Che esistessero gli Stati Canaglia (cioè proprio quelli che redigono le liste degli stati canaglia), era noto da tempo. Si tratta degli Stati al servizio delle maggiori multinazionali, grandi banche e fondi di investimento, cioè di quell’ameba globale che si chiama “mercato”. Da oggi abbiamo la conferma di quanto supposto da molti decenni, cioè che esistono anche gli Stati di … merda, cioè quegli Stati che pur in possesso di proprio inno nazionale, propria bandiera ed annessi eroi, ambiscono, godono e perseverano nel ruolo di colonie accondiscendenti al più potente, al potere imperiale a stelle e striscette in declino.
Oggi, mercoledì 3 giugno, veniamo a sapere che alcuni di questi Stati della seconda categoria, hanno vietato il sorvolo del proprio (si fa per dire) territorio, al presidente di uno stato sovrano, la Bolivia, in barba alla convenzione di Ginevra e a tutte le altre belle clausole del diritto internazionale che costituiscono la base della comunità delle nazioni, perché sotto la pressione del Premio Nobel per la Pace, doveva essere verificato se a bordo dell’aereo del primo presidente aborigeno andino da 500 anni a questa parte – il “pericoloso” Evo Morales – vi fosse colui che ha messo in mutande l’amministrazione del primo presidente nero dell’impero: il giovane ex agente della CIA, Snowden, colpevole, per dirla alla Borges, di aver confermato che la letteratura universale (e nella fattispecie quella di Orwell) non è un complesso di congetture e di invenzioni, ma il percorso attraverso cui si snoda la storia umana.
Nel frattempo, Napolitano 2, si aspetta “chiarimenti soddisfacenti”, cioè non per forza ineccepibili, ma “soddisfacenti”. Hollande, dall’alto della sua grandeur socialista, chiede di interrompere per due settimane il confronto sul trattato di libero scambio USA-UE, dopodiché potremo tranquillamente continuare.
Entrambi i territori vietano dunque il sorvolo, con l’aggiunta dell’esile Portogallo (la cui popolazione è in fuga verso l’Africa e l’America Latina alla ricerca di lavoro), che invece si accontenta di vietare lo scalo tecnico e il rifornimento a Morales per fare rientro in Bolivia.
Vi sono molte ragioni per annusare che siamo vicini a qualche deflagrazione. Anche perché nella vicenda non appare coinvolta la grande Germania, legata ombelicalmente alla Russia di Putin e alle sue risorse, e all’immenso mercato cinese. Gran parte dell’America Latina, ex cortile di casa, dal canto suo, rispetta le convenzioni internazionali, sulla base di quanto insegnato dagli antichi colonizzatori europei che adesso, si sentono più a loro agio nella qualità di colonie, cioè di … Stati di merda.
Non parliamo del silenzio delle pseudo-aggregazioni politiche di casa nostra, alle prese con Ruby, Santanchè, rimborsi a piè di lista, espulsioni, primarie, congressi e così via…
Nei territori colonizzati, si parla di cose vicine alla gente.
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Servizi e contributi vari:
NATO chiude spazio aereo europeo a Evo Morales
EVO MORALES VITTIMA della GUERRA FREDDA del SUB-IMPERIALISMO EUROPEO
Latinoamericani scandalizzati dalla complicitá tra Europa e USA, tra spiati e chi li spia
La Francia, Portogolallo e Italiahanno proibito il transito nei rispettivi spazi aerei al velivolo del Presidente boliviano Evo Morales, nonostante avessero giá concesso l’autorizzazione al piano di volo preventivamente presentato. L’areo presidenziale boliviano proveniente da Mosca, dove si era svolto un vertice dei maggiori Paesi esportatori di gas, é stato costretto a un atterraggio d’emergenza in Austria.
vea Bolivia denuncia ‘secuestro’ de su Presidente y violación de Convención de Viena AQUI
Il vicepresidente Linares ha denunciato che Evo Morales “..rimane sequestrato in Europa, vittima del decadente sub-imperialismo europeo”
Si tratta di un deliberato gesto ostile, provocatorio e ingiustificato contro la massima autoritá di un Paese pacifico e amico, senza una apparente giustificazione. I tre Paesi europei, membri della NATO, hanno ignorato l’autorizzazione da loro stessi concessa al transito del Presidente Evo Morales, che fa a pezzi le leggi internazionali che regolano il trasporto civile aereo civile e i viaggi istituzionali e diplomatici.
Che cosa ha indotto Lisbona, Parigi e Roma a un passo di tale gravitá, che richiama alla memoria gli anni piú bui della guerra fredda, non é dato sapere. In mancanza di informazioni ufficiali, sono possibili e lecite le supposizioni, e queste portano a credere che apparentemente nella comitiva che acompagnava Evo Morales, ci fosse un nuovo passeggero. Salito a bordo nell’areoporto di Mosca e che rispondesse addirittura al nome di E. Snowden.
Pretesto suggestivo, peró privo di ogni credibilitá. La sorprendente decisione unisona dei tre governi, sopravviene dopo una settimana di critiche aspre alla Casa Bianca, in cui questa si era scagliata come un pugile dapprima contro la Cina, poi la Russia, infine l’Ecuador e Venezuela disponibili a dare asilo all’ex agente segreto Snowden. La mossa-risposta di chiudere gli spazi aerei non fará che amplificare lo scandalo, rendendo lo scandalo piú scandaloso. L’arroganza ha ormai fatto di una spinosa vicenda di spionaggio una crisi polidimensionale -non solo diplomatica- tra USA, Europa e America latina.
E’ guerra fredda tra gli USA-NATO e blocco sudamericano. Pretendere di violare l’immunitá diplomatica e l’extraterritorialitá di un aereo ufficiale é un velleitario atto di ostilitá, a cui la Bolivia non si piegherá. E si abbina al rinvenimento di un microfono-spia nella sede dell’ambasciata dell’Ecuador di Londra.
| Bolivia denuncia ‘secuestro’ de su Presidente y violación de Convención de Viena (Amplía) |
| La Paz, 2 jul (ABI).- Bolivia denunció el ‘secuestro’ de su presidente Evo Morales, impedido de despegar del aeropuerto de Viena, Austria, donde aterrizó a media tarde del martes de emergencia, luego que Francia y Portugal primero y luego Italia y España negaran después de autorizarlo la utilización de su espacio aéreo y aeropuertos, lo que llevó al vicepresidente Alvaro García Linera a denunciar, en La Paz, la violación de la Convención de Viena y a pedir expresiones de repudio internacional.’Desde las 4 de la tarde hasta esta hora, son las 10h35, el presidente Evo sigue estacionado en el aeropuerto de Viena. Queremos decir a los bolivianos, queremos decir al mundo que el presidente Evo Morales, nuestro presidente, el presidente de los bolivianos, hoy por hoy está secuestrado en Europa; queremos decirle a los pueblos del mundo que el presidente Evo Morales ha sido secuestrado por el imperialismo y está retenido en Europa’, denunció García Linera durante una emisión de prensa extraordinaria en el patio principal del Palacio Quemado en La Paz.
Acompañado del gabinete ministerial en pleno, en su calidad de gobernante boliviano en funciones, García Linera denunció, asimismo, la violación flagrante de la Convención de Viena en lo que concierne a los vuelos oficiales y la utilización de espacios aéreos y aeropuertos, previamente consentida. El Vicepresidente deploró la política de París y Lisboa, lo mismo que tácitamente de Roma y Madrid de impedir, en el primer caso, después de autorizarlo, que el avión de Morales opere espacio aéreo y se reabastezca en aeródromo galo, lo que conllevó un riesgo para la vida de Morales, que tras 3 horas y media en el aire, desde que partió de Moscú, donde había asistido a una cumbre de países exportadores de gas, debió buscar, de emergencia, la franja del aeropuerto de Viena para posarse. ‘En violación absoluta de la Convención de Viena que establece que los vuelos de los presidentes del mundo no pueden ser obstruidos y tienen inmunidad, un par de gobiernos europeos prohibió que pueda pasar por espacio aéreo el avión del presidente Evo’, denunció García Linera ante medio centenar de periodistas nacionales y extranjeros. Hacia las 23h18 locales, Morales seguía varado en Viena, a la espera de poder configurar un nuevo plan que le permita levantar vuelo a La Paz. da: Selvasorg |
The Stampa: Spiati dagli USA? E’ un onore!
Che i servi si arrampichino sugli specchi, cerchino di giustificare l’inaudito o minimizzare le malefatte dei loro padrono, è cosa compresnsibile. Inutile, però, di fronte alla bagatella di mezzo miliardo di comunicazioni giornaliere ai danni di privati cittadini, urbi et orbi. E’ un’ impresa impossibile la difesa d’ufficio degli Stati Uniti, ma Gianni Riotta ci prova, e il quotidiano nordamericano The Stampa, non si tira indietro. Anzi, si mette in prima linea.
“Spiarsi tra amici non è carino” che birichini. Poi, subito dopo, “ma come sanno diplomatici, politici e professionisti degli affari internazionali, l’intelligence prova a controllare
«tutto» il traffico di informazioni, nemico e amico”. Riotta traduce in italiano l’imperiale e cafonesco commento di Kerry della vicenda “non è una pratica inusuale”. E’ la prassi. Insomma, di che vi meravigliate? La UE smetta di strillare come una verginella, perchè il nemico ci ascolta, e così si fa strumentalizzare dalla concorrenza. Zitti, composti, stringere i denti, vi abbiamo liberati, eterna e inestinguibile riconoscenza ecc. ecc.
Quello di Riotta, quando si tratta di “cose USA”, è un palato programmato a trangugiare cloacalmente di tutto. Con lo stoico patriottismo inNATO, ammonisce a non cadere nella “trappola tesa da Putin e servizi cinesi perimbarazzare Obama“(sic). Ma le ambasciate d’Italia e della UE farcite dicimici-amiche sono dei covi terroristi? E’ noto che la sovranità nazionale -o monetaria, economica, industriale, scentifica- non è tenuta in grande stima dallo scrivano di The Stampa. Stavolta si immola come un kamikaze, e dice yes anche allo spionaggio automatizzato, permanente e di massa. Per evitare che la “.. propaganda, americana, europea, russa o cinese che sia, prenda il sopravvento” china il capo di fronte alle reti a strascico di gran profondità che distruggono i fondali della convivenza tra nazioni e la biodiversità dei diritti civili.
Insomma, è un onore essere spiati dagli Stati Uniti! Questa è la classe dirigente europea in sella che sta uccidendo l’economia e un modello sociale, peculiare ed equo, per farne una succube fotocopia di quello elitesco degli USA. Per imporre i dogmi liberisti, triturare la democrazia rappresentativa e istallare un’oligarchia finanziaria, non hanno avuto bisogno nemmeno di un Pinochet. Sono bastati questi paladini di antivalori che continuano a ciancicare che tutte le ideologie del secolo passate sono morte, tranne la loro, la “liberale” (sic). Con monopoli globali, zero diritti e guerre? La sopravvivenza del capitalismo non è più coniugabile con la democrazia.
Non hanno più ritegno nemmeno a confessare che operano affinchè in due anni l’UE sia annessa agli USA. Più o meno come il Messico. Stati Uniti Occidentali, il nuovo regno millenarista dei fratelli del Libero Mercato, dove spie e spiati verranno definitivamente espropriati d’ogni diritto, nonchè dei beni.
Oliver Stone: USA spia nemici, amici e i suoi cittadini
Obama ha processato il doppio degli informatori accusati da tutti i presidenti precedenti
Il regista Oliver Stone più centinaia di intellettuali ed artisti, hanno rivolto un appello al Presidente Correa del Ecuador affinhè dia asilo a E. Snowden. Tra altre argomentazioni, sottolineano che “le rivelazioni fatte da Snowden hanno contribuito molto per sensibilizzare sull’allarmante livello raggiunto dal governo degli Stati Uniti per spiare i suoi cittadini e le persone di tutto il mondo. Ha rivelato gravi abusi della National Security Agency ”
(NSA) degli Stati Uniti, che cerca di ottenere e raccogliere un sacco di informazioni travolgenti, lesive dei cittadini statunitensi. Snowden ha anche dimostrato che la costante sorveglianza della NSA vale anche per i milioni di persone negli Stati membri le cui telefonate, e-mail e altre comunicazioni sono un obietivo, vengono intercettate, ascoltate e lette.
Questi sono i gravi abusi dei diritti costituzionali fondamentali dei cittadini americani e delle persone di tutto il mondo. Tuttavia, invece di concentrarsi sul pericolo per la “libertà e la privacy di queste rivelazioni, sulla necessità di fare riforme per i diritti dei cittadini,” l’amministrazione Obama, il Congresso e gran parte dei media si dedicano ancora una volta solo a provocare l’odio contro Snowden.
Questo informatore, con grande rischio personale, ha deciso di farsi avanti e informare il pubblico americano e il mondo intero su quello che stanno facendo. Purtroppo, molti mezzi di comunicazione e di altre istituzioni che dovrebbero svolgere il ruolo di guardiani dei diritti, hanno abdicato alle loro responsabilità.
Abbiamo visto che questo dramma, si è ripetuto più volte sotto la presidenza diObama. La sua amministrazione ha processato il doppio degli informatori-sotto l’Espionage Act- che tutti i presidenti precedenti. Questi hanno incluso Thomas Drake, che ha denunciato irregolarità nella NSA, il soldato Bradley Manning, accusato di fornire informazioni a Wikileaks che rivelano crimini di guerra degli Stati Uniti, ingerenza negli affari di altri paesi, e altri reati gravi e inquietanti. Manning è prigioniero da tre anni prima di avere un processo formale, e le indagini delle Nazioni Unite indicano che ha subito un “trattamento crudele, inumano e degradante”.














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