Interno di una amena riunione del senatore nordamericano McCain con il nuovo Califfo. La riattivazione su larga scala delle collaudate pratiche della guerra irregolare per mano del Pentagono -conosciuto in ambito NATO come “Stay-behind”- ha portato al lancio internazionale del “califfo” Abu Bakr al-Baghdadi. E della sua organizzazione dal logo mutante o rotatorio.
La nulla credibilità dell’etichetta “Al-qaed” ha portato all’attuale EIIL-ISIS-ISIL-IS, (vedi foto che seguono) che infine ha quagliato la distruttività semantica di “stato islamico”. Che è come se i loro avversari definissero gli USA-UE-NATO-Occidente “stato capitalista”. Sufficiente per un rinnovo profondo della narrativa propagandistica, per sceneggiare mediaticamente -a tinte lugubri- la nuova fiction. Dalla fase del consueto thrilling a quella dell’evocazione apocalittica dello stato-islamico versus stato capitalista.
Dopo aver finanziato e armato le bande terroriste in Siria, Iraq e Libia, puntano a resuscitare l’orrore raccapricciante, la scenificazione più terrorizzante delle esecuzioni, ottenendo persino un provvisorio rialzo dell’indice di gradimento (rating) verso le fallimentari aggressioni della NATO in quell’area. Vorrebbero creare i presupposti per continuarle e rilanciarle, ossia per tornare a bombardare a mansalva.
La dirigenza politica degli USA e dell’UE è ormai incapace di portare a compimento con successo operazioni di “cambio di regime”. E si infiascano in belligeranze decennali in cui non ottengono il controllo pieno dei Paesi aggrediti. Riescono solo a distruggere nazioni, Stati, eserciti, relazioni economie e legami di convivenza sociale. Ne sono una prova l’Iraq, la Siria, e la martoriata Libia in cui USA-UE non riesce a tenere aperte neppure le sue ambasciate e consolati.
Chi ha tratto benefici dai spettacolari fallimenti bellici in Afganistan e Iraq? Non certo la gente e il popolo degli Stati Uniti, nè il Paese nel suo insieme, men che meno quelli europei, caduti in un illimitato vassallaggio. Solo il complesso militar-industriale USA e la finanza che lo possiede, finanziati dai bilanci militari crescenti dei 28 aderenti alla NATO. I tecno-guerrieri del modello liberista e del zero-Stato, alla fine, vivono grazie all’economia non-privata, appropriandosi delle risorse pubbliche assegnate ai ministeri della difesa.
Il nuovo Califfo, però, sarebbe un non-arabo: Elliot Shimon, figlio di padre e madre ebrea, addestrato alla guerra psicologica.
Foto ricordo del senatore con i quadri del califfato
Califfo, prima e dopo
L’orgoglio di colonialisti di vario tipo, attivi in Africa e Asia. La decapitazione non è un monopolio
Fonte: http://selvasorg.blogspot.it/2014/09/usa-il-califfo-e-il-senatore-mccain-di.html



















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