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REFERENDUM CGIL. DUE SI’ PER I DIRITTI DI TUTTI. OGGI SI PARTE

con2siIn tutta Italia parte oggi ufficialmente  la campagna nazionale della Cgil per i due referendum sul lavoro che sono stati ammessi dalla Consulta. L’obiettivo è quello di portare alle urne 26 milioni di cittadini. Entra così nel vivo la campagna referendaria: “Libera il lavoro Con 2 Sì Tutta un’altra Italia, dopo la decisione della Corte sull’ammissibilità e la costituzione del Comitato per il Sì ai due referendum popolari per il lavoro promossi dalla Cgil per l’abrogazione dei voucher e per la responsabilità solidale in materia di appalti, in attesa che il governo fissi la data per i due referendum che dovranno tenersi entro il 15 giugno.

Diretta su Radio Articolo 1 (www.radioarticolo1.it) a partire dalle 9, con collegamenti dalla manifestazione di Roma con il segretario generale Susanna Camusso e da molte altre città dove parleranno gli altri dirigenti della Cgil e dove si svolgeranno i presidi e i volantinaggi. A Roma Radio Articolo 1 è anche “onair” in modulazione di frequenza 103,300. Da tutte le altre città è possibile seguire la radio da internet, su computer, smartphone e tablet

“LIBERIAMO IL LAVORO, CAMBIAMO L’ITALIA”. SI RIPARTE DALLE PERIFERIE

Per la giornata di oggi sono previste dunque iniziative su tutto il territorio nazionale, iniziative che saranno diverse a seconda della creatività degli organizzatori, con uno o più punti di presidio e volantinaggio. Ma alle 12 in punto da ogni iniziativa si alzeranno in cielo migliaia di palloncini con gli slogan dei due referendum popolari per il lavoro. Sarà quello il momento simbolico dell’avvio della campagna referendaria.

L’appuntamento a Roma, a partire dalle 10, è in Viale di S. Rita da Cascia, angolo Via Quaglia, Tor Bella Monaca. Alla manifestazione parteciperà il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

Alla ‘Giornata nazionale’ della campagna referendaria parteciperanno tutti gli altri componenti della segreteria nazionale della Cgil: Nino Baseotto sarà a Genova, in Piazza Matteotti; Vincenzo Colla a Napoli, in Via Toledo; Rossana Dettori a Bari, in Via Argiro; Gianna Fracassi a Firenze, in Piazza dei Ciompi; Roberto Ghiselli a Pesaro, in Portale San Domenico; Franco Martini a Torino, in Piazza Castello; Giuseppe Massafra a Milano, in Corso di Porta Vittoria; Tania Scacchetti a Bologna, in Piazza Nettuno.

SUL SITO DELLA CGIL NAZIONALE L’ELENCO COMPLETO DI TUTTE LE INIZIATIVE

http://www.cgil.it/11-febbraio-calendario-delle-iniziative/

MA CI SONO ANCHE IL SITO DELLA CAMPAGNA E I SOCIAL. WWW.CON2SI.IT

Tutte le informazioni e i materiali per la comunicazione della campagna referendum sulla pagina web:   http://www.con2si.it/ e sulle pagine social della Cgil nazionale: https://www.facebook.com/con2si/; https://twitter.com/liberaillavoro; https://www.instagram.com/con2si/

ORA SI PUO’ FIRMARE ANCHE ONLINE. IL SITO LIBERIAMO IL LAVORO

E’ possibile sostenere la campagna anche firmando on line all’indirizzo:
http://www.progressi.org/liberiamoillavoro

Sul sito della campagna referendaria sono stati pubblicati sia il nuovo appello della Cgil al governo sulla data del referendum, sia le motivazioni per i due Sì:
Chiediamo al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, di fissare al più presto la data dei referendum popolari per l’abrogazione dei voucher e per il ripristino della responsabilità solidale negli appalti Sosteniamo la campagna nazionale per il Sì, vogliamo liberare il lavoro dalla precarietà e dalla mancanza di tutele.
I due quesiti referendari sono nati dalla mobilitazione #SfidaxiDiritti e dalla stesura della Carta dei Diritti Universali del Lavoro, promossa dalla CGIL e condivisa da milioni di cittadini in centinaia di piazze e luoghi di lavoro in tutta Italia.

VOUCHER

Diciamo Sì all’abrogazione dei voucher perché non vogliamo più accettare il loro uso indiscriminato.Siamo passati da circa 500mila voucher nel 2008 a oltre 133 milioni nel 2016! Questo strumento non ha ridotto la precarietà, ma l’ha estesa e istituzionalizzata, non ostacolando affatto il lavoro nero. Il lavoro occasionale va normato con contratti completi di tutte le garanzie contributive, previdenziali e assicurative.
RESPONSABILITA’ SOLIDALE NEGLI APPALTI

Diciamo Sì all’abrogazione dei limiti di «responsabilità solidale» negli appalti. Non vogliamo differenze di trattamento tra chi lavora nell’azienda committente e chi in un’azienda appaltatrice o in sub-appalto. Il sistema degli appalti deve garantire gli stessi diritti e le stesse tutele a tutti, senza distinzioni.Oggi, con questo referendum, abbiamo una grande opportunità per rimettere in moto la partecipazione democratica dei cittadini, liberare il lavoro dalla precarietà e cambiare l’Italia in meglio.

STORIE, INTERVISTE, INCONTRI SU RADIO ARTICOLO 1 E RASSEGNA

Sul sito di Radio Articolo 1 che sta seguendo sin dall’inizio la campagna nazionale della Cgil sui referendum e le iniziative politiche sulla Carta dei Diritti universali, è possibile riascoltare in podcast le interviste e gli interventi nelle varie iniziative pubbliche dei dirigenti nazionali della Cgil: http://www.radioarticolo1.it/userdata/custom/static/referendum-lavoro-2017.cfm

Rassegna Sindacale continua nel frattempo a raccogliere sul suo sito storie di voucher, appalti e sfruttamento: http://www.rassegna.it/focus/storie-di-voucher-e-appalti.
“PRIMO GRANDE RISULTATO”. NINO BASEOTTO (CGIL) A RADIO ARTICOLO 1

“L’incardinamento della legge, a quanto ci è stato detto da tutti i gruppi parlamentari a cui abbiamo presentato nelle ultime settimane la Carta, è cosa fatta, è questione di giorni. L’esame della proposta di legge avverrà presto. E questo è un risultato straordinario”. Lo ha detto Nino Baseotto, segretario confederale della Cgil, responsabile dell’organizzazione, ai microfoni di RadioArticolo1, durante una intervista curata dal direttore Altero Frigerio.  Nella intervista il segretario della Cgil ha risposto anche alle domande sulla questione della data dei referendum che non è stata ancora indicata dal governo.

La questione sulla data dei referendum s’intreccia inevitabilmente con quella della legge elettorale e delle prossime elezioni politiche. Ma la posizione della Cgil su questi punti è chiara. “Prima ci si occupa di lavoro, poi di una buona legge elettorale e infine si va alle urne – ha detto Baseotto -. Noi andiamo avanti, rimanendo convinti che la priorità per un Paese in cui la disoccupazione giovanile ha di nuovo superato soglia 40%, non sono le elezioni anticipate. Ma che ci si debba occupare attentamente e vigorosamente di lavoro. Per questo la nostra campagna s’intensificherà e siamo convinti che si arriverà a votare sui referendum in primavera. Per questo chiediamo al presidente Gentiloni di fissare presto la data del voto, perché è anche un modo per rafforzare la democrazia in Italia”.

Si parla molto, negli ultimi tempi, della possibilità che il Parlamento vari due leggi su voucher e appalti, che accolgano lettera e spirito dei due quesiti proposti dalla Cgil. “Noi non siamo referendari per forza – ha concluso il segretario confederale del sindacato di corso d’Italia- se il parlamento dovesse approvare due norme che rendano inutili i nostri referendum, noi saremo in piazza a festeggiare, perché sarebbe un nostro risultato. Ma attenzione, non per due leggi qualsiasi. Sugli appalti bisogna tornare alla normativa precedente che prevedeva piena responsabilità solidale del committente rispetto all’appaltante. Sui voucher, invece, si deve tornare ad avere una normativa che riguardi esclusivamente e rigidamente il lavoro occasionale, e bisogna dare a questo strumento la caratteristica di contratto di lavoro, con piena contribuzione salariale, previdenziale e assicurativa. Se non c’è questo c’è il referendum

Per ascoltare l’intervista completa a Baseotto, sul sito di Radio Articolo 1 è disponibile il podcast: http://www.radioarticolo1.it/audio/2017/02/06/30935/referendum-popolari-2017-chiediamo-la-data-intervista-a-nino-baseotto-cgil

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Discussione

2 pensieri su “REFERENDUM CGIL. DUE SI’ PER I DIRITTI DI TUTTI. OGGI SI PARTE

  1. Le proposte della CGIL, le proposte di Confindustria, le proposte di FI, le proposte del PD….? tutti bei discorsi che non risolveranno mai i problemi italiani…….,

    perché il buio sta dentro la testa degli Italiani, che non hanno il Realismo necessario per fare delle proposte serie e applicabili.

    L’Italia è il regime delle chiacchiere, da decenni : Ecco perché l’Italia ha necessità urgente di 2 cose :

    – una riflessione fatta con criteri e capacità europee ;
    – dei TECNICI nuovi, che conoscano la gestione eccellente, quella senza chiacchiere ma con fatti !

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    Pubblicato da Ulrico Reali | 11/02/2017, 19:18
  2. IL MALE OSCURO
    (Il buio dentro di noi)

    A inizio secolo, uno Stivale ingessato, incerto, confuso, arretrato, scasciato, demotivato, imbrogliato, annebbiato, sdrucito, sdrenato, inceppato, sfessato ………………………. svogliatamente, decide di fare, forse, qualche riforma.

    Si spera che le riforme non siano ad personam, che siano efficaci, e fatte con Realismo e serietà.

    L’ Italiano tipo di inizio secolo, un po’grigio, un po’ addormentato, talora sfinito, sgovernato, rassegnato, malandato, non ha ancora capito l’ essenziale : che il Male Oscuro sopravvenuto ha cancellato la riflessione lucida, messo in dubbio le capacità di gestione rigorosa, addormentato la determinazione, fiaccato le strutture dello stato, deviato le formae mentis………..

    Mala Tempora currunt. La speranza, che in genere é l’ultima a morire, é ormai sotterrata………. vista l’ insipienza, la leggerezza, le difficoltà degli Italiani del XXI secolo, di ………. guardare in faccia la realtà.

    Realtà, che é piuttosto grigia. Si spera che non diventi nera. Realtà che si potrebbe meglio capire, con molti sforzi, senza i soliti paraocchi, con un po’ di buon senso, con un po’ di chiarezza mentale, ma soprattutto guardando all’ Europa.

    Una società ove son troppo frequenti: ruote inceppate, pantani diffusi, meccanismi obsoleti.

    Ma quali sono le caratteristiche sociali del sistema Italia, all’inizio del secolo XXI ? Dal di fuori si vede una società ove:
    a) l’ ipocrisia é stata elevata al rango di qualità diffusa; b) il doppio linguaggio, la tripla verità, son divenuti condizione di vita; c) l’ irresponsabilità, l’ approssimazione, la complicità sono divenute aria che si respira nelle istituzioni. Una società simile (l’ eccezione in U.E.) ha celebrato i funerali della Verità (quella che ha due catteristiche : l’ unicità, la chiarezza).

    A causa della scomparsa della Verità, nella società va scomparendo anche, in ambito sociale, il realismo. Il problema sembra legato al fatto che la cosa non è notata. Per cui, ufficialmente, il realismo è sempre presente……..

    Quando non c’é più Realismo, che é sostituito da un po’ di faciloneria e dall’invenzione di false realtà, in una società puo’ succedere che i principi enunciati, le leggi decise, gli obiettivi dichiarati, rimangano sulla carta. Per mancanza degli strumenti di applicazione degli stessi, sociali o mentali.

    Ecco il nostro problema: prendiamo la decisioni sociali, come se questo bastasse. Dimenticandoci, per mancanza di realismo e di riflessione lucida, di individuare i relativi strumenti applicativi.
    Guardiamo la società italiana di oggi. Qual’ é il tasso di successo di tante belle decisioni annunciate ? A ognuno la sua risposta.

    Poi il diffondersi di meccanismi arrugginiti nella società. La qual cosa ha portato un popolo facile e flessibile ad adattarsi al doppio scenario: uno stato che funziona male (sempre peggio), ma a cui si è rassegnati, ed una rete di allacci personali, informali se non nascosti, più capaci di levarti d’ impaccio.

    Alcuni poteri emigrano, sempre più, dal primo al secondo scenario. Purtroppo, simultaneamente, il sistema Italia comincia ad essere incerto, poi inaffidabile, insicuro. Un sistema sociale cosi, in un Paese realista, sarebbe rimodernato, perfezionato, migliorato. Ma la stessa cosa non può avvenire in un Paese ove il realismo e la coerenza si sono nascosti, in anfratti inaccessibili.

    L’ incertezza attuale del sistema Italia, gli intoppi, i grippaggi, gli imprevisti, derivano, fra l’ altro anche da questo: i poteri dei clans, delle cordate, delle gangs talvolta, non sono sempre compatibili, né fra loro né col sistema sociale del Paese. E purtroppo essi sembrano in aumento. In un Paese che perde colpi, tanti cercano un riparo, una sicurezza. E’ umano. E, a chi cerca una cordata sicura, un riparo, i poteri nascosti offrono, sornioni, un appiglio. Chiedendo in cambio un voto o un gruppo di voti, un lavoretto, un’ associazione. Conseguenze ovvie: inefficienze, aumento degli insuccessi sociali, aumento dei costi, perdita di competitività. E le tasse aumentano…., ma potrebbe essere altrimenti ?

    Se il potere è in grado di deformare la verità, di offrire un’ altra versione della stessa, di nascondere i propri obiettivi (inclusa la lunga conservazione del potere), allora siamo caduti in basso: allora siamo sull’ orlo del burrone latino-americano……

    Pretendere, in un quadro sociale simile, di continuare ad essere competitivi: sembra questa la sfida attuale del sistema Italia. La cosa si può valutare in due modi: da Italiani, si dice “speriamo di farcela”, è ciò che si può dire quando non c’ è realismo, quando non si discutono le correzioni necessarie (per divenire un Paese europeo, maturo, efficiente). Da europei si direbbe invece : andate a comprarvi il Realismo in Europa, allora ci sarà, forse, un po’ di speranza. A fronte di una sfida simile, troppo difficile per un popolo immaturo o incapace di progettarsi un futuro, si diffondono: insoddisfazioni, scetticismo, incertezze, sfiducia e… disoccupazione. Non é questo lo scenario che spingerà investitori e imprenditori a restare in Italia……

    L’Espatriato
    ——————–
    La stoltezza ha piedi leggeri e non sfiora la terra, ma cammina sulla testa degli uomini, per la loro rovina. Se li prende uno a uno, quando più le piace (L’ Iliade, Omero).

    “Al posto delle leggi, abolite, se dipendesse da me, ne metterei una sola”, disse Grascia. “Perché nessuno più si lamenti, basterebbe, ….. , questa sola legge: Ogni Italiano ha il diritto di andarsene” (da “Vino e Pane”, di Ignazio Silone).

    Diogene, colla sua lanterna, ha girato a lungo per il Bel Paese. Sta ancora cercando la serietà, il realismo, la professionalità, la riflessione obiettiva. In compenso ha trovato che la superficialità, nella società, non é un demerito ; ed anche che alcune verità cambiano di colore ogni giorno. Ha poi scoperto che la società italiana é più capace di distruggere che di costruire. Sembra proprio che abbia smesso di cercare….
    ————————
    MEMENTO. Giugno 1943, il Corriere della Sera pubblica il fondo del dirett. Mario Borsa, che parla del referendum sulla monarchia. Esso finisce con questo paragrafo. Citazione :
    “…. Paura di che ? Del famoso salto nel buio ? Lo credono i nostri lettori: il buio non è nella Repubblica o nella Monarchia. Il buio, purtroppo, è in noi, nella nostra ignoranza, o indifferenza, nelle nostre incertezze, nei nostri egoismi di classe o nelle nostre passioni di parte”. Fine della citazione.
    Mario Borsa non immaginava, pubblicando tale frase, che essa sarebbe stata molto più appropriata per la società italiana dell’ inizio del XXI secolo. Lo ha capito ora, dalla tomba.

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    Pubblicato da Ulrico Reali | 11/02/2017, 19:20

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