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REFERENDUM, Italiani all’estero. La situazione è grave e purtroppo anche seria.

FILEF

Si susseguono attacchi scomposti del fronte del sì, tra toni intimidatori, accenni di voto di scambio, e tante bugie.

Nessuno avrebbe potuto immaginare, qualche mese fa, che la campagna referendaria all’estero avrebbe portato ad uno scontro così duro. Il fronte del SI all’estero, costituito, essenzialmente dai comitati elettorali dei deputati eletti all’estero del PD, ha lanciato da alcune settimane una feroce offensiva mediatica contro tutti coloro che sostengono le posizioni del NO.
Attenzione ad un fatto: non si sono scagliati solo contro il NO in generale, talvolta utilizzando argomenti da bar dello sport, ma hanno preso di mira alcuni soggetti, singole persone e singole organizzazioni, tra cui la Filef nazionale e chi la dirige (che avevano reso pubblica la propria posizione da mesi, senza che nessuno avesse fatto alcuna obiezione di merito), solo dopo che, iniziata la campagna, hanno visto proliferare le adesioni al NO sui social network , attribuendone la causa a chi, insieme al comitato nazionale per il NO, stava facendo il suo dovere civico: cioè contribuire ad informare gli italiani nel mondo e a sostenere le ragioni del NO, dando, quantomeno, un contributo di confronto democratico a questa consultazione.
Si sono quindi susseguiti comunicati stampa ufficiali sottoscritti congiuntamente dai 6 parlamentari PD (Farina, Fedi, Garavini, Porta, Tacconi, La Marca) i cui toni e le cui argomentazioni miravano – e mirano – essenzialmente ad intimidire quelli che, secondo loro, sono dei nemici e non dei liberi cittadini o organizzazioni che hanno il pieno diritto di esprimere la propria posizione su una materia, la Costituzione, che non è di pertinenza esclusiva di nessuno, ma invece di tutti.
Questo atteggiamento denota una perdita totale di cognizione di cosa sia il confronto e la discussione democratica, di cosa sia il loro ruolo di rappresentanti parlamentari, di cosa sia la politica: seguendo l’indicazione del loro attuale segretario di partito (di cui alle ultime elezioni non avevano affatto condiviso il programma, essendo allora schierati quasi tutti con Bersani), ne hanno assunto le qualità peggiori.

Questa strategia continua in queste ore con l’emissione di ulteriori comunicati di attacco a chi ha fatto presente il rischio di inquinamento del voto e alla ovvia possibilità di impugnare il risultato del referendum, qualora il risultato del voto all’estero si discostasse fortemente dal risultato del voto in Italia, cosa che, come tutti sanno, costituirebbe una novità preoccupante, poiché dall’analisi storica dei risultati delle precedenti consultazioni elettorali, ciò non si è mai verificato.

E’ vero che la novità in questa occasione è la scesa in campo diretta del premier Matteo Renzi nella sua molteplice identità di Presidente del Consiglio, Segretario del PD e di capo del fronte del SI, con la famosa lettera inviata agli elettori all’estero che sarà costata qualche milione di Euro. E’ vero che in questa occasione, la Ministra Boschi ha costellato l’America Latina di molteplici missioni istituzionali con accompagnamento dovuto di ambasciatori e consoli e che si concludevano però tutte con pubbliche assemblee in cui si invitavano gli italiani all’estero a votare SI per il bene della patria. E’ vero che si sono ripetuti, con un timing perfetto, annunci su miracolosi stanziamenti a favore delle cose che stanno più a cuore agli italiani all’estero: dai corsi di lingua e cultura, ai servizi consolari, alle pensioni, ecc. ecc., la gran parte destituiti di alcun fondamento reale. Tutte queste cose sono vere e danno un’idea precisa della considerazione in cui, chi le ha fatte, tiene i 5 milioni di italiani all’estero di cui oltre 4 milioni sono elettori.

E’ anche vero che i soldi investiti in questa enorme operazione di convincimento dell’emigrazione italiana nel mondo sono stati tanti, tantissimi. Probabilmente così tanti che, se fossero stati usati per rimpinguare i miseri capitoli di spesa ad essi destinati (tagliati dell’80% dagli ultimi governi e sempre confermati da Renzi e dalla sua maggioranza), in una botta, avrebbero recuperato almeno un terzo dei tagli di cui sono pienamente corresponsabili.

Anche nelle ultimissime ore si assiste ad un proliferare ulteriore di annunci che lasciano trasparire una sorprendente predilezione per il voto di scambio analogamente a quanto si vede in Italia in alcune regioni, a partire dalla Campania.

Ma tutto questo non significa che i 5 milioni di nostri concittadini emigrati e gli altri uno o due milioni che pur essendo all’estero non compaiono nell’Aire (e che quindi, purtroppo non voteranno) si conformino a queste false narrazioni; almeno non in misura troppo diversa da quanto accadrà in Italia. Se invece dovesse accadere il contrario, ovviamente, ognuno farà le proprie valutazioni e tirerà le proprie conclusioni.

A partire dalla questione dell’informazione istituzionale al voto, referendario o politico che sia, cosa praticamente inesistente (se non forse progettata a tavolino), in questa occasione, come penso siano in grado di confermare gli operatori dell’informazione delle tante testate giornalistiche o radio-televisive in lingua italiana all’estero, che, in tempi migliori, potevano svolgere il loro ruolo.

 

Rodolfo Ricci
(Coordinatore nazionale Filef)

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Discussione

4 pensieri su “REFERENDUM, Italiani all’estero. La situazione è grave e purtroppo anche seria.

  1. Caro Ricci,

    le situazione peggiora di giorno in giorno, anche perché in Italia non si è voluto capire quale sia il sottofondo delle manovre di Renzi e PD.

    UN FUTURO PER IL SISTEMA ITALIA ?

    Esaminare le ultime evoluzioni e capire quelle future, é possibile ? Forse, ma ci vuole realismo.

    Gli Italiani, negli ultimi vent’ anni, hanno avuto una mutazione del DNA. Molte delle evoluzioni sono pero’ negative.
    Ma c’ é una colpa, dell’ Italiano medio, per le trasformazioni negative ? Forse, un po’, non più della beata incoscienza nell’ accettare i N.C.I. (Nuovi Comportamenti Italiani), senza reagire.

    Poteva reagire l’ Italiano medio ? Forse no, visto che non ha la schiena dritta (che era invocata da Ciampi). Ma si puo’ avere la schiena dritta, quando si ha un alto tasso di insuccessi sociali ?

    D’ altronde, si puo’ avere un alto tasso di successi sociali se la Pubblica Distruzione non ci ha mai insegnato che fra i cittadini e lo stato ci vuole una collaborazione ? E un rispetto reciproco ? E un interesse dell’ uno a che l’ altro stia in buona salute?

    La colpa della Pubblica dIstruzione : non é stato insegnato ai cittadini il buon senso, l’ educazione, il rigore, la coerenza, la responsabilità del proprio operato. Per cui essi non sono stati in grado, in tempo di elezioni, di sceverare i venditori di chiacchiere senza esperienza dai candidati in possesso di professionalità per costruire, modificare, migliorare…

    Essendosi pensato, alla Pubblica dIstruzione, solo alla ISTRUZIONE degli studenti, ignorando l’ EDUCAZIONE, il cittadino tipo ignora gran parte dei suoi doveri. E non é divenuto mai conscio dei propri diritti. La rassegnazione alla sopraffazione impera infatti in molte regioni e settori del sociale.

    Guardiamoci intorno, in U.E. In ogni Paese c’ é una società in cui i cittadini usano il buon senso, le regole, e criteri di comportamento corretti, sulla base di Valori comuni, soddisfano i loro bisogni, nel quadro di un Patto Sociale. Il quale permette, a milioni di individui, di essere una sola società.

    Cosa c’ é in Italia ? Una folla disordinata di individui, senza ordini di squadra, senza patto sociale, ognuno per suo conto….come in un pollaio. Ma tutti spesso d’ accordo su due sole cose: Anarchia e Confusione.

    Avendo la “schiena molle”, per colpa della Pubblica Distruzione, si diviene, col tempo, rassegnati. Tanto più che la mancanza della coscienza sociale (essa viene insegnata negli altri Paesi della U.E., non in Italia) mette potenzialmente ogni cittadino nella posizione di “uno contro tanti”. E mette lo stato nella situazione di dirsi: “ma si puo’ gestire l’ anarchia ?

    Rassegnati. Ma é possibile non esserlo ? Certo, in altri Paesi della U.E. i cittadini si uniscono in partiti, associazioni. Gli uni e gli altri spesso costruiscono, con impegno e serietà. Ma possono, partiti e associazioni, strutturare, migliorare, la società italiana ? Cioé il Bel Paese, con tanti laghi, pantani, mancate reazioni, rassegnazioni ? E ruote grippate ? Il Paese del grigiore, della non chiarezza ?

    Le riforme, invocava Ciampi. Se i partiti volessero riformare seriamente, riuscire a fare in pratica cio’ che dicono di voler fare, dovrebbero essere gestiti da Tedeschi, Belgi, Francesi. Gente con i cosiddetti, con carattere, coerenza, capacità sociale, organizzazione… Visto che la Pubblica Distruzione non ha pensato ad educare gli Italiani a tali Valori, per decenni. Non basta che Ciampi dica “tenete la schiena dritta..” ! Neanche la coerenza é stata insegnata, nel Paese ove l’ ipocrisia é stata elevata a rango universitario… L’ organizzazione e la coerenza , mai conosciute in tante province italiane, sono i valori che fan si che, in giro per la U.E., i cittadini facciano corrispondere i fatti alle parole.

    Ma é proprio questo, la corrispondenza dei fatti alle parole, che é tanto difficile, nel Paese dell’ arte. E dei furbi. In fondo l’ artista cerca l’ originalità di un percorso nuovo. Magari deviato, ma nuovo. Magari scorretto, ma nuovo.
    Lo Stivale é divenuto una terra ove tutti i percorsi diversi, variati, talora nascosti, incurvati, deviati, si incrociano, si ostacolano, si scontrano talvolta…

    Se i furbi non cercassero di ottenere col sotterfugio cio’ che dovrebbero faticare ad avere coll’ impegno, alla luce del sole, allora la vita diverrebbe faticosa. E noiosa, che barba ! Poi, si puo’ fare una vita di fatica nel Paese della calura ? Si puo’ sudare, impegnandosi a costruire, nel Paese della pigrizia ? Si puo’ non essere pigri nel Paese ove la gran parte dei meccanismi pubblici si grippano ?

    Sono tutte ragioni per cercare di discolpare gli Italiani che hanno accettato i N.C.I. Si, la residua colpa di aver accettato nuove abitudini, quelle che hanno ammazzato le efficienze sociali, é un peccato veniale.

    Noi Italiani, famosi per la somma intuizione. Ma puo’ , un popolo di artisti intuitivi, essere razionale, organizzato, per restare a galla nel Mercato Globale ? Se la Pubblica Distruzione non ci ha insegnato la struttura delle costruzioni sociali, l’ organizzazione degli schemi mentali produttivi ?

    Ecco il punto, a me sembra.

    Se avessimo la razionalità francese, la coerenza britannica, l’ impegno degli Scandinavi e Tedeschi ………… , allora le ruote della società non sarebbero spesso grippate . Ogni cittadino avrebbe il suo flaccone di “olio sociale” e farebbe la manutenzione dei meccanismi delle stato, della società….

    E se l’ olio fosse sufficiente, potrebbe ingrassarsi quella parte del proprio cervello che presiede al sociale (attualmente atrofizzata).

    Il futuro ? o ci sarà un futuro, o non ci sarà. Ci sarà un futuro se un’ analisi degli handicaps sociali viene fatta subito, prima di passare il punto di non ritorno. Emigrati aiutando. Non ci sarà futuro se restiamo là, rassegnati, ad aspettare.

    Le Cause delle inefficienze sono una decina. Senza individuarle, coll’ aiuto di testimoni dello sviluppo, la via maestra per divenire un Paese normale, europeo, sembra preclusa.

    Ulrich Realist

    P.S. Dio ride degli uomini che si lamentano di eventi, le cui cause essi stessi continuano a promuovere con convinzione (Bossuet).

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    Pubblicato da Ulrico Reali | 24/11/2016, 18:45
  2. UN PREMIER TRA BALLE E FANTASIE

    Un premier che ogni due giorni racconta alle telecamere … messaggi per il Paese. Giusto che lo faccia, avanti ad un popolo ignavo, grigio, che talora mostra l’incertezza se non la paura, che non vede dove sta il futuro per i propri figli…., i quali sono costretti all’emigrazione !
    Ma cosa dice ? Ieri ha detto, nel suo discorso : “Gli Italiani hanno l’orgoglio e la determinazione !”
    Più grossa balla, sul popolo italiano, non poteva dire. Infatti la società Italiana, dopo essere stata trascinata dalla classe politica al disastro, ha perso la fiducia in sé stessa. Forse perché vede che politici e portaborse, in combutta con cosche e omertà varie, fanno malaffare (cioé guadagno illecito) e riescono spesso a farla in barba alla giustizia ? O forse perché le emergenze dovute alle incapacità di gestione politica corretta aumentano, invece di diminuire ? E la perdita di fiducia, insieme agli sprechi istituzionali infiniti, ha portato in Italia la crisi. Essa durerà a lungo, nel Paese ove lo stato non ha educato i cittadini, non li ha uniti, non gli ha dato i Valori, non gli ha dato un Patto Sociale funzionante ed ha fatto crescere la Doppiezza nella società ! Società amorfa, ignava, senza determinazione….
    Risultato : tanti imprenditori, davanti ad un sistema sociale marcio, chiudono bottega.
    Da questo quadro dovrebbe esser nato l’orgoglio ? Oppure da almeno 40 anni di abusi dei politici ? ? Ma va, Renzi delle balle fiorentine ! ! Non si è accorto il premier che gli Italiani non furono mai ……. (Vedi All. “incompiuta” ) :
    Ecco uno dei motivi per cui i politici italiani, quando sono a Bruxelles, non vengono creduti né dalla Merkel, né da tanti Europei ….. ! Sono quindi inutili frasi come ”Vogliamo rispetto !” (lo disse lui…). Il rispetto si merita, anche parlando credibile…, anche portando a Buxelles conti in ordine, invece di fare come i Greci….
    Povero Paese, che ha tanta difficoltà a distinguere gli attori della Commedia dell’Arte Politica dai politici capaci ed onesti …. (quanti ne rimangono ?).

    Ulrich Realist

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    Pubblicato da Ulrico Reali | 24/11/2016, 18:48
  3. Come puo’ evitare il baratro un Paese ove stato e cittadini sono frequentemente NEMICI ? Non sapete che l’Italia non fu fatta socialmente, che essa è un “gregge di pecore anarchiche” (Prezzolini dixit).

    TESTIMONIANZA DALL’ EUROPA

    Tre motivi per il regresso italiano, identificati in un confronto Italia-Europa, per un decennio :

    – Alcuni strumenti necessari a gestire un Paese non sono disponibili in Italia;
    – causa il degrado sociale degli ultimi anni, il Paese richiede persone dotate di grande professionalità e impegno per la gestione ; i politici che abbiamo non lo sono. Ed essi in larga misura si occupano degli interessi di parte o privati invece di dedicarsi al Paese.

    – I cittadini, livello medio di cultura sociale basso, si aspettano progressi dai politici, cioé
    dalle stesse persone che hanno affossato il Paese, operando frequentemente con il Doppio
    Scenario (fingo lavorare per il Paese/mi occupo del mio clan).

    In tali condizioni, nulla speranza di progresso, se il modello sociale attuale resta as it is. L’Unità nazionale incompiuta ha dato il colpo di grazia ad un Paese senza riferimenti, senza paletti e senza binari (senza strategia).

    Via d’uscita ? Volare alto, scoprire la realtà sociale nascosta da una sorta di
    allucinazione sociale e politica diffusa. Individuare alcuni strumenti necessari per gestire un Paese, che mancano in Italia

    E’ proposta la testimonianza e l’approfondimento di chi, vivendo in un Paese avanzato, ha analizzato per 10 anni le malattie della società italiana. Cosi ha potuto prevedere la crisi econom. con notevole anticipo.
    Una speranza per il Paese esisterebbe, solo se si conosce la realtà sociale che è falsata, imbrogliata, che puo’ partire da testimonianze di espatriati che “scoprino la realtà sociale”, vivendo in società avanzate (senza emergenze, ma con qualità di vita).

    Ulrich Realist (sociologo europeo)
    ulrich33@orange.fr
    (disponibile per una presentazione del problema sociale gigante)

    Mi piace

    Pubblicato da Ulrico Reali | 25/11/2016, 09:56
  4. Egregio Ricci, gli eletti dell´estero da lei scritti nell´articolo.Non sono stati votati da noi.Qualcuno addirittura e residente all´estero ma lavoro e vive a Roma .Se lo attaccano come dice lei.Ricambi

    Mi piace

    Pubblicato da Rosario Cambiano | 27/11/2016, 23:48

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