Venezuela. Jorge Arreaza ha chiesto che venga garantito il diritto di voto del paese all’Onu

“Il voto del Venezuela deve essere garantito dalle Nazioni Unite. Da mesi denunciamo davanti al Segretario generale che il blocco finanziario degli Stati Uniti ha chiuso le rotte finanziarie attraverso le quali onorare gli impegni dello Stato venezuelano, in aperta violazione del diritto internazionale” chiede il ministro degli esteri venezuelano Arreaza sul suo account Twitter. Il paese sudamericano è stato privato del diritto di voto all’Assemblea generale a causa del mancato pagamento dei contributi finanziaria, insieme ad altri sei paesi morosi: Libano, Yemen, Repubblica Centrafricana, Gambia, Lesotho e Tonga.

La sospensione dal voto è prevista dall’articolo 19 della Carta delle Nazioni Unite. Ma nel caso specifico del Venezuela, i mancati pagamenti sono responsabilità del blocco economico deciso da Washington e Bruxelles.

Il mancato pagamento di quote di almeno due anni implica la sospensione del diritti voto di un Paese nel Palazzo di vetro, a meno che questa situazione non dipenda da cause di forza maggiore riconosciute dallo stesso organismo internazionale.

L’annuncio della sospensione è stato fatto dal portavoce del segretario generale dell’Onu, Stephane Dujarric, secondo cui il Venezuela e vari altri Paesi hanno “accumulato una condizione morosa che ricade nelle disposizioni dell’articolo 19” della Carta dell’organismo.

Ma via Twitter, Arreaza ha chiesto il mantenimento del diritto di voto sostenendo che “da mesi abbiamo denunciato al segretario generale dell’Onu che l’embargo finanziario degli Stati Uniti ha chiuso i percorsi bancari a disposizione dello Stato venezuelano per onorare i suoi pagamenti, violando apertamente il diritto internazionale”. (*)

 

FONTE: http://www.farodiroma.it/

 

(*) – (Tutte le transazioni finanziarie e di pagamenti internazionali da e verso il Venezuela sono impedite dalle sanzioni USA e EU; ivi incluse quelle per l’acquisto di cibo e medicinali; in pratica tutte le banche e gli istituti finanziari si trovano sotto la spada di Damocle di Trump e soci europei, per cui se una banca autorizza o media un pagamento verso il Venezuela o dal Venezuela viene anch’essa posta sotto sanzione – ndr)


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