Capire l’abisso dell’umano
di Lavinia Marchetti, Facebook 6/2/2026
Avevo più o meno 25 anni e comprai il “Mein Kampf” di Adolf Hitler. Fui molto criticata, anzi direi guardata con disprezzo, come se stessi mettendo le mani su qualcosa da non toccare, come se fosse possibile parlare di nazismo senza studiare e leggere uno dei suoi pilastri. Mi fecero sentire “impura”. Io lo trovai un testo molto interessante e non così “terribile”.
Insomma, a quei tempi lessi Del Boca sul colonialismo italiano in Etiopia e leggendo la documentazione italiana, personaggi come Graziani mi sembravano ben più spaventosi, almeno in quello che dicevano e pensavano, di ciò che era contenuto nel Mein Kampf, o meglio, dietro c’era sempre la stessa matrice: odio, potere, sopraffazione. Questo per dire che per quanto il mondo ci mostri continuamente l’abisso, bisogna pur provare a guardarci dentro. Sono due anni e mezzo che ogni giorno vediamo bambini squartati, bruciati, amputati dal genocidio in corso a Gaza.
I file Epstein non sono peggiori di quelle foto e di quei video, anzi fanno parte della stessa radice: l’impunità. Il potere e l’impunità. Quindi vanno guardati per vedere. Che cosa? Come funziona il potere. La sua nuda brutalità. Considerando che vediamo solo la punta dell’iceberg e che adesso, in questo momento, mentre scrivo, ci saranno altri Epstein che stanno facendo aste di bambini per i potenti di turno, che stanno foraggiando partiti di mezzo mondo per corromperli e renderli più elastici nei confronti della finanza e degli oligarchi, che stanno ricattando interi stati.
La perversione
Oggi ho letto un eccellente scritto di Andrea Zhok sui file Epstein (che vi invito a leggere se non lo avete ancora fatto) dove si evince che un’accumulazione di ricchezza oltre qualunque limite ragionevole produce una scissione dalla realtà morale. Il possesso di Little Saint James (isola privata e luogo dei festini) ha permesso l’istituzione di un centro di sottomissione. In tale luogo, la perversione si manifesta come superamento del confine proibito e dove il parallelismo con il film su Salò di Pasolini diviene evidente. L’abuso metodico di minori cessa di rappresentare una devianza individuale. Esso diviene uno strumento di coesione tra gruppi dominanti tramite il ricatto incrociato. Il discorso poi passa all’analisi del meccanismo vero e proprio della perversione via Sade (e vi rimando a lui).
Il sistema stesso si basa sul potere come assenza di limiti
I documenti giudiziari svelano la natura predatoria di questo sistema. Epstein operava mediante aste di bambini destinate a soddisfare le esigenze dei vertici della finanza globale. Questo mercato dei soggetti fisici serviva a corrompere le classi dirigenti rendendole ricattabili. Il potere esige la distruzione della moralità altrui per garantire la propria sopravvivenza. I misfatti commessi sull’isola rappresentano l’estremizzazione di un desiderio privo di limiti etici. L’orrore diviene l’unico stimolo capace di produrre una reazione in organismi ottusi dalla ricchezza. Le indagini palesano come il sistema Epstein fungesse da collante per un’élite transnazionale. La sottomissione dei minori costituiva un rito di iniziazione basato sulla complicità nel crimine. Il ricatto incrociato garantiva la coesione di gruppi di pressione capaci di influenzare le politiche monetarie. Questo meccanismo di governo attraverso l’abiezione permette di comprendere la gestione dei conflitti odierni. La finanza globale investe nella distruzione per rigenerare il proprio dominio. L’impunità regna sovrana laddove il diritto è sostituito dall’arbitrio dei pochi.
Il legame del disprezzo per la vita umana
Il filo che lega Hitler, il colonialismo italiano, Epstein e Gaza passa da una stessa operazione: rendere una parte dell’umanità disponibile. I pretesti mutano con le epoche e la lingua si adegua; insieme si affinano le tecniche. L’atto porta un nome antico, hybris, e coincide con la pretesa di disporre del vivente come materia amministrabile. La perversione del potere si riconosce da un segno molto concreto che potrei sintetizzare un una formula: la richiesta di prove di sovranità. La prova più rapida passa dal corpo altrui, piegato fino a diventare dimostrazione. Una società che tollera questa logica, per assuefazione o per convenienza, consegna al potere una ricompensa stabile, la continuità operativa. Lo sguardo, a quel punto, diventa un dovere di conoscenza e di disciplina morale. Vedere fino in fondo sottrae al dominio il vantaggio del segreto e restituisce all’altro lo statuto di persona.












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