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G20 Lavoro e Finanze a Mosca: secondo i sindacati L20 qualche passo avanti nel linguaggio, ma servono radicali cambi nelle politiche attuate

l-20di Leopoldo Tartaglia
L’incontro dei sindacati internazionali e dei paesi del G20 (L20) del 17-19 luglio scorsi a Mosca, si è svolto nel contesto di una ulteriore revisione al ribasso delle possibilità di crescita globale e delle previsioni per l’occupazione, come evidenziato da ultimo dalle prospettive sull’impiego pubblicate congiuntamente da Oil e Ocse alla vigilia del vertice dei ministri del G20.

I sindacati di L20 prendono atto del messaggio più ampio del Comunicato congiunto dei Ministri del Lavoro e delle Finanze del G20 (per la prima volta riuniti insieme a Mosca) e della Dichiarazione dei Ministri del Lavoro del G20, che si riferiscono anche al sostegno della domanda aggregata, ad investimenti nei posti di lavoro e nelle politiche sociali, alla protezione sociale, ai salari minimi e alla contrattazione collettiva “per rafforzare i legami tra produttività, salari e occupazione” (punto 8.5 del Comunicato congiunto).

Comunque, il cambiamento di linguaggio ha bisogno di essere seguito da forti impegni e azioni politiche, incluso un complessivo Piano per l’Occupazione del G20, da parte dei Capi di Stato e di Governo nel vertice programmato a San Pietroburgo per il 5-6 settembre prossimi.

I leader del G20 devono utilizzare questa opportunità per ridare fiducia e speranza alle famiglie dei lavoratori che sono state pesantemente colpite dalla crisi economica globale e continuano a soffrire per le politiche che ancora vengono perseguite dai governi.

Al momento, i messaggi più avanzati dei documenti di Mosca sono in stridente contraddizione con le politiche di austerità e i continui richiami alla deregolazione del mercato del lavoro, promosse in particolare dalla Troika nell’Unione Europea.

La delegazione L20 alla consultazione delle parti sociali con i Ministri del Lavoro ha sollevato queste preoccupazioni ed ha presentato proposte chiave per un’uscita socialmente sostenibile dalla crisi.

B20 (gli imprenditori dei paesi G20) e L20 hanno anche diffuso un Documento comune ed una Lettera congiunta ai Ministri, che spingono i governi a incrementare l’apprendistato di qualità.

 

La riunione L20

La riunione L20 ha consentito ai dirigenti sindacali di incontrare il Vice Ministro del Lavoro della Federazione Russa, gli sherpa russi del G20 e i vertici dell’OIL e dell’Ocse.

L’urgente necessità di azioni contro la disoccupazione e la diseguaglianza crescenti è stata confermata dal Direttore Generale dell’OIL, Guy Ryder, che ha dichiarato che l’informalità, la sottooccupazione e il precariato rimangono le maggiori preoccupazioni globali. Questa ianccettabile situazione sociale rischia di deteriorarsi ulteriormente, con la crescita che si affievolisce nei cosiddetti paesi BRICS e l’economia in stagnazione o in recessione nella maggior parte dei paesi industrializzati. Ne risulta una chiara assenza di fiducia dell’opinione pubblica nell’economia e nella politica.

Un sondaggio globale, condotto, per conto della Confederazione Internazionale dei Sindacati (ITUC-CSI) in 13 dei 20 paesi del G20, mostra come l’80% degli elettori pensi che i governi hanno fallito nel contrastare la disoccupazione. Allo stesso tempo, l’indagine rileva un forte sostegno alle posizioni di L20 sulle politiche attive per il lavoro, la protezione sociale, un’equa e progressiva tassazione, così come sulla contrattazione collettiva e il dialogo sociale.

Prima che le economie raggiungano il punto di non ritorno, i governi del G20 devono intervenire e assicurare una crescita verde, inclusiva, equa e sostenibile, abbandonando le politiche di austerità verso politiche che rafforzino la domanda.

A maggior ragione i sindacati L20 fanno appello per un Piano del Lavoro del G20 che aumenti gli investimenti e dia priorità a misure che allarghino il potere d’acquisto delle famiglie a basso reddito. Per uscire dalla crisi dell’occupazione, il G20 – in specifico la Task Force sull’Occupazuione in collaborazione con L20, le istituzioni internazionali e il percorso dei Ministri finanziari – deve monitorare l’applicazione degli impegni presi e diffondere le buone pratiche.

 

Risultati delle riunioni dei Ministri del Lavoro e delle Finanze

I sindacati internazionali accolgono la Dichiarazione dei Ministri del Lavoro (vedi allegato) e il Comunicato congiunto dei Ministri del Lavoro e delle Finanze del G20 (vedi allegato), ma avvertono che disoccupazione e diseguaglianze hanno raggiunto un livello critico e richiedono un urgente Piano d’Azione per guidare gli investimenti e creare posti di lavoro.

L’ammissione dei Ministri che l’attuale tasso di crescita è insufficiente “per accrescere l’occupazione e ridurre la discoccupazione” e che sono cruciali questioni quali “sottooccupazione, lavoro informale e bassa produttività” (punto 2 della dichiarazione congiunta) può essere considerata un primo avanzamento.

Il paragrafo 8.5 del Comunicato congiunto, in particolare, segna un cambiamento di linguaggio degno di nota, richiamando a “politiche del mercato del lavoro e di investimenti sociali che sostengano la domanda aggregata e riducano le diseguaglianze” con protezione sociale, e sistemi di salario minimo e contrattazione colettiva nazionale come fonti di crescita.

Già, ma fino ad ora le politiche strutturali di molti paesi del G20 sono in aperta contraddizione con queste affermazioni!

Laddove la Dichiarazione dei Ministri del Lavoro sostiene la domanda aggregata, i Ministri delle Finanze sembrano essere lontani dal riconoscere la necessità di una ripresa centrata sulla gente. Allo stesso tempo, il fatto che i ministri si impegnino ad “acquisire una più alta produttività e a migliorare le condizioni di vita”, inclusi i posti di lavoro dignitosi e i salari, può essere un positivo allontanamento dalle passate politiche di deregolazione.

Lo stesso si può dire per l’attenzione ai giovani, al lavoro informale e alla sottooccupazione così come per il riferimento a “investimento in lavori di qualità con pieno rispetto dei Principi e Diritti Fondamentali del Lavoro”.

Mentre apprezziamo questo linguaggio, ribadiamo che è essenziale che si traduca in cambi radicali nelle politiche sul campo, che sono profondamente differenti da quanto è scritto nel documento.

I sindacati L20 hanno costantemente dichiarato il loro sostegno al rnnovo del mandato alla Task Force sull’Occupazione e considerano, quindi, la sua continuazione e il lavoro di monitoraggio in collaborazione con le parti sociali una decisione chiave (paragrafo 20 della Dichiarazione dei Ministri del Lavoro).

Però, non c’è una proposta di collaborazione tra la Task Force e il percorso dei Ministri delle Finanze, né un chiaro impegno al rafforzamento di politiche coordinate anche con una seconda riunione congiunta Lavoro-Finanze sotto la prossima presidenza australiana.


Erosione della base fiscale e spostamento dei profitti (BEPS)

Alla riunione dei Ministri delle Finanze e dei Governatori delle Banche centrali del G20, l’Ocse ha presentato il lungamente atteso Piano d’Azione per limitare l’erosione della base fiscale e lo spostamento dei profitti (BEPS) da parte delle imprese multinazionali, piano che dovrebbe essere approvato dai capi di Stato e di Governo nel vertice di settembre a San Pietroburgo.

Il Piano d’Azione Ocse ha l’ambizione di limitare efficacemente l’aggressiva pianificazione fiscale delle imprese.

Comunque, ha bisogno di essere applicato con fermezza.

Consiste di 15 misure per rafforzare le regole sulla tassazione dei redditi d’impresa e prevenire l’aggressiva politica delle imprese di evitare il loro pagamento attraverso la manipolazione del trasferimento dei prezzi all’interno delle sussidiarie del gruppo e l’uso di vuote compagnie scudo in giurisdizioni a bassa tassazione.

Il Piano d’Azione affronta principalmente le sfide fiscali del sistema di produzione e servizi globalizzato, dell’economia digitale e del peso crescente dell’economia immateriale nella creazione dei profitti d’impresa.

 

La Consultazione delle parti sociali e la sessione congiunta B20-L20

Durante la consultazione dei Ministri del lavoro del G20 con le parti sociali, i rappresentanti L20 – tra cui il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso – hanno insistito sulla necessità di misure concrete e immediate per rosvesciare la crescita della disoccupazione e delle diseguaglianze e la caduta della crescita.

Hanno anche sottolineato l’importanza dell’accesso al credito per le piccole e medie imprese (PMI), della protezione sociale di base a livello globale, degli investimenti pubblici di lungo termine e della riduzione dell’economia informale.

La riunione L20 ha anche ospitato una sessione consultiva con il B20 su possibili punti di discussione-collaborazione per il futuro.

E’ stata presentata alla stampa una dichiarazione comune sull’apprendistato di qualità (vedi allegato), che include principi guida comuni, validi a livello nazionale e aziendale, compresa la fine delle partiche abusive di apprendisti sotto pagati o non pagati per niente.


Prossimi sviluppi

I Ministri e i Leader del G20 devono tradurre i contenuti di entrambe le dichirazioni di Mosca in effettive politiche sul campo.

Per il momento, le nostre società stanno ancora affrontando “riforme strutturali”, politiche di austerità e mercati del lavoro sempre più precari.

Questo deve essere rovesciato alla luce della realtà della situazione economica, di fronte all’evidenza dei fatti e in base alle stesse dichiarazioni dei Ministri a Mosca.

Le azioni non possono attendere ancora, di fronte a 200 milioni di discoccupati nel mondo e la prospettiva di un ulteriore peggioramento dei tassi di crescita.

I Ministri del Lavoro e la Task Force devono monitorare la reale applicazione dei loro impegni, individuare le migliori pratiche e promuovere politiche per il rafforzamento dell’occupazione giovanile e delle competenze, in modo da assicurare il lavoro alle future generazioni.

La Task Force deve collaborare strettamente con i Minsitri delle Finazne per trovare le strade che facciano crescere la domanda aggregata.

Il vertice dei capi di Stato e di Governo di settembre deve deliberare un complessivo Piano d’Azione per gli investimenti e la creazione di posti di lavoro per andare verso una forte crescita dell’occupazione, salari equi e protezione sociale che trainino una crescita sostenibile.

I sindacati L20 si aspettano di essere convocati ad un incontro dai Leader del G20.

Sotto la presidenza australiana, i sindacati si aspettano una ulteriore formalizzazione di L20, compresa la regolare partecipazione alle riunioni degli sherpa e uno stato consultivo con la Task Force nelle sue riunioni e nel suo lavoro di monitoraggio.

Date le pressanti sfide globali che abbiamo di fronte i sindacati L20 si aspettano di vedere un immediato cambiamento delle politiche da parte di tutti i governi del G20.


Documenti:
 DichiarazioneMinLavoro-Mosca0713.pdf
 ComunicatoLavFinaMosca0713it.pdf
 Documento_B20_L20_Apprendistato_062013.pdf

 

——————

G20 Finanze: l’Ocse presenta il piano per evitare la “doppia non-tassazione” delle Multinazionali

Nel corso dell’incontro dei Ministri delle Finanze e dei Governatori delle Banche Centrali dei paesi del G20, il 19 e 20 luglio scorsi a Mosca, il Segretario Generale dell’Ocse, Angel Gurria, ha presentato il Piano d’Azione sull’erosione della base fiscale e lo spostamento dei profitti (BEPS, nell’acronimo inglese), che il G20 aveva commissionato all’organizzazione dei paesi più sviluppati nelle conclusioni del vertice dello scorso anno a Los Cabos (Messico).

In un comunicato dell’Ocse vengono sintetizzati i contenuti del Piano e le considerazioni dello stesso Gurria, mentre il Comunicato finale dell’incontro dei Ministri e Governatori riprende il tema ai punti 18 e 19, affermando, tra l’altro, che “Assicurare che tutti i contribuenti paghino la loro giusta quota di tasse è un’alta priorità nel contesto della sostenibilità fiscale, per promuovere la crescita, e i bisogni dei paesi in via di sviluppo per costruire la capacità di finanziare lo sviluppo”.

Secondo il Piano d’Azione, i sistemi di tassazione nazionale non hanno tenuto il passo con la globalizzazione delle imprese e l’economia digitale, lasciando dei vuoti legislativi che possono essere sfruttati dalle multinazionali per ridurre artificialmente le tasse pagate.

Il Piano – sempre secondo l’Ocse – offrirebbe un percorso globale per consentire ai governi di raccogliere le entrate fiscali necessarie per rispondere ai bisogni dei propri cittadini, dando allo stesso tempo alle imprese le certezze loro necessarie per gli investimenti e la crescita.

Il Piano d’Azione, come detto “commissionato” all’Ocse dal G20, identifica 15 specifiche azioni che daranno ai governi gli strumenti interni e internazionali per prevenire la possibilità delle imprese di pagare poche o addirittura nessuna tassa sui loro profitti.

“Questo piano d’azione, che sarà implementato nei prossimi due anni, segna un punto di svolta nella storia della tassazione internazionale delle imprese. Consentirà agli stati di disegnare delle regole coordinate, esaustive e trasparenti per prevenire l’erosione della base fiscale e lo spostamento dei profitti”, ha detto Gurria, presentando il Piano a Ministri e Governatori. “Le regole internazionali sulla tassazione – in buona parte datate agli anni’20 del ‘900 – assicurano che le imprese non paghino le tasse in due paesi, la cosiddetta doppia tassazione. Questo è lodevole, ma sfortunatamente queste regole sono ora abusate e consentono una doppia non-tassazione. Il Piano d’Azione – ha concluso Gurria – mira a rimediare a questo fenomeno, in modo che anche le multinazionali paghino la loro giusta quota di tasse”.

Il Piano d’Azione riconosce l’importanza di affrontare l’economia digitale, che offre un mondo senza confini a prodotti e servizi che troppo spesso non cadono sotto il regime fiscale di nessun preciso paese, lasciando dei buchi che consentono ai profitti di rimanere non tassati.

Il Piano svilupperà un nuovo insieme di regole per prevenire la doppia non-tassazione.

Una più stretta cooperazione internazionale chiuderà i vuoti che, sulla carta, consentono ai guadagni di “sparire” di fronte al sistema fiscale usando deduzioni multiple per le stesse spese e la “scelta tra i trattamenti” migliori, offerti alle singole legislazioni nazionali.

Regole più forti sulle aziende estere controllate consentirebbero agli stati di tassare profitti nascosti nelle sussidiarie oltreconfine.

Le regole fiscali interne ed internazionali devono riguardare sia i ricavi che le attività economiche che li generano. Gli attuali trattati fiscali e le normative sul trasferimento dei prezzi facilitano, in alcuni casi, la separazione tra i profitti tassabili e le attività di creazione del valore aggunto che li hanno generati.

Il Piano d’Azione ricostruirà gli effetti attesi da queste regole allineando la tassazione alla sostanza materiale, assicurando che i profitti tassabili non possano essere artatamente spostati, attraverso il tasferimento degli “intangibili” (ad esempio i brevetti o il copyrigth), del rischio o del capitale, dai paesi dove il valore è stato effettivamente creato.

Sono necessarie una maggiore trasparenza e un migliramento nella raccolta dei dati per valutare, e fermare, la crescente disconnessione tra il luogo dovo sono creati gli asset finanziari e si effettuano gli investimenti e quello dove le multinazionali riportano i loro profitti a fini fiscali.

Richiedendo ai contribuenti di relazionare sulla loro pianificazione fiscale e di documentare le proprie regole di trasferimento dei prezzi, suddividendo le informazioni su base di ogni singolo paese, i governi potranno identificare le aree di rischio di elusione e focalizzare le loro strategie di controllo.

Rendendo più efficace il meccanismo delle dispute le stesse imprese avranno una più ampia certezza e prevedibilità del carico fiscale.

Le azioni individuate nel piano saranno attuate nei prossimi 18 – 24 mesi, nell’ambito del progetto BEPS, congiuntamente gestito dall’Ocse e dal G20, che coinvolgerà, quindi, allo stesso modo i paesi aderenti all’Ocse, come quelli che fanno parte del G20.

Per assicuare che le azioni siano prontamente attuate, sarà anche definito uno strumento multilaterale per i paesi interessati a correggere la loro attuale rete di trattati fiscali bilaterali.

Il testo (inglese) del Piano d’Azione BEPS è reperibile all’indirizzo:

http://www.oecd.org/ctp/beps.htm

Il testo (inglese) del Comunicato dell’incontro dei Ministri delle Finanze e Governatori delle Banche Centrali del G20 è reperibile all’indirizzo:

http://en.g20russia.ru/load/781659263

Discussione

Un pensiero su “G20 Lavoro e Finanze a Mosca: secondo i sindacati L20 qualche passo avanti nel linguaggio, ma servono radicali cambi nelle politiche attuate

  1. quale sarebbe la politi equa e sostenibile? Quella della manipolazione strutturalle?

    "Mi piace"

    Pubblicato da valeria manini | 25/07/2013, 05:47

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