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TARGET: verso la fine dell’Euro

di Tonino D’Orazio

Trans-European Automated Real-Time Gross Settlement Express Transfer: TARGET. Cioè, nello statuto dell’Eurosistema figurava l’obiettivo di regolare e agevolare il funzionamento del sistema dei pagamenti interbancari, fra gli intermediari finanziari e creditizi trans europei con l’introduzione della moneta unica, dal 4 gennaio 1999, fino all’entrata in vigore del Target2.  Target dopo aver funzionato per circa dieci anni, tra il 2007 e il 2008 è stato sostituito dalla seconda generazione di Target, il Target 2 (T2).

E’ un metodo di liquidazione in tempo reale delle transazioni fra gli intermediari aderenti al sistema euro, inoltre tende a azzerare la quasi totalità dei rischi insiti nella transazione. Mentre il Target proponeva alcuni limiti, come la scarsa flessibilità nel consentire l’accesso alle piazze finanziarie dei paesi che aderivano all’Unione, il T2 si caratterizza innanzitutto su un principio di armonizzazione massima. Inoltre, esso è incentrato non su una pluralità di sistemi collegati tra loro, ma da una singola piattaforma tecnologica, la SSP (Single Shared Platform). T2, inoltre, fornisce altri servizi richiesti dal mercato e si presenta enormemente più efficiente sotto il profilo dei costi. La BCE, individuato come soggetto terzo ma giudice, rende esecutivo ciascun pagamento soltanto se supportato da adeguata copertura. (Wikipedia).

Il sistema trasferisce 2.500 miliardi di euro al giorno. In quattro giorni viene scambiato il totale dei Pil dei paesi della zona euro, equivalenti a circa 11.000 miliardi. Target gestisce silenziosamente un flusso mostruoso di denaro. Le transazioni vengono considerate al “lordo”, senza spese, e le cifre semplicemente addizionate tra banche e banche. Questo permette di monitorare scientificamente i flussi complessivi di denaro interzona, la loro consistenza e la loro direzione.

Se per esempio una ditta italiana vuole comperare macchinari in Germania, la transazione di denaro o bonifico, tramite la propria banca, passa attraverso la Banca d’Italia per raggiungere, tramite il sistema Target, prima la Banca Federale Tedesca, successivamente la banca e il c/c del venditore. Si ottiene in questo modo la tracciabilità dell’operazione che permette di sapere quando e dove si trova anche un semplice euro.

Il grafico permette di capire il flusso di denaro che esce, per esempio dall’Italia, e che finisce in Germania, dimostrandone l’eccesso (gli eccedenti di 900 miliardi), o il forte deficit di bilancia del nostro paese (-230 miliardi). Insieme alla Spagna (-350) e l’Irlanda (-450) quasi tutto verso la Germania.

Dal grafico allegato la divaricazione è costante e inarrestabile. I paesi più deboli, con un’emorragia continua della loro ricchezza, (quindi sempre con meno disponibilità per lo sviluppo per eventualmente riprendersi), rafforzano quelli più forti. La divaricazione diventerà a un certo punto insormontabile e insostenibile, una vera “bolla”.

L’Unione Europea degli stati, che non è più una Comunità, ma una guerra fratricida, non prevede nessun riequilibrio o compensazione. Mors tua vita mea. La divaricazione, come dal grafico nella parte decennale 2007/2017, non potrà che aumentare in modo proporzionale. Fino a quando?

Il grafico annuncia in anteprima la morte dell’Euro, a breve, lasciando il capitale di ricchezza evaporata, solo in mano alla Germania. Gli altri dovranno ricostruire il loro paese dal disastro della terza guerra mondiale europea della Germania, questa volta economica ma non meno drammatica. Non è ideologia, e la matematica non è un’opinione; per questi motivi, finanziari, tecnici ed economici, alcuni premi Nobel per l’economia prevedono la drammaticità e la fine, prima, meglio che poi, dell’euro.

Un altro elemento negativo è la dichiarazione di Jens Weidmann, président della Bundesbank, nel chiedere la fine degli acquisti in tutta Europa, da parte della BCE, dei titoli bancari “spazzatura”. E’ il candidato sicuro alla successione del governatore della BCE, Draghi, quando il mandato scadrà a ottobre 2019. A quel punto solo la Germania con la sua economia del surplus potrà reggere con un euro così forte. Sarà l’esatta dimostrazione di un euro strumento di dominio ulteriore in Europa.

Poi chi vuole alzi pure la bandiera di questo falso europeismo, e il canto del cigno di chi ci guadagna con questa moneta, ma ne sia cosciente e responsabile. A nessuno è consentito dire “non sapevo”. La guerra civile americana avvenne anche per il sopruso del Nord verso il Sud e la susseguente imposizione e vittoria capitalistica. Così come in Italia per l’unificazione, mai più terminata, e realisticamente consolidata a scapito del Sud. Non servono più guerre civili cruenti, visto che queste ormai si vincono economicamente. I morti per macelleria sociale, disastri ambientali, impoverimento e assenza di sviluppo e prospettive sono sicuramente equivalenti, ma con stile e quasi condivisi.

 

Dal grafico allegato si può notare che tutto sembrava andasse per il meglio fino al 2007. Appena la crisi è iniziata è cominciato il “salvi chi può”, ma anche l’ascesa del più forte.

Che fare in Germania di tutto quel surplus? L’IGMetal Sindacato tedesco dei metallurgici, ha semplicemente chiesto, e loro lo fanno con forza, soprattutto in un momento di trattativa tra l’SPD e la Merkel per il solito governo di coalizione, un aumento del 6%, (sanno che avranno almeno il 3%) e la settimana di 28ore a parità di salario. Lo giuro! Vogliono avere il tempo di vivere questa fase di benessere, anche se a scapito del resto dell’Unione. (Anche questo termine inizia ad essere ambiguo).

Altro che Europa. Se si fosse voluto veramente far funzionare una moneta unica si dovevano portare ad equivalenza i sistemi di tassazione, armonizzare i sistemi di trasferimento economici, definire un riequilibrio della distribuzione della ricchezza e una armonizzazione sociale. Insomma quell’equilibrio federale positivo che ancora qualcuno invoca, ma oggi impossibile a ottenere vista la strada storica, deleteria e errata, perché  solo ferocemente competitiva, intrapresa.

Forse bisogna che il seme muoia … e si ricominci dal possibile?

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Discussione

Un pensiero su “TARGET: verso la fine dell’Euro

  1. Molte Volte mi domando che tipo d’istruzione voi che scrivete certo deve essere molto basso, mi domando perchè si deve eliminare l’EURO così facendo ci si arrende al dollaro e alla America, poi riguardo la Germania Hanno una disciplina che avevano gli antichi Romani.

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    Pubblicato da Mario Noce | 12/01/2018, 16:52

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