Incontro bilaterale tra Carney e Xi Jingping: proposta della Cina di “Partnership strategica”
di Lorenzo Lamperti (Taipei) il manifesto 17/1/2026
Primo dicembre 2018. Meng Wanzhou, figlia del fondatore e patron di Huawei, viene arrestata a Vancouver. È il vero punto di svolta delle relazioni tra Cina e Stati Uniti, acceleratore della guerra commerciale e tecnologica. Oltre sette anni dopo, è ancora il Canada a far intravedere un possibile nuovo cambio di paradigma, Ieri, Mark Carney è stato ricevuto da Xi Jinping, nell’ambito della prima visita in Cina di un premier canadese dal 2017. Nel frattempo, era successo praticamente di tutto. In risposta all’arresto di Meng, la Cina ha detenuto per spionaggio cittadini canadesi, l’ex diplomatico Michael Kovrig e l’imprenditore Michael Spavor. Le relazioni commerciali sono crollate, tra dazi e ritorsioni incrociate. Fino all’anno scorso, dopo che Justin Trudeau ha imposto tariffe del 100% sui veicoli elettrici cinesi, seguendo per primo le indicazioni di Washington. Da quando è diventato premier, Carney ha segnalato di voler rilanciare il rapporto con la Cina, con l’obiettivo di diversificare il commercio lontano dagli Stati Uniti, che fino a poco tempo fa assorbivano il 76% delle esportazioni canadesi.
La politica protezionista e punitiva adottata dalla Casa Bianca ha spinto Carney a ripensare ulteriormente la struttura fondamentale dell’economia del paese e ad accelerare il tentativo di riavvicinamento a Pechino, nonostante le critiche degli USA e dell’opposizione interna. Alla vigilia del viaggio, il quotidiano canadese Globe and Mail gli ha dato ragione, sostenendo che la Cina è «una scommessa che Carney deve fare» per raggiungere «un controbilanciamento economico». Per tutelare la riuscita della visita, Ottawa ha anche richiamato in anticipo una delegazione parlamentare inviata nei giorni scorsi a Taiwan. Detto, fatto. Xi ha chiesto al Canada di forgiare «una nuova partnership strategica». Carney ha risposto confermando l’intenzione di riavviare tutti i rapporti con Pechino. Contrariamente a diverse altre visite diplomatiche, non ci si è fermati alla retorica, ma è stato subito raggiunto un accordo commerciale. Il Canada consentirà l’import di quasi 50 mila auto elettriche cinesi, applicando un dazio preferenziale del 6,1% e cancellando il 100% di Trudeau. In risposta, la Cina abbasserà le tariffe sui semi di colza dall’84 al 15%, mentre verranno eliminate del tutto quelle su piselli, aragoste e granchi. In un annuncio congiunto, il Canada ha dichiarato che accoglierà gli investimenti cinesi in settori che includono agricoltura e beni di consumo come parte di una «roadmap di cooperazione economica e commerciale».
Ottawa e Pechino hanno anche firmato un memorandum d’intesa sul «rafforzamento della cooperazione energetica». Il testo prevede possibili investimenti cinesi sulle fonti convenzionali, come le sabbie bituminose, senza restrizioni sulla proprietà. Ma la Cina ha mostrato interesse anche (e soprattutto) ad aumentare le importazioni di petrolio, gas e uranio canadesi. Attualmente, il Canada esporta quasi il 90% del suo petrolio alle raffinerie USA, soprattutto nel Midwest. Dopo la cattura di Nicolás Maduro e la gestione trumpiana del petrolio del Venezuela, Ottawa vuole diversificare gli acquirenti. Allo stesso modo, Pechino punta ad ampliare lo spettro dei fornitori, nella prospettiva di una riduzione delle importazioni da Caracas. Secondo Bloomberg, c’è anche un vantaggio temporale: il petrolio caricato da Vancouver impiega circa 17 giorni per raggiungere Qingdao in Cina, molto meno dei 57 giorni necessari dal porto di Amuay Bay in Venezuela. Il rilancio dei rapporti col Canada manda anche un messaggio a Trump: la rinnovata dottrina Monroe potrebbe non essere così inscalfibile. Pechino si proietta infatti nel paese più direttamente inserito negli ingranaggi economici e politici degli USA. I media statali non nascondono la soddisfazione. Hu Xijin, ex direttore del Global Times e noto influencer, ha scritto che il Canada è passato da essere il «lacchè dell’America a un possibile esempio di autonomia». Un modello che la Cina vorrebbe suggerire anche al resto dell’occidente, a maggior ragione di fronte alle minacce di Trump sulla Groenlandia. Una prospettiva su cui qualcuno, a Mosca, ironizza. «Il Canada annuncia una partnership strategica con la Cina. Il 52esimo stato può farcela?».
Il quadro dei “quattro partner” apre una nuova fase nei legami tra Cina e Canada: editoriale del Global Times
Venerdì, il Presidente cinese Xi Jinping ha incontrato il Primo Ministro canadese Mark Carney, in visita ufficiale in Cina, presso la Grande Sala del Popolo di Pechino. Questo incontro segna la prima visita in Cina di un Primo Ministro canadese in oltre otto anni. Rappresenta un ulteriore scambio approfondito tra i leader dei due Paesi dopo l’incontro di Gyeongju, in Corea del Sud, dello scorso ottobre, nonché un’ulteriore svolta nelle relazioni Cina-Canada dopo un periodo di turbolenza.
Il Presidente Xi ha proposto quattro punti costruttivi per promuovere uno sviluppo sano, stabile e sostenibile delle relazioni bilaterali: in primo luogo, i due Paesi dovrebbero essere partner che si rispettano a vicenda. In secondo luogo, i due Paesi dovrebbero essere partner che perseguono uno sviluppo condiviso. In terzo luogo, i due Paesi dovrebbero essere partner che si fidano l’uno dell’altro. In quarto luogo, i due Paesi dovrebbero essere partner che collaborano tra loro. Questo quadro dei “quattro partner” attinge all’esperienza storica e, al contempo, guarda alla cooperazione futura, offrendo un percorso chiaro per uno sviluppo costante e a lungo termine delle relazioni Cina-Canada.
Il Presidente Xi ha sottolineato che, dall’inizio dei rapporti diplomatici 55 anni fa, le relazioni hanno superato tempeste e attraversato alti e bassi. La storia offre preziose lezioni e ispirazione per il presente. Essere “partner che si rispettano a vicenda” è il fondamento politico delle relazioni Cina-Canada. Nonostante le differenze nelle condizioni nazionali, entrambe le parti dovrebbero rispettare la sovranità e l’integrità territoriale dell’altra, nonché i sistemi politici e i percorsi di sviluppo scelti.
Durante i colloqui, il Primo Ministro Carney ha ribadito la politica di una sola Cina. Questa dichiarazione è in linea con le principali preoccupazioni della Cina e rimuove un ostacolo fondamentale alla ricostruzione della fiducia reciproca nelle relazioni bilaterali. Nelle relazioni internazionali, solo aderendo al rispetto reciproco e all’uguaglianza i paesi possono superare le differenze ideologiche e stabilire solide basi per una stabilità politica a lungo termine.
“Essere partner in uno sviluppo condiviso” indica la strada da seguire per una cooperazione pragmatica tra Cina e Canada. Nei primi 11 mesi del 2025, il commercio bilaterale di merci ha raggiunto gli 82,15 miliardi di dollari e un numero record di 125 aziende canadesi ha partecipato all’ottava edizione della China International Import Expo. Questi dati dimostrano che l’essenza delle relazioni economiche e commerciali tra Cina e Canada è il reciproco vantaggio e risultati vantaggiosi per entrambe le parti.
Il Canada, impegnato a diversificare i propri legami economici e commerciali e a ridurre la dipendenza da un singolo Paese, gode di un forte slancio e di un ampio margine di cooperazione con la Cina, che si trova in una fase di apertura ad alto livello e di sviluppo di alta qualità.
Secondo la dichiarazione congiunta dell’incontro dei leader Cina-Canada, le due parti rinvigoriranno il Dialogo Strategico Economico e Finanziario Cina-Canada (EFSD), amplieranno il commercio bilaterale, rafforzeranno gli investimenti bilaterali e approfondiranno la cooperazione in settori quali l’agricoltura, l’energia e la finanza. Questi accordi concreti incarnano pienamente uno spirito pragmatico di “intensificazione degli sforzi per promuovere la cooperazione e ridurre la lista negativa”.
In vista della visita di Carney in Cina, il Global Times ha pubblicato un editoriale in cui si sottolineava che “un’ondata di entusiasmo nell’opinione pubblica si sta lentamente formando tra Cina e Canada”. L’invito a “essere partner che si fidano l’uno dell’altro” è un giudizio profondo che va al cuore del sostegno pubblico. La connettività interpersonale è la forma di interconnessione più fondamentale, solida e duratura.
Tra i risultati di questo impegno ad alto livello, le due parti hanno deciso di riavviare il Comitato misto Cina-Canada sulla cultura e di rafforzare gli scambi e la cooperazione in settori quali la cultura, l’istruzione, le arti, il patrimonio culturale e le industrie creative.
Inoltre, numerosi documenti di cooperazione firmati da entrambe le parti coprono ambiti strettamente legati ai mezzi di sussistenza delle persone, tra cui la sicurezza alimentare, la quarantena per le esportazioni di cibo per animali domestici in Cina, le moderne costruzioni in legno e la promozione del turismo culturale.
Queste misure andranno a diretto beneficio delle popolazioni di entrambi i Paesi. Approcci pertinenti contribuiranno inoltre a ricucire i legami interpersonali danneggiati dalle turbolenze politiche e dalle restrizioni dovute alla pandemia, e a consolidare ulteriormente le fondamenta sociali delle relazioni Cina-Canada.
Sia la Cina che il Canada sono convinti sostenitori del multilateralismo e il fatto di essere “partner che collaborano tra loro” amplia l’orizzonte della cooperazione bilaterale a livello globale. Di fronte a sfide globali come il cambiamento climatico, la crescente instabilità delle catene di approvvigionamento e gli ostacoli al multilateralismo, un mondo diviso non può fornire soluzioni efficaci.
Le due parti hanno ribadito il loro impegno per il multilateralismo, il sostegno al ruolo centrale delle Nazioni Unite e al sistema commerciale multilaterale sostenuto dall’Organizzazione Mondiale del Commercio. Hanno inoltre concordato di approfondire la cooperazione nell’ambito di quadri come il G20, l’APEC e il Quadro Globale per la Biodiversità (GBF) di Kunming-Montréal. Tale coordinamento e cooperazione sulle questioni di governance globale riflettono un consenso condiviso tra Cina e Canada per infondere energia positiva nella pace e nella stabilità mondiale.
Per quanto riguarda la visita di Carney in Cina, il termine “sviluppo positivo” compare frequentemente nel testo della parte cinese, mentre la parte canadese ha più spesso descritto la visita come “storica”. Il testo di collaborazione ha ripetutamente utilizzato espressioni come “ripartire” e “rafforzare”.
Le due parti hanno inoltre firmato otto documenti di cooperazione specifici riguardanti la sicurezza pubblica, l’energia, la cultura, le dogane, l’edilizia e altri settori, a dimostrazione dell’ampiezza e della profondità della cooperazione. Naturalmente, restano ancora delle sfide da affrontare, che richiederanno saggezza e pazienza da entrambe le parti.
Ci auguriamo sinceramente che la parte canadese apprezzi questo sviluppo positivo duramente conquistato, tenga a bada le interferenze esterne, approfondisca la cooperazione pratica e promuova la costruzione di un nuovo partenariato strategico “forte e duraturo” tra Cina e Canada.














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