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Uno spettro si aggira per l’Europa (del sud): il movimento (antitedesco) di Tsipras e Spinelli

tobias piller - FAZ

Tobias Piller

di Paola Giaculli (Berlino)
Questo si potrebbe dedurre da un articolo comparso l’11 febbraio scorso sul quotidiano conservatore Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ). Preoccupazione è il dato che emerge dalle osservazioni del suo autore, il corrispondente da Roma e per la Grecia, Tobias Piller, il quale non esita a definire Barbara Spinelli, la promotrice della lista in sostegno di Alexis Tsipras, “editorialista con tendenze antitedesche”.

Il fatto non può che stupire, trattandosi di un pezzo redatto dal corrispondente in questione che lavora a Roma da oltre venti anni per il giornale di Francoforte, l’oracolo dell’élite economico-finanziaria tedesca, e dovrebbe quindi conoscere abbastanza la situazione italiana e saper valutare persone e personalità: nel caso di Spinelli, fine e misurata intellettuale, europeista convinta, appare a dir poco sorprendente l’epiteto di “antitedesca”.

Lo stupore sarà maggiore per chi ancora ritenga che vi siano quotidiani cosiddetti autorevoli, come si pensa lo sia la FAZ, immuni dal morbo del populismo o della demagogia. Ma in “guerra” tutti i mezzi sono leciti: e quando viene attaccata la politica della cancelleria tedesca Merkel sembra equivalere a un attacco al cuore della Germania: siano giornali scandalistici e razzisti oppure la sobria e “seria” FAZ, si alzano le sciabole contro il “nemico”, in questo caso Tsipras e Spinelli, anche ricorrendo al  basso strumento della diffamazione.

I rei di voler scardinare l’ordine costituito dell’austerità sono appunto Tsipras che vuol porre “il suo partito di protesta all’origine di un movimento europeo contro le politiche dell’austerità e contro la cancelliera tedesca Merkel” e “l’editorialista Spinelli di tendenze antitedesche” che lo sostiene in Italia con un nutrito gruppo di “italiani di sinistra e radicali” (leggasi estremisti).

Tsipras viene così accusato di voler organizzare, insieme a Spinelli, una campagna elettorale in vista delle elezioni europee contro la Germania – nonostante non ci si stanchi di ripetere che in Europa non è in atto una guerra tra nazioni, bensì tra le élites finanziarie, le banche da una parte e i popoli dall’altra.

Ma invece si prepara l’assalto del sud alla fortezza d’oltralpe, sembra far intendere preoccupato l’inviato Piller. Sembra difficile quindi spiegarsi l’atteggiamento assunto in questo articolo se non con una forte preoccupazione che possa consolidarsi un movimento di rivolta contro le politiche antisociali volute sì da tutti i governi europei, ma come ormai è arcinoto, insistite e ribattute fino alla nausea dalla cancelliera Merkel, con la sua odiosa divisione in paesi virtuosi e paesi fannulloni debitori (del sud), il suo modo da prima della classe di giudicare chi dal suo punto di vista “non fa i compiti per casa”, la sua indulgenza al populismo che ha scatenato una guerra mediatica contro il popolo greco purtroppo con forti riscontri nell’opinione pubblica.

Allora FAZ sembra porsi a scudo del baluardo del pareggio di bilancio e sferra la non casuale offensiva, che importa se sguaiata e scomposta.

Ma come si vede anche nell’agire della cancelliera, sobrietà e populismo, di cui per altro viene, in modo non sorprendente, accusato anche Tsipras nell’articolo in oggetto,  possono tranquillamente convivere. Viene in mente allora la “deutsche Misere”, di cui ebbero a suo tempo a lamentarsi due grandi pensatori come Marx ed Engels.

Singolare è che l’articolo in questione venga pubblicato nella sezione economica del giornale come a segnalare a un pubblico ulteriormente selezionato, il pericolo di un focolaio che sembra dilagare alla periferia dell’”impero”.  Infatti, anche in altre occasioni l’Italia, per la sua notoria “instabilità politica” viene considerata un soggetto a rischio: il capo economia Jan Hatzius  di Goldmann Sachs, in un’intervista del 18 gennaio sulla FAZ, sostiene che “il rischio maggiore per l’Europa viene dall’Italia” e si mostra preoccupato per l’inaffidabilità politica degli europei del sud.

Dal canto suo Schäuble ha risposto al ministro delle finanze greco che chiedeva di alleviare il debito, che non verranno fatte più eccezioni in tal senso, tutt’al più si può pensare a un’ulteriore disposizione finanziaria, cioè un nuovo prestito ancora vincolato alle condizioni capestro imposte alla Grecia ormai da quasi quattro anni e che hanno portato il paese alla” catastrofe umanitaria”, come sottolinea ripetutamente Tsipras.

Anzi Schäuble insiste che la Grecia non ha ancora “riformato” abbastanza. Gli esponenti greci fanno di tutto per far sapere che ripresa c’è, però un aiuto, leggi un taglio al debito, non guasterebbe –  in vista delle elezioni europee del 25 maggio. Per il momento la Germania da questo orecchio non sente. Ma, come ricorda il corrispondente di FAZ da Roma, “le rivendicazioni populistiche di Syriza”, partito di Tsipras, “potrebbero far presa”, citando i timori del governo greco che sembrano essere le sue.

Da qui la richiesta del ministro delle finanze greco di un sostegno (taglio al debito) dai partners della Ue al suo programma di risanamento.

L’attacco a Tsipras e a Spinelli è deplorevole per il modo e la sostanza. Ma evidenzia un qualcosa degno di nota: che le élites che ci governano arbitrariamente facendo carta straccia delle costituzioni e della democrazia comincino a preoccuparsi veramente? Sarebbe davvero già un bel successo. Onore al merito!

—————-

Tsipras entusiasma la sinistra italiana. Il suo partito vuole una campagna elettorale europea antitedesca.

(dal Frankfurter Allgemeine Zeitung, 11 febbraio 2014 – Economia, pag. 11)

Roma, 10 febbraio. Il politico greco Alexis Tsipras cerca di fare nascere dal suo partito di protesta Syriza un movimento europeo contro la politica dell’austerità e contro la cancelliera tedesca Angela Merkel. Tsipras attualmente dirige il maggior partito di opposizione e secondo i sondaggi avrebbe più consenso del partito di governo, i conservatori del primo ministro Antonis Samaras.  Anche se Tsipras e il suo partito Syriza che raccoglie varie formazioni, non hanno mai assunto responsabilità politiche nel proprio paese, il leader greco aspira ora a un ruolo nella politica europea e in questo trova sostegno in Italia.

Tsipras è stato invitato di recente dal Partito della rifondazione comunista, sempre alleato in coalizioni di governo con Prodi, ma che ora  non è più rappresentato in parlamento. Però esiste una cerchia più ampia di italiani di sinistra e radicali che sostengono la candidatura transnazionale di Tsipras e si attendono per parte loro un nuovo sbocco con una figura di bandiera greca. In Italia Tsipras è stato soprattutto introdotto da Barbara Spinelli, una editorialista di tendenze antitedesche del quotidiano la Repubblica e figlia di Altiero Spinelli, considerato in Italia uno dei padri dell’Unione europea. Barbara Spinelli si è identificata con le posizioni di Tsipras, secondo cui “la Grecia è stata usata da cavia per scoprire quanta sofferenza sia in grado di tollerare un popolo”. La Grecia e Tsipras vengono rappresentate come le vittime di una odiata politica di austerità e di un sistema economico e finanziario da condannare e devono in questo modo diventare simboli per accattivarsi le simpatie in una campagna europea. Ufficialmente Tsipras deve candidarsi in questo modo alla presidenza della Commissione europea.

Tsipras non ha difficoltà ad adattare le sue tesi dalla Grecia alla situazione di tutta l’Europa del sud: secondo lo schema per cui il modello dell’Europa non deve più essere che il più forte faccia quello che vuole. Finora alla fine ha sempre deciso la cancelliera Merkel perché ha più denari. “Questa è un’Unione tedesca”, dice Tsipras. La politica adottata finora per il risanamento della Grecia nelle sue parole equivale solo a “pressione senza senso, austerità che ha portato solo povertà”. Secondo lui gli aiuti finanziari alla Grecia finora sono andati quasi esclusivamente a beneficio delle banche e non della Grecia.

Il politico greco chiede non solo per la Grecia ma per tutta la periferia europea,  una conferenza per cancellare il debito sovrano. Questi paesi devono essere esonerati dal debito nella misura da rendere possibile un nuovo inizio, dice Tsipras. Il livello del debito sovrano deve essere ridotto al 60 percento del prodotto interno lordo.

Come riferimento per questa conferenza sul debito si dovrebbe prendere la conferenza di Londra per l’accordo sul debito del 1953. Allora la Germania è stata esonerata da gran parte del vecchio debito, il resto dilazionato nell’arco di molti anni e il pagamento di questo reso dipendente dallo sviluppo economico. Tsipras non dà però risposte su chi dovrebbe farsi carico della perdita di patrimonio risultante dalla cancellazione del debito o sul come nella distribuzione di benefici sociali si dovrebbero finanziare nuovi deficit. Tuttavia il governo greco teme che le richieste populistiche di Syriza possano far presa. Il ministro delle finanze Giannis Stournaras in un’intervista con la FAZ aveva chiesto che i partners della Ue sostenessero il governo attuale e la sua politica di risanamento alleviando il debito prima delle elezioni europee. (Traduzione a cura di Paola Giaculli)

Testo originale:

Tsipras begeistert Italiens Linke Seine Partei will anti-deutschen EU-Wahlkampf

tp. ROM, 10. Februar. Der griechische Politiker Alexis Tsipras versucht, seine Protestpartei „Syriza“ zum Ursprung einer europäischen Bewegung gegen Austeritätspolitik und gegen Deutschlands Kanzlerin Angela Merkel zu machen. Tsipras ist in Griechenland derzeit Führer der größten Oppositionspartei, würde dort aber nach Meinungsumfragen derzeit mehr Stimmen bekommen als die in einer Koalition regierenden Konservativen des Ministerpräsidenten Antonis Samaras. Obwohl Tsipras und seine aus verschiedenen Gruppierungen bestehende Sammelpartei „Syriza“ im eigenen Land noch nie politische Verantwortung übernommen haben, strebt er nun gleich nach einer Rolle in der europäischen Politik und findet in Italien Unterstützung.

Tsipras war kürzlich von der italienischen „Partei der kommunistischen Wiedergründung“ eingeladen worden, die immer wieder Koalitionspartner in Romano Prodis Regierungen gewesen war, nun aber nicht mehr im Parlament vertreten ist. Doch gibt es einen viel größeren Kreis von linken und radikalen Italienern, die eine grenzüberschreitende Kandidatur von Tsipras unterstützen und sich ihrerseits neue Perspektiven mit einer griechischen Galionsfigur erwarten. Präsentiert wurde Tsipras in Italien vor allem von Barbara Spinelli, einer anti deutsch gestimmten Leitartiklerin der Tageszeitung „La Repubblica“ und Tochter von Altiero Spinelli, der in Italien als einer der Väter der Europäischen Union gilt. Barbara Spinelli identifizierte sich dabei auch mit der Position von Tsipras, „dass Griechenland nur als Versuchsobjekt benutzt wurde, um herauszufinden, wie viel Leid ein Volk ertragen kann“. Griechenland und Tsipras werden als Opfer einer verhassten Sparpolitik und eines verurteilenswerten Wirtschafts- und Finanzsystems dargestellt und sollen damit zu Sympathieträgern für eine europaweite Kampagne werden. Offiziell soll Tsipras damit für den Posten als europäischer Kommissionspräsident kandidieren.

Tsipras hat dabei wenig Mühe, seine Thesen aus Griechenland an die Situation von ganz Südeuropa anzupassen: Das Modell für Europa dürfe nicht mehr sein, dass der Stärkste mache, was er wolle. Denn bisher entscheide am Ende die Kanzlerin Angela Merkel, weil sie am meisten Geld habe. „Das ist eine deutsche Union.“ Die bisherige Politik für die Sanierung Griechenlands bedeutete nach den Worten von Tsipras nur „Druck ohne Sinn, Austerität, die nur Armut gebracht hat“. Die Hilfsgelder für Griechenland seien bisher ohnehin fast ausschließlich den Banken zugute gekommen und nicht Griechenland.

Der griechische Politiker fordert nun nicht nur für Griechenland, sondern für die gesamte europäische Peripherie eine Schuldenkonferenz über eine Streichung von Staatsschulden. Diesen Ländern müssten die Schulden so weit erlassen werden, dass ein Neuanfang möglich sei, sagte Tsipras. Das Niveau der Staatsschulden müsse daher in all diesen Ländern am besten auf nur noch 60 Prozent des Bruttoinlandsprodukts abgesenkt werden. Orientierungspunkt für die geforderte europäische Schuldenkonferenz sei die Konferenz für das Londoner Schuldenabkommen von 1953. Damals sei Deutschland ein Großteil der alten Schulden erlassen worden, der Rest auf viele Jahre gestreckt und zudem die Rückzahlung des Restbestandes von der wirtschaftlichen Entwicklung abhängig gemacht worden. Tsipras bleibt allerdings die Antworten schuldig, wer in seinen Programmen die Vermögensverluste bei einer Schuldenstreichung tragen soll oder wie bei der Verteilung neuer sozialer Wohltaten neue Defizite finanziert werden sollten. Dennoch fürchtet die griechische Regierung, dass die populistischen Forderungen von „Syriza“ verfangen könnten. Finanzminister Giannis Stournaras hatte in einem Gespräch mit der F.A.Z. gefordert, dass die Partner in der EU vor den bevorstehenden Europawahlen die gegenwärtige Regierung und ihren Sanierungskurs mit Schuldenerleichterungen unterstützen.

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Discussione

Un pensiero su “Uno spettro si aggira per l’Europa (del sud): il movimento (antitedesco) di Tsipras e Spinelli

  1. Non è che chi semina vento raccoglie tempesta? Non è che la miseria che dilaga anche in Germania possa far capire alla Spd il disastro delle “larghe intese” a destra? Ben venga ciò che può spezzare questa catena. Purtroppo anche con tutti i cosidetti “populisti”, perché il resto non rappresenta che la continuità del massacro dei lavoratori e dei poveri.

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    Pubblicato da Tonino | 13/02/2014, 09:04

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