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Ucraina: la Russia schiera i blindati a Sebastopoli

Nella città della Crimea arrivano i carri armati russi. Gli Usa inviano i marine a Kiev.
Sale la tensione in Ucraina. Ad alimentare il clima già infuocato del Paese – la formazione del governo di unità nazionale è slittata a giovedì 27 febbraio – è stata la mossa della Russia che nel pomeriggio di martedì 25 febbraio avrebbe inviato a Sebastopoli mezzi blindati.
Un veicolo, secondo quanto riferito via Twitter dalla televisione russa in lingua inglese Russia Today, è arrivato in piazza Nakhimov, nel centro della città della Crimea, che ospita la flotta russa sul Mar Nero (da queste parti è anche stato avvistato per l’ultima volta Yanukovich).
Ma non è finita, perché Mosca, sempre stando alle notizie diffuse dal microblogging, avrebbe dispiegato altri blindati nelle vie principali che conducono a Sebastopoli.

MEZZI DELLA FLOTTA IN LOCO. Il comando ai mezzi russi sarebbe arrivato direttamente dal quartier generale della flotta del Mar Nero (che però non ha voluto commentare la decisione): Mosca, secondo i media locali, ha usato solo i mezzi a disposizione in loco.
In città sono anche state costituite brigate di autodifesa, in particolar modo per tutelare il nuovo sindaco russo Alexei Chaly eletto domenica 23 febbraio a Sebastopoli, dove numerosi manifestanti hanno chiesto l’intervento di Mosca con slogan come «Russia noi siamo tuoi figli».

MANIFESTANTI PRO CREMLINO. Inoltre, alcuni sostenitori del Fronte Crimea – formazione vicina alla Russia – hanno manifestato a Simferopol, cittadina a circa 80 chilometri da Sebastopoli, chiedendo una «risposta forte» agli sviluppi politici in corso a Kiev.
Mentre i dimostranti lanciavano messaggi in favore della secessione e dell’annessione a Mosca, è stata fissata per mercoledì 25 febbraio una sessione straordinaria del parlamento della Crimea per affrontare la situazione.
La richiesta dei manifestanti è l’organizzazione di un referendum per staccarsi dall’Ucraina: l’ipotesi di esprimersi sul tema è anche sostenuta da parte della politica russa.

  • Sebastopoli si trova nella penisola di Crimea: qui si trova la base della flotta russa nel Mar Nero.

La Crimea è una delle aree più calde dopo gli scontri avvenuti nell’Ovest dell’Ucraina che hanno condotto alla deposizione del presidente Viktor Yanukovich, ricercato per crimini contro l’umanitàe che il parlamento ucraino ha deciso sia giudicato da una corte internazionale.
Nella Penisola che nel 1954 fu donata da Nikita Krusciov all’Ucraina la maggioranza della popolazione è filorussa e non ha gradito l’onda rivoluzionaria che ha spazzato via i politici vicini al presidente Vladimir Putin.

IPOTESI DELLA RICONQUISTA. Qualche analista ha anche ipotizzato che proprio dalla Crimea possa iniziare la ‘riconquista’ del Paese da parte di Mosca, che potrebbe seguire la strategia già sperimentata contro la Georgia in Ossezia del Sud nel 2008: concedendo agli abitanti la cittadinanza russa, il Cremlino potrebbe poi intervenire difendendo i propri connazionali.

MOSSA A SORPRESA DI MOSCA. La decisione di schierare i carri armati a Sebastopoli da parte di Mosca è stata tuttavia una mossa a sorpresa: la Russia ha sì contestato quanto accaduto in Ucraina, ma il ministro degli Esteri russo ha spiegato che il suo Paese non ha intenzione di intervenire in questa fase, nonostante le critiche sulla scelta del voto presidenziale del 25 maggio (i russi contestano il mancato rispetto degli accordi del 21 febbraio che prevedevano le elezioni solo dopo la riforma della Costituzione in agenda a settembre).

STOP AL PRESTITO RUSSO. In realtà, il vero jolly in mano a Putin riguarda gli aiuti finanziari per l’Ucraina. Il Paese ha già ammesso di aver bisogno di sostegno economico – ministro delle Finanze ad interim Yuri Kolobov ha parlato addirittura di 35 miliardi di dollari in due anni – e Mosca ha spiegato, attraverso il viceministro delle Finanze Segei Storchak di non essere «obbligata a versare i 12 miliardi di dollari restanti del prestito promesso all’Ucraina a dicembre 2013».
In questo modo, il Cremlino ha confermato l’apparente intenzione russa di cancellare il prestito, e non soltanto congelarlo, che per Kiev significherebbe ritrovarsi sul lastrico.

MOBILITATI I COSACCHI. Oltre ai carri armati schierati per le strade di Sebastopoli, la Russia può contare anche sul sostegno dei cosacchi del Don (erano già stati usati per garantire la sicurezza all’Olimpiade di Sochi 2014) che hanno fatto sapere di essere pronti a sbarcare in Crimea per aiutare i loro connazionali nel braccio di ferro con Kiev.
«Siamo pronti ad aiutare, a dare una mano per la pace in zona», ha dettoAleksandr Tseriuta, leader dei cosacchi della regione di Rostov sul Don.
Già martedì 25 febbraio, si sono mobilitati circa 50 persone per la partenza immediata, mentre circa un migliaio (nel frattempo stanno seguendo corsi di lotta e autodifesa) sono disponibili a seguirne l’esempio.

MARINE USA A KIEV. Nella stessa giornata in cui il Cremlino ha deciso di schierare i suoi blindati, è arrivata immediata la risposta degli Usa. Washington ha inviato un piccolo contingente delle forze di elite dei marine a protezione dell’ambasciata americana a Kiev.
La decisione, comunicata da un funzionario Usa alla Cnn, è stata presa dal dipartimento di Stato e approvata dal Pentagono.
Da quanto si è appreso ai militari è stato affidato il compito di fornire ulteriori misure di sicurezza alla rappresentanza diplomatica, in modo che la protezione possa essere rafforzata 24 ore al giorno.

Martedì, 25 Febbraio 2014

Fonte: http://www.lettera43.it/

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