The Guardian conferma che c’era l’accordo: Witkoff e Kushner sono asset israeliani

Mentre Trump ha ripetuto più volte che l’attacco a Iran era “inevitabile” perché Teheran non voleva negoziare e rappresentava una minaccia nucleare imminente, un’inchiesta esclusiva del giornale britannico The Guardian rivela il contrario:

L’advisor per la sicurezza nazionale britannica, Jonathan Powell, era presente agli ultimi round di colloqui a Ginevra e ha giudicato l’offerta iraniana “sorprendente” e sufficientemente seria da evitare una escalation militare.

Due giorni dopo la fine di quei negoziati, Stati Uniti e Israele hanno lanciato l’attacco.

É l’ulteriore conferma che Usa e Israele non hanno mai voluto veramente negoziare con Teheran e che i negoziati erano pura “coreografia” volta a prendere tempo e organizzare l’offensiva militare.

Powell, mediatore di lungo corso (ex capo di gabinetto di Tony Blair), si trovava nella residenza dell’ambasciatore omanita a Cologny, Ginevra, il 26 febbraio scorso. Non era lì come semplice osservatore: ha portato con sé un esperto tecnico del Cabinet Office britannico.

Fonti dirette raccontano che la delegazione di Londra è rimasta colpita da ciò che gli iraniani hanno messo sul tavolo: un accordo permanente, senza clausole di scadenza (a differenza del JCPOA del 2015), con l’impegno a diluire sotto supervisione IAEA le 440 kg di uranio altamente arricchito già presenti e a non accumularne più in futuro.

L’Oman, mediatore ufficiale, ha definito “una svolta” la proposta di azzeramento delle scorte future di uranio arricchito.

Un diplomatico del Golfo riassume così il clima: “Abbiamo considerato Witkoff e Kushner come asset israeliani che hanno trascinato un presidente in una guerra da cui voleva uscire”.

Il fatto che Steve Witkoff e Jared Kushner siano legati a doppio filo agli interessi israeliani è il classico Segreto di Pulcinella. In occasione di un gala di raccolta fondi per United Hatzalah – organizzazione israeliana di soccorso medico d’emergenza – Witkoff ha dichiarato con orgoglio che l’ex direttore del Mossad Yossi Cohen lo aveva applaudito, sottolineando il suo incrollabile sostegno alla sicurezza dello Stato ebraico e al ruolo americano nel difenderlo.

Un ex funzionario citato dal Guardian racconta: “La squadra britannica è rimasta sorpresa da ciò che gli iraniani hanno offerto. Non era un accordo completo, ma era progresso concreto. Ci aspettavamo che il round successivo a Vienna, fissato per il 2 marzo, andasse avanti sulla base di quanto fatto a Ginevra”.

Quel round di negoziati non si è mai tenuto. Il 28 febbraio Stati Uniti e Israele hanno attaccato. Il quadro che emerge è chiaro e ribalta la narrazione trumpiana. Come ha sintetizzato l’analista del Quincy Institute Trita Parsi: “Prima l’Oman ha rivelato che c’era un accordo che soddisfaceva le richieste di Trump, ma lui ha scelto la guerra. Ora lo conferma anche l’Advisor britannico per la sicurezza nazionale: non c’era minaccia imminente e l’Iran aveva messo sul tavolo un’offerta sorprendentemente buona”.

Giorgio Bianchi su X


ARTICOLO ORIGINALE:

Il mediatore britannico smentisce Trump: c’era un accordo sul tavolo con l’Iran, ma Usa e Israele hanno scelto la guerra

di Roberto Vivaldelli, 18 Marzo 2026

Mentre Donald Trump ha ripetuto più volte che l’attacco a Iran era «inevitabile» perché Teheran non voleva negoziare e rappresentava una minaccia nucleare imminente, un’inchiesta esclusiva del Guardian rivela il contrario. L’advisor per la sicurezza nazionale britannica, Jonathan Powell, era presente agli ultimi round di colloqui a Ginevra e ha giudicato l’offerta iraniana «sorprendente» e sufficientemente seria da evitare una escalation militare. Due giorni dopo la fine di quei negoziati, Stati Uniti e Israele hanno lanciato l’attacco.

Usa e Israele non hanno mai voluto negoziare con Teheran sul serio

É l’ulteriore conferma che Usa e Israele non hanno mai voluto veramente negoziare con Teheran e che i negoziati erano pura «coreografia» volta a prendere tempo e organizzare l’offensiva militare. Powell, mediatore di lungo corso (ex capo di gabinetto di Tony Blair), si trovava nella residenza dell’ambasciatore omanita a Cologny, Ginevra, il 26 febbraio scorso. Non era lì come semplice osservatore: ha portato con sé un esperto tecnico del Cabinet Office britannico. Fonti dirette raccontano che la delegazione di Londra è rimasta colpita da ciò che gli iraniani hanno messo sul tavolo: un accordo permanente, senza clausole di scadenza (a differenza del JCPOA del 2015), con l’impegno a diluire sotto supervisione IAEA le 440 kg di uranio altamente arricchito già presenti e a non accumularne più in futuro.

“Witkoff e Kushner asset israeliani”

L’Iran ha inoltre accettato una pausa di 3-5 anni sull’arricchimento domestico (ormai impossibile dopo i bombardamenti del 2025) e ha offerto agli Stati Uniti di partecipare a un futuro programma nucleare civile iraniano, in cambio della revoca di quasi l’80% delle sanzioni, compresi i beni congelati in Qatar. L’Oman, mediatore ufficiale, ha definito «una svolta» la proposta di azzeramento delle scorte future di uranio arricchito. Un diplomatico del Golfo riassume così il clima: «Abbiamo considerato Witkoff e Kushner come asset israeliani che hanno trascinato un presidente in una guerra da cui voleva uscire».

.Un ex funzionario citato dal Guardian racconta: «La squadra britannica è rimasta sorpresa da ciò che gli iraniani hanno offerto. Non era un accordo completo, ma era progresso concreto. Ci aspettavamo che il round successivo a Vienna, fissato per il 2 marzo, andasse avanti sulla base di quanto fatto a Ginevra». Quel round di negoziatinon si è mai tenuto. Il 28 febbraio Stati Uniti e Israele hanno attaccato

La versione di Powell spiega anche la freddezza di Londra. Il Regno Unito non ha visto prove di un attacco missilistico iraniano imminente sull’Europa né di un Iran sul punto di ottenere l’arma nucleare. «Jonathan pensava che ci fosse un accordo da fare», ha detto una fonte a The Guardian. Per questo il governo Starmer ha definito l’attacco «illegale e prematuro».

Dopo l’Oman, ora anche l’Inghilterra smentisce Trump

Il quadro che emerge è chiaro e ribalta la narrazione trumpiana. Come ha sintetizzato l’analista del Quincy Institute Trita Parsi: «Prima l’Oman ha rivelato che c’era un accordo che soddisfaceva le richieste di Trump, ma lui ha scelto la guerra. Ora lo conferma anche l’Advisor britannico per la sicurezza nazionale: non c’era minaccia imminente e l’Iran aveva messo sul tavolo un’offerta sorprendentemente buona».

Arnaud Bertrand, su X, è andato oltre: «È ormai innegabile che la guerra contro l’Iran sia uno dei crimini di aggressione più plateali della storia. Due partecipanti esterni ai colloqui (Oman e Regno Unito) confermano che Usa e Israele hanno attaccato nonostante l’Iran avesse di fatto accettato le condizioni americane per impedire per sempre un’arma nucleare. Non è stato un fallimento della diplomazia: è stata la sua distruzione deliberata. E hanno scaraventato il mondo intero in una crisi energetica senza precedenti, quando era del tutto evitabile».

Il ruolo chiave di Witkoff e Kushner

Come osserva Responsible Statecraft, Steve Witkoff, l’inviato speciale di Trump per il Medio Oriente, ha assunto toni tutt’altro che diplomatici dopo lo scoppio della guerra con l’Iran. In diverse interviste ha dichiarato che Teheran stava solo prendendo tempo nei negoziati e che possedeva già uranio arricchito sufficiente per costruire numerose bombe atomiche. Secondo almeno tre fonti, sia Witkoff che Jared Kushner avrebbero riferito alla Casa Bianca che i colloqui erano inutili e che l’Iran non avrebbe mai ceduto per via diplomatica ciò che non poteva essere preso con la forza. Lo stesso Trump ha ammesso pubblicamente che i due lo hanno convinto ad autorizzare l’operazione militare.

Il fatto che Steve Witkoff e Jared Kushner siano legati a doppio filo agli interessi israeliani è il classico Segreto di Pulcinella. . In occasione di un gala di raccolta fondi per United Hatzalah – organizzazione israeliana di soccorso medico d’emergenza – Witkoff ha dichiarato con orgoglio che l’ex direttore del Mossad Yossi Cohen lo aveva applaudito, sottolineando il suo incrollabile sostegno alla sicurezza dello Stato ebraico e al ruolo americano nel difenderlo.

FONTE: https://it.insideover.com/politica/il-mediatore-britannico-smentisce-trump-cera-un-accordo-sul-tavolo-con-liran-ma-usa-e-israele-hanno-scelto-la-guerra.html


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