1975: Milton Friedman si riunisce a Santiago con Pinochet e lo Stato maggiore golpista

di Tito Pulsinelli (Caracas)
L’11 di settembre del 1973, Santiago del Cile diede ufficialmente i natali al neoliberimo. Sulla punta delle baionette dei militari golpisti al servizio degli Stati Uniti. Con l’eliminazione fisica pianificata, esilio, tortura praticata scientificamente e a livello di massa, risorse il liberismo assoluto. La levatrice è un generale reazionario di stampo prussiano, docile utensile della ITT, di H. Kissinger e del Dipartimento di Stato. 

Ha inizio la festa orgiastica del neoliberismo, senza alcun limite, con la direzione d’orchestra dei Chicago Boys.

A capo dei primi tre anni, il PIB cileno retrocesse ai livelli del 1963. Il sistema bancario implose e regnó il cosidetto “mercato informale” dei capitali, cioè il libero strozzinaggio.

Tutte le massime cariche dell’apparato economico e finanziario finirono nelle mani dei banchieri e degli imprenditori maggiori. Abolirono ogni sussidio pubblico alla produzione di articoli di prima necessità -persino negli alimenti- e si applicò una repentina e drastica liberazione di ogni tariffa.

Il sadismo sociale di queste politiche di integralismo liberista, applicate da una dittaura che abolì ogni diritto politico, sindacale e sociale, produsse una depressione economica che allarmò persino i settori più moderati della dittatura.

Milton Friedman si precipitò nella capitale cilena per osservare de visu l‘oggetto della sua libera sperimentazione, si riunì con Pinochet e -vista l’assenza totale di ogni opposizione, già sbaragliata- stimolò a proseguire senza indugi sulla via intrapresa.

Vi fu un taglio drastico del bilancio statale (del 26,4% nel 1975) che distrusse i rimanenti servizi pubblici essenziali. La coppia Pinochet&Friedman resituì agli antichi proprietari le terre, banche e industrie nazionalizzate. Poi effettuarono una svalutazione “virile” (secondo la neolingua neoliberista dell’epoca) e finalmente decretarono la fine di ogni tipo di contratto di lavoro collettivo.

La normativa era una questione privata tra salariato e “datore di lavore”. Rusultato: operai ed impiegati soffrirono la riduzione del 41% del loro reddito (aprile 1974). In sostanza, nulla di diverso da quel che fanno i Monti e il resto del globalismo golpista dell’Entità Europea.

Pinochet & Friedman sono stati le avanguardie storiche del globalismo. Più tardi la Thatcher perfezionò la formula, li imitò, senza massacri e spargimenti di sangue. E’ peccaminoso uno Stato che finanzia ceto produttivo e lavoro; è somma ed eccelsa virtù quando sovvenziona i banchieri. I numerosi e interscambiabili derivati contemporanei della dama di ferro e del suo eroe Pinochet -che liberò dall’accusa di genocidio lanciatagli dalla Spagna- operano per la re-istaurazione dell’egemonia sociale completa delle oligarchie venali e delle elites.

In tutte le capitali dell’Europa meridionale, il democraticismo reale cerca di imporre il millenarismo di una economia autonomizzata, che soggioga e si annette ogni altro potere. E’ nemica giurata della vita reale e delle aspirazioni della maggioranza degli umani.

Fonte: selvasorg.blogspot.com


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