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America

Questa categoria contiene 889 articoli

Venezuela. Dopo la debacle di Guaidò, gli Stati Uniti sanzionano anche 7 deputati dell’opposizione

Non conosce fine l’escalation delle sanzioni illegali degli Usa. Il Dipartiamento del Tesoro degli Stati Uniti ha aggiunto nella sua lista di sanzioni 7 deputati dell’opposizione venezuelana, compreso il nuovo presidente dell’Assemblea Nazionale Luis Parra.

I parlamentari sanzionati dal governo degli Stati Uniti sono: Continua a leggere

Venezuela. Jorge Arreaza ha chiesto che venga garantito il diritto di voto del paese all’Onu

“Il voto del Venezuela deve essere garantito dalle Nazioni Unite. Da mesi denunciamo davanti al Segretario generale che il blocco finanziario degli Stati Uniti ha chiuso le rotte finanziarie attraverso le quali onorare gli impegni dello Stato venezuelano, in aperta violazione del diritto internazionale” chiede il ministro degli esteri venezuelano Arreaza sul suo account Twitter. Il paese sudamericano è stato privato del diritto di voto all’Assemblea generale a causa del mancato pagamento dei contributi finanziaria, insieme ad altri sei paesi morosi: Libano, Yemen, Repubblica Centrafricana, Gambia, Lesotho e Tonga. Continua a leggere

Il Venezuela ha tre parlamenti. I media di guerra scelgono Guaidó (ovvero gli USA)

di Geraldina Colotti

Seguire i passi del nemico, analizzarne le strategie, serve per affinare le proprie, usando la capacità critica come l’imperialismo usa i suoi droni. Contrastare il racconto egemonico costruito dai media di guerra nei paesi capitalisti, è un’impresa titanica, almeno finché non interviene un nuovo ciclo di lotta che spazzi via la cortina di fumo e mostri un’altra visione del mondo. Tuttavia, si può (si deve) aprire qualche breccia, mostrare le insidie attraverso le quali s’insinua l’interpretazione dominante. Continua a leggere

Landini, CGIL: il raid Usa è un crimine di guerra

Bari, 24 gennaio 2019: XVIII Congresso della Cgil Nazionale
Intervento di Maurizio Landini
Simona Caleo/Cgil

Quella del 3 gennaio scorso a Baghdad è stata un’esecuzione mirata e senza alcuna copertura giuridica internazionale. Un oltraggio al ruolo e alla responsabilità del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite” Continua a leggere

Potere al Popolo: LE PAROLE NON BASTANO. 5 MISURE PER FERMARE LA NUOVA GUERRA DI TRUMP!

L’assassinio del generale iraniano Soleimani e dell’irakeno Muhandis presso l’aeroporto di Baghdad ha aperto il 2020 peggio di quanto non si fosse chiuso il 2019. Venti di guerra soffiano oggi con più forza.

Il fatto che il mandante dell’omicidio sia lo stesso presidente Trump peggiora il quadro. L’uomo che siede alla Casa Bianca non è però un folle, come spesso viene rappresentato, né è impazzito il complesso militare-industriale-finanziario statunitense che è alle sue spalle. Perseguono interessi di lunga data e lo fanno oggi in maniera più spregiudicata che in passato perché sanno che l’egemonia USA è in crisi. Continua a leggere

Pax Christi Italia a governo: “no a disponibilità di basi Usa nel nostro Paese, ritirare i soldati da Iraq”

“Gli ultimi tragici avvenimenti rischiano di travolgere non solo il Medio Oriente, ma il mondo intero in una nuova ‘avventura senza ritorno’. Il rischio di una guerra di cui è difficile prevedere sviluppi e conseguenze è tragicamente reale”. Lo scrive in un comunicato Pax Christi Italia dopo l’attacco americano che ha portato all’uccisione del generale Soleimani e la risposta iraniana. “Assistiamo allo sgretolamento delle fondamenta della convivenza internazionale. Sembra prevalere la logica del più forte, del più armato. Non possiamo accettare questo!”. Continua a leggere

Opponiamoci alle azioni di guerra. Vogliamo la pace

di Giacinto Botti e Maurizio Brotini (Direttivo Nazionale CGIL)

L’Amministrazione Trump con un atto di terrorismo, assassinando uno dei massimi esponenti militari dello stato iraniano e un comandante di milizie inquadrate nell’esercito regolare irakeno, ha di fatto dichiarato guerra all’Iran distruggendo con la violenza tutti gli sforzi diplomatici per preservare gli accordi internazionali con l’Iran, accordi che gli Stati Uniti stessi avevano denunciato e cercato di far saltare, contro la volontà della comunità internazionale, della Cina, della Russia e dell’Unione europea. Continua a leggere

SIGONELLA E’ STATA COINVOLTA O NO NELL’ASSASSINIO DEL GENERALE SOLEIMANI?

di Agostino Spataro *

Allo stato, dalle notizie circolanti, non é dato conoscere, con certezza, la verità dei fatti. Eppure, taluni sostengono che gli ordigni siano stati lanciati da un drone partito dalla base Usa di Sigonella, in Sicilia.

Su tale punto è necessario, e urgente, fare chiarezza, conoscere la posizione del governo italiano e, in particolare, del presidente del Consiglio visto che non appaiono convincenti le colorate smentite su FB del ministro degli Affari esteri e nemmeno quelle più seriose del ministro della Difesa. Continua a leggere

Clima: Alla fine ci salverà la Cina?

di Vincenzo Comito (da sbilanciamoci.info)

L’Europa, la Francia in testa, si sbraccia a Madrid sul riscaldamento globale ma fa poco, mentre la Cina ha già raggiunto gli obiettivi della Cop di Parigi. Ma di recente sta facendo dietrofront sulla decarbonizzazione, forse in relazione all’insicurezza energetica conseguente ai dazi di Trump.

Le parole e i fatti

E’ ovviamente noto quanto sia non solo importante, ma anche pressante, la questione del cambiamento climatico e dei possibili progressi nella lotta allo stesso. Ci troviamo peraltro di fronte ad una crescente consapevolezza del problema sul piano delle conoscenze sul come stanno i fatti e sul come bisognerebbe operare, come mostrato anche dalla ennesima conferenza sul tema, che questa volta si svolge a Madrid, ma, d’altro canto, i progressi operativi sul fronte della mitigazione dei rischi avanzano troppo lentamente.

In tale quadro un posto chiave, o, forse meglio, il posto chiave di tutta la vicenda, sembra essere detenuto, nel bene e nel male, dalla Cina e dalle sue strategie. Continua a leggere

Verso il Forum sociale mondiale delle economie trasformative di Barcellona (Giugno 2020)

di Riccardo Troisi

Sono trascorsi vent’anni dai primi movimenti di protesta globale iniziati a Seattle e poi visibili nei Forum sociali mondiali e, via via, in tante iniziative di mobilitazione e di disobbedienza dal basso. In tutto il mondo, forme di resistenza sempre più diffuse e multiformi provano a proporre a livello locale modelli alternativi di produzione, distribuzione, consumo e risparmio, dove le persone, l’ambiente e le comunità sono rimesse al centro del processo di soddisfazione delle proprie necessità. Continua a leggere

La vergogna degli F35.

È rimasto solo il Papa a denunciare l’ipocrisia dei “paesi europei che parlano di pace e vivono delle armi”?

di Sergio Bassoli

Indigeribile ma vero, l’Italia ha confermato l’acquisto di altri 27 cacciabombardieri F35, per un costo di circa 130 milioni di euro per unità, con un costo complessivo a carico delle casse statali di 3,5 miliardi di euro. A questo farà seguito il completamento del programma, con un costo complessivo di 50 miliardi di euro, per avere una flotta di novanta aerei con capacità di trasporto di bombe nucleari. Continua a leggere

A 20 anni da Seattle: sappiamo cosa fare, ma manca la volontà politica.

di Monica Di Sisto

Una svolta egualitaria e verde per salvare il pianeta

“Un vero Green new deal può partire solo con degli Stati che reclamano il loro spazio politico, dal quale sono stati progressivamente esautorati negli ultimi 30-40 anni. Questa è la condizione di base. Il finanziamento può essere fatto in tantissimi modi, ma ci vogliono investimenti importanti. Si tende a pensare che non abbiamo i soldi, argomentazione che lascia perplessi quando nello stesso periodo si spendono 23 miliardi di dollari per espandere i bilanci delle banche centrali, si assiste a 700 miliardi di dollari in trasferimenti dai paesi in via di sviluppo ai paesi sviluppati per elusione fiscale e sussidi indebiti, migliaia di miliardi di dollari in combustibili fossili”. Lo ha detto l’economista dell’agenzia Onu che si occupa di Commercio e sviluppo (Unctad), Jeronim Capaldo, intervenendo con una lezione su quello che significa scommettere davvero su un accordo “verde” socialmente sostenibile, in Italia e a livello globale, all’iniziativa “Seattle+20: Green New Deal and/for Community-led Local Development”, organizzato a Roma dall’associazione Fairwatch insieme all’Associazione delle Ong italiane, la Fondazione Di Vittorio e il Kyoto Club. Continua a leggere

Make UK great again

di Pierluigi Fagan

Il sentiment medio britannico è chiaro: quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Il gioco che si fa duro è il mondo complesso che sarà sempre più complesso, i duri sono tutti i Paesi in grado di giocare il gioco. L’essere in grado premette ovviamente l’assenza di legami formali che impediscono la libera azione e consegue la necessità di avere più punti di forza che di debolezza per giocarsi la partita.

J. Corbyn ha dato una interpretazione sostanzialmente ambigua di questo sentiment promettendo altri mesi o anni di incertezza ed ha perso con percentuali che non si vedevano da decenni. B. Johnson ha incarnato appieno questo sentiment ed ha avuto una maggioranza che non si vedeva da qualche decennio. Al momento il mandato è forte tanto quanto vago, ma le due cose sono spesso abbinate in politica, specie nelle transizioni. Continua a leggere

CENSURA PREVENTIVA/LIBERTA’ DI STAMPA: L’intervista al Presidente Assad non trasmessa dalla RAI – VIDEO

Il colloquio tra Monica Maggioni e il presidente siriano sarebbe dovuto andare in onda entro il 9 dicembre. Cosa è successo? L’irritazione di Damasco e il dibattito sui media arabi

Era tutto predisposto per la messa in onda su RaiNews dell’intervista fatta da Monica Maggioni al presidente siriano Bashar al-Assad ma, nel giro di meno 24 ore, tutto è saltato, ovvero l’intervista non è stata trasmessa. Lo apprende l’AGI in merito alla vicenda che sta assumendo sempre più i contorni di un giallo e ha suscitato l’irritazione del governo di Damasco. La presidenza siriana aveva affermato che, se il servizio non andrà in onda entro lunedì 9 dicembre, come sarebbe stato concordato tra le parti, verrà trasmesso comunque sui media siriani. Continua a leggere

Thomas Sankara: ritrovato il video del suo straordinario discorso alle Nazioni Unite.

Alle Nazioni Unite avevano “smarrito” il video dello straordinario discorso di Thomas Sankara di cui trascriviamo di seguito il testo.

Per anni e anni si è fatto di tutto, dopo averlo eliminato fisicamente, perché di Thomas Sankara non rimanesse traccia, se ne perdesse ogni memoria.

Si voleva l’oblio sulla più grande speranza mai sorta in Africa, su di un’idea di politica come servizio alla felicità di tutti, sull’uomo che per primo, profeticamente, denunciò la nascita del più grande e odioso dei poteri, quello finanziario e sul pericolo di una nuova schiavitù globale. Quella finanziaria. Continua a leggere

Maduro ha denunciato che la mafia dell’oro ha contatti con Américo De Grazia, da qualche giorno esule in Italia.

Foto Ansa

Lunedì scorso, l’ On.Ferdinando Casini è atterrato a Roma con un volo dal Venezuela, da dove ha riportato in Italia due parlamentari venezuelani (con doppio passaporto) che si erano rifugiati nell’Ambasciata italiana a Caracas circa 7 mesi fa, dopo che era stata loro sospesa l’immunità parlamentare. Continua a leggere

France: Le 5 Décembre 2019.

Pierre Assante

Le 5 décembre 2019 entre dans les prémisses successifs d’une longue période historique de soubresauts sociaux dont la cause est liée à la crise systémique du capital, la suraccumulation-dévalorisation de capital qui freine et bloque progressivement sa circulation qui est le sang des échanges humains dans le système actuel. Continua a leggere

Brasile: assoluzione completa per Lula e Dilma Rousseff dall’accusa di finanziamento illecito del PT

Assoluzione per gli ex presidenti del Brasile Lula e Dilma Rousseff nel caso noto come la “banda” del Partito dei Lavoratori (PT), in cui erano accusati di aver formato un’organizzazione criminale per finanziare il gruppo politico.

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Da Harvard a Cambridge. Oltre 100 esperti smentiscono ogni broglio elettorale in Bolivia

Evo Morales è il presidente legittimo. Il resto è narrazione golpista

“Chiediamo che le istituzioni e i processi democratici della Bolivia siano rispettati”. Recita così il manifesto firmato da oltre 100 esperti internazionali in economia e statistica, che fanno “un appello all’OSA affinché ritiri le sue dichiarazioni fuorvianti sulle elezioni, che hanno contribuito al conflitto politico e sono state una delle ‘giustificazioni’ più utilizzate per portare a compimento il colpo di Stato militare”. Continua a leggere

I dannati: girone latinoamericano.

di Rodrigo Rivas

Va tutto benissimo signora marchesa.

Ma, ecco, bisogna che vi dica signora marchesa,

che venendo a sapere di essere rovinato,

non appena si ricuperò della sua sorpresa,

il signor marchese si è suicidato.

Dopo avere accatastato i suppellettili ha rovesciato le candele e dato fuoco a tutto il castello

che si è consumato dal basso in alto.

E, poiché il vento soffiava, l’incendio si è propagato velocemente alle scuderie e,

in un attimo,

la vostra giumenta è morta.

Ma, oltre questo, signora marchesa, va tutto benissimo,

tout va très bien”.

Ray Ventura et ses collégiens, “Tout va très bien, Madame la marquise”, 1935

 

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Il quadro generale della situazione ambientale, politica e dei movimenti sociali all’apertura della Cop 25

di Andrea Vento

Come introduzione al progetto scolastico proposto dal Giga per formare gli studenti alle tematiche ambientali

Il quadro generale della situazione ambientale, politica e dei movimenti sociali all’apertura della Cop 25. Come introduzione al progetto scolastico proposto dal Giga per formare gli studenti alle tematiche ambientali

La crisi del pianeta sta manifestando giorno per giorno il suo inesorabile incedere attraverso il manifestarsi di una molteplicità di effetti che disvelano agli occhi dell’umanità la gravità della situazione dell’ecosistema terrestre, il cui stato di crisi si sta pericolosamente avvicinando verso il punto di non ritorno (tipping point). Continua a leggere

Perché sulla Bolivia è calato il silenzio

di Gennaro Carotenuto

Il golpe in Bolivia, con l’appoggio del sistema mediatico, ha abbattuto una dittatura che esisteva solo nelle fake news, ed è stato costruito per rappresentarsi come istituzionale e democratico, anche se “golpe democratico”, tanto più con i morti in strada e l’UNHCR che accoglie i rifugiati, è un ossimoro irricevibile.

Riassumiamo molto sinteticamente. La prima parte è stata costruita a partire dalla stigmatizzazione, distruzione dell’immagine, demonizzazione di Evo Morales, trasformato (qui la sua character assassination) in una specie di mostro for export, l’autocrate, il narcoindio (se non è razzista l’espressione “narcoindio”…). Rappresentato Evo Morales come il nuovo male assoluto, il secondo passaggio è stato far passare un governo legittimo come illegale (i presunti brogli che, nella sua preveggenza, la OEA ha denunciato da prima che accadessero e smentiti da fonti ben più autorevoli) e liberarsene con la violenza. Era il golpe che non c’è, almeno per i grandi media. Continua a leggere

L’odio verso l’indio. Alvaro Garcia Linera spiega le radici razziste del golpe in Bolivia

Pubblichiamo la traduzione di un articolo di Alvaro Garcia Linera, vicepresidente della Bolivia ora in esilio con Evo Morales in Messico. 

Come una densa nebbia notturna, l’odio percorre voracemente i quartieri della classe media urbana tradizionale boliviana. Rossi gli occhi di ira. Non gridano ma sputano, non reclamano, ma impongono. I loro canti non sono di speranza e fratellanza, ma di disprezzo e discriminazione contro gli indigeni. Montano sulle loro moto o SUV e all’ uscita dei locali del divertimento notturno o delle università private vanno a caccia degli indigeni sollevati, rei di avergli tolto il loro potere. Continua a leggere

Libertà per Jorge Glas (ex vice presidente dell’Ecuador). Il 21 novembre iniziativa a Roma

Libertà per Jorge Glas (ex vice presidente dell’Ecuador). Il 21 novembre iniziativa a Roma

INCONTRO CON NORMA SPINEL, madre di Jorge Glas (ex-Vicepresidente della Repubblica dell’Ecuador)

21 novembre, ore 18

Sala Bianca, Via Flaminia 53, Roma

INTERVENGONO Gabriel Caisaletin (Rappresentante della Comunità Ecuadoregna residenti in Italia) Geraldina Colotti (Giornalista, esperta di America Latina) Federica Zaccagnini (Amici della Revolución Ciudadana) Michela Arricale (Giuristi Democratici) Maurizio Acerbo (PRC – Sinistra Europea) MODERA: Giorgio Ceriani Continua a leggere

Colpo di stato in Bolivia: Evo Morales rinuncia alla presidenza per preservare la pace interna dopo le aggressioni indiscriminate dell’opposizione a dirigenti politici, sindacali e familiari

 

 

 

 

 

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