commedia dellartedi Tonino D’Orazio
Finalmente lo spettacolo politico-governativo-istituzionale “salviamo l’Italia” entra nella sua fase di più acuta ilarità. Tutti fanno e dicono qualsiasi cosa. Tutti si arrampicano sugli specchi. Tutti minacciano o ricattano tutti. Non sanno come liberarsi del “condannato”. Persino Letta: ”Se si va al voto anticipato i cittadini dovranno pagare l’Imu”. Uno spasso feriale sotto il solleone agostano.

Berlusconi fa minacciare e poi nega. Bondi, (ma è ancora porta voce?) minaccia la guerra civile. Napolitano sta al gioco, così può ancora permettersi di rimproverare qualcuno. I capi bastoni del Pdl vanno con urgenza dall’amico e gran manovratore Napolitano. O la grazia (magari ingentilita e condita da “agibilità politica”), o trova qualche marchingegno, o la crisi, mentre Berlusconi giura che non farà cadere lui il governo. Parole sante. Teatrino efficace.

Il problema viene scaricato sul Pd, area menoL, come dicono i grillini. L’elemento centrale e mediatico non è la disoccupazione drammatica ma l’Imu. Già, il Pd. Il Pdl ha un capo riconosciuto colpevole, evasore a ripetizione, corrotto e condannato come un volgare criminale, e il rischio è che sia proprio il Pd, partito opposto ma amico, a spaccarsi o a dover trovare la soluzione per il “salvataggio”.

Roba mai vista in nessuna storia democratica di nessun paese. Il segretario Epifani ribadisce che le sentenze vanno rispettate (ma va!), Berlusconi “in galera”. Ma il governodelle amichevoli e nebbiose “larghe intese” deve continuare. Chiede a Berlusconi di farsi da parte. Grande ingenuità, gioco delle parti. Brunetta: “Epifani è un provocatore, vuole far saltare le larghe intese”. Invece controlla chi rimarrà con il cerino acceso in mano. Renzi mette le mani avanti su un eventuale crisi del governo Letta. Lui non c’entra nulla, teme di diventare il capro espiatorio.  Le mani nascondono il sasso: “Se non è capace, Letta si faccia da parte”. Ma in che partito milita! Vuole solo un congresso pilotato per lui e la sua cordata, ma se ne difende accusando gli altri di anti-democrazia.

Sembra il peggio, il vuoto nuovo e sorridente, che avanza. Tornare indietro a Bersani è ridicolo, soprattutto dopo la sua esplicitata “furbata” nei confronti del M5S. I ponti sono stati tagliati.

Berlusconi, vittima innocente, prova a far condannare il giudice Esposito al posto suo. Intanto lo mette in croce, con tutto il suo staff mediatico, ministri e Rai compresi e mai così evidente e delirante. Strano giudice, in genere molto silenziosi quelli della Corte, che accetta di fare da esca 15 minuti dopo il verdetto. Sembra il giorno della civetta di “Sciasciana” memoria.

Quagliariello, amico di Napolitano – che lo piazza dovunque – , grande, splendido e isolato “saggio” di destra, nel sentire il pericolo della crisi di governo, chiede di durare almeno ancora un po’, per permettergli di costruire una nuova costituzione personale e tutta sua (Napolitano consiglia soltanto) e di portare a termine, in altre parole, la “riforma” voluta dalla P2 di Gelli e benedetta dalle destre e dalle banche mondiali e affini. Ai primi di settembre. Allora minaccia: “Comunque non si potrà andare a votare prima della modifica della legge elettorale”. Mente.

Anche se il Senato “accelera” per un ritorno al non molto migliore Matterellum, nessuno oggi al governo, vuole la riforma elettorale con l’abolizione del premio di maggioranza, vera canna dell’ossigeno per sopravvivere, eliminare avversari politici o “governare” senza effettiva libertà dei parlamentari designati.

Anche se in un eventuale disegno di legge si possa manipolare (per il bene dell’Italia s’intende) tutta la controriforma costituzionale e rimanere in sella malgrado, o contro, il volere popolare. Anzi questo stesso Parlamento sembra illegale e fuorilegge. “”Non si può andare alle elezioni prima che si sappia se l’attuale Parlamento possa essere dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale”. E se lo è (senza che Napolitano se ne sia in questo frattempo accorto), decadranno tutte le leggi fatte? E da quando se anche i precedenti parlamenti sono nati sotto gli stessi auspici di “illegalità”? E’ incertezza o è la farsa?  Bisogna ridere? Ma no, la nostra fantasia nella “commedia dell’arte” è scritta nella storia. Tutto è possibile, soprattutto l’incertezza che aiuta i poteri forti a spadroneggiare.

Il fuorviante dibattito è “sull’Imu”. Intanto va avanti velocemente la vendita dei beni che tutti gli altri paesi liberisti dichiarano comuni, l’acqua, l’energia, la funzione pubblica, la salute, quel poco che ci è rimasto … E la controriforma costituzionale. Ci fosse un partito o un movimento che minacci, andando al governo, di riprendersi tutto.

Chissà cosa ne pensa quell’italiano su due che non va più a votare.

Un dubbio atroce si affaccia alla memoria. Non sarebbe meglio riportare al trono i Savoia invece di avere “al governo” e nelle istituzioni, per varie generazioni, figli, o tra poco figlie, nipoti ecc … di arrampicatori di poltrone per discendenza se non a vita?

Bella parola “governare”. In dialetto abruzzese acquista anche un altro senso: ”Giuvà, si guvernate le vacche?”.


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6 risposte a “Alcuni nodi si avvicinano al pettine: l’è tutto incostituzionale ?”

  1. Avatar valeria manini
    valeria manini

    ma ci sono altre proposte oltre il mattarellum Diciamo qualcosa di costruttivo, ogni tanto

  2. Avatar Anthony Ceresa Milano Italia
    Anthony Ceresa Milano Italia

    Il gioco delle parole che ci fregano a Pranzo, a Letta e a Epifania con tutta la loro Brodaglia.
    Bùgia Nen, un termine Piemontese divenuto comune, usato nella battaglia del 1747 contro la Francia, quando i soldati Piemontesi erano stati ordinati dal comando di non muoversi, per non destare sospetti e sorprendere il nemico con una imboscata.
    Difatti in quell’epoca con le imboscate che divennero una tradizione Italiana più psicologica che reale, il Piemonte conquistò la Francia, la Spagna, il Portogallo, occupando tutto l’atlantico dichiarandolo Oceano Nostrum, e qualche anno dopo nel 1860 conquistarono i Siculi, i Calabri, e i pizzaioli Campani, ma non riuscirono mai a unire gli Italiani.
    Garibaldi voleva mangiarsi anche il Vaticano ma il Re disse: Giuseppe fermati, sei diventato matto? Quelli senza armi ti distruggono con la scomunica, non scherziamo. Obbedisco Sire.
    In seguito il termine fu usato anche per definire i cialtroni, i buoni a niente.
    A distanza di tanti anni la definizione dei Bùgia Nen ritorna di voga per definire i Politici Nostrani, ossia: noi mangiamo ma voi non muovetevi, “Bugia Nen”, ve lo ordina la crisi, ve lo ordina l’Europa, lo ordina Re Giorgetto, noi non siamo responsabili di nulla, il debito pubblico non è affare nostro, ma tutto vostro che ci avete eletti, però continuate a pagare le tasse, le imposte, le multe, la nostra corruzione, e la sostituzione continua dei super Guru della Politica senza lamentarvi.
    Come Membri della Comunità Europea, dovremmo avere il diritto di usufruire dei regolamenti dell’Unione, incluso il ricorso al Tribunale Europeo in caso di ingiustizie subite dal Potere, perché qui non c’è più da fidarsi di nessuno. E di la che vento tira? Beh, Cani e porci sono la stessa cosa. Prosciutto di cane, un abbaiata di porco o una tassa in più sono insaccati made in Italy approvati dal marchio CE.
    Dopo il Capo Montone che a perso oltre un anno a seminare cassate, il sostituto Capo Letta, il Capo Verde, il Capo Nord, il Capo di Buona Speranza, e il Capo Indiano, in Democrazia sono tutti e tanti Capi e rilasciano quasi giornalmente allocuzioni Imperiali: Udite, Udite, Bùgia Nen, non muovetevi perché la ripresa è qui o là, noi Politici la sentiamo già, state tranquilli perché se non arriva nel 2014 prima o poi la becchiamo a costo di sacrificarci per altri 10 o vent’anni.
    La Fiat l’abbiamo già messa alla porta, ci stiamo premurando per eliminale l’IRI, l’ENEL, Finmeccanica, Poste, Ferrovie, Fincantieri, Telecom, Saipem, Terna, ecc. tutti indebitati in modo spaventoso, e poi finalmente potremo respirare meglio. Per il momento diminuite o meglio eliminate i pasti e andate in Chiesa a pregare per salvare la Kasta da eventuali perdite di privilegi.
    Il Cuoco Italiano Epifano si è convinto che l’EMU Australiano è più grande della gallina e per questo insiste, con l’IMU in Italia noi Sindalcolisti mangeremo meglio e di più.
    Il Berlusca non ci stà, mi avete fregato una volta, toglietevi dalla testa l’EMU altrimenti riapro il Bunga Bunga e la Signora Merkel, l’Abbronzato, il Putin, Hollande saranno felici di parteciparvi.
    Inviteremo anche lo Spanolo, l’Inglesolo, il Kazakistano, Assad, il Portogaso, e se trovo Hitlor e Mussolino, sono tutti ben venuti.
    Anthony Ceresa.

  3. Avatar antoniolovatini
    antoniolovatini

    Parlano di Costituzione e non sembrano conoscere gli art.41e 43 che impongono di difendere i beni comuni dalla rapacità del capitalismo.

  4. Avatar Ulrich Realist
    Ulrich Realist

    Caro D’Orazio,

    il suo articolo è ottimo perché la dice tutta sul punto chiave : come mai siamo cosi inconcludenti nelle istituzioni ?

    Vorrei fare cosa costruttiva, insieme a lei. Voglia contattarmi ; ho individuato la maggiore causa lontana delle nsostre incapacità sociali. Ecco il mio in. : ulrich33@orange.fr

    ME NE ANDAI AL NORD. OTTIMA IDEA……

    Inizio’ cosi, anno ’82, il mio espatrio in Francia. Avevo già viaggiato l’Europa per lavoro, e capito che, se volevo una qualità di vita “europea”, dovevo andarmene. Già nei primi anni in Francia fu chiaro che avevo fatto una buona scelta. Un po’ difficile adattarsi alla mentalità parigina, ma tutta la famiglia fece uno sforzo, anche per la lingua.

    Successivamente, in pochi anni, capimmo che quel che la Francia ci offriva (e l’Italia talora ci rifiutava) era : la certezza del diritto, ma anche dei servizi pubblici affidabili e spesso di gran qualità. E la certezza, da parte di chiunque, di comportamenti corretti.

    I contatti con l’Italia nel decennio successivo ? Un’impressione negativa : peggioramento, lento ma continuato, della società. Curioso di capire le cause delle differenze fra Italia ed Europa avanzata, notavo i fatti italiani negativi di maggior rilevanza. Nel ’90, avendo già capito parecchie cose (in base al “chi cerca trova” le cause, ma soprattutto paragonando l’Italia all’Europa, durante frequenti viaggi), informai Romiti (FIAT) del mio convincimento : l’economia italiana avrebbe corso in futuro un grosso rischio, ne chiarii i motivi. La sua risposta fu gentile e di apprezzamento, ma non volle ricevermi come proponevo. Risposte eguali (ringraziamento, niente di più) ebbi nel decennio successivo da varie persone, fra cui anche Tronchetti Prov., Ostellino ed Ottone.

    Impiegai circa cinque anni a capire perché VIPs dell’economia e giornalisti non avevano interesse nel progresso futuro dell’economia e nell’eliminazione dei numerosi ostacoli sociali. La motivazione, che individuai (anche in base a molteplici segni negativi di vario genere) :

    – la società italiana non è stata mai unita, come sono i 10 Paesi avanzati d’Europa. Essa è solo un coacervo di congreghe, cordate, camarille e clans diversi. Molti, troppi cittadini curano e conoscono solo i rapporti con il capo del proprio clan. E infatti non esiste nessun sentimento né interesse né di coesione nazionale, il che porta ad una frequenza, nell’intera società, di conflitti, manovre nascoste, tattiche contro, alleanze concordate e e poi negate….Ecco quindi la finzione enorme : in ogni contesto sociale, incluso il parlamento, si finge un’ interesse per il Paese, ma in realtà ci si occupa dei fatti propri. E i Valori positivi, gli obiettivi di Nazione ? Non esistono che formalmente, se pure ci sono……Conclusione : sia la vita sociale che le discussioni parlamentari sono imbottite di conflitti, sospetti, false manovre o concordanze, tiri mancini dall’ombra. L’immobilismo del Paese, conosciuto in Europa, è figlio di tale scenario.

    E cosi nacque e si sviluppo, nei decenni, la doppiezza italiota, con la conseguente fabbrica di sprechi di risorse…Un esempio : molti Italiani credono che i politici si occupino seriamente del Paese. In realtà essi si occupano specialmente, per l’assenza dei Valori e di tessuto sociale coeso, dei fatti proprii….

    Barzini mostro’ nel ’65 con il suo libro “Gli Italiani” quali siano i “vizietti di nascita italiani”. Si tratta di vizi sociali rovinosi, che è urgente conoscere per poter attuare contromisure adeguate…! Vizietti che, tutti insieme, creano la fabbrica degli sprechi…..
    La vecchia abitudine “Sopporta torti ed abusi dai politici” è notevolmente deleteria. E se aprissimo gli occhi ?

    Lo scenario sociale reale ormai degradato, a seguito della sparizione dei bastoni e delle carote, gettati a mare dalla corruzione imperante e dai comportamenti asociali, è descritto nel testo alleg.“Caporetto annunciata”.

    In questa situazione le opzioni di scelta, per il sistema Italia, sono due:

    a) non si fa niente. L’Italia sarà presto Terzo Mondo (povertà, violenze, diminuita occupazione, delitto impunito molto elevato). La fiducia, già sparita, non tornerà.
    b) testimoniano espatriati, dalle idee ed esperienze adeguate, davanti alle categorie che vorrebbero competitività e occupazione. Ci sarà una speranza se si inizia un’opera pedagogica, urgente e necessaria, sul come si gestisce una società. Una rifondazione del Paese è urgente ! Per ora qualche osservatore parla di assemblea costituente. Ma è un’illuzione pensare che i politici sappiano e vogliano cambiare il Paese in meglio. Sono loro che lo han portato cosi in basso ! Segue allora la necessità di un risveglio civico, unito ad una capacità di costruire il sociale (che per adesso non esiste).

    Una fatua illusione: Monti, ottimo professionista dell’economia e della finanza, ha promesso agli Italiani la CRESCITA, l’OCCUPAZIONE. Ma anche lui, vittima della deformazione della realtà sociale (la sindrome scoperta da Barzini) non ha idea di quali siano gli strumenti sociali necessari a gestire una società avanzata, strumenti che mancano in parte in Italia…

    Avevo, anni fa, iniziato a sperare che gli Italiani un giorno imparassero il realismo sociale. Dopo anni ho capito che la mia era una fatua illusione, troppa ignoranza è diffusa….. E l’ignoranza diffusa sa fare una sola cosa : mutare un Paese, ancora industriale ma in affanno e col destino segnato, nel primo Paese latino-europeo…., ben fissandolo sulla sua doppiezza sociale.

    Ulrico Reali
    (analista dei vizietti italioti)
    disponibile per testimoniare sul problema sociale …

  5. Avatar Ulrich Realist
    Ulrich Realist

    Un cugino mi chiede di descrivergli in immagine la realtà italiana. Gli propongo :
    – la società ital. è un bottiglione con bocca tanto grande che ci butti dentro l’acqua senza imbuto ;
    – l’acqua che ci butti dentro è il progresso e le energie del Paese, che continuano a esser coinvolti nelle varie attività.
    – fai attenzione, ti accorgi che tanta ce ne butti, di acqua, e tanto il livello rimane semptre li !
    Chiamano i maestri vetrai di Murano per un consulto. Guardano, toccano, verificano, col lanternino. E poi trovano che, in fondo alla bottiglia, c’è una miriade di bucherelli che spillano, spillano…, da dove l’acqua scappa fuori…..
    E’ sempre scappata …., e ancor scapperà finché gli Italiani non aprono gli occhi !

    “Bischeri gli Italiani” (una voce vien dalle nuvole grige ; sarà Dante o Boccaccio ?),”che voglian trasportar l’acqua sanza tappar i buhchi !”

    DALL’ EUROPA LA SCOPERTA DELLA REALTA’ SOCIALE

    Inizio’ cosi, anno ’82, il mio espatrio in Francia. Avevo già viaggiato l’Europa per lavoro, e capito che, se volevo una qualità di vita “europea”, dovevo andarmene. Già nei primi anni in Francia fu chiaro che avevo fatto una buona scelta. Un po’ difficile adattarsi alla mentalità parigina, ma tutta la famiglia fece uno sforzo, anche per la lingua.

    Successivamente, in pochi anni, capimmo che quel che la Francia ci offriva (e l’Italia talora ci rifiutava) era : la certezza del diritto, ma anche dei servizi pubblici affidabili, spesso di buona qualità. E la certezza, da parte di chiunque, di comportamenti corretti, soprattutto per l’esistenza di valori positivi, i cani pastori della vita sociale.

    I contatti con l’Italia nel decennio successivo ? Un’impressione negativa : peggioramento, lento ma continuato, della società. Curioso di capire le cause delle differenze fra Italia ed Europa avanzata, notavo i fatti italiani negativi di maggior rilevanza. Nel ’90, avendo già capito parecchie cose (chi cerca trova), ma soprattutto paragonando l’Italia all’Europa, durante frequenti viaggi), informai Romiti (FIAT) del mio convincimento : l’economia italiana avrebbe corso in futuro un grosso rischio, glie ne chiarii i motivi. La sua risposta fu gentile e di apprezzamento, ma non volle ricevermi come proponevo. Risposte eguali (ringraziamento, niente di più) ebbi nel decennio successivo da varie persone, fra cui anche Tronchetti Prov., Ostellino ed Ottone.

    Ecco cosa ha trovato, in termini di cause delle difficoltà sociali. La storia non dimentica, gli Italiani si.
    – Il primo a lamentarsi dei “tornacontismi” italiani fu Dante : “”Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!” (Purgatorio).
    – nei secoli successivi Guicciardini mise bene in mostra i vizi di nascita italiani : incapacità di vita sociale per la prevalenza del “tornacontismo” e del furbismo, una costellazione di litigi frequenti fra i diversi principi. Con il conseguente rosario di speranze perdute, fallimenti/delusioni sociali ripetute.
    – Nitti, premier molti anni fa, fu intervistato. Alla domanda, se si poteva sperare che un giorno il Paese avrebbe avuto solo buongoverno, ecco cosa disse a Luigi Barzini :”Gli Italiani sono stati ubriacati di bugie dai politici, per 150 anni”. Non dimentichiamo poi che Prezzolini lo scorso secolo chiamo’ gli Italiani “pecore anarchiche”.
    – De Gasperi, dopo essere stato nel parlamento austriaco, divenne deputato nel parlamento italiano. Nelle prime settimane, alla moglie che gli chiese come andavano le discussioni parlamentari. De Gasperi rispose : “Il parlamento italiano sembra un circo…. !”.

    Cosa scrisse Pasolini in “Scritti corsari”, anno ’75 :
    “Noi siamo un paese senza memoria. Il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell’oblio dell’etere televisivo, ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo per le sue contorsioni, per le sue conversioni. Ma l’Italia è un paese circolare, gattopardesco, in cui tutto cambia per restare com’è. In cui tutto scorre per non passare davvero. Se l’Italia avesse cura della sua storia, della sua memoria, si accorgerebbe che i regimi non nascono dal nulla, sono il portato di veleni antichi, di metastasi invincibili, imparerebbe che questo Paese è speciale nel vivere alla grande, ma con le pezze al culo, che i suoi vizi sono ciclici, si ripetono incarnati da uomini diversi con lo stesso cinismo, la medesima indifferenza per l’etica, con l’identica allergia alla coerenza, a una tensione morale.”

    Le due opzioni possibili per lo Stivale :

    – si puo’ non decidere né fare niente, lasciarlo scivolare giù, verso il burrone sottosviluppo ; tutti contenti ? No, solo cittadini socialmente sonnolenti !
    – oppure si puo’ fare il necessario ; individuare la strada sicura per tirarlo su, occupandosi del Problema Sociale e risolvendolo……

    Nel primo caso, fra qualche anno, saranno i vari clans criminali che potrebbero governare buona parte del Paese.

    Nel secondo caso, è necessario consultare testimoni affidabili. Chi allora ? Esperti europei non schierati e non residenti in Italia, i quali saranno capaci di valutazione sociale lucida, poiché affrancati dalla mistificazione della realtà. I politici ? Meglio non consultarli, ma osservare al monocolo tutto quel che han fatto.

    Una conclusione, dalla parte dell’Europa che sa gestirsi : O la società italiana si imbarca in una “Operazione Verità” (scoprire la vera realtà sociale, il Problema Sociale, a confronto con il resto dell’Europa), fatta con testimonianze di espatriati qualificati, e seguita dall’apprendimento della gestione corretta (sia politica che sociale), fatta in Europa (quella senza chiacchiere ma con risultati) ; oppure si salvi chi puo’ ! ! Senza alcuna Operazione Verità (incluse le ragioni per cui la corruzione si è espansa incontrastata a tutto il Paese), lo stato in disfacimento (che non ha spina dorsale ed è infiltrato) non puo’ esser protetto dalle iniziative di consorterie criminali, che cercano potere……. Per ora già si vede che nel Paese, che crede di essere moderno (!), la certezza del diritto non esiste….Quanto alla confusione sociale, politica, economica, istituzionale, si vede ora bene che essa esiste…

    U. Realist
    ulrich33@orange.fr

    Caro D’Orazio,

    è imporatnte che mi contatta. Ulrico Reali

    ulrich33@orange.fr

  6. Avatar Tonino
    Tonino

    Valeria, Valeria, vedo che mi leggi spesso. Certamente vi sono proposte serie, ci mancherebbe. Ma circolano solo in ambienti ristretti, forse culturalmente più evoluti, ma non nella maggioranza parlamentare. Ritienimi solo panflettista in alcune occasioni e anche autoironico. Chiedo venia. Grazie. Ciao.

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