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Diritti sociali diritti umani

Questa categoria contiene 1027 articoli

Perché Arcilesbica è contraria alla maternità surrogata

di Cristina Gramolini (*)

Dopo un anno di dibattito interno, l’8° Congresso Nazionale di ArciLesbica con una sicura maggioranza ha individuato il piano di attività per il prossimo futuro: promozione di una discussione a tutto campo su adozioni per single e coppie dello stesso sessolotta contro la lesbofobial’omofobia e la transfobia e rifiuto del modello di società neoliberale, con una opposizione netta alla maternità surrogata (Gpa) perché riduce a cosa sia chi nasce sia la madre che mette al mondo. Continua a leggere

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Trappolone del Reddito di Inclusione per evitare il reddito incondizionato di base

di Tonino D’Orazio

Ci risiamo, si annuncia un’altra pioggerella elettorale. E’ stato approvato dal governo, in Italia, il Reddito di Inclusione (ReI), che parte da gennaio 2018, come assegno universale contro la povertà. Il richiamo fasullo è per circa 1,8 milioni di famiglie povere, dichiarate dall’Istat, ma in realtà si rivolgerà solo a circa 20.000. Poiché, per ottenerlo, le barriere sono tali da ridurre drasticamente il numero degli aventi diritto. Il beneficio economico può arrivare fino a 485 euro, secondo il numero dei componenti del nucleo familiare richiedente, e occorre essere in possesso di determinati requisiti di reddito ISEE (Indicatore della Situazione Economica) e ISRE (la somma del patrimonio disponibile di tutta la famiglia), rispettivamente, al massimo di 6.000 e 3.000 euro. Continua a leggere

Italia: aumentano la povertà e le disuguaglianze nonostante cresca la ricchezza prodotta.

di Andrea Vento (Gruppo Giga)

La crisi economica iniziata nel 2007/08, la più grave registrata dal sistema capitalistico dopo quella del 29′, ha provocato una lunga e accentuata recessione dalla quale gli stati sviluppati sono usciti in ordine sparso dopo il 2010, con gli Stati Uniti in testa grazie alle politiche di bilancio espansive attuate da Obama, caratterizzate da un forte intervento dello stato nell’economia. Nell’area dell’Euro, invece, il modello neoliberista associato alle politiche di austerity ha prodotto il duplice risultato di allungare i tempi di uscita della crisi e di aumentare sensibilmente le sperequazioni sociali. Continua a leggere

INTERVISTA. Ilan Pappe: come Israele ha trasformato la Palestina nella più grande prigione al mondo

VENEZUELA: ALLE ELEZIONI MUNICIPALI, IL CHAVISMO FA MAN BASSA

di GERALDINA COLOTTI

CARACAS:  Alle elezioni municipali di domenica 10, il chavismo ha vinto oltre 300 municipi su 335. Più di 9 milioni di aventi diritto (su una popolazione di oltre 30 milioni) si sono recati alle urne per scegliere il loro sindaco o la sindaca. Si è votato anche per eleggere il governatore dello stato Zulia perché il precedente – eletto per conto dell’opposizione venezuelana – era stato inabilitato: per aver rifiutato di giurare davanti all’Assemblea Nazionale Costituente, organismo plenipotenziario che governa in Venezuela da agosto per conto del potere popolare. E adesso lo stato Zulia ha cambiato colore, portando a 19 (su 23) i governatori bolivariani. Continua a leggere

Su Gerusalemme: Israele è il primo Stato creato dalle Nazioni Unite ed è il primo che più disattende le decisioni delle Nazioni Unite

A PROPOSITO DI GERUSALEMME CAPITALE D’ISRAELE…

di Agostino Spataro

La comunità internazionale non ha condiviso l’improvvida decisione del presidente USA, Donald Trump, di riconoscere Gerusalemme come capitale dello stato d’Israele, in spregio delle ripetute risoluzioni dell’ONU.

Bene, dunque, hanno fatto i governi europei e, fra questi anche il governo italiano e il Vaticano, a manifestare contrarietà verso tale decisione e a ribadire il rispetto per i diritti nazionali del popolo palestinese e delle altre due religioni (cristiana e islamica) che considerano “luogo santo” la città di Gerusalemme.

I materiali che seguono (estratti da una pubblicazione ufficiale delle Nazioni Unite) evidenziano, con estrema chiarezza, lo status di “corpo separato”, sotto regime internazionale speciale, della città che non può essere alterato da alcuna decisione unilaterale e al di fuori dell’ambito ONU.

Quando il figlio disattende le decisioni della madre-ONU, si potrebbe dire. Paradossalmente, Israele è il primo Stato al mondo creato dalle Nazioni Unite ed è il primo nella graduatoria degli Stati che più disattendono le decisioni delle Nazioni Unite ossia dell’organismo che lo ha generato. Continua a leggere

Ugo Mattei: l’individuo non esiste più, è solo merce. Siamo entrati nel tecno-fascismo delle corporation dove lo stato e il diritto scompaiono.

Ugo Mattei, giurista e professore di diritto internazionale e comparato all’Università della California di San Francisco e professore di diritto privato all’Università di Torino, spiega le conseguenze dell’interconnessione globale degli oggetti e – molto presto – degli uomini (l’internet delle cose, “the internet of things”), racconta la fine del mondo basato sul diritto amministrato dai giuristi, la fine stessa dei nostri diritti, la nascita della InfoFrontiera, e parla di un master switch globale, un gigantesco interruttore adagiato sui fondali oceanici pronto a scattare per spegnere l’interconnessione di luoghi, persone e oggetti in caso di necessità.

Servizio realizzato per Byoblu in occasione della Conferenza “Costituzione, Comunità, Diritti” che si è svolta a Torino il 19 novembre 2017 nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale, da Silvio Marsaglia.

 


 

Qualche link:

 

Michael Foucault:

John Locke:

Infosphere:

Master Switch:

-Impronta ecologica

(1) – Ecological Footprint.

(2)

Aaron Swartz:

Pashukanis:

Primitive Accumulation:

Von Hayek:

Energia per tutti

di Francesco Gesualdi

Ci sono gesti così abituali da averci fatto dimenticare quanto siano importanti. Fra questi, l’abitudine di correre con la mano sull’interruttore quando entriamo in una casa buia. In quel momento non accendiamo solo una lampadina, ci colleghiamo a un sistema che negli ultimi 150 anni ha rivoluzionato la nostra vita. E’ l’energia elettrica a cui l’Unctad, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di commercio e sviluppo, ha dedicato il suo ultimo rapporto riservato ai paesi meno sviluppati, Least Developed Countries Report 2017, uscito a fine novembre. Continua a leggere

Pillole di economia (più o meno) reale

di Tonino D’Orazio

Alcune brevi informazioni e domande indicative della realtà che viviamo:

La povertà energetica è ancora un problema in Europa? Possibile immaginare che ci sono ancora molte persone in Europa nel 2017 che hanno bisogno di scegliere tra riscaldamento e mangiare? Più del 10% della popolazione europea può essere considerata energeticamente povera e questo numero rimane costante negli anni. Ovviamente povertà energetica comporta conseguenze sociali e sanitarie, per cui aiutare queste famiglie rappresenta un investimento sicuro nel bilancio complessivo di ogni stato. E’ stata appena pubblicata una ricerca drammatica dell’Unione sul tema. Continua a leggere

Appello: superare il Fiscal compact per un nuovo sviluppo europeo

Entro il 2018 i paesi dell’Unione dovranno decidere se inserire il Fiscal compact nei trattati UE. In Italia la discussione su questo passaggio è quasi totalmente assente e si rischia, come in altre occasioni, che le decisioni vengano prese senza alcun dibattito. Da questa constatazione nasce l’appello che pubblichiamo qui di seguito. Continua a leggere

Honduras: il ritorno del Golpe Soave..in forma preventiva

di Andrea Vento *

Dopo aver inaugurato nel 2009 la stagione del Golpe Soave con la deposizione del legittimo Presidente Manuel Zelaya, reo di essersi avvicinato all’Alba[1], in questo giorni in Honduras si sta scrivendo una nuova pagina di storia relativa a questa, ormai consolidata, strategia destabilizzante.

Il Golpe Soave, Blando o Istituzionale a seconda delle definizioni e delle sfumature di realizzazione viene attuato in forma incruenta attraverso l’azione convergente di alcuni settori della Magistratura, di forze politiche disposte a clamorosi ribaltoni degli esiti elettorali, di settori degli apparati di Sicurezza, con il fondamentale appoggio dei media, soprattutto privati, che ne preparano l’attuazione con potenti campagne diffamatorie tese a creare consenso nell’opinione pubblica interna e internazionale, intorno all’opera di deposizione di Presidenti eletti attraverso regolari passaggi elettorali. Continua a leggere

VOTO all’ESTERO: Necessaria una lista alternativa e unitaria alle prossime elezioni politiche

di Rodolfo Ricci

Il voto per il rinnovo del parlamento italiano della prossima primavera cade in un momento storico particolare, caratterizzato dalla nuova ondata emigratoria di cui in Italia non sembra esservi contezza e consapevolezza.

Ci troviamo dentro una congiuntura che può essere riassunta dai seguenti dati: secondo l’Aire, la presenza italiana nel mondo è aumentata, in circa un decennio, da 3,6 milioni a circa 5 milioni. Secondo l’anagrafe consolare del Ministero degli Affari Esteri, gli italiani all’estero sono 5,4 milioni. Dalla comparazione ponderata tra i dati Istat e quelli dei maggiori paesi di arrivo, i flussi di nuova emigrazione si attestano annualmente tra le 250mila e le 300mila (2014-2016). Vi sono quindi oltre un milione di italiani all’estero che non figurano nelle statistiche nazionali perché non si iscrivono all’Aire. Continua a leggere

La Cop 23 di Bonn all’insegna dell’attendismo dei Grandi della Terra mentre il surriscaldamento globale e gli eventi climatici estremi si fanno sempre più drammatici

di Andrea Vento

Dal 7 al 17 novembre a Bonn, presieduta dalle isole Fiji, si è tenuta la Cop 23 (la 23esima Conferenza annuale sul clima organizzata dall’Onu) nel cui ambito, i rappresentanti di 195 paesi più l’Ue, si sono riuniti al principale scopo di trovare strategie di applicazione concreta degli Accordi di Parigi, raggiunti alla Cop 21 del 2015, in tema di riduzione dei gas climalteranti. Accordi storici che, a seguito dei proclami enfatici dei leaders mondiali, avevano suscitato grandi speranze per il contenimento del gravoso problema del surriscaldamento globale. Continua a leggere

La hasbara sionista sta vincendo in Italia

di Romana Rubeo e Ramzy Baroud

«Le priorità di Tel Aviv, così come articolate dalla propaganda ufficiale sionista, sono diventate parte integrante del vocabolario dei media e della classe politica [in Italia], determinando una sostanziale convergenza tra gli obiettivi perseguiti dai due Paesi» scrivono Romana Rubeo e Ramzy Baroud. Secondo gli autori, ciò appare evidente nei disegni di legge anti-Bds a cui sta lavorando il parlamento italiano. 

Un disegno di legge depositato presso il Senato della Repubblica Italiana prevede pene severe per coloro che intendano boicottare Israele. In passato, una simile iniziativa sarebbe stata inconcepibile. Purtroppo, la politica italiana, storicamente solidale con la causa palestinese, è cambiata in modo sensibile negli ultimi anni. E, cosa ancor più sorprendente, la Sinistra e la Destra si equivalgono nel tentativo di compiacere Tel Aviv, a scapito dei diritti dei Palestinesi. Continua a leggere

Cile: il palazzo de la Moneda senza inquilino

di Marco Consolo

In Cile è rimasta aperta la sfida per il prossimo inquilino del palazzo de “La Moneda”. Come previsto, il vincitore delle elezioni presidenziali si definirà nel ballottaggio del prossimo 17 dicembre. Le elezioni di domenica scorsa hanno visto infatti prevalere la destra del magnate Sebastian Piñera (Chile Vamos al 36,6%) sul candidato del centro-sinistra Alejandro Guillier (Fuerza de la  Mayoría 22,7%), coalizione che è attualmente al governo a cui partecipa il Partito Comunista. Entrambi i candidati sono quindi lontani dal raggiungere il 50 % + 1 necessario per passare al primo turno. Da sottolineare la forte astensione, che ormai si attesta sul 53 %, anche grazie al fatto che da qualche anno il voto non è più obbligatorio. Continua a leggere

Abbiamo un Pilastro europeo dei diritti sociali, ma non sappiamo come usarlo

Venerdì 17 novembre, a Goteborg, in Svezia, è stato approvato il Pilastro europeo dei diritti sociali. Il report dal Social Summit 2017.

Venti anni dopo il summit sull’occupazione svoltosi in Lussemburgo nel 1997, i leader dei Paesi membri dell’Ue e le istituzioni europee si sono radunati a Goteborg, in Svezia, per rilanciare la dimensione sociale del percorso di integrazione.

L’occasione è stata la proclamazione interistituzionale del Pilastro europeo dei diritti sociali, un insieme di 20 principi che sanciscono tutele e “garanzie” negli ambiti inclusione, accesso del mercato del lavoro e welfare. Continua a leggere

NO ALLE SANZIONI UE CONTRO IL VENEZUELA BOLIVARIANO !

Le nuove sanzioni decretate dal Consiglio dei Ministri degli Esteri della UE contro il Venezuela sono l’ennesima dimostrazione della totale subordinazione della politica estera dell’Unione Europea agli Stati Uniti. Con una sfacciata violazione del diritto internazionale, la Ue a “stelle e strisce” vara sanzioni illegali, assurde e inefficaci, rinunciando ad avere un ruolo autonomo da Washington. Continua a leggere

La “nebulosa” Nuova Emigrazione: di massa, composita e precaria. Chiede orientamento e tutele. I risultati del Convegno del Faim

Il Convegno del FAIM svoltosi il 10 novembre presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, gentilmente concessa per questa occasione dalla Presidenza del Senato, ha consentito di fare il punto su molti aspetti della nuova emigrazione italiana: innanzitutto la sua consistenza che la configura come una emigrazione di massa, cresciuta in modo esponenziale a partire dall’inizio della crisi economica toccando punte che si aggirano, nel 2015 e 2016, intorno alle 300mila unità all’anno; poi il suo carattere composito, in cui coesistono praticamente i diversi settori sociali toccati dalla crisi, con una grande maggioranza di una componente “proletaria” per condizione di partenza – e spesso anche di arrivo -, anche se manifesta livelli di formazione e di qualificazione medio-alta per circa i due terzi del suo totale.

A parte una componente decisamente minoritaria, costituita da ricercatori, professionisti, imprenditori e persone che per la loro professione vivono come naturale lo spostarsi verso altri paesi, la grande maggioranza delle persone in mobilità vi è costretta da disoccupazione, sottoccupazione, precarietà e redditi insufficienti.
Spesso, all’arrivo all’estero, l’integrazione dei paesi di arrivo è costellata dalla lunga e tipica trafila di problemi che storicamente ha incontrato ogni emigrato: dalla scarsa o inesistente conoscenza della lingua, delle normative vigenti per l’accesso al mercato del lavoro, dei contratti di lavoro e delle garanzie sociali e previdenziali vigenti, di come tutelare i propri diritti.

E’ proprio in questi ambiti che emerge un grande fabbisogno di orientamento e di accompagnamento ai progetti emigratori, sia alla partenza (in Italia) che nei diversi paesi di arrivo. Ed è in questo ambito che l’associazionismo, i patronati e le istituzioni debbono adeguare le proprie competenze e la capacità di erogare servizi specifici. Per l’associazionismo, la capacità di adeguarsi a queste nuove necessità costituisce la condizione per la sua sopravvivenza e per poter continuare a svolgere il suo fondamentale compito di aggregazione e di partecipazione civile e democratica, sia rispetto ai paesi di residenza sia rispetto all’Italia.

Dall’altro lato, il convegno ha fatto emergere la problematicità di questa nuova emigrazione di massa rispetto alle possibilità del paese di riprendere un percorso di sviluppo dopo 10 anni di gravissima crisi: la nuova emigrazione è fatta di competenze significative sulle quali lo stato e i cittadini hanno investito consistenti risorse che non possono essere semplicemente “regalate” ai paesi più forti.

Il deficit (demografico e di competenze) causato dalla nuova emigrazione costituisce un grave handicap rispetto al quale sono da approntare e da rafforzare una serie di misure attive che quantomeno la contengano.

Il principio della “libera circolazione” deve compendiare condizione di equilibrio e circolarità dei flussi soprattutto tra i paesi europei e prevedere anche la possibilità di rientro incentivato.

E’ chiaro che tutto ciò ha a che fare con un sensibile cambiamento della politica economica sia a livello nazionale che comunitario. Si può dire, in generale, che se l’austerity consente (ed è da dimostrare, alla luce dell’esperienza degli ultimi anni) di ristabilire un equilibrio nei conti pubblici, produce invece l’esodo di grandi masse di persone verso altri lidi. Questo effetto molto negativo per il futuro del paese è ben più consistente (e duraturo) degli effetti parzialmente positivi del contenimento del debito. E alimenta differenze di produttività, già molto forti, tra Italia e paesi di arrivo.
La questione della nuova emigrazione italiana è dunque una questione da porre seriamente anche in sede europea.

Ma bisogna porre particolare attenzione anche sugli effetti differenziati che essa produce nelle diverse regioni ed aree di partenza: non vi è dubbio che, anche se le regioni di maggiore esodo risultano essere la Lombardia, il Veneto, il Lazio, sono invece le regioni già storicamente in difficoltà che ne subiscono, proporzionalmente, gli effetti più negativi, in particolare le regioni del meridione (che registrano anche grandi flussi di emigrazione interna verso il nord Italia) e le aree interne del paese, sia del sud che del centro nord, che subiscono – in particolare i piccoli comuni da 5 a 10mila abitanti -, uno spopolamento grave con punte del 35% negli ultimi 5 anni. Gli effetti sia per la tenuta del tessuto economico e sociale, sia per gli effetti ambientali e dei rispettivi territori sono immaginabili e debbono essere presi in seria considerazione.

Su queste analisi e valutazioni, si è colta una ampia convergenza negli interventi che si sono susseguiti nel convegno, a partire dall’intervento di apertura del Sen. Claudio Micheloni (Presidente del Cqie del Senato), dalle due relazioni introduttive del Faim, quella dell’On. Franco Narducci e quella del Coordinatore del Comitato scientifico del Faim, il Prof. Enrico Pugliese, i cui contenuti sono stati ripresi ed approfonditi, pur con accenti diversi, nei vari e specifici aspetti da tutti gli oratori che si sono susseguiti: Luigi Scaglione, per il Coordinamento delle Consulte regionali dell’emigrazione, Michele Schiavone, segretario generale del CGIE che ha inviato un messaggio letto da Luigi Papais, dai diversi rappresentanti del FAIM all’estero, Pino Tabbì, (dalla Germania), Maurizio Spallaccini, (intervento congiunto per Svizzera e Belgio), dal responsabile internazionale delle Acli, Matteo Bracciali e dagli interventi tecnici di altri componenti del Comitato scientifico del Faim, dalla Prof.ssa Grazia Moffa, docente universitaria e direttrice del Centro di Documentazione sulle nuove migrazioni dell’Università di Salerno, ed infine da Delfina Licata, Coordinatrice dell’importante rapporto annuale sugli italiani all’estero realizzato dalla Fondazione Migrantes.

Di buon auspicio sono stati infine gli importanti interventi del Direttore Generale Immigrazione del Ministero del Lavoro, Dr.ssa Tatiana Esposito, incaricata dal Ministro Poletti di seguire la questione della nuova emigrazione, la quale ha comunicato che il Ministero del Lavoro ha individuato nell’ANPAL (l’Agenzia Nazionale delle Politiche Attive per il Lavoro), l’ interlocutore tecnico specifico per avviare gli interventi necessari in questo ambito, in particolare quelli relativi all’orientamento e all’incentivazione al rientro. Tatiana Esposito ha tuttavia giustamente sottolineato che i soggetti istituzionali e sociali che debbono essere coinvolti in questo processo non solo solo quelli centrali: fondamentale è il coinvolgimento delle Regioni che su molte materie (formazione, sviluppo locale, ecc.) hanno titolarità e funzioni costituzionalmente riconosciute. La relazione già instaurata con il Cgie fin dal marzo scorso, servirà a puntualizzare le diverse opportunità e sinergie in questo senso.

L’intervento del Ministro Vignali, Direttore Generale per gli italiani all’estero del Maeci ha infine convenuto sulla necessità di un serio e coordinato impegno sia istituzionale che delle varie espressioni di rappresentanza sociali per far fronte alle diverse problematiche che sono emerse: “la nuova emigrazione, lo si voglia o meno, è uno dei temi che sta disegnando il futuro del nostro paese”. “Negli ultimi 5 anni, abbiamo avuto un milione di nuovi iscritti all’Aire” e ciò implica una improrogabile necessità di adeguamento della nostra rete consolare “che non è in grado di rispondere alle necessità di oltre 5 milioni di persone, con poche centinaia di operatori”.
“Non è accettabile assistere a situazioni di sfruttamento sul lavoro e di nuove marginalità dei nostri giovani all’estero; queste situazioni vanno prevenute e contrastate. C’è bisogno di offrire strumenti interpretativi e di progettazione del percorso emigratorio; c’è bisogno di formazione e informazione; non possiamo tollerare questa partenza allo sbaraglio dei nostri giovani”. “Se riusciamo a fornire delle risposte concrete a tutto questo, possiamo anche provare a rendere produttiva una mobilità equilibrata e circolare che riporti nel paese competenze o che operi per la valorizzazione delle potenzialità del nostro sistema paese”.

Nelle sue conclusioni, il portavoce del Faim, Rino Giuliani, insieme all’apprezzamento per i contenuti emersi e per l’apertura rilevabile nei diversi interventi istituzionali, ha sottolineato la disponibilità del Faim a proseguire nel lavoro di monitoraggio della nuova emigrazione e a mettere a disposizione la sua ampia rete associativa per l’attuazione di un piano di interventi adeguato. I grandi cambiamenti emersi nell’ultimo decennio dentro le nostre collettività emigrate e la ripartenza di grandi flussi emigratori, impongono tuttavia, insieme al lavoro già avviato, la necessità di una riflessione complessiva del nostro paese su questo tema; a questo proposito, Giuliani ha riproposto la richiesta al Governo, già approvata in occasione degli Stati Generali dell’Associazionismo del 2015 e lo scorso anno alla fondazione del Faim, di indire una Conferenza Nazionale degli italiani all’estero e della nuova emigrazione, che, alla luce di quanto emerso anche nell’ambito del convegno del Faim, si ripropone in tutta la sua evidenza.

 

 

 


 

Materiali e Relazioni

 

Scheda Convegno

Relazione introduttiva dell’On. Franco Narducci (Com. di Coordinamento Faim)

Relazione tecnica del Prof. Enrico Pugliese (Com. scientifico Faim)

 

Altri interventi:

Sen. Claudio Micheloni (Presidente del Comitato per le Questioni degli Italiani all’Estero del Senato)

Luigi Scaglione (Coordinamento Consulte Regionali dell’Emigrazione)

Michele Schiavone (Seg. Generale Cgie)

Giuseppe Tabbì (Com. di Coordinamento Faim)

Matteo Bracciali (Resp. Internazionale ACLI)

Maurizio Spallaccini (Com. di Coordinamento Faim)

Dr.ssa Tatiana Esposito (Direttore Generale Immigrazione Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali)

Dott. Luigi Vignali (Direttore Generale Italiani all’estero e le Politiche Migratorie del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale)

Prof. Grazia Moffa (Com. scientifico Faim)

Dr.ssa Delfina Licata (Fondazione Migrantes)

Rino Giuliani (Portavoce del Faim)

 

 

RASSEGNA STAMPA ON LINE:

 

Yahoo News

https://it.notizie.yahoo.com/italiani-che-emigrano-tempo-di-crisi-roma-convegno-154025026.html

 

COMUNICAZIONE INFORM

Le ragioni del Convegno FAIM
http://comunicazioneinform.it/convegno-del-faim-sulla-nuova-emigrazione-italiana-migrare-in-tempo-di-crisi-necessita-opportunita-piu-tutele-piu-diritti/

A Roma il Convegno della Faim “Migrare in tempo di crisi: necessità, opportunità. Più tutele, più diritti”
http://comunicazioneinform.it/a-roma-il-convegno-della-faim-migrare-in-tempo-di-crisi-necessita-opportunita-piu-tutele-piu-diritti/

L’intervento del direttore generale del Maeci per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie Luigi Maria Vignali
http://comunicazioneinform.it/lintervento-del-direttore-generale-del-maeci-per-gli-italiani-allestero-e-le-politiche-migratorie-luigi-maria-vignali/

Agenzia AISE

CONVEGNO FAIM/ MICHELONI (PD): ASSOCIAZIONI COME ANELLI INDISPENSABILI PER COLLEGARE VECCHIA E NUOVA EMIGRAZIONE
http://www.aise.it/eletti-allestero/convegno-faim-micheloni-pd-associazioni-come-anelli-indispensabili-per-collegare-vecchia-e-nuova-emigrazione/100093/157#.WgXEeU2t-Jo.twitter

CONVEGNO FAIM/ LEGGE DI BILANCIO/ MICHELONI (PD) ILLUSTRA IL LAVORO IN SENATO E ATTACCA I DEPUTATI PD
http://www.aise.it/eletti-allestero/legge-di-bilancio-micheloni-pd-illustra-il-lavoro-in-senato-e-attacca-i-deputati-pd-/100074/157

CONVEGNO FAIM/ EMIGRAZIONE: RIPARTE LA STAGIONE DEL DIBATTITO
http://www.aise.it/associazioni/convegno-faim-emigrazione-riparte-la-stagione-del-dibattito/100124/1

CONVEGNO FAIM/ ESPOSITO (DG LAVORO): NUOVE COLLABORAZIONI CON IL CGIE/ VIGNALI (DGIEPM): L’EMIGRAZIONE DISEGNA IL FUTURO DEL NOSTRO PAESE
http://www.aise.it/associazioni/convegno-faim-esposito-dg-lavoro-nuove-collaborazioni-con-il-cgie-vignali-dgiepm-lemigrazione-disegna-il-futuro-del-nostro-paese/100115/1

CONVEGNO FAIM/ LA “NUOVA” EMIGRAZIONE UNA “NEBULOSA” DIFFICILE DA IDENTIFICARE: GLI INTERVENTI DI NARDUCCI E PUGLIESE
http://www.aise.it/associazioni/convegno-faim-la-nuova-emigrazione-una-nebulosa-difficile-da-identificare-gli-interventi-di-narducci-e-pugliese/100107/1

EMIGRARE IN TEMPO DI CRISI: NECESSITÀ, OPPORTUNITÀ. PIÙ DIRITTI, PIÙ TUTELE: DOMANI IL CONVEGNO FAIM A PALAZZO GIUSTINIANI
http://www.aise.it/associazioni/emigrare-in-tempo-di-crisi-necessit%C3%A0-opportunit%C3%A0.-pi%C3%B9-diritti-pi%C3%B9-tutele-domani-il-convegno-faim-a-palazzo-giustiniani/100018/1

Altri servizi:

Agenzia Italian Network
SFOGLIA ROMA
ITALIA CHIAMA ITALIA
Agenzia 9 Colonne
Articolo 21

 

FONTE: faimitalia.org

Situazioni internazionali in filigrana

di Tonino D’Orazio

Mentre siamo occupati morbosamente da giorni, nel mese di ottobre, dall’indignazione, giusta, contro il produttore-magnate cinematografico, Weinstein, con comportamento immorale verso attrici del bel set, nel mondo avvenivano altri fatti molto importanti. E magari in Italia allo spostamento dei prepensionati lavoratori “usurati” in mano all’Ape, cioè al mutuo bancario, perché la Fornero non si tocca. Continua a leggere

1917. La Rivoluzione russa fu una rivoluzione contro la guerra

di Marinella Correggia

Il centenario della rivoluzione russa dovrebbe essere una celebrazione per la pace.

Infatti una pietra miliare della Rivoluzione d’ottobre (avvenuta in realtà il 7 novembre) fu l’uscita dalla prima guerra mondiale. “La Rivoluzione bolscevica fu una rivoluzione contro la guerra”, ci spiega una trasmissione di Telesur, Empire Files.

La rivoluzione d’Ottobre del 1917 avvenne perché quella borghese di febbraio continuava a sottostare al ricatto delle potenze belligeranti europee e non si ritirava dal macello della Prima guerra mondiale. L’”inutile strage”, la chiamò papa Benedetto XV, nella sua lettera a “tutti i capi dei popoli belligeranti”. Continua a leggere

“Al netto e al lordo”: sull’esito delle elezioni regionali in Sicilia e a Ostia

Al netto dell’astensione (oltre il 50% in Sicilia, oltre il 60% nel grande municipio di Ostia), la giornata elettorale di domenica 5 novembre ci pone di fronte, come già accaduto in precedenti tornate amministrative, al quadro effettivo della situazione politica nazionale. Continua a leggere

Convegno FAIM: Emigrare in tempo di crisi: necessità, opportunità. Più diritti, più tutele – 10 Novembre 2017 a Roma

Convegno FAIM: “Emigrare in tempo di crisi: necessità, opportunità. Più diritti, più tutele” – Venerdì 10 novembre 2017, ore 9.30-14.00 – Sala Zuccari – Palazzo Giustiniani – Via della Dogana Vecchia, 29 – ROMA

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PUTIN ABBUONA 20 MILIARDI ALL’AFRICA

di Mario Lettieri e Paolo Raimondi

La questione del debito pubblico globale è sempre più scottante. Ovunque la si guardi essa suscita preoccupazione e paura. In generale nei media il debito pubblico è sinonimo di fallimento o di rischio. Non è una valutazione sbagliata poiché nel mondo esso è aumentato da 30 trilioni di dollari del 2007 ai 65 trilioni attuali. È più che raddoppiato in dieci anni. In rapporto al Pil negli Usa il debito pubblico in dieci è passato dal 62,5 al 106%, nell’Eurozona dal 65 al 90%, in Italia dal 100 al 132,5%.

Sono dati che parlano da soli. Ma è sorprendente il silenzio che accompagna le decisioni importanti in merito alla sua riduzione o alla sua cancellazione. È il caso della Russia di Vladimir Putin che ha deciso di cancellare parte del debito contratto dagli Stati africani. Come riportato nella pagina web del Cremlino, durante l’incontro pubblico dello scorso 27 settembre con Alpha Conde, presidente della Guinea Conakry e dell’Unione Africana, Putin ha detto che “la Russia sostiene attivamente gli sforzi della comunità internazionale per promuovere lo sviluppo degli Stati africani. Nell’ambito delle iniziative per aiutare i Paesi poveri molto indebitati, è stato deciso di cancellare oltre 20 miliardi di debiti ai Paesi africani”. Continua a leggere

Venezuela: Un Presidente Maduro

di Marco Consolo

Con le elezioni dello scorso 15 ottobre dei governatori dei 23 Stati che compongono il Venezuela, il processo bolivariano segna un altro punto a suo favore, vincendo in 18 e perdendo solo in 5 (Zulia, Anzoategui, Tachira, Merida e Nueva Esparta). Con una storica partecipazione al voto amministrativo di circa il 61% degli elettori, i candidati del Gran Polo Patriottico (PSUV, PCV, ed altri) si impongono con il 54%, contro il 45 % dell’opposizione della MUD. Continua a leggere

I salotti buoni con lo sporco sotto il tappeto

La sede della Banca d’Italia, Palazzo Koch,

di Roberto Musacchio e Riccardo Petrella

Sono passati due anni da quando contribuimmo a lanciare una campagna internazionale contro la cosiddetta indipendenza della BCE. Ciò che sta succedendo oggi ci conferma di quanto avessimo visto bene. Il capo del PD ha appena lanciato la sua bomba elettorale contro Bankitalia. Da che pulpito, viene da dire pensando alle responsabilità del PD e dei suoi governi nelle vicende del sistema bancario e finanziario e immaginando quali mire possa avere Renzi. Continua a leggere

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