di Massimo Demontis (Berlino)
La Corte costituzionale federale tedesca ha dichiarato incostituzionale la legge elettorale con la quale in Germania si eleggono i deputati al Bundestag, il parlamento federale. Il verdetto di mercoledì dell’alta corte di Karlsruhe è uno schiaffo al governo ed è inequivocabile: l’attuale stesura della legge elettorale, approvata dal governo Merkel nel 2011, è “incostituzionale e viola il principio d’uguaglianza e la garanzia di pari opportunità per i partiti garantita dalla Costituzione”.
Il problema sono i troppi Überhangmandate. Nel sistema elettorale federale tedesco questi mandati vengono assegnati quando in un Land un partito ottiene più mandati diretti (di quelli effettivamente vinti in una circoscrizione elettorale, Wahlkreis) tramite la Erststimme, con la quale gli elettori scelgono i propri candidati nei collegi uninominali, rispetto ai mandati che dovrebbero effettivamente essergli assegnati in quel Land sulla base dei voti presi dal partito con la Zweitstimme, il voto di lista. Il voto del 2009 produsse 24 Überhangmandate che poi furono assegnati tutti all’Unione (CDU e CSU).
È dunque evidente come questa legge sia incostituzionale e come possa modificare il risultato delle elezioni politiche in favore dell’una o dell’altra formazione politica, soprattutto quelle più grandi.
Il Parlamento è ora chiamato ad approvare una nuova riforma elettorale prima delle elezioni federali dell’autunno del 2013 tenendo conto dei rilievi della Corte costituzionale perché – scrivono i giudici dell’alta corte – “l’attuale stesura consente il prodursi di Überhangmandate in una entità che annulla il carattere del voto federale come sistema proporzionale”.
Come è noto, la coalizione CDU-CSU e FDP aveva imposto nel 2011 una riforma elettorale contro il volere dell’opposizione evitando la ricerca di un ampio consenso parlamentare. Conseguentemente, SPD, Grünen e oltre 3000 cittadini avevano fatto ricorso alla Corte costituzionale chiedendo ai giudici costituzionali di esprimersi proprio sugli Überhangmandate, che in genere favoriscono i partiti più grandi.
La Corte costituzionale già nel 2008 aveva dichiarato la legge elettorale “in parte incostituzionale” dando al parlamento tre anni di tempo per varare una nuova riforma, approvata poi dal governo nel 2011 senza il concorso delle opposizioni. “Nonostante un generoso arco di tempo di tre anni assegnato al legislatore per licenziare una nuova legge conforme alla Costituzione, il risultato è deludente” ha dichiarato il presidente della Corte costituzionale Andreas Voßkuhle.
Il tempo per il Parlamento stringe. Una legge dovrà essere approvata entro il 27 ottobre 2013, in caso contrario potrebbe essere la stessa alta corte a proporre una legge elettorale provvisoria. Resta da vedere se la coalizione di governo questa volta cercherà il dialogo con le opposizioni oppure se deciderà di fare tutto da sola come nel 2011














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