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politica internazionale

Questo tag è associato a 1271 articoli.

“Neoliberismo ed Europa, serve una svolta”. Lettera aperta a Liberi e Uguali.

“Liberi e Uguali non sta riuscendo in quello che si era esplicitamente proposto, cioè chiamare a raccolta quel ‘popolo di sinistra’ che sempre più numeroso ha abbandonato il Pd”. Da un gruppo di intellettuali un appello affinché LeU dia un forte segnale di discontinuità con il passato, soprattutto rispetto all’accettazione delle idee del neoliberismo e all’adesione al Trattato di Maastricht e agli accordi che ne sono seguiti.

per aderire all’appello: appelloaleu@gmail.com

Negli ultimi quarant’anni la scienza e la tecnologia hanno fatto progressi inimmaginabili e la ricchezza del mondo è aumentata, tanto nei paesi che avevano un minor livello di sviluppo che in quelli di più antica industrializzazione. In questi ultimi, però, la maggiore ricchezza generata è andata quasi esclusivamente nelle mani di un piccolo numero di persone, invertendo la tendenza a una più equa distribuzione che si era verificata a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. Non si è trattato di una fatalità o di un fenomeno impossibile da controllare: è stato il frutto dell’ideologia economico-politica che ha conquistato l’egemonia dagli anni ’80 del secolo scorso.  Continua a leggere

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Jean Claude Juncker è stato lucidissimo. Ecco cosa ci aspetta dopo il voto.

di Paolo Ferrero

Di fronte alle dichiarazioni di Jean Claude Juncker qualche commentatore ha sostenuto che erano estemporanee e che hanno spaventato i mercati. In qualche modo Juncker si confermerebbe come un eurocrate con qualche vizietto etilico che ogni tanto fa dichiarazioni improvvide da cui poi torna indietro.

Io penso al contrario che Juncker sia stato lucidissimo e che le sue dichiarazioni straccino il velo delle menzogne che i principali partiti spargono a piene mani nella campagna elettorale. Continua a leggere

Euro sì o no? Il dilemma della sinistra in Europa

“ Per il Partie de Gauche (PG) e, indubbiamente, per altri partiti della Sinistra europea, è diventato impossibile venire associati allo stesso movimento di Syriza […] .” È questo il verdetto che il Partie de Gauche di Jean Luc Mélènchon ha emesso, attraverso un comunicato, sul proprio sito web.

di Alexander Damiano Ricci

Il PG ha di fatto chiesto l’espulsione del Partito greco dalla federazione comunitaria dei partiti della sinistra. Perché?

Nel comunicato si legge che il PG esprime il proprio “dispiacere” in relazione alla promozione, da parte di Tsipras, della logica dell’austerità al punto da restringere il diritto di sciopero, “sottomettendosi agli ordini della Commissione europea” (CE). La risposta di Syriza si è fatta tweet: la richiesta di Mélènchon sarebbe “anti-democratica, provocatoria e divisiva.” Continua a leggere

IL SERVILISMO DELLA POLITICA ITALIANA NEI CONFRONTI DEL SIONISMO. Ovvero…

OVVERO: PERCHE’ BATTERSI PER I DIRITTI DEI PALESTINESI VUOL DIRE BATTERSI PER I NOSTRI DIRITTI.

di Ugo Giannangeli

Dico “nei confronti del sionismo” e non solo “nei confronti di Israele” perché il diffuso atteggiamento condiscendente e complice riguarda non solo lo Stato ebraico ma il complessivo progetto sionista in corso di realizzazione: non sappiamo fin dove intende espandersi territorialmente; certamente mira a uno Stato esclusivamente ebraico; certamente ambisce  avere l’intera città di Gerusalemme come propria capitale. Continua a leggere

America Latina: ciclo economico e dinamiche geopolitiche

di Andrea Vento

La ricerca effettuata cerca di indagare sulle correlazioni intercorrenti fra l’andamento politico dell’ultima parte della Stagione dei governi progressisti latinoamericani (dopo il 2014) e quello del corrispondente ciclo economico macroregionale, considerando anche la struttura economica ed il modello di sviluppo che caratterizza i paesi dell’area. Una fase storico-geopolitica iniziata col nuovo millennio sostanzialmente in modo inatteso che, dopo il trentennio delle dittature civico-militari degli anni 50′-60′-70′ ed il difficile ritorno a forme incompiute di democrazia degli anni 80′, ha portato al centro dell’azione politica significative nuove istanze: il rispetto delle regole democratiche, la difesa dei diritti umani e l’attuazione di politiche più sensibili alle istanze sociali. I governi progressisti, nelle varie declinazioni nazionali, insediati in questi anni in Venezuela (il primo nel 1999), Brasile, Argentina, Cile, Bolivia, Uruguay, Ecuador, Paraguay, Nicaragua, Panama, Guatemala, Honduras (benché scosso da un golpe nel giugno 2009[1]), e, a fine 2014, dal Salvador, hanno conseguito importanti progressi in ambito sociale e dato origine al processo di integrazione regionale Sud-Sud più avanzato su scala globale. Continua a leggere

La “sinistra” europea punta sul tema “sicurezza” per tornare a conquistare voti

di Alexander Ricci

Macron annuncia di raggiungere il 2% di spesa sul pil per la Difesa, in Germania l’SPD cerca di recuperare terreno sul tema della sicurezza. Intanto Corbyn accusa Theresa May per i tagli alle forze dell’ordine e in Polonia vengono annunciati 4mila nuovi ingressi nelle forze di polizia

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Immigrazione, quel fallimento della sinistra che viene da lontano.

L’ intervista ad Agostino Spataro, giornalista, già parlamentare del PCI  per tre legislature, autore del libro ‘Immigrazione – La moderna schiavitù’

Sembra ormai retorico associare elezioni, campagna elettorale, immigrazione, sicurezza, ma è, purtroppo, un dato di fatto: non c’è tornata elettorale, di qualsivoglia Paese, soprattutto occidentale, in cui non si faccia riferimento al problema dell’ immigrazione. Così è stato in America dove, nel novembre 2016, è stato eletto Presidente Donald Trump il quale non ha mai nascosto la sua insofferenza nei confronti dell’ immigrazione, arrivando a proporre la costruzione di un vero e proprio muro, lungo centinaia di chilometri, con il Messico; la stessa cosa si è verificata, ad esempio, in Germania, dove, anche a causa delle politiche per far fronte all’ immigrazione, la CDU di Angela Merkel si è trovata indebolita (solo due giorni fa, a quattro mesi dal voto,  è stato raggiunto l’ accordo di Grande Coalizione) mentre cresceva la destra estrema e xenofoba rappresentata dall’ AfD (Alternative fur Deutschland).  Continua a leggere

Il 19 Dicembre scorso Ahed Tamimi di appena 16 anni è stata ingiustamente arrestata. La ragazza palestinese ora incarna il simbolo della lotta del suo popolo contro l’oppressione israeliana

 

di Serena Campani

Probabilmente in queste settimane vi sarà capitato di vedere su internet e sui social la fotografia di una giovanissima  ragazza bionda con i capelli lunghi ricci e uno sguardo coraggioso e combattivo. E’ Ahed Tamimi e vive nel villaggio di Nabi Saleh, poco lontano da Ramallah, una città palestinese, sede dell’Anp, situata nel centro della Cisgiordania, sui monti della Giudea, a circa 18 Km da Gerusalemme

Ahed potrebbe essere una mia studentessa, volendo anche mia figlia, così vedendo il suo volto fiero rimbalzare sulla ribalta mediatica durante i giorni di Natale, mi sono chiesta cosa avesse combinato questa ragazzina sedicenne per finire in carcere. Questo il video del suo “reato”, girato e reso pubblico da una sua amica: Continua a leggere

Lula e noi

di Jean-Luc Mélenchon

Si traduce un articolo di Jean-Luc Mélenchon, leader del movimento La France Insoumise“ che richiama con forza l’attenzione sul peso mondiale dei preoccupanti recenti accadimenti antidemocratici e non di rado anticostituzionali dell’America Latina. È bene non dimenticare anche la “disattenzione” istituzionale dei singoli paesi europei e dell’Unione Europea nelle sue diverse istanze. L’Italia non fa eccezione, ed anzi nel caso del Brasile ha oggettivamente dato un aiuto alla eversione istituzionale con l’estradizione nel 2015 del banchiere italo-brasiliano Henrique Pizzolato per decisione del ministro della giustizia nonostante il parere contrario di tutti i gradi della magistratura (notizie su questa vicenda sono facilmente rintracciabili on line). T.I. Continua a leggere

Che voto a fare? La sinistra e le elezioni italiane

di Sergio Cesaratto

E tu che fai? Ti astieni oppure voti per qualcuno, si domanda il popolo di sinistra in questi giorni. Al di là dell’offerta elettorale, che descriveremo più avanti, c’è un problema di fondo che riguarda la democrazia italiana e quella degli altri Paesi dell’eurozona, con l’esclusione della Germania (e dei suoi satelliti). In democrazia si vota fondamentalmente per due ordini di questioni: le scelte socio-economiche e i diritti civili. Continua a leggere

L’Italia tra promesse elettorali e rischio fallimento

L’intesa “europeista” tra Berlino e Parigi non ci salverà

di Enrico Grazzini

Le strabilianti promesse miliardarie di meno tasse e più welfare fatte dai partiti italiani in vista delle elezioni sono poco più di aria fritta perché toccherà a Bruxelles, a Berlino e a Francoforte decidere sui nostri conti. Sono infatti le istituzioni europee e la grande finanza a decidere del destino dei cittadini italiani, mentre le elezioni nazionali e la nostra democrazia parlamentare ormai contano poco. Il problema è che l’Italia è il ventre molle dell’eurozona, in particolare per il suo elevato debito pubblico, e nessuno ci farà degli sconti: l’Unione Europea, e il governo tedesco che comanda la UE germanizzata, ci imporranno sicuramente ancora austerità e sacrifici. La nuova grande speranza dei nostri politici, propagandata dalla fanfara dei media dominanti, è che il nuovo governo tedesco popolar socialista di Merkel-Schulz in via di costituzione accetti la proposta di alleanza “europeista” fatta da Emmanuel Macron e che l’intesa annunciata tra Berlino e Parigi per il rilancio dell’integrazione europea aiuti il nostro paese a ottenere più flessibilità sui conti pubblici, e quindi a uscire dalla crisi. Ma questa è una falsa speranza e una pia illusione. Ai due paesi europei, nostri vicini e concorrenti, può infatti convenire che l’Italia resti nel tunnel della crisi. Continua a leggere

Il bazooka di Draghi è un narcotico pericoloso

di Andrea Del Monaco*

Quando la cancelliera Merkel invoca il “multilateralismo”, invita il presidente Trump a ricordare le lezioni della storia e il tardivo intervento degli Usa nella Prima guerra mondiale, dovrebbe ricordare un altro precedente storico, il trattato di pace di Versailles del 1919. L’allora presidente francese Clemenceau impose alla Germania come paese sconfitto condizioni sui debiti di guerra vessatorie e impossibili da rispettare: esse causarono il revanscismo tedesco e l’avvento del nazismo. Lo intuì già nel 1919 John Maynard Keynes nel suo scritto “Le conseguenze economiche della pace“: qui Keynes dimostrò l’impossibilità per la Germania di pagare i debiti di guerra. Continua a leggere

Brasile: il processo farsa a Lula e la difesa della democrazia

di Marco Consolo

A Porto Alegre, il 24 gennaio scorso, si è concluso il processo farsa contro l’ex-Presidente Luis Inácio Lula da Silva con una condanna in secondo grado. Lula è accusato di essere proprietario di un appartamento frutto di una tangente. Com’è noto e documentato, sia la sentenza di primo grado, che quella di secondo grado avvengono in assenza di prove e, viceversa, con prove che smontano l’accusa. Continua a leggere

Gas di scisto: una Europa definitivamente colonizzata ?

di Tonino D’Orazio

Il riferimento è alle sanzioni contro la Russia e al diktat yankee che ci impedisce di superare le importazioni energetiche, soprattutto gas, dalla Russia, fissata al massimo al 40%. La decisione è stata presa dall’amministrazione Trump, ma semplicemente in continuità con l’amministrazione precedente Obama-Clinton nel ritenere l’Europa colonia, cortile di casa e ricca mangiatoia da proteggere contro eventuali invasori via terra. Continua a leggere

Martin Schulz: finita la luna di miele con il partito. La base chiede rinnovamento

di Massimo Demontis (da buongiornoberlino.com)

Il presidente SPD Martin Schulz è uscito dal congresso di Bonn indebolito e in perdita di autorevolezza. Questa settimana dovrebbero cominciare i negoziati ufficiali con l’Unione per la riedizione della Groko. I giovani socialisti proseguono la campagna #NoGroKo. Presto il referendum tra gli iscritti

Berlino – Chi ha seguito il dibattito al congresso straordinario dell’SPD a Bonn domenica scorsa non ha potuto non notare i volti tesi dei dirigenti del partito man mano che si susseguivano gli interventi dei delegati. Continua a leggere

Rapporto OXFAM 2018: Porre fine alla crisi della disuguaglianza. Scarica il rapporto

Ricompensare il lavoro, non la ricchezza. Per porre fine alla crisi della disuguaglianza dobbiamo costruire un’economia a favore dei comuni lavoratori, non dei ricchi e potenti.

Nel corso dell’ultimo anno il numero dei miliardari è aumentato come mai prima: uno in più ogni due giorni. La ricchezza dei miliardari si è accresciuta di 762 miliardi di dollari nell’arco di 12 mesi, un incremento che, a titolo comparativo, rappresenta 7 volte l’ammontare delle risorse necessario per far uscire dallo stato di povertà estrema 789 milioni di persone, Di tutta la ricchezza creata nell’ultimo anno, l’82% è andato all’1% della popolazione, mentre il 50% meno abbiente non ha beneficiato di alcun aumento.
Il lavoro pericoloso e scarsamente pagato della maggioranza della popolazione mondiale alimenta l’estrema ricchezza di pochi. Le condizioni di lavoro peggiori spettano alle donne, e quasi tutti i super ricchi sono uomini. I
governi devono creare una società più equa attribuendo priorità ai lavoratori comuni e ai piccoli produttori agricoli anziché ai ricchi e potenti. Continua a leggere

Joseph Halevi: recensione a ISRAELE E I MITI SIONISTI (II), Ilan Pappé

di Joseph Halevi

Recensione a: Ilan Pappé Ten Myths About Israel London: Verso 2017, pp. 171

Seconda parte

Un paese che si basa sulla pulizia etnica e sulla colonizzazione permanente non può essere definito democratico. In verità nessuna entità statuale ove é in atto una colonizzazione a scapito della popolazione autoctona é definibile come democratica: si veda il caso dell’Australia ove fino al 1967 gli aborigeni, già violentemente decimati durante il diciannovesimo secolo, non venivano nemmeno contati nei censimenti. Eppure l’Australia era considerata una fiorente democrazia, il che significa che il termine è perfettamente malleabile a piacere senza un valore universale. Il settimo capitolo del volume di Pappé si prefigge di dimostrare la fallacia insita nella propaganda americano-israeliana riguardo l’unica democrazia nel Medioriente. Il capitolo é più incisivo di quello precedente appena discusso. Continua a leggere

FERMARE la GUERRA della TURCHIA contro i CURDI del ROJAVA

Vergognosa aggressione militare della Turchia contro i curdi del Rojava. 

Il Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati esprime solidarietà al popolo Curdo ed invoca l’immediato intervento Onu

Il Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati, da sempre vicino alla causa del martoriato popolo Curdo, denuncia il grave intervento militare dell’esercito turco in territorio siriano contro la città curda di Afrin nel Rojava occidentale allo scopo di spezzare la continuità territoriale fra i 3 cantoni del Kurdistan siriano e creare un’area cuscinetto profonda 30 km sul suolo siriano a ridosso del confine turco. Una invasione militare in piena regola ai danni di altro paese sovrano fuori da qualsiasi legalità internazionale che colpisce civili inermi ed i gruppi combattenti (Ypg e Ypj) curdi che dal 2014 sono i principali protagonisti della lotta armata sul campo contro l’Isis in Siria ed in Iraq. E’ necessaria l’immediata convocazione del Consiglio di Sicurezza  dell’Onu al fine di condannare e bloccare l’aggressione in atto.

Di seguito il comunicato di questa mattina, domenica 21 gennaio, dell’Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia.

Il Coordinamento del Giga- Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati

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Primo: cancellare il Fiscal Compact

di Roberto Musacchio

Primo: cancellare il Fiscal Compact. La mia proposta è che tutte le forze che in Europa sono contro l’austerita’, il liberismo e i Trattati che li impongono confluiscano subito su questo obbiettivo.

Obbiettivo giusto e possibile. Il Fiscal Compact fu varato ormai cinque anni fa come Trattato intergovernativo in aperto contrasto con le regole comunitarie. Fu voluto per trasformare la crisi finanziaria causata dal sistema delle banche nell’occasione di una ulteriore stretta sociale. Il Fiscal Compact impone una camicia di forza che rappresenta la fine di ogni possibile alternativa economica e politica. Continua a leggere

Italia e Ucraina unite contro le fake news!

di Marinella Correggia

Fake news da ogni parteLa propaganda russa infetterebbe da qualche tempo l’altrimenti purissimo e verissimo spazio dei media non mainstream, di Internet, delle reti sociali.

Contrastare la disinformazione e le fake news nell’era della post-verità: l’esperienza dell’Italia e dell’Ucraina è il titolo della conferenza promossa a Roma dall’Istituto affari internazionali (Iai) e dal sito ucraino www.stopfake.org.

Nato nel 2014, destinato a smontare le “bufale” russe, il sito StopFake (sottotitolo “la battaglia contro l’informazione falsa circa gli eventi in Ucraina) è disponibile in 11 lingue. Fra un Putin con baffetti alla Hitler e articoli come “La disinformazione russa come mezzo per fare guerra agli Stati uniti”, non indica i donatori; l’unico nome che si affaccia su uno spazio laterale è la fondazione svedese Sigrid Rausing Trust.

Più trasparente un’altra Ong ucraina partecipante alla conferenza, l’Ukrainian Crisis Media Center. Ecco chi finanzia: USAID, Ambasciata Usa a Kiev, NATO, National Endowment of Democracy-NED (bravissimi a organizzare, intorno a vere fake news, cordate di Ong contro Stati come la Libia, vari governi europei e perfino…l’Alto Commissariato per i rifugiati – Unhcr. Continua a leggere

Bagnai, Deficit in Francia e in Italia: due paroline a Moscovici

di Alberto Bagnai (da Goofynomics)

Le dichiarazioni di Moscovici secondo cui portare il deficit oltre il 3% del Pil “sarebbe un controsenso”, questo perché il tetto del 3% avrebbe un significato preciso, quello di evitare che il debito slitti ulteriormente, e quindi le elezioni italiane provocherebbero un “rischio politico” dato che da noi alcuni partiti si stanno interrogando sulla fondatezza di queste regole, sono non solo inopportune politicamente (come perfino Tajani è stato costretto ad ammettere, dando prova di buon senso e di un minimo di orgoglio nazionale), ma del tutto infondate sotto il profilo economico e anche storico: questo perché prima di fare lezioncine, bisognerebbe verificare di essere stati coerenti con i principi che si sbandierano a beneficio degli altri paesi (ma che in patria ci si è guardati bene dall’applicare). Continua a leggere

Il declino di una sinistra che chiude gli occhi

di Antonio Lettieri

I fallimenti dell’euro hanno imposto un duro prezzo alla maggior parte dei paesi dell’eurozona in termini di crescita, di disoccupazione, di esplosione delle diseguaglianze. E hanno, al tempo stesso, messo in crisi, quando non eliminato dalla scena, la vecchia sinistra di governo. Su questo dovrebbe concentrarsi il dibattito, ma la sinistra italiana non lo fa.

1.   A metà del secolo scorso, la Francia, che sedeva tra le potenze vincitrici della seconda guerra mondiale, decise di promuovere un accordo con la Germania che avrebbe cambiato il senso tragico della storia dei conflitti franco-tedeschi che avevano dominato la prima parte del secolo. Il protagonista politico della svolta fu Robert Schuman. L’occasione fu data dall’accordo sull’uso congiunto del carbone della Ruhr di cui la Francia, impegnata nella pianificazione economica diretta da Jean Monnet, aveva assoluto bisogno. Continua a leggere

Italia in armi dal Baltico all’Africa

di Manlio Dinucci (da il manifesto, 16 gennaio 2018)

Che cosa avverrebbe se caccia russi Sukhoi Su 35, schierati nell’aeroporto di Zurigo a una decina di minuti di volo da Milano, pattugliassero il confine con l’Italia con la motivazione di proteggere la Svizzera dall’aggressione italiana? A Roma l’intero parlamento insorgerebbe, chiedendo immediate contromisure diplomatiche e militari.  Continua a leggere

TARGET: verso la fine dell’Euro

di Tonino D’Orazio

Trans-European Automated Real-Time Gross Settlement Express Transfer: TARGET. Cioè, nello statuto dell’Eurosistema figurava l’obiettivo di regolare e agevolare il funzionamento del sistema dei pagamenti interbancari, fra gli intermediari finanziari e creditizi trans europei con l’introduzione della moneta unica, dal 4 gennaio 1999, fino all’entrata in vigore del Target2.  Target dopo aver funzionato per circa dieci anni, tra il 2007 e il 2008 è stato sostituito dalla seconda generazione di Target, il Target 2 (T2). Continua a leggere

La sfida per la sinistra è rompere con l’Europa dei muri e dell’austerità. In Europa

di Tiziana Barillà (da Il Salto.it)

“Rompere con l’Unione europea dei trattati, dei muri e dell’austerità”. Ma come, e con chi? Tutte le sinistre nel nostro tempo si trovano, prima o poi, a porsi questa domanda. Anche Potere al popolo – così come Podemos, La France Insoumise e altre formazioni europee – dovrà trovare il suo modo di stare in Europa, fare i conti con il rompicapo dell’euroscetticismo e con le diverse posizioni che le sinistre hanno imparato ad assumere in questi anni di austerità e irrigidimento della frontiere, di sempre maggiore libertà di circolazione per beni e capitali (leggi Ttip e Ceta) e sempre meno per le persone (leggi Regolamento Dublino). Continua a leggere

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