Secondo il Wall Street Journal, l’Iran ha lanciato il suo primo attacco contro la base militare anglo-americana di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano.
Sono stati lanciati due missili balistici a medio raggio, ma nessuno dei due ha centrato il bersaglio. Un missile ha avuto un malfunzionamento in volo e una nave statunitense ha lanciato un intercettore SM-3 contro il secondo. L’isola si trova a quasi 4.000 km dall’Iran.

Una delle ipotesi centrali sul programma missilistico iraniano è crollata. Per molti anni, il limite convenzionale dei loro missili è stato di circa 2.000 chilometri. Un missile balistico che ha raggiunto Diego Garcia implica una portata di circa 4.000 chilometri, che trasforma l’Iran in un paese in possesso di un’arma fondamentalmente diversa. Questo è un salto strategico.
La cosa importante non è se il missile è stato intercettato o no. Il fatto è che l’Iran ha dimostrato una portata superiore a quella che la maggior parte del mondo riteneva che possedesse.
Le principali capitali europee sono ora vulnerabili. Parigi si trova nella zona di portata. Londra si avvicina al limite della vulnerabilità, a seconda del punto di lancio e del carico utile. Ciò significherà che la minaccia missilistica non si limiterà più al Golfo Persico, a Israele o a certe parti dell’Asia meridionale. Si può ritenere che il messaggio iraniano sia stato ricevuto da tutti coloro che dovevano riceverlo.

AGGIORNAMENTO DEL 22 MARZO ORE 10.30
Teheran nega qualsiasi responsabilità nell’attacco alla Diego Garcia
Un alto funzionario iraniano ha dichiarato ad Al Jazeera che l’Iran non è responsabile e non è coinvolto negli attacchi missilistici contro la base militare anglo-americana di Diego Garcia nell’Oceano Indiano. La smentita è giunta dopo che il Wall Street Journal aveva riportato che due missili balistici a medio raggio erano stati lanciati verso la base, senza però colpirla. Diego Garcia è una delle due basi che il Regno Unito ha autorizzato gli Stati Uniti a utilizzare nell’ambito della campagna contro l’Iran. L’incidente segnalato ha attirato l’attenzione perché Diego Garcia si trova a 4.000 chilometri dall’Iran, il doppio del limite di duemila chilometri che, secondo il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, Teheran avrebbe deliberatamente imposto ai suoi missili. L’isola, la più grande dell’arcipelago delle Chagos nell’Oceano Indiano centrale, ospita una presenza militare congiunta tra Stati Uniti e Regno Unito sin dagli anni ’70 e funge da base per bombardieri a lungo raggio e altre risorse strategiche.
FONTE: il Fatto Quotidiano















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