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Acampada a Porta Pia: in corso l’Assemblea

porta pia-mutuo soccorso

E’ in corso l’assemblea degli accampati a Porta Pia – Il giorno dopo la grande manifestazione dei movimenti sociali contro l’austerità e contro le grandi opere, per il diritto alla casa e a un reddito, che ha portato a Roma oltre 100mila persone nel fine settimana, la politica nazionale resta muta. Non si registrano commenti. Il turbamento derivante dall’assenza della auspicata guerriglia urbana, lascia interdette le segreterie della maggioranza delle larghe intese ed oltre. Nessuna traccia sul blog di Grillo-Casaleggio. Che ha ignorato anche la manifestazione di sabato scorso in difesa (e applicazione) della  Costituzione.

E’ in campo un nuovo soggetto plurale in grado di mobilitare in piena autonomia e senza sovvenzioni e richiamo di truppe cammellate, decine, centinaia di migliaia di persone. Mutuo soccorso e riappropriazione di territori e beni comuni, centralità della gente che lavora dei disoccupati, degli sfrattati e degli sfruttati. “La casa è di chi l’abita, la terra di chi la lavora” era uno slogan del movimento operaio e contadino dell’inizio del ‘900.

La riaggregazione delle forze sociali riparte da questi concetti; perché il post moderno connotato dall’efficienza e dalla produttività del capitale è una sorta di ritorno all’inizio: estorsione assoluta di profitto. Perché il neoliberismo e chi lo rappresenta politicamente nelle sue esili varianti, è il ritorno all’800, con i suoi Working Poors, i suoi precari, i suoi disoccupati, i suoi sfrattati e marginalizzati, i suoi immigrati.

La riduzione dello Stato (e della politica) ad un operatore notarile della giungla prodotta dal neoliberismo mostra il pieno fallimento delle classi dirigenti nazionali ed europee. Attonite e assenti, a parte le pagine dei giornali e dei media ridotti a bollettini insulsi. Vanno avanti come se nulla fosse.

Una grande novità della manifestazione di sabato è la scesa in campo cosciente, matura e forte degli immigrati e l’incedere ineluttabile (proporzionalmente alla velocità di maturazione della crisi) di quella che un tempo si chiamava ricomposizione di classe. Non solo in Italia, ma in tutta Europa.

Il percorso è solo all’inizio, non è semplice, ma appare una delle poche strade concrete su cui vale la pena di impegnarsi.

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Discussione

2 pensieri su “Acampada a Porta Pia: in corso l’Assemblea

  1. “ La certezza del diritto esiste in Italia ? Dipende ! A parole, certo, ma nei fatti, no !
    “ I cittadini han fiducia nel futuro, approvano le strategie dello stato ? Trovano lavoro ? I servizi statali li soddisfano ? Ma va ……. ! La risposta si sa !
    “ Eppure lo stato chiede più tasse. Quali le motivazioni per chiederle ? Osservando gli sprechi infiniti, i meccanismi incapaci, grippati, delle istituzioni, la povera qualità di molti servizi pubblici, motivazioni per nuove tasse non ce ne sono !

    VORREMMO, CERTO….., LA SOLA VIA D’ USCITA ! ! EUROPEA !

    Il sistema Italia spera (o sperava) nel progresso, nello sviluppo, nella creazione di ricchezza. Sperava cioé che le promesse fatte dai governi negli ultimi 40 anni si realizzassero. Ma i governi ne erano capaci ? (guardando dall’Europa, non esistono in Italia le capacità e professionalità politiche necessarie a rendere il Paese “gestibile”). In compenso ci sono le sceneggiate. Oggi, con il disastro incipiente (il quale negli ultimi 15 anni si intravedeva, senza che alcuno reagisse), il sistema Italia potrà basare la sua speranza di progresso unicamente su questo approccio :

    FORMULA REALISTA : back to reality !

    a) analisi delle cause del mancato sviluppo italiano e delle lunga crisi socio-economica italiana (queste cause sono le stesse che hanno generato l’elevato debito pubblico), fatta a confronto con l’Europa.
    b) discussione neutrale (senza politici, che sono stati gli affossatori di tutte le speranze di progresso) sulle cause, per individuare la strategia per la loro eliminazione.
    c) preparazione di un programma per la rifondazione di una società la quale voglia smettere di portare i pantaloni corti, e percio’ diventi seria, realista, efficace (con i pantaloni lunghi). Esso dovrà essere disegnato e proposto ai politici (che non saprebbero prepararlo nell’interesse del Paese ; loro pensano ai tornaconti privati) da quelle categorie che chiedono competitività (imprenditori, associaz. di cittadini onesti), con l’aiuto di testimonianze di espatriati qualificati (conoscitori delle condizioni di sviluppo e realisti).

    Al di fuori di tale formula non c’è speranza per un Paese sprovvisto di strumenti e di strutture sociali efficienti, ma provvisto del Doppio Scenario (vedi di seguito), il quale vede da almeno 15 anni la degradazione sociale correre, correre ……, e non reagisce ! Da notare che i politici non hanno interesse ad occuparsi del futuro del Paese, concentrati come sono sugli interessi di clan o sulle baruffe di bottega……. !

    Da Italiani responsabili, stufi dell’andazzo “ Immobilità + incapacità di progresso”, vorremmo capire : “ In quali condizioni progredire ? Cosa va buttato, o cosa va copiato ?”.

    La risposta che darebbero molti espatriati in Paesi avanzati, dopo paragoni con l’Europa :

    a) Abbiamo fatto finta di essere una nazione, avente strutture sociali funzionanti, obiettivi, strategie, chiari. Ci siamo sbagliati !
    b) abbiamo creduto che una società in cui si accetta la complicità, la corruzione, l’assenza di Valori positivi (seppelliti da almeno un decennio), possa ancora generare progresso, nell’era della globalizzazione. Ci siamo sbagliati !
    c) abbiamo creduto che si possano raggiungere gli obiettivi nazionali sbandierati, la buona gestione di un Paese, basando le attività istituzionali sull’intuizione, sulla decisione rapida, sulla scelta “con tornaconto”. Trascurando cioé analisi riflettute, paragoni seri, riflessioni lucide. Ci siamo sbagliati !
    d) abbiamo accettato (o ignorato) da decenni il padre di tutti gli inghippi e bloccaggi nelle istituzioni, il Doppio Scenario (“fingo di lavorare per il Paese ; ma faccio i fatti mei”), il quale è il maggiore contributo italico alla Fiera delle Illusioni. Quel rovinoso marchingegno che fu creato dopo l’unificazione, quando si scelse di non dare corso alla famosa proposta D’Azeglio : “Fatta l’Italia, ora bisogna fare gli Italiani”. Determinando cosi tutta una vita istituzionale e sociale doppia, “sceneggiata pubblica per il Paese/inghippo nascosto per il clan”, che è il più forte contributo alla maggiore produzione nazionale, gli SPRECHI (fra cui sprechi di opportunità, per manco di valutazione lucida).

    Il Doppio Scenario, molto ben installato oggi, che va avanti da lungo tempo (dal 1861 ?), ha determinato dei comportamenti finti di tanti uomini pubblici, i quali negli anni hanno facilitato la corruzione, il lavoro di seconda qualità nelle istituzioni, gli SPRECHI DIFFUSI…. !

    Tutte brutte cose, che gli Italiani hanno ACCETTATO, da tempo… ! Perché né i politici né i cittadini sanno bene quali siano gli interessi e le strategie del Paese Confuso. Si preferisce quindi ricorrere alla complicità dell’ “una mano lava l’altra”. Si lavora, si promuove all’interno del clan……., si fa una sceneggiata per il Paese ! Fallita la finta nazione (nessuno ci crede più), ora i clans lavorano con più impunità, quasi allo scoperto per via della comunicazione assistita dalle nuove tecniche. Ecco cosa è stata la crisi sociale di almeno un 15ennio… !

    Any Way Out ? Una sola : una catarsi che faccia emergere la realtà sociale, prima di decidere cosa fare……. Perché la catarsi sia veritiera, un’esigenza : ascoltare testimonianze di espatriati qualificati ! Anche perché, in Italia, in ogni situazione sociale, ci possono essere due verità ….., talora ambedue non realiste…… !

    Ulrich Realist
    ulrich33@orange.fr
    (disponibile a testimoniare le cause ab ovo della crisi sociale italiana ; la crisi politica né é la conseguenza)

    DALL’ EUROPA LA SCOPERTA DELLA REALTA’ SOCIALE

    Inizio’ cosi, anno ’82, il mio espatrio in Francia. Avevo già viaggiato l’Europa per lavoro, e capito che, se volevo una qualità di vita “europea”, dovevo andarmene. Già nei primi anni in Francia fu chiaro che avevo fatto una buona scelta. Un po’ difficile adattarsi alla mentalità parigina, ma tutta la famiglia fece uno sforzo, anche per la lingua.

    Successivamente, in pochi anni, capimmo che quel che la Francia ci offriva (e l’Italia talora ci rifiutava) era : la certezza del diritto, ma anche dei servizi pubblici affidabili, spesso di buona qualità. E la certezza, da parte di chiunque, di comportamenti corretti, soprattutto per l’esistenza di valori positivi, i cani pastori della vita sociale.

    I contatti con l’Italia nel decennio successivo ? Un’impressione negativa : peggioramento, lento ma continuato, della società. Curioso di capire le cause delle differenze fra Italia ed Europa avanzata, notavo i fatti italiani negativi di maggior rilevanza. Nel ’90, avendo già capito parecchie cose (chi cerca trova), ma soprattutto paragonando l’Italia all’Europa, durante frequenti viaggi), informai Romiti (FIAT) del mio convincimento : l’economia italiana avrebbe corso in futuro un grosso rischio, glie ne chiarii i motivi. La sua risposta fu gentile e di apprezzamento, ma non volle ricevermi come proponevo. Risposte eguali (ringraziamento, niente di più) ebbi nel decennio successivo da varie persone, fra cui anche Tronchetti Prov., Ostellino ed Ottone.

    Ecco cosa ha trovato, in termini di cause delle difficoltà sociali. La storia non dimentica, gli Italiani si.
    – Il primo a lamentarsi dei “tornacontismi” italiani fu Dante : “”Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!” (Purgatorio).
    – nei secoli successivi Guicciardini mise bene in mostra i vizi di nascita italiani : incapacità di vita sociale per la prevalenza del “tornacontismo” e del furbismo, una costellazione di litigi frequenti fra i diversi principi. Con il conseguente rosario di speranze perdute, fallimenti/delusioni sociali ripetute.
    – Nitti, premier molti anni fa, fu intervistato. Alla domanda, se si poteva sperare che un giorno il Paese avrebbe avuto solo buongoverno, ecco cosa disse a Luigi Barzini :”Gli Italiani sono stati ubriacati di bugie dai politici, per 150 anni”. Non dimentichiamo poi che Prezzolini lo scorso secolo chiamo’ gli Italiani “pecore anarchiche”.
    – De Gasperi, dopo essere stato nel parlamento austriaco, divenne deputato nel parlamento italiano. Nelle prime settimane, alla moglie che gli chiese come andavano le discussioni parlamentari. De Gasperi rispose : “Il parlamento italiano sembra un circo…. !”.

    Cosa scrisse Pasolini in “Scritti corsari”, anno ’75 :
    “Noi siamo un paese senza memoria. Il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell’oblio dell’etere televisivo, ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo per le sue contorsioni, per le sue conversioni. Ma l’Italia è un paese circolare, gattopardesco, in cui tutto cambia per restare com’è. In cui tutto scorre per non passare davvero. Se l’Italia avesse cura della sua storia, della sua memoria, si accorgerebbe che i regimi non nascono dal nulla, sono il portato di veleni antichi, di metastasi invincibili, imparerebbe che questo Paese è speciale nel vivere alla grande, ma con le pezze al culo, che i suoi vizi sono ciclici, si ripetono incarnati da uomini diversi con lo stesso cinismo, la medesima indifferenza per l’etica, con l’identica allergia alla coerenza, a una tensione morale.”

    Le due opzioni possibili per lo Stivale :

    – si puo’ non decidere né fare niente, lasciarlo scivolare giù, verso il burrone sottosviluppo ; tutti contenti ? No, solo cittadini socialmente sonnolenti !
    – oppure si puo’ fare il necessario ; individuare la strada sicura per tirarlo su, occupandosi del Problema Sociale e risolvendolo……

    Nel primo caso, fra qualche anno, saranno i vari clans criminali che potrebbero governare buona parte del Paese.

    Nel secondo caso, è necessario consultare testimoni affidabili. Chi allora ? Esperti europei non schierati e non residenti in Italia, i quali saranno capaci di valutazione sociale lucida, poiché affrancati dalla mistificazione della realtà. I politici ? Meglio non consultarli, ma osservare al monocolo tutto quel che han fatto.

    Una conclusione, dalla parte dell’Europa che sa gestirsi : O la società italiana si imbarca in una “Operazione Verità” (scoprire la vera realtà sociale, il Problema Sociale, a confronto con il resto dell’Europa), fatta con testimonianze di espatriati qualificati, e seguita dall’apprendimento della gestione corretta (sia politica che sociale), fatta in Europa (quella senza chiacchiere ma con risultati) ; oppure si salvi chi puo’ ! ! Senza alcuna Operazione Verità (incluse le ragioni per cui la corruzione si è espansa incontrastata a tutto il Paese), lo stato in disfacimento (che non ha spina dorsale ed è infiltrato) non puo’ esser protetto dalle iniziative di consorterie criminali, che cercano potere……. Per ora già si vede che nel Paese, che crede di essere moderno (!), la certezza del diritto non esiste….Quanto alla confusione sociale, politica, economica, istituzionale, si vede ora bene che essa esiste…

    U. Realist
    ulrich33@orange.fr

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    Pubblicato da Ulrico Reali | 20/10/2013, 12:11
    • Gentile Ulrico, la preghiamo di voler ridurre un pò la misura dei commenti e di variare anche un pò il loro contenuto; la ripetitività è un pò eccessiva, e continuano ad essere molto avulsi dal contenuto degli articoli dove li posta. Non vogliamo applicarli alla categoria SPAM, ma ci aiuti a farlo. Glielo abbiamo già detto diverse volte…

      Mi piace

      Pubblicato da cambiailmondo | 20/10/2013, 15:24

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