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REFERENDUM: Comunicato stampa di Claudio Micheloni, presidente Cqie Senato

micheloni-1Desidero ringraziare tutti gli elettori italiani residenti all’estero che hanno preso parte al referendum di domenica, indipendentemente dalla preferenza espressa nelle urne, e la rete diplomatico-consolare per il considerevole lavoro svolto al servizio dei cittadini.
Un milione e 246.342 elettori, pari al 30.75% degli aventi diritto, rappresentano un risultato importante e significativo in termini di partecipazione democratica, un risultato non scontato dopo il deludente tasso di partecipazione registrato in occasione delle elezioni dei Comites. Nel collegio Europa l’affluenza raggiunge il 33.7%, con 730.109 votanti.

Considerando lo schieramento di forze in campo, ritengo il risultato del NO più che soddisfacente: il 35.3% nell’insieme della circoscrizione estero, il 37.58% in Europa, con 249.976 elettori, il 37.77% in America del Nord, il 40.32% in Oceania e Africa, il 28.7% in America meridionale. Tale risultato è da attribuire all’impegno di migliaia di cittadini e alla passione e all’intelligenza dei militanti delle organizzazioni storiche dell’emigrazione, quali ad esempio la FILEF e le Colonie Libere Italiane in Svizzera, i quali si sono battuti senza risparmio in una campagna a costo zero il cui primo obiettivo era la partecipazione consapevole del maggior numero possibile di elettori.

Credo che la vittoria del SI all’estero possa essere spiegata in diversi modi, tutti legittimi com’è giusto in democrazia. E’ evidente che l’impegno del Governo quale promotore del referendum e della riforma stessa ha giocato un ruolo diverso rispetto all’Italia.

Tuttavia, se interpretazioni e opinioni hanno tutte pari legittimità, non tutte hanno pari dignità: le diverse voci che si sono levate nelle ultime settimane contro il voto degli italiani all’estero, pregiudizialmente bollato come voto di scambio, sono assolutamente inaccettabili. Tali accuse non solo sono apparse come una volontà di lesione dei diritti di cittadinanza degli italiani all’estero sanciti dalla Costituzione, e questo naturalmente è l’aspetto più grave, ma hanno anche rappresentato una imbarazzante autodenuncia di analfabetismo politico.

Quando i politici, tutti, impareranno a rispettare la volontà popolare, anche e soprattutto quando manifesta orientamenti diversi dai loro desideri, l’antipolitica avrà minori opportunità di strumentalizzare il disagio sociale e il deficit di rappresentanza vissuti da milioni di cittadini.

Quanto ai problemi che riguardano le modalità di voto degli italiani all’estero, credo che il Parlamento debba intervenire, quando sarà discussa la nuova legge elettorale, per assicurare oltre ogni ragionevole dubbio la segretezza e la libertà del voto, anche attingendo alle diverse proposte già depositate in questa legislatura e in quelle precedenti.

Non è questo il momento dei bilanci, ma desidero esprimere un ringraziamento nei confronti del Governo Renzi, e in particolare del Ministro Gentiloni e del Sottosegretario Amendola, per l’impegno profuso che, Costituzione a parte, mi ha visto convinto sostenitore di un orizzonte riformista che semmai avrei voluto più forte, non più debole.

Nella fase politica non semplice che si è aperta nelle ultime ore, possiamo e dobbiamo tutti confidare nella solidità della democrazia italiana e nell’autorevole guida del Presidente Mattarella.

Roma, 9 dicembre 2016

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Discussione

Un pensiero su “REFERENDUM: Comunicato stampa di Claudio Micheloni, presidente Cqie Senato

  1. IL GRAN PROBLEMA ITALIANO. ALLARME ! ! !

    La società è sotto la CAPPA DI UNA MISTIFICAZIONE DELLE REALTA SOCIALE! !

    Per uscire fuori dai guai, per evitare il 3° Mondo, ascoltare la
    testimonianza di chi ha fatto un’analisi sociale per un decennio ! La vera
    realtà italiana non è conosciuta in Italia ! !

    La mia disponibilità ed esperienza per una :

    TESTIMONIANZA DALL’ EUROPA
    (Una speranza per un Paese immobile ?)
    L’urgenza ? Svelare la REAL A’ SOCIALE (di cui quasi non si
    parla)

    La società italiana pare regredire. Tre i motivi [quali identificati in
    un’analisi sociologica Italia-Europa, portata avanti per un decennio,
    durante attività di funzionario europeo in tutta Europa occid].

    1. Tutti gli strumenti necessari a gestire un Paese non sono disponibili
    in Italia, Paese la cui unificazione non fu portata avanti con visioni e
    strutture chiare; e quindi non fu mai completata.(V. testo “Unità
    incompiuta” alleg.).
    2. A causa del degrado sociale degli ultimi 10 anni (generato anche dai
    politici che abbiamo mal selezionati), il Paese richiede, per essere ben
    gestito, persone dotate di grande professionalità e impegno per la nazione.
    Invece i politici che abbiamo, anche a causa del seppellimento dei Valori
    positivi occorso negli ultimi decenni, quelle qualità non le hanno (sono
    stati selezionati non per professionalità/eccellenza, ma per
    comparaggio/cooptazione). E molti di loro inoltre si occupano degli
    interessi di parte o privati invece di dedicarsi al Paese……
    3. I cittadini, fra cui troppi hanno un livello di cultura sociale molto
    basso, si aspettano – ingenui come sono – progressi dai politici, cioé da
    quelle stesse persone che hanno affossato il Paese, operando frequentemente
    con il Doppio Scenario(fingo di lavorare per il Paese/mi occupo del mio
    clan) e il doppio gioco.

    In tali condizioni non c’è alcuna speranza di progresso, se il modello
    sociale attuale resta as it is, poiché la condotta di molti politici di
    parte ha fruttato risultati alle loro manovre e attività nascoste, ma ha
    azzoppato il Paese. Inoltre l’Unità nazionale incompiuta ha dato il colpo di
    grazia ad un Paese che è divenuto senza riferimenti, senza paletti e senza
    binari (senza strategia). (Vedi All. “Unità incom.”). La società ha
    degradato i suoi comportamenti nei decenni, con accelerazione recente….
    (Vedi testi allegati).

    La via d’uscita ? Necessario volare alto, scoprire la realtà sociale (finora
    trascurata) nascosta da una sorta di :
    mistificazione sociale e politica diffusa. Per poter scoprire la realtà
    sociale, propongo la testimonianza e l’approfondimento di chi, vivendo in un
    Paese avanzato, ha analizzato per 10 anni le malattie della società
    italiana. Esse sono parecchie e rovinose.

    Una speranza per il Paese esisterebbe, ma essa deve prevedere anche
    testimonianze di espatriati che “abbiano scoperto la realtà sociale”,
    vivendo in società avanzate, capaci di gestirsi (quindi senza emergenze).

    Pubblicati : numerose valutazioni sociali di dettaglio su :

    http://www.corrierecaraibi.com Rubrica Speciale , in rosa

    Ulrico Reali
    ulrich33@orange.fr (disponibile per una presentazione del problema
    sociale)

    C.V. conciso

    Le mie esperienze mi hanno permesso di aprire gli occhi. Venni a vivere a
    Parigi nel ‘ 82, quando capii che, per essere gratificato dall’ impegno e
    dal lavoro serio, era meglio espatriare. Lavoro, da funzionario europeo, a
    livello europeo (CEPT) e mondiale (UIT), dal ’70, in gruppi di lavoro,
    commissioni, conferenze, di tipo tecnico/amministrativo. Ed anche in Europa
    attività di tipo tecnico – negoziale. E, naturalmente, piena fruizione in
    Francia dei diritti del cittadino, in maniera costante, organizzata,
    affidabile, impossibile in Italia.
    Nei recenti anni sia Piero Ottone che Ostellino, ma anche Tronchetti
    Provera, si sono dichiarati, in reazione alle mie valutazioni, concordi con
    le mie conclusioni (che indicavano una perdita di competitività sicura, per
    motivi sociali). Ma neanche loro accettarono una mia proposta di
    presentazione e collaborazione (era la seconda, la prima la feci a Romiti
    nel ‘ 90). Rassegnazione italica, mancanza di una società nazionale motivata
    per promuovere gli interessi nazionali …..
    —————————-

    UN POPOLO CHE NON Si GUARDA ALLO SPECCHIO PER CAPIRE LE CAUSE DEI SUOI
    PROBLEMI SOCIALI É UN POPOLO CHE NON HA DIRITTO AD UN FUTURO

    PUO’ L’ ECONOMIA ESSERE FIORENTE, SE LA SOCIETÀ ITALIANA NON HA UN GRANDE
    INTERESSE NELLA MERITOCRAZIA ? SE SONO STATI ELIMINATI, IN CAMPO SOCIALE, I
    VALORI ? (V. testo “Lapide” all.). SE L’ ORGANIZZAZIONE É UNO STRUMENTO
    SCONOSCIUTO nei servizi pubblici ? SE LA SOCIETA’ NON CONOSCE I BASTONI E
    LE CAROTE ?
    IL BEL PAESE SEMBRA L’ UNICO PAESE LATINO-AMERICANO DELLA U.E… SENZA LE
    ANALISI NECESSARIE E LE CORREZIONI DI ROTTA SUCCESSIVE, LA DESTINAZIONE
    FINALE DEL SISTEMA ITALIA RISCHIA DI ESSERE L’AMERICA LATINA.

    Mi piace

    Pubblicato da Ulrico Reali | 09/12/2016, 15:12

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