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CRISIS, Politica

Chi ci ricorda Renzi

renzi a tazzulelladi Alfiero Grandi

Renzi ricorda qualcuno, quello con cui si vede spesso e con cui ha stretto il patto detto del Nazareno. Dall’Australia non ha trovato di meglio che mettere sotto accusa le Regioni per i dissesti idrogeologici devastanti di questi giorni, dimenticando – o fingendo di farlo – le primarie responsabilità dei governi in materia.

Per carità anche le Regioni hanno una parte di responsabilità sull’assetto del territorio e su quanto sta accadendo, ma non hanno torto quando ricordano che sono i governi, e i parlamenti, ad avere poteri determinanti in materia e in particolare di avere dato il via ai condoni edilizi, tra i principali imputati in materia, se non altro perché le Regioni non avevano il potere di prendere tali decisioni, che richiedono i poteri legislativi statali.

Inoltre Renzi sembra dimenticare che proprio il suo Governo sta spingendo il parlamento ad approvare un condono a beneficio dei capitali esportati illegalmente all’estero e che per sovrappiù – per non creare ingiustizie tra gli evasori – verrà esteso anche a chi i quattrini evasi li ha nascosti in Italia. Gli evasori ringraziano, ma chi è fautore di simili provvedimenti, il Governo ovviamente, farebbe bene ad evitare di fare attacchi che finiscono con il sottolineare essenzialmente il cambio di passo di questo Governo e non esattamente nella direzione giusta.

Del resto ci ha pensato il Giornale di Berlusconi a sottolineare che con l’eventuale approvazione del provvedimento di legge a favore degli esportatori di capitali cadrà definitivamente un’altra differenza di fondo tra destra e sinistra.

Forse Renzi non lo ricorda ma la sinistra è sempre stata contraria ai condoni e questa è stata per decenni una differenza netta tra destra e sinistra. Ora sembra, purtroppo, che questa differenza cadrà e questo forse spiega come mai nella foga di allontanare ad ogni costo da sé le responsabilità dei disastri territoriali che stanno tormentando il nostro paese e i suoi cittadini, Renzi non ha trovato di meglio che accomunare le Regioni amministrate dalla destra e dalla sinistra.

Ancora una volta accusando chi è venuto prima (di Renzi) in modo indiscriminato si colpiscono insieme i fautori dei condoni e quelli che li hanno avversati, così si crea anche la necessaria confusione politica per fare passare anche questo nuovo condono.

Completa il quadro un atteggiamento che ricorda la favola del lupo e dell’agnello, prima viene sferrato un attacco a tutte le Regioni in modo indiscriminato per nascondere le responsabilità dei governi e poi di fronte alle comprensibili reazioni degli interessati si afferma che questo non è tempo di polemiche, salvo ovviamente avere la responsabilità di averle innescate proprio nel momento in cui il territorio è sottacqua.

Chi di rottamazione ferisce, prima o poi…

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