Annunci
Africa, CRISIS, Diritti sociali diritti umani, Educazione e Cultura, Europa, Informazione e media, Italia, Lavoro economia società, Migrazioni, Politica

La guerra contro Riace

C’è un comune noto in tutto il mondo per l’accoglienza diffusa dei migranti tra le case del borgo, un paese destinato a morire rinato con le sue botteghe di nuovo abitate, i consigli comunali in piazza, ma anche con i sentieri attrezzati e le fattorie didattiche al posto delle discariche. Nello stesso territorio, la provincia di Reggio Calabria, terra di passaggio e di mescolanze culturali da sempre e da sempre terra di migrazioni, c’è un altro comune conosciuto invece per la  tendopoli allestita dal Ministero dell’Interno con recinzione e pass, una distesa sterminata di vecchie tende e baracche senza servizi igienici, acqua potabile ed elettricità ma con tanto di numero civico: un non-luogo destinato ad “accogliere” migliaia di migranti sfruttati nelle campagne della ‘Ndrangheta, dove lo scorso inverno duecento baracche hanno preso fuoco e una donna, Beckie Moses è morta arsa viva. Il primo comune è Riace, l’altro San Ferdinando. Nella piazzetta di Riace, in cui il sindaco Mimmo Lucano negli ultimi mesi ha incontrato migliaia di persone provenienti da tutta Italia per sostenere la straordinaria storia di accoglienza del borgo, ha spesso ripetuto che “non esiste legalità senza giustizia”. Abbiamo ricevuto questo reportage dalla Calabria qualche giorno fa, lo pubblichiamo nel giorno in cui Mimmo Lucano, definito dal ministro dell’Interno “uno zero”, è stato arrestato per un’inchiesta della procura di Locri

La piazzetta di Riace, estate 2018. Foto di Roberta Ferruti, Rete dei comuni solidali

Sabato 6, VicenzaAppuntamento a MilanoIn piazza a PalermoPresidio a Cagliari;

Sabato 6 ottobre: Riace non si arresta

di Roberta Ferruti*

C’è un detto africano che recita più o meno così: “l’unica cosa certa è il luogo dove si è nati e la nostra casa è il luogo dove stiamo bene”. Beckie lo diceva a tutti che stava a casa, a Riace. Il blocco dei finanziamenti da parte della Prefettura di Reggio ha costretto Lucano, suo malgrado, a chiudere i CAS (centri di accoglienza straordinari) nel dicembre 2017 e Beckie, insieme a numerosi altri, è dovuta partire. La sua destinazione finale è stata San Ferdinando dove, forse per pudore, si faceva chiamare Amina. Non era più Beckie e non lo sarà stata mai più. Le sue spoglie hanno trovato pace soltanto a maggio, quando il sindaco di Riace si è offerto di pagare il funerale, dato che nessuno voleva prendersi questa costosa incombenza. Per cosa poi? Una prostituta nera? Sulla sua lapide c’è però il suo nome, quello con cui si faceva chiamare qui: Beckie Moses. Questa morte si poteva evitare se Riace fosse stata in grado di continuare a lavorare. A San Ferdinando la ricordano tutti, Amina. Sulle ceneri della sua baracca ora ne sorge un’altra e molte altre ancora stanno prendendo forma. Non sembra un campo profughi in dismissione, anzi. Le tende logore con la scritta MINISTERO DEGLI INTERNI sono ovunque, tra le baracche di plastica e lamiera. Le procedure per avere il permesso di soggiorno richiedono circa sei, sette mesi” continua Alì “e dopo due anni si ricomincia da capo con la procedura di identificazione. Ogni giovedì bisogna andare a Gioia Tauro per il controllo delle impronte digitali”. Questo per i così detti “regolari”. Gli altri, i senza nome, i “diniegati” semplicemente non esistonoNon abbiamo assistenza sanitaria, acqua potabile, servizi igienici. Ogni cosa se si vuole si deve pagare”. C’è voluta un’altra morte assurda perché si riparlasse di San Ferdinando, perché il presidente della Camera Fico, imbarazzatissimo, venisse a vedere.

* operatrice Re.Co.Sol

 

 

FONTEhttps://comune-info.net/2018/10/la-guerra-contro-riace/

Annunci

Discussione

2 pensieri su “La guerra contro Riace

  1. Grazie Roberta Ferruti! Un altro mondo è sempre possibile.

    Mi piace

    Pubblicato da Augusto | 05/10/2018, 22:25
  2. Riace, un esempio per un Paese ove tra legalità e illegalità non c’è più, differenza ? Un Paese pronto per andare in America latina ? Solo Riace, in Italia, merita di sopravvivere ?

    Mi piace

    Pubblicato da Ulrico Reali | 08/10/2018, 14:53

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Annunci

Sostieni CAMBIAILMONDO

Dai un contributo (anche piccolo !) a CAMBIAILMONDO

Per donare vai su www.filef.info e clicca sull'icona "DONATE" nella colonna a destra in alto. La pagina Paypal è: filefit@gmail.com

Puliamo il mondo 2018

Restituire la sovranità agli elettori: firma la petizione

Inserisci la tua e-mail e clicca sul pulsante Cambiailmondo per ricevere le news

Segui assieme ad altri 1.482 follower

LINK consigliati

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Blog Stats

  • 810.389 hits

ARCHIVIO

5 Maggio 2018: 200° KARL MARX

Karl Marx

I dieci giorni che sconvolsero il mondo

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: