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Venezuela: La pace sconfigge Trump.

di Miguel Angel Nuñez Nuñez *

Donald Trump – nazionalista, conservatore, razzista in ogni spazio sociale nel quale interviene – si pone come imperatore dei presidenti latinoamericani, di  Argentina, Brasile, Messico, Perù e Colombia. In questo video, Santos si dichiara appunto “vassallo dell’impero” https://www.aporrea.org/tiburon/n312183.html. Dichiarazioni che ci confermano l’appoggio ai narco-paramilitari colombianosi e alla controrivoluzione venezuelana, con l’organizzazione degli atti fascisti che colpiscono il Venezuela da oltre cento giorni.

L’aggressione contro il Venezuela è stata spietata e brutale, con una vera e propria combinazione di azioni politico-militari-economico-psicologiche, che si possono trovare in manuali di guerra e nelle esperienze di Cile, Libia, Ucraina, Siria e altri contesti. La nostra situazione è un nuovo laboratorio di guerra, molto originale e ricco di insegnamenti per l’imperialismo e i suoi vassalli.

In Venezuela, l’opposizione politica ha ingannato di continuo il popolo, imponendogli la cosiddetta post-verità. Le vittime principali sono state migliaia di giovani (autodefinitisi guerrieri della libertà) finanziati e obbligati sotto l’effetto di droghe a compiere atti terroristici “hollywoodiani”. Molti i giovani deceduti per l’imperizia nel maneggiare armi ed esplosivi, nel tentativo di scontrarsi con le forze di sicurezza bolivariane.

Si cerca di imporre un’agenda razzista, violenta e di odio criminale e di classe. Si suscita il terrore con ogni tipo di crimini. Si bruciano servizi di trasporto, depositi alimentari e altri servizi. Sono ad esempio stati distrutti e incendiati ospedali pediatrici, centri infantili, scuole, licei e istituzioni governative e private.

Purtroppo siamo arrivati a oltre 110 morti. Fra questi, tre persone sono morte perché arse vive, altre 21 sono sopravvissute al rogo. Tutto questo è accaduto nel 15% (53 su 335)  soltanto dei municipi venezuelani.

Una violenza spietata, eppure silenziata, distorta e manipolata da migliaia di mezzi di comunicazione internazionali. Tutti contro il Venezuela. Per far cadere la “dittatura di Maduro”, sostenendo che ci troviamo sull’orlo di una guerra civile, e intervenendo nel paese con i vassalli della regione, per metter mano definitivamente sulle risorse energetiche, minerarie e naturali del paese.

All’aggressione si sono aggiunte la censura, la manipolazione, la post-verità dei media. Tutto questo ha sconvolto l’ecologia mentale di milioni di persone. Approfittando della disinformazione, gli Stati uniti esigevano, praticamente, dal popolo venezuelano il rifiuto dell’Assemblea costituente. E procedevano a sanzioni rispetto a diversi funzionari venezuelani, paventando anche un embargo petrolifero. Senza processi, senza prove, senza delitti commessi, senza proprietà né conti bancari all’estero, gli Usa sanzionano vari venezuelani per il fatto di “minare la democrazia”. Sanzioni che manifestano unicamente la volontà interventista, imperialista, irrispettosa della diplomazia Usa.

Malgrado le fanfare di guerra dell’imperatore Trump e dei suoi vassalli, il nobile popolo venezuelano lo scorso 30 luglio ha risposto in modo massiccio, andando a eleggere i 545 membri della Costituente, che scriveranno un nuovo capitolo nella storia rivoluzionaria contemporanea.

Si materializza così il primo rovescio della politica militare-diplomatica dell’imperatore Trump e dei suoi vassalli. Ne escono sconfitti, malgrado minacce, imposizioni e azioni terroristiche.

In più, malgrado la quantità di denaro ricevuta in questi ultimi quattro anni, l’opposizione politica e la controrivoluzione sono a mal partito, senza credibilità né progetto politico. Por ahora, la controrivoluzione non è riuscita nel suo intento.

Por ahora, perché oggi la stampa nazionale dell’opposizion e i media internazionali suoi complici stanno disconoscendo la giornata e screditando il Consiglio nazionale elettorale. Il che fa presagire che la guerra mediatica e la violenza terroristica proseguiranno.

L’Assemblea nazionale costituente ha implicazioni enormi, dai tanti aspetti. Una di queste è l’ambito geopolitico regionale e, anzi, mondiale. Si cerca di consolidare la pace, con la giustizia e l’equilibrio sociale; è la prima e prioritaria necessità del popolo venezuelano. Questa è una vittoria popolare, bolivariana e antimperialista. Un atto costitutivo storico, esercitato dal popolo, non dal governo.

Una volta varata, entro 72 ore, la nostra Costituente darà inizio ad altre costituenti. Per esempio: la creazione di una commissione per la verità sui crimini di odio e tradimento della patria. E la Costituente ha la facoltà di emanare decreti e leggi costituenti, che dovranno diventare immediatamente vigenti. Poi, dovrà riscrivere la nostra Costituzione bolivariana della Repubblica del Venezuela, con l’intento di perfezionarla e sancire una nuova proposta di società, che speriamo sarà orientata verso una nuova economia ecosocialista, come quella sognata dal nostro caro comandante supremo Hugo Chavez Frias.

Tutte queste azioni di base, in un processo costituente, sono orientate a raccogliere e rafforzare le voci di migliaia di assemblee costituenti locali, garantendo l’esercizio della democrazia partecipativa e protagonista. E si andrà avanti, senza farsi impressionare dal grido di guerra dell’imperatore Trump. Questa condizione eleva il livello ideologico e politico del popolo venezuelano nella sua genuina rappresentatività. Emergono l’idea, il compito, il germoglio costituente, che potranno diffondersi agli altri popoli latinoamericani e del mondo.

Si dimostra che è possibile, con l’originale volontà del popolo, redigere una proposta di civiltà, diversa da quelle neoliberiste e globalizzatrici, tipiche delle democrazie borghesi, dei paesi, come Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Messico, Paraguay e Perù. Le costituzioni dei vari paesi elencati, e quella degli Usa, sono vecchie di oltre un secolo.

Non c’è dubbio: il popolo venezuelano sta portando avanti l’eredità del Libertador Simón Bolívar. La Costituente è un bel risveglio, per proseguire il cammino, verso l’autodeterminazione, l’indipendenza e la sovranità del Venezuela rivoluzionario.

Questo nuovo spazio di lotta costituente ci ha consentito di conoscere l’ampiezza della speranza di un popolo e dell’impegno che ci aspetta. Dal loro ascolto, aiutare la popolazione a organizzazione le sue aspettative e proposte: ecco il grande lavoro che attende i 545 nuovi costituenti venezuelani.

 

*) – agroecologo e saggista venezuelano – Barinas

Traduzione Marinella Correggia

 

 

 

 

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