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L´INTELLETTUALE VISIONARIO E IL CALIFFO VIRTUALE AL-BAGDADI

laicita_caravaggiodi Vittorio Stano (Hannover)

Libere considerazioni su “SOUMISSION”, romanzo di Michel Houellebecq, ed.Flammarion

IL BORGHESE BIGOTTO

Joris Karl Huysmans era un reazionario del XIX secolo. I suoi romanzi offrivano un repertorio completo dei motivi decadenti. “A Ritroso/Á Rebours” fu la “Bibbia” del Decadentismo. Pubblicato nel 1884 é il primo testo nel quale un insieme di atteggiamenti trovava una organica sistemazione che mirava anche a prospettare un modello di vita. Gli “eroi” dei suoi libri erano in aperta opposizione col mondo e la vita di tutti i giorni, con le angustie dei valori e delle norme borghesi.

L’ impiegato Huysmans (tale era la sua professione!) era un ribelle “freddo” a cui mancava la tumultuosa vita interiore. Nella vita era un gaudente opportunista. Sembrava disprezzare altezzosamente tutto. Il suo era un calcolato disprezzo intellettualistico per la regola, naturale e sociale. I risultati di ciò erano da lui tanto più ambiti quanto più artificiosi, cioè innaturali, irregolari. In questo senso la ricerca di mostruosi fiori di carne che otteneva incrociando vari tipi di fiori e la predilezione per i poeti più artificiosi delle varie letterature erano sullo stesso piano. Erano l’espressione di un procedere, appunto, a ritroso, di un gusto che ha sostituito il ricercato al naturale. Conosceva una vera arte della depravazione ed ha fatto dell´arte e della bellezza (ma di un particolare tipo di arte e di bellezza) l´ideale supremo da raggiungere come schermo dalla volgaritá della vita normale, dalle onde della mediocritá umana che salgono sino al cielo.

“A Ritroso” si conclude con una sconfitta: la fuga dal reale non regge alla prova. Huysmans era un borghese disperato che si vergognava d´essere borghese. La crisi esistenziale lo spinse ad abbracciare la croce. Si convertí al cattolicesimo e divenne  – cambiò casacca! – quel cattolico bigotto e reazionario che ben conoscono quelli che hanno letto i suoi inutili romanzi, quelli della conversione.

 

L´INTELLETTUALE VISIONARIO

Nel libro di Houellebecq “Soumission”, il protagonista é un professore universitario della Sorbona, in una Francia assai vicina a quella odierna. Esperto di Huysmans é, come il suo maestro, disinteressato alla vita sociale e politica contemporanea. Si attende una vita noiosa ma tranquilla, protetta dai drammi sociali e politici di oggi. Non fa una grinza avere a che fare con studentesse francesi di origine maghrebina velate e accompagnate fin nelle sale dei corsi di studi da fratelli musulmani in jellaba.

Ma la realtá presto gli dará il benservito: una lettera di licenziamento ricevuta appena dopo le elezioni politiche che portano a presidente della Repubblica Francese, un rappresentante del partito musulmano di Francia che, in coalizione con chi accetta (socialisti o moderati, é indifferente!) mira solo al Ministero della Pubblica Istruzione e a quello degli esteri. Il ministro-musulmano della Pubblica Istruzione designato, subito vara la sua riforma: fuori tutte le donne dall´insegnamento, abolizione delle classi-corsi misti. Vengono licenziati anche i professori non graditi al nuovo corso ministeriale e politico. Il resto della politica (economia, finanza, interni, ecc.) continua il suo corso senza scossoni. In politica estera il nuovo ministro mira ad integrare nell´EU i paesi del Maghreb e…meta finale sará l’integrazione nell´EU  dei paesi che si affacciano al Mediterraneo. Una ricostruzione a ritroso, appunto, dell´Impero Romano, come ai tempi di Augusto.

Non ufficialmente viene incoraggiata la poligamia. I lucrosi fondi che l´Arabia Saudita ha concesso alla Sorbona, permettono, attraverso un´opera di convincimento neanche tanto sotterranea, di far convertire all´islam i professori universitari, in cambio di lauti salari. Una vita materiale facoltosa e sessualmente colma di soddisfazioni é alla portata di tutti gli ultracinquantenni che si convertono. Basterá una semplice cerimonia in presenza dell´imam e altri correligionari a portare verso l´islam i docenti della Sorbona, come l´esperto di Huysmans. Durante il rito reciteranno la formula: “Ach-Hadou ane lâ ilâha illa lahou wa ach-hadou anna Mouhamadane rassoullahi” (“Testimonio che non c´é altra divinitá all´infuori di Dio, e che Maometto é l´inviato di Dio”).                                           Le studentesse velate e anche altre piú piccole saranno “educate” a sposarli e ad obbedire ciecamente ai loro desideri. È il personale docente delle universitá in particolare e delle scuole pubbliche in generale il terreno di caccia del Ministero dell´Istruzione. Il nuovo rettore della Sorbona, amico e collega dell´esperto di Huysmans ha giá una seconda sposa di 14 anni.

 

IL PUNTO DI VISTA DEI NUOVI REAZIONARI

Tra islamofobi (Front National/LePen e fascisti vari) e islamisti l´avversione é solo apparente. C´é invece una convergenza strategica che verrá man mano a galla. Islamisti e islamofobi sono reazionari e tra reazionari finiranno per intendersi.  Giá adesso sono, essenzialmente, in perfetto accordo su:

-rigetto dell´ateismo

-rigetto dell´Umanesimo in generale e dell´Umanesimo laico, sul quale poggia lo Stato di diritto, in                               particolare

-sottomissione della donna

-ritorno al patriarcato

-rigetto dell´omosessualitá.

La loro lotta, il loro punto di vista strategico, combacia. Per gli islamisti il cristianesimo medioevale é stato una grande civiltá, anche se i musulamani hanno subito la violenta invadenza dei crociati. Con  opportunismo politico affermano che le vestigia artistiche resteranno eternamente vive nella mente degli uomini; ma a poco a poco ha perduto terreno. Nei secoli ha dovuto confrontarsi col razionalismo che non si sottometteva al potere temporale, cosí a poco a poco si é condannato.

Oggi, l´arrivo massiccio di immigrati, in gran parte musulmani impregnati di una cultura tradizionale ancora marchiata dalle gerarchie, la sottomissione della donna e il rispetto per gli anziani, costituirebbe una chance storica (?!) per il riarmo morale e familiare dell´Europa. Aprirebbe la prospettiva di una nuova era d´oro (!) per il vecchio continente. Sic! Questa implosione del sistema democratico francese avverrebbe senza soprassalti, senza una vera rivoluzione, si svilupperebbe come un malvagio sogno.                                                                                                                 Per tutto il romanzo, il talento dell´autore, la sua forza visionaria ci intrattengono su un terreno ambiguo e scivoloso. Il suo sguardo sulla nostra civiltá invecchiata e senza vigore, fa coesistere nella narrazione le intenzioni poetiche, gli effetti comici, la spontaneitá di dire cose indicibili e una melanconia fatalista.

 

I DIVORATORI DI FUTURO

Questo libro é un discorso di severo rimprovero rivolto a tutti quelli che sottovalutano la portata retrograda del pensiero teocratico degli islamisti. L´islamismo é un fenomeno anche europeo. I fatti di Parigi, Charlie Hebdo e 13.11.2015, dimostrerebbero che siamo nella fase di guerra dichiarata contro comuni cittadini. Da qualche parte l´Europa non ha voluto vedere, ha sottovalutato il rischio dell´islamismo e continua a sottovalutarlo. L´Europa si dovrebbe difendere, ma fino ad oggi non ci sono ricerche serie sul fenomeno, previsioni su come si evolverá l´islamismo nei prossimi anni. La discussione, fino ad oggi, é ideologica. Non é con la retorica della laicitá che si combatte il fanatismo religioso. Per un religioso la laicitá é un´aggressione. Chi é religioso non capisce perché dovrebbe vergognarsi, perché dovrebbe nascondere le sue credenze. In Europa si fatica a capire cos´é la laicitá alla francese. In Germania, ad esempio, non c´é nemmeno la parola che significa “laicitá”.

L´assimilazionismo francese (la destrutturazione di un essere umano per costruire un altro) che fa corrispondere carta d´identitá e identitá non procura piú danni del multiculturalismo (per il quale ogni gruppo etnico e religioso é libero di coltivare le proprie tradizioni). Nel caso francese c´é un´altra specificitá: la piaga ancora aperta della guerra d´Algeria. Un´identitá é fatta non solo di interessi e valori condivisi, ma anche di una storia condivisa. Se due (o piú) categorie di persone presenti in uno stesso paese non condividono né interessi né valori né storia, la possibilitá stessa di una <<comunitá nazionale>> sará solo, nella migliore delle ipotesi, un pio desiderio e, nella peggiore, un randello politico per gli uni e un incubo per gli altri. Assimilazionismo-disoccupazione e crisi economica hanno prodotto in Francia una miscela esplosiva. In quel paese esiste certamente un problema di disadattamento sociale di un´intera parte della popolazione. Giá nel 2009 il 43% dei giovani attivi nelle 751 ZUS (Zone Urbane Sensibili) era disoccupato e, nell´insieme del paese, erano senza lavoro il 21% dei figli di immigrati africani e il 17% dei figli di maghrebini. Nel 2015 la situazione é lontana dall´essere sanata se, nel marzo 2015 il primo ministro aveva annunciato di voler varare misure adeguate per eliminare quelli che egli stesso aveva definito i “ghetti” urbani e l´apartheid di cui soffrono i loro abitanti. Ma, ripeto, non é solo un problema di “ghetti”. È un problema piú generale, di natura sociale, politica e identitaria.

Se la Francia volesse combattere “senza pietá”(parola di Hollande!) il fanatismo degli islamisti, basterebbe usare i tre valori rivoluzionari “Liberté-Egalité-Fraternité” sui quali non solo la Francia, ma tutte le democrazie realmente esistenti dicono di fondarsi, ma che tradiscono tutti i giorni. Oggigiorno viviamo in societá patrimoniali dove speculatori finanziari e imprenditori “rentiers” divorano il nostro futuro. La crisi economica allarga sempre di piú la forbice delle disuguaglianze. Questa é la madre di tutte le ingiustizie. Le classi politiche occidentali al posto di balbettare soluzioni improbabili, inseguendo la chimera della crescita infinita, incoraggiassero la crescita possibile investendo nella formazione, nella conoscenza e nelle tecnologie non inquinanti. Procedessero, infine,  alla distribuzione della ricchezza accumulata dai padroni sequestratori dell´economia degli Stati occidentali dagli anni ´70 fino ad oggi.

Facessero come nei “trente glorieuses”, i tre decenni che seguirono la seconda guerra mondiale. Affrontassero il problema della formazione scolastica e professionale delle giovani generazioni, quello della disoccupazione, del salario di cittadinanza, del potenziamento dello stato sociale in generale. Invertissero la rotta del suo smantellamento. Restituissero decoro e dignitá a chi non possiede altro che il proprio lavoro e alle loro organizzazioni , massacrati nei loro diritti a essere rappresentati e di rappresentanza. Cosí si combatte l´emarginazione  che porta all´esclusione sociale e quindi al radicalismo politico e religioso.

 

IL CALIFFO VIRTUALE AL-BAGDADI E LE CHIACCHIERE DELLE ISTITUZIONI EUROPEE

A quelli che dicono che questo non basterebbe e che occorre sradicare militarmente, “senza pietá”, il fanatismo islamico, dico che bisogna dare il massimo sostegno a chi giá combatte lo Stato islamico in Siria: i guerriglieri curdi. Ma non basta ancora. Bisogna tagliare ogni rapporto con gli Stati teocratici che lo finanziano e foraggiano di armi: Arabia Saudita e Qatar. Nelle capacitá offensive dell´Is un ruolo fondamentale lo gioca la Turchia di Erdogan, un paese Nato che sembrava avviato verso la democrazia e che si sta trasformando in un vero e proprio regime fascista. L`EU fermi il “sultano” Erdogan al posto di foraggiarlo di armi e soldi dei contribuenti europei.

Le istituzioni europee su una cosa sono state fulminee: nessun servizio di intelligence comune, neppure come aggiuntivo a quelli nazionali, nessuna banca dati unificata su scala europea che consenta di incrociare “in tempo reale” uso delle carte di credito, prenotazione di biglietti aerei, percorsi dei localizzatori satellitari, che invece comunichiamo ad estranei (banche, commercianti, compagnie aeree) oltre che impronte e dna (e riconoscimento oculare) di cui non si capisce perché dovremmo essere gelosi, visto che ogni telefonino possiede il riconoscimento dei volti di qualsiasi foto ovunque scattata e messa in rete. Perché non realizzare un tesserino elettronico unico europeo con tutti i dati che i vari governi pretendono che i cittadini abbiano ed esibiscano? Tutto tecnicamente possibile. Lotta senza pietá, sradicare: CHIACCHIERE!

 

LA REPUBBLICA VIENE PRIMA DELLA RELIGIONE

E ancora. I fedeli dell´islam nel mondo intero, non possono scrollarsi di dosso la responsabilitá della loro religione sostenendo semplicemente che la stragrande maggioranza di loro rifiuti la violenza. Questo é indiscutibilmente vero. Il fondamentalismo islamico ha potuto affondare le sue radici nelle macerie in cui l´antica tradizione islamica é stata ridotta. Oggi a combattere sul terreno ci sono quasi solo i curdi. Tantissime le donne.

Quanti imam che condannano il terrorismo sono disposti a condannare, come mostruositá da abrogare immediatamente, la sari´a della lapidazione per le adultere e della decapitazione o delle mille frustate per chi in Arabia Saudita o altro paese islamico sceglie la laicitá, il dubbio sulla fede, l´ateismo? Senza di che le radici del terrorismo in nome di Allah restano intatte?

Fino a che punto l´islam “moderato” é disposto a diventare islam ri-formato, anche teologicamente, interpretando il Corano in modo compatibile con i valori della democrazia? Questo resta impossibile fino a che ogni versetto del Libro é considerato dettato da Dio e quindi protetto da una corazza che impedisce l´interpretazione contestualizzatrice e modernizzatrice.

La laicitá delle istituzioni, dello Stato, é una garanzia per tutti. La Repubblica viene prima della religione. Noi cittadini abbiamo il diritto/dovere di non piegarci al “principio di precauzione” nei confronti di chi attenta alle conquiste civili che, dall´Illuminismo in poi hanno consentito che siamo noi stessi a “darci la legge”, anziché obbedire a chi ce la decretava in nome di un Dio. Noi dobbiamo ripetere, ad alta voce, a chi non ha ancora interiorizzato il primato della lealtá a “Liberté-Egalité-Fraternité” che non puó pretendere i vantaggi della Repubblica. Il laico deve stare attento a misurare le parole per non offendere la sensibilitá del religioso, ma nessuno di questi si preoccupa di non offendere la sensibilitá dei laici. Perché il laico deve essere tollerante e il religioso no?

 

UP-DATE PER LE RELIGIONI

C´é un lavoro pedagogico da fare, a partire dagli asili e dalle scuole. Laici e religiosi stiamo usando ancora concetti vecchi che non sono stati rivisitati dalla modernitá. Ci vogliono nozioni nuove che catturino lo spirito del mondo contemporaneo, che diano un senso al nostro modo di stare insieme oggi. I concetti sono come le traduzioni dei libri: ogni 20 anni vanno riviste, altrimenti non corrispondono piú a nulla, afferma lo scrittore algerino Boualem Sansal. Nella societá dell´informazione questo é ancora piú urgente. Per le religioni ci vogliono gli up-date come per i computer. Questo sforzo le potrá mettere al passo coi tempi e scongiurare che tutti precipitiamo, a ritroso, nel mondo di Abelardo e Eloisa.

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