Un breve saggio storico sull’Iran fino all’ultima aggressione Usa-Israele iniziata il 28 febbraio 2026
di Marcella Delle Donne
Premessa. Per capire lo scenario iraniano che ha portato all’insurrezione della popolazione, alla repressione cruenta del regime dell’Ayatollah Khamenei, ai ripetuti attacchi militari del binomio USA-Israele, bisogna inquadrare l’Iran nel processo storico degli interessi occidentali sul paese.
Coordinate geografiche, demografiche, economiche, storico-culturali dell’Iran.
L’Iran è uno dei paesi più grandi del Medio Oriente. Situato nell’Asia sud-occidentale, ha una superficie di circa 1.648.195 chilometri quadrati, e una altitudine media di 1.200 metri (l’Iran è uno degli Stati più montuosi del mondo). (…)
Ha una popolazione di 93 milioni di abitanti (2026) con un notevole incremento demografico, se consideriamo che nel censimento del 2016 la popolazione iraniana contava circa 80 milioni di abitanti.
Sul piano economico, l’Iran è uno dei paesi più ricchi al mondo di risorse minerarie, con grandi bacini di petrolio e di gas naturale (fonte principale dell’economia iraniana), e ha risorse minerarie importanti: uranio, ferro, rame, carbone, zinco, piombo, oro, bauxite, molibdeno, antimonio e terre rare.
Dal punto di vista culturale-identitario, gli iraniani sono un popolo di origine persiana (gli ariani); di lingua indoeuropea (il Farsi). Nonostante la religione islamica professata e l’alfabeto arabo, gli iraniani hanno mantenuto una forte identità etnica persiana, basata sulla religione zoroastriana, risalente ai grandi imperi pre-islamici (550 a. C., al tempo di Ciro il Grande).
L’introduzione dell’Islam in Persia avvenne in seguito alla conquista araba del VII secolo d. C. La diffusione dell’Islam portò al declino dello zoroastrismo, ma, fu la dinastia persiana dei Safavidi (XVI secolo d. C.) che impose lo sciismo come religione di Stato. Da allora, l’Islam subì una scissione tra la corrente sunnita e la corrente sciita. La principale diversità tra musulmani sunniti (circa l’80%) e gli sciiti (circa il 15%) risiede nel sistema di successione al profeta Maometto, benché entrambe le correnti abbiano a fondamento il Corano e i cinque pilastri. Gli sciiti ritengono che la guida religiosa (l’Imam) deve essere una personalità discendente dalla dinastia succeduta a Maometto, mentre per i sunniti il capo religioso viene scelto dalla comunità (la umma) ed eletto tra i saggi sull’Islam meritevoli.
I musulmani sciiti hanno il loro fulcro in Iran, dove lo sciismo è professato dal 90% della popolazione (93 milioni di abitanti), seguito anche in Libano, Yemen, Bahrein, sotto l’influenza dell’Iran. La corrente sunnita è diffusa in maggioranza in Arbia Saudita, Egitto, Turchia, Qatar, Indonesia.
L’antico contrasto tra le due correnti permane, in particolare tra Iran, roccaforte dell’identità persiana e l’Arabia Saudita, baluardo del mondo arabosunnita, entrambi in competizione nel ritenersi come leader nella regione mediorientale. (…)














Lascia un commento