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«Siamo in un’economia di guerra»

di Roberto Ciccarelli (da Il Manifesto)

Coronavirus. Drammatico annuncio del presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno: “Non dobbiamo illuderci: sono i primi passi di una battaglia temporanea e lunga. Il contenimento sta portando l’economia ai tempi di guerra”. Una metafora dilagante a tutti i livelli che serve a rinserrare la popolazione nelle file di un esercito immaginario, ma rischia anche di occultare un cambio di paradigma. Ieri sono di nuovo crollate le borse: l’azione della Fed non è servita, Wall Street ha fatto di nuovo peggio del 1987, Milano a meno 6%. Verso un coordinamento delle politiche fiscali a livello Ue. Gentiloni: «Pronti a qualunque azione» Continua a leggere

L’epidemia travolge tutti, anche il debito globale

di Vincenzo Comito

La diffusione del coronavirus è destinata a stravolgere l’ordine economico, finanziario e geopolitico internazionale. Mentre qualcuno, illusoriamente, invoca la degloblizzazione e il decoupling Usa-Cina, si profila un’esplosione del debito mondiale. E con essa una nuova drammatica crisi finanziaria. Continua a leggere

La Regione Lombardia chiede aiuto ai medici cubani, cinesi e venezuelani per sconfiggere il Coronavirus

Per far fronte all’emergenza Coronavirus e disporre di un numero maggiore di personale sanitario, la Giunta della Regione Lombardia ha aperto agli Stati storicamente di sinistra. L’assessore al Welfare Gallera ha detto di “aver avuto contatti con Cuba, Venezuela e Cina per l’invio di medici e infermieri”.

Nel corso della consueta conferenza stampa della Regione Lombardia tenuta dal presidente Attilio Fontana e gli assessori Giulio Gallera, Davide Caparini e Pietro Foroni, è emerso anche il dato dei medici e degli infermieri che hanno risposto alla chiamata per entrare da subito in servizio e aiutare nella lotta all’emergenza Coronavirus. Continua a leggere

Il Covid-19 si diffonde negli USA: “Ci sono oltre 100.000 casi di coronavirus solo in Ohio”

La rapida diffusione di COVID-19 negli Stati Uniti e l’inefficacia del sistema sanitario nel contenerlo, hanno portato a più di 100.000 infetti in Ohio

La direttrice del Dipartimento della Salute dell’Ohio, la dott.ssa Amy Acton, ha annunciato ieri la cifra secondo cui secondo lei equivale all’1% della popolazione dello stato. Ha inoltre confermato i cinque casi confermati e l’esistenza di altre 52 persone sottoposte a prove. Continua a leggere

EPIDEMIA CORONAVIRUS: DUE APPROCCI STRATEGICI A CONFRONTO

I due stili strategici di gestione dell’epidemia a confronto

di Roberto Buffagni

Propongo una ipotesi in merito ai diversi stili strategici di gestione dell’epidemia adottati in Europa e altrove. Sottolineo che si tratta di una pura ipotesi, perché per sostanziarla ci vogliono competenze e informazioni statistiche, epidemiologiche, economiche che non possiedo e non si improvvisano. Sono benvenute le critiche e le obiezioni anche radicali.

L’ipotesi è la seguente: lo stile strategico di gestione dell’epidemia rispecchia fedelmente l’etica e il modo di intendere interesse nazionale e priorità politiche degli Stati e, in misura minore, anche  delle nazioni e dei popoli. La scelta dello stile strategico di gestione è squisitamente politica.

Gli stili strategici di gestione sono essenzialmente due: Continua a leggere

Lo tsunami Lagarde

di Alfiero Grandi

Le affermazioni della Presidente della Bce sono state devastanti per l’Italia – sul crollo della borsa e sull’aumento dello spread tra Btp e Bund tedeschi – e per lo scivolone delle borse europee che hanno perso 800 miliardi di euro. Un disastro economico che va sanzionato.

Ha fatto benissimo il Presidente della Repubblica Mattarella a reagire con durezza chiedendo all’Europa di farsi carico del sostegno all’Italia, che subisce in questa fase le conseguenze più pesanti dal corona virus, che in futuro potrebbe mettere in crisi altri paesi, come ha ricordato Angela Merkel che ha paventato un possibile contagio per decine di milioni di tedeschi.

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Cina-Italia: un destino condiviso

di Fabio Massimo Parenti

da https://www.beppegrillo.it

Pandemia Coronavirus: chi ha nascosto o sta nascondendo i dati negli Usa e in Europa? Quale paese pagherà il prezzo più alto? Questa crisi è un banco di prova per tutte le autorità del mondo, per tutti i popoli. 
La chiamavano la Chernobyl cinese, i commentatori nostrani, anche con un pizzico di cinismo, ma la realtà sta dimostrando che si potrà rivelare la Chernobyl dell’Europa e dell’Occidente. Al contrario, la leadership cinese va rafforzandosi, dato che l’emergenza sta rientrando grazie a misure e politiche che, come vedremo sotto, hanno ricevuto il plauso di molti paesi, organizzazioni e studiosi di tutto il mondo. La risposta cinese all’epidemia è stata una lezione, per rapidità ed efficacia (oggi lo riconoscono anche coloro che ci criticavano, mossi solo da pulsioni ideologiche). I cinesi hanno aggredito il problema ed hanno sin da subito collaborato con la comunità internazionale. Una lezione a lungo a disposizione del mondo intero, due mesi. Una lezione non appresa. Invece di guardare onestamente al dramma del popolo cinese, dapprima lo abbiamo sfruttato per criticarne il sistema politico, dopodiché lo abbiamo sottostimato ed infine lo abbiamo subìto, rischiando di pagare un prezzo molto salato. Un prezzo che ha un’unica origine: arroganza e malcelato senso di superiorità. La nostra globalizzazione neoliberale sarà forse un ricordo, oppure no. Quel che è certo: i modelli politici ed economici verranno ampiamente messi in discussione e quello cinese, sempre laboratorio, diverrà riferimento di un crescente numero di paesi e soggetti politici.
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Immunità “di gregge” o socialismo.

di Gabriele Giorgi

La posizione del governo inglese che punta alla “immunità di gregge” conquistabile con circa 400/500 mila decessi da coronavirus, invita a tentare di chiarire qual è la posta in gioco.

Bisogna premettere che l’approccio anglosassone è stato preceduto da quello USA, contraddistinto da una ampia omertà sui casi di polmoniti atipiche (almeno 30mila) registratesi già a fine 2019 sul territorio statunitense che avrebbero portato alla morte oltre 20.000 persone già prima di fine anno.

Omertà confermata dalle dichiarazioni della governatrice dell’Ohio che due giorni fa ha affermato, per prima, che i casi reali di contagio presenti soltanto nel suo stato, sono già circa 100mila.

La linea “inglese” viene quindi già percorsa da diversi mesi in alcuni paesi, in primis dagli USA. Continua a leggere

COVID-19: Ulteriori prove che il coronavirus avrebbe avuto origine negli Stati Uniti

Immagine del titolo del The New York Times dell’8 agosto 2019

L’esercito degli Stati Uniti Potrebbe aver portato il coronavirus nella città cinese di Wuhan, ha detto giovedì il ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian. Ecco la nota condivisa dal ministro cinese:

(E’ anche utile leggere questo articolo precedente):

Il coronavirus cinese: un aggiornamento scioccante. Il virus ha avuto origine negli Stati Uniti?

(di Larry Romanoff *) Come ricorderanno i lettori del precedente articolo (sopra), epidemiologi e farmacologi giapponesi e taiwanesi hanno determinato che il nuovo coronavirus è nato sicuramente negli Stati Uniti. Poiché quel paese è l’unico che ha i cinque tipi, da cui tutti gli altri devono essere discesi; mentre a Wuhan in Cina, ce n’era uno solo di quei diversi tipi, cosa che per analogia lo si può definire come una specie di “ramo” che non può esistere da sé stesso, ma deve essere cresciuto da un “albero”. Continua a leggere

Prima presa di posizione pubblica di Pechino. “Potrebbe essere stato l’esercito Usa ad aver portato l’epidemia a Wuhan”

Arriva la prima dichiarazione ufficiale da parte di Pechino sulla possibilità che il coronavirus sia nato negli Stati Uniti. Attraverso il suo account Twitter molto seguito, uno dei portavoci del ministero degli affari esteri cinese, Zhao Lijian, dichiara: “Potrebbe essere stato l’esercito Usa ad aver portato l’epidemia a Wuhan”, con una connessione diretta ai noti Giochi militari dell’ottobre 2019 che avevano portato nella città oltre 300 militari nord-americani nell’ottobre scorso proprio nel periodo che gli scienziati hanno individuato come il momento dell’incubazione del famigerato Covid-19.

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CORONAVIRUS: Sospendere tutte le attività non essenziali! L’IRRESPONSABILITÀ SOCIALE DI CONFINDUSTRIA.

Giacinto Botti e Maurizio Brotini,
Lavoro Società per una Cgil unita e plurale

I provvedimenti decisi dal Governo per contrastare la mobilità e la diffusione del coronavirus sono coraggiosi e largamente condivisibili. L’esperienza tragicamente verificata nella Repubblica popolare cinese dei provvedimenti necessari ha anche costituito un esempio che l’Italia, primo tra i paesi europei, ha messo a profitto.

Le restrizioni alla libertà di movimento sono un male necessari, come la decisione di sospendere tutte le attività lavorative ritenute non essenziali a consentire una vita quotidiana ordinata e a garantire rifornimenti e sicurezza per il Paese. Continua a leggere

Emergenza Covid-19: Le norme cui attenersi sulla base dell’ultimo Decreto del Governo (da diffondere)

Ieri sera il Decreto Legge della Presidenza del Consiglio italiano ha allargato a tutto il territorio nazionale lo stato di emergenza causato dalla diffusione del Coronavirus COVID-19.

Di seguito una schermata di facile comprensione con una sintesi delle informazioni e delle norme cui attenersi, predisposta dal Comune di Pontedera (Toscana).

Al termine della schermata il numero unico per l’approvvigionamento di farmaci con consegna a domicilio in caso di emergenza.

Invece, al seguente  LINK i numeri dedicati REGIONALI per rispondere alle richieste di informazioni e sulle misure urgenti per il contenimento e la gestione del contagio del nuovo coronavirus in Italia.

Vi preghiamo di diffondere queste informazioni attraverso le vostre mailing list e i social network.

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E adesso in Europa arriva l’esercito americano


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COVID-19: cosa non quadra, come approcciare l’evento e i suoi effetti. Aggiornamenti-4

In attesa di vedere come e dove si svilupperà il contagio del Coronavirus nei prossimi giorni, ad oggi (27/02), si possono registrare alcuni fatti, fare alcune domande e considerazioni, magari banali, ma logiche, oltre a qualche considerazione di ordine politico:

– L’epidemia si è diffusa da Wuhan (Cina), principalmente verso Corea del Sud, Iran, Giappone e… nord Italia.

– In Iran, già due componenti del governo, ivi inclusa la vice presidente della Repubblica Islamica, sono stati contagiati. In Italia il contagio ha colpito fin dall’inizio molti operatori sanitari. Quali casualità accomunano i luoghi dell’epicentro del contagio e le persone coinvolte ? Continua a leggere

Coronavirus o coronadigos? Una lezione di pedagogia disciplinare di massa

di Marco Bersani (ATTAC)

L’incredibile sproporzione tra il problema che si sta affrontando – la scoperta e la diffusione del Coronavirus – e le misure intraprese – lo stato d’eccezione applicato in alcune regioni e tendenzialmente all’intero Paese – rivela qualcosa di molto profondo sulle dinamiche sociali e di potere che stanno attraversando una società come quella italiana, sfinita da tre decenni di cultura politica neoliberale, che, oltre a peggiorarne pesantemente le condizioni di vita, ne ha polverizzato ogni legame sociale. Continua a leggere

Paesi isolati militarmente. Contro il coronavirus c’è solo la sanità pubblica

(da Contropiano.org) – Nulla come le emergenze vere, quelle che mettono a rischio reale un’intera popolazione, dimostrano l’ottusità criminale di un sistema basato sull’interesse e il profitto privato.

E il Coronavirus arriva a portare il suo contributo, al momento più sulla base della paura che della riflessione.

Andiamo con ordine. Il governo Conte, di fronte al moltiplicarsi dei focolai di infezione nel nord Italia, ha preso misure drastiche ma logiche, fondate sulle conoscenze scientifiche e centralizzando il comando sulle operazioni. Continua a leggere

CORONAVIRUS: Testo del DL “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”

Il Testo del DECRETO-LEGGE 23 febbraio 2020, n. 6

Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. (20G00020) (GU n.45 del 23-2-2020 )

note: Entrata in vigore del provvedimento: 23/02/2020

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Strage di Bologna | Beirut 1981. Ecco cosa ci disse Abu Ayad

Nel marzo 1981, Abu Ayad capo dei servizi di sicurezza dell’Olp, ricevette nella sua abitazione di Beirut, una delegazione parlamentare unitaria (DC, PCI, PSI, PDUP, PR) così composta:

di Agostino Spataro (articolo del 3 Agosto 2017)

“La delegazione, in missione in Libano, incontrò Abu Ayad il 5 marzo 1981. Era guidata dall’on. Giuliano Silvestri (Dc) ed era composta da Andrea Borri e Francesco Lussignoli (Dc), Guido Alberini e Giorgio Mondino (Psi), Agostino Spataro e Alessio Pasquini (Pci), Aldo Ajello (Partito radicale), Eliseo Milano e Alfonso Gianni (Psiup). Al seguito della delegazione parlamentare, vi erano quattro giornalisti: Igor Man (La Stampa), Maurizio Chierici (Il Corriere della Sera), Domenico Del Giudice (Ansa) e Vincenzo Mussa (Famiglia Cristiana). All’epoca, presidente della Commissione Esteri della Camera era l’on. Giulio Andreotti” (da documentazione Commissione parlamentare d’inchiesta Mitrokhin)

Un incontro difficile da dimenticare non solo per gli argomenti trattati, ma anche per un episodio indicativo della tensione, del clima di violenza, d’intrigo che si respiravano a quel tempo a Beirut. Successe che, mentre consumavamo un sobrio pasto a base di cous cous, udimmo un forte botto provocato dall’esplosione di una bomba collocata all’interno di un’auto posteggiata proprio davanti il portone dell’abitazione del nostro ospite. Continua a leggere

FOIBE, Torino: Forze dell’ordine mobilitate per consentire il volantinaggio ai fascisti e arresta gli antifascisti

Vi raccontiamo una storia.
13 febbraio 2020. Al Campus si tiene un incontro – con relatori Moni Ovadia e l’ex parlamentare Spetič – organizzato dalla sezione grugliaschese dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (l’ANPI “68 Martiri” Grugliasco).

Succede che i due-tre esponenti del Fuan, l’associazione universitaria di destra che non fa mistero delle sue ascendenze neofasciste, organizzano un volantinaggio per criticare l’iniziativa.

Non sono soli: li scortano più di 50 tra carabinieri e poliziotti in tenuta antisommossa, con camionette a sirene spiegate. È un attimo, e la Palazzina Einaudi, dove si tengono regolarmente gli esami invernali, è militarizzata. Per garantire la “libertà di espressione” di un circoletto studentesco legato a Fratelli d’Italia e a spazi della destra identitaria, che vuole usare gli spazi dell’università pubblica per diffondere odio verso l’associazione che si occupa di tenere viva la memoria della lotta di liberazione dal nazifascismo, quella che ci ha regalato la Costituzione repubblicana e i suoi princìpi. Continua a leggere

Alla sinistra serve una Bad Godesberg alla rovescia

di Luigi Agostini

La crisi significa rischio, il rischio chiama protezione, la protezione chiama Stato, la più alta forma di organizzazione sociale. La crisi del 2007 non fa eccezione. La destra ha cambiato rapidamente e disinvoltamente spalla al fucile: dalla spalla del mercato che si autoregola alla spalla dello Stato interventista (vedi il caso Trump)
La sinistra è rimasta spiazzata, afona, è andata in ordine sparso. Perché? La spiegazione sta negli anni Novanta – la stagione della Grande Privatizzazione – e nel ruolo che ha svolto la sinistra o, per meglio dire, l’”ala dei privatizzatori”, diventata maggioritaria all’interno della sinistra e restata comunque in sella anche dopo, tranne che in Inghilterra. Continua a leggere

«Italiani geneticamente mafiosi», le parole MAI pronunciate da Cristina Kirchner. Ennesima vergogna mainstream

di Fabrizio Verde

La stampa italiana si scaglia all’unisono contro la vicepresidente dell’Argentina, Cristina Fernandez, accusandola di aver definito gli italiani mafiosi «per genetica». Parole che sarebbero molto gravi oltre che insensate. Il punto è che la vicepresidente dell’Argentina non ha mai pronunciato queste parole.

In occasione della presentazione del suo libro ‘Sinceramente’ avvenuta nel quadro della Fiera del Libro 2020 a L’Avana, capitale di Cuba, l’ex presidente dell’Argentina ha denunciato la persecuzione giudiziaria, lawfare, scatenata nei suoi confronti dall’ex presidente Macrì. Con vari tentativi di colpire suoi familiari per mettere in ginocchio la combattiva vicepresidente dell’Argentina. Continua a leggere

Dati Eurispes. Questione meridionale oggi: la propaganda per l’autonomia differenziata smontata punto per punto

di Gilberto Trombetta

Grazie all’impressionante mole di dati e di citazioni (più di 1000 pagine) contenute nel 32esimo rapporto Eurispes, “Italia 2020”*, diventa facile dimostrare come le argomentazioni su cui si regge la propaganda a sostegno dell’autonomia regionale differenziata non solo siano completamente slegate dalla realtà dei fatti, ma spesso addirittura antitetiche a essa.

Tutta la narrazione del Nord virtuoso e del Sud parassita si regge sul nulla più assoluto.

Anzi, a ben vedere è vero spesso l’esatto contrario. Continua a leggere

Dei movimenti di branco: sardine

di Alessandro Visalli

Alcune settimane fa, il 19 novembre, avevo provato una riflessione a caldo[1] sul fenomeno delle Sardine del quale veniva riconosciuto il carattere politico, in quanto orientato ad un nemico. Quando si sceglie di attribuire ad un movimento il carattere politico per il fatto, capitale, che individua un “nemico” giova in genere riferirsi al capitale articolo di Carl Schmitt del 1932[2]. In esso l’autore cerca una specificità del “politico” che sia distinta dall’azione come dal pensiero. Ovvero da ciò che si lascia decidere in base all’essere utile o dannoso (ovvero nel campo dell’economico), buono o cattivo (nel campo della morale), bello o brutto (dell’estetica). È una distinzione eminentemente ‘politica’, dunque, quella che non afferma la cattiveria, la bruttezza o la dannosità, ma designa gli amici (freund) e i nemici (feind). Una distinzione, meramente concettuale, che si fonda su un “criterio, [ovvero] non una definizione esaustiva o una spiegazione di contenuto”, che ha a che fare con ciò che appartiene, ciò che unisce, non necessariamente con ciò che si distingue per il grado dell’utile, bontà o bellezza. Un concetto questo che è catturato da frasi come “è un bastardo, ma è il nostro bastardo”, detto, ad esempio di un dittatore sudamericano (frase attribuita al Presidente Roosevelt e riferita a Somoza)[3]. Continua a leggere

La nebbia democratica libica

Tonino D’Orazio (24 gennaio 2020)

A nessuno viene in mente che proprio gli “assassini” e i distruttori della Libia siedono oggi a un tavolo a Berlino per sistemare la “loro” mediatica pace? Francia, Gran Bretagna e Usa sono semplicemente andati a rubare il petrolio libico. Come hanno fatto con tutti i paesi che ne possedevano. Indubbiamente, salvo mala fede di troppi, continuano imperterriti con tutti i mezzi proibiti dalla Carta Onu. Continua a leggere

La controversia fra integristi universalisti e antirazzisti

di Salvatore Palidda

La celebre rivista online francese Médiapart, con la penna del suo esperto culturale Joseh Confravreux, ha dedicato una serie di 6 articoli che passano in rassegna le diverse posizioni inerenti la cosiddetta “controversia sulla questione della razza” e quindi la letteratura in questo campo[1]. Una controversia esaminata nella sua versione francese, che accenna anche a quella in altri Paesi e in particolare negli Stati Uniti. La scelta di dare attenzione a questa disputa è dovuta anche all’esarcebante attacco da parte degli integristi universalisti di destra – e in parte di “sinistra” – nei confronti degli antirazzisti e razzializzati, accusati di esasperare la loro difesa delle identità delle minoranze (nera, femminista, ecc.) e di provocare una “guerra civile” (di carta). Continua a leggere

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