presidente della Repubblica Mattarella a reagire con durezza chiedendo all’Europa di farsi carico del sostegno all’Italia, che subisce in questa fase le conseguenze più pesanti dal corona virus, che in futuro potrebbe mettere in crisi altri paesi, come ha ricordato Angela Merkel che ha paventato un possibile contagio per decine di milioni di tedeschi.

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Cina-Italia: un destino condiviso

di Fabio Massimo Parenti

da https://www.beppegrillo.it

Pandemia Coronavirus: chi ha nascosto o sta nascondendo i dati negli Usa e in Europa? Quale paese pagherà il prezzo più alto? Questa crisi è un banco di prova per tutte le autorità del mondo, per tutti i popoli. 
La chiamavano la Chernobyl cinese, i commentatori nostrani, anche con un pizzico di cinismo, ma la realtà sta dimostrando che si potrà rivelare la Chernobyl dell’Europa e dell’Occidente. Al contrario, la leadership cinese va rafforzandosi, dato che l’emergenza sta rientrando grazie a misure e politiche che, come vedremo sotto, hanno ricevuto il plauso di molti paesi, organizzazioni e studiosi di tutto il mondo. La risposta cinese all’epidemia è stata una lezione, per rapidità ed efficacia (oggi lo riconoscono anche coloro che ci criticavano, mossi solo da pulsioni ideologiche). I cinesi hanno aggredito il problema ed hanno sin da subito collaborato con la comunità internazionale. Una lezione a lungo a disposizione del mondo intero, due mesi. Una lezione non appresa. Invece di guardare onestamente al dramma del popolo cinese, dapprima lo abbiamo sfruttato per criticarne il sistema politico, dopodiché lo abbiamo sottostimato ed infine lo abbiamo subìto, rischiando di pagare un prezzo molto salato. Un prezzo che ha un’unica origine: arroganza e malcelato senso di superiorità. La nostra globalizzazione neoliberale sarà forse un ricordo, oppure no. Quel che è certo: i modelli politici ed economici verranno ampiamente messi in discussione e quello cinese, sempre laboratorio, diverrà riferimento di un crescente numero di paesi e soggetti politici.
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Immunità “di gregge” o socialismo.

di Gabriele Giorgi

La posizione del governo inglese che punta alla “immunità di gregge” conquistabile con circa 400/500 mila decessi da coronavirus, invita a tentare di chiarire qual è la posta in gioco.

Bisogna premettere che l’approccio anglosassone è stato preceduto da quello USA, contraddistinto da una ampia omertà sui casi di polmoniti atipiche (almeno 30mila) registratesi già a fine 2019 sul territorio statunitense che avrebbero portato alla morte oltre 20.000 persone già prima di fine anno.

Omertà confermata dalle dichiarazioni della governatrice dell’Ohio che due giorni fa ha affermato, per prima, che i casi reali di contagio presenti soltanto nel suo stato, sono già circa 100mila.

La linea “inglese” viene quindi già percorsa da diversi mesi in alcuni paesi, in primis dagli USA. Continua a leggere

COVID-19: Ulteriori prove che il coronavirus avrebbe avuto origine negli Stati Uniti

Immagine del titolo del The New York Times dell’8 agosto 2019

L’esercito degli Stati Uniti Potrebbe aver portato il coronavirus nella città cinese di Wuhan, ha detto giovedì il ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian. Ecco la nota condivisa dal ministro cinese:

(E’ anche utile leggere questo articolo precedente):

Il coronavirus cinese: un aggiornamento scioccante. Il virus ha avuto origine negli Stati Uniti?

(di Larry Romanoff *) Come ricorderanno i lettori del precedente articolo (sopra), epidemiologi e farmacologi giapponesi e taiwanesi hanno determinato che il nuovo coronavirus è nato sicuramente negli Stati Uniti. Poiché quel paese è l’unico che ha i cinque tipi, da cui tutti gli altri devono essere discesi; mentre a Wuhan in Cina, ce n’era uno solo di quei diversi tipi, cosa che per analogia lo si può definire come una specie di “ramo” che non può esistere da sé stesso, ma deve essere cresciuto da un “albero”. Continua a leggere

Prima presa di posizione pubblica di Pechino. “Potrebbe essere stato l’esercito Usa ad aver portato l’epidemia a Wuhan”

Arriva la prima dichiarazione ufficiale da parte di Pechino sulla possibilità che il coronavirus sia nato negli Stati Uniti. Attraverso il suo account Twitter molto seguito, uno dei portavoci del ministero degli affari esteri cinese, Zhao Lijian, dichiara: “Potrebbe essere stato l’esercito Usa ad aver portato l’epidemia a Wuhan”, con una connessione diretta ai noti Giochi militari dell’ottobre 2019 che avevano portato nella città oltre 300 militari nord-americani nell’ottobre scorso proprio nel periodo che gli scienziati hanno individuato come il momento dell’incubazione del famigerato Covid-19.

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CORONAVIRUS: Sospendere tutte le attività non essenziali! L’IRRESPONSABILITÀ SOCIALE DI CONFINDUSTRIA.

Giacinto Botti e Maurizio Brotini,
Lavoro Società per una Cgil unita e plurale

I provvedimenti decisi dal Governo per contrastare la mobilità e la diffusione del coronavirus sono coraggiosi e largamente condivisibili. L’esperienza tragicamente verificata nella Repubblica popolare cinese dei provvedimenti necessari ha anche costituito un esempio che l’Italia, primo tra i paesi europei, ha messo a profitto.

Le restrizioni alla libertà di movimento sono un male necessari, come la decisione di sospendere tutte le attività lavorative ritenute non essenziali a consentire una vita quotidiana ordinata e a garantire rifornimenti e sicurezza per il Paese. Continua a leggere

Emergenza Covid-19: Le norme cui attenersi sulla base dell’ultimo Decreto del Governo (da diffondere)

Ieri sera il Decreto Legge della Presidenza del Consiglio italiano ha allargato a tutto il territorio nazionale lo stato di emergenza causato dalla diffusione del Coronavirus COVID-19.

Di seguito una schermata di facile comprensione con una sintesi delle informazioni e delle norme cui attenersi, predisposta dal Comune di Pontedera (Toscana).

Al termine della schermata il numero unico per l’approvvigionamento di farmaci con consegna a domicilio in caso di emergenza.

Invece, al seguente  LINK i numeri dedicati REGIONALI per rispondere alle richieste di informazioni e sulle misure urgenti per il contenimento e la gestione del contagio del nuovo coronavirus in Italia.

Vi preghiamo di diffondere queste informazioni attraverso le vostre mailing list e i social network.

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E adesso in Europa arriva l’esercito americano


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COVID-19: cosa non quadra, come approcciare l’evento e i suoi effetti. Aggiornamenti-4

In attesa di vedere come e dove si svilupperà il contagio del Coronavirus nei prossimi giorni, ad oggi (27/02), si possono registrare alcuni fatti, fare alcune domande e considerazioni, magari banali, ma logiche, oltre a qualche considerazione di ordine politico:

– L’epidemia si è diffusa da Wuhan (Cina), principalmente verso Corea del Sud, Iran, Giappone e… nord Italia.

– In Iran, già due componenti del governo, ivi inclusa la vice presidente della Repubblica Islamica, sono stati contagiati. In Italia il contagio ha colpito fin dall’inizio molti operatori sanitari. Quali casualità accomunano i luoghi dell’epicentro del contagio e le persone coinvolte ? Continua a leggere

Coronavirus o coronadigos? Una lezione di pedagogia disciplinare di massa

di Marco Bersani (ATTAC)

L’incredibile sproporzione tra il problema che si sta affrontando – la scoperta e la diffusione del Coronavirus – e le misure intraprese – lo stato d’eccezione applicato in alcune regioni e tendenzialmente all’intero Paese – rivela qualcosa di molto profondo sulle dinamiche sociali e di potere che stanno attraversando una società come quella italiana, sfinita da tre decenni di cultura politica neoliberale, che, oltre a peggiorarne pesantemente le condizioni di vita, ne ha polverizzato ogni legame sociale. Continua a leggere

DOPO COVID-19

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