Ambiente, Europa, Scienza e Tecnologia

Gli impianti solari tedeschi producono per la prima volta energia elettrica per oltre 20.000 megawatt. È record del mondo.

di Massimo Demontis (Berlino)
La notizia è sensazionale ed è destinata a riaccendere il dibattito sui finanziamenti al fotovoltaico, sulle fonti di energia alternative e sulla svolta energetica, ben oltre i confini della Germania. Grazie anche al sole che splende da alcuni giorni in tutta la Germania gli impianti solari hanno prodotto per la prima volta una potenza complessiva di 22.000 megawatt.

La notizia l’ha data Robert Allnoch, direttore dell’IWR il Forum economico internazionale energie rinnovabili, annunciando che grazie all’ampliamento delle energie alternative, al clima quasi estivo e alla posizione del sole la Germania venerdì a mezzogiorno ha stabilito un nuovo record mondiale nella produzione di corrente elettrica ecologica da energia solare.

„Gli impianti solari hanno raggiunto una potenza di oltre 20.000 watt. Non c’è nessun altro paese al mondo nel quale gli impianti solari producono energia elettrica con una performance di 20.000 megawatt, prestazione che corrisponde a quella di oltre 20 centrali nucleari” ha spiegato Allnoch.

Nel 2011 erano più o meno la metà, 14.000 megawatt. Allnoch ha sottolineato anche un altro punto importante del risultato raggiunto venerdì che secondo lui viene spesso sottovalutato, e cioè che “gli impianti solari sono in grado di coprire la domanda di energia elettrica che cresce durante il giorno sino alle ore 12:00 e cala proporzionalmente la sera. La notte sono le fonti convenzionali come l’atomo e il brown coal, la lignite o carbone marrone, a fornire un carico costante di almeno 32.000 megawatt”.

È un dato eccezionale per la Germania la quale esattamente un anno fa aveva deciso – con un piano ambizioso – di uscire dal nucleare. Il piano prevede che la gran parte dei reattori nucleari vengano spenti nel 2021 e che l’80% del fabbisogno energetico nazionale sia coperto nel 2050 con energia pulita. Piano risultato negli ultimi tempi piuttosto appannato perché il ministro dell’ambiente Norbert Röttgen, dimissionato dalla Merkel dopo il disastro elettorale nel Nordreno-Westfalia, non era riuscito ad imporre il passo giusto alla Energiewende, la svolta energetica.

Per tre ordini di problemi. Quello più grosso è l’ampliamento della rete elettrica, praticamente bloccata, per cui l’energia prodotta dagli impianti solari e da quelli eolici non può essere trasportata soprattutto dal nord al sud della Germania, l’opposizione di parte delle popolazioni al passaggio di linee elettriche nel loro territorio e quella delle lobby pro atomo e pro carbone contrarie alla svolta, la decisione del governo di tagliare gli incentivi al fotovoltaico.

In una videolettera presentata sabato la cancelliera Merkel ha detto di voler imporre una accelerazione all’ampliamento della rete elettrica “perché il tempo stringe e noi in linea di principio stiamo riconvertendo il nostro approvvigionamento energetico per cui abbiamo bisogno di linee in punti completamente diversi rispetto al passato”. La Merkel ha dichiarato anche di voler avviare una discussion molto intensa con i cittadini, ma non troppo lunga. L’obiettivo è quello di avere pronto entro la fine dell’anno un masterplan per l’ampliamento della rete elettrica nazionale.

Non accenna invece ad attenuarsi lo scontro tra il governo federale e i Länder sui tagli agli incentivi al fotovoltaico. Incentivi che il governo vorrebbe tagliare del 30 per cento con effetto retroattivo dal primo aprile, mentre il Bundesrat, il Consiglio federale che rappresenta i Länder, è contrario e per ora blocca la legge. Fortemente contrari i Länder dell’est, i primi a credere nell’energia solare e ora in crisi per la concorrenza cinese e fortemente preoccupati per il susseguirsi di fallimenti di aziende produttrici di pannelli solari. In gioco ci sono migliaia di posti di lavoro.

Al nuovo ministro dell’ambiente Peter Altmaier (CDU), fedelissimo della Cancelliera, il compito di trovare un compromesso e soprattutto mantenere ferma la rotta sulla svolta energetica messa – almeno in parte – in discussione da alcuni settori dei partiti di governo CDU e FDP e duramente ataccata dai colossi dell’industria energetica ansiosi di tornare all’atomo e a riempire le casse.

“Il problema principale è che questo governo non crede nella svolta energetica” ha detto il presidente dei Verdi tedeschi Cem Özdemir al settimanale Welt am Sonntag.

Nel giro di qualche mese si capirà se prevarranno le lobby dell’atomo e del carbone oppure se l’atomo, come dice Altmaier “è ormai storia”.

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