forumsocialemondiale-tunisi 2013Tunisi. Diario secondo giorno.
Roberto Musacchio
Entrare nel campus universitario per l’avvio del social forum mondiale mi fa un po’ l’effetto opposto a quello che prova Marcel Proust quando alla fine della sua Recerche vede il mondo che credeva eternamente presente per quello che e’ e cioè ormai un gioco di maschere di cera. Qui la situazione e’ rovesciata perche’ il mondo che reincontro, quello dei movimenti alterglobalisti, tutto e’ meno che un ritrovo di fantasmi.

Anzi, all’opposto l’assemblea delle donne che apre il forum dedicato alla dignità e’ fatto di corpi e voci e suoni. Sono quelli delle marce delle donne, dei canti arabi, degli urli di liberazione. Sono le donne velate che gridano alla liberta’ e che mi fanno ripensare al bel libro di Pamuk, Neve. Altro che reduci di qualcosa che non c’e piu’. La Tunisi che ci ospita, con tutte le sue contraddizioni drammatiche, e pero’ piena di vita come già l’abbiamo trovata all’arrivo ieri andando ad iscriverci al tendone che sta sulla Avenue Burghiba, non potrebbe aver fatto quello che ha fatto, e cioè la sua primavera di rivolta, senza quel movimento che da 13 anni, da Porto Alegre a qui, ha attraversato Mondi, Tempi e Storia. E forse i pupazzi di cera sono altri, molti di quelli che ho lasciato ieri partendo dall’Italia, tra i quali anche il mio. Qui la Storia e’ in cammino. Il grande giornale tunisino che leggo sull’aereo che ci porta ha il forum in prima pagina con notizie e editoriale. Sui giornali italiani nulla…

Patrizia Sentinelli
L’assemblea delle donne apre all’ insegna della combattività .Le due donne che aprono parlano gridando e cantando di Palestina e ricordo di martiri. C’e grande partecipazione e sentimento. I canti e i colori come i gridi ti contagiano. Le donne sono protagoniste indiscusse e chiamano anche noi all’ azione. Non ci sono sepolcri imbiancati ma solo voglia e desideri di cambiare il mondo. Si recitano poesie intervallate da parole e ancora canti. La parola dignità, logo del forum, campeggia ovunque. Non mancano gruppi che contestano il partito di governo. Ma la parola e’ solo di donne.Una denuncia la femminilizzazione della poverta’ mettendo l’accento contro le politiche del FMI e della Banca Mondiale. Penso alla campagna banning poverty di cui parlerò in un panel di Euro Mediterranea.Nei cartelli che si espongono c’e scritto : nessuna giustizia senza l’ autonomia delle donne e sessuale . Le donne giovani dicono  che saranno il futuro della Tunisia. Rivendicano la loro rivoluzione, e dicono che continueranno per la parità, l’ uguaglianza, la dignità e chiedono in crescendo solidarietà . Prende parola anche una donna del Senegal e dice delle loro lotte per la liberta’ femminile.Se la prende anche con le organizzazioni internazionali che non fanno gli interessi dei popoli.Sono contro al  nuovo colonialismo economico che investe i loro paesi

Graziella Mascia
Sembra un paradosso, ma e’ la prima volta in cui le donne sono veramente protagoniste in un forum mondiale. In altri appuntamenti mondiali soprattutto le donne occidentali discutevano, tra l’altro, e si dividevano sul velo e sui processi di emancipazione e di liberazione delle donne nei paesi a forte influenza della religione musulmana. Qui, in Tunisia, prima delle parole sembrano contare i fatti: donne velate e non velate esprimono con forza e determinazione la loro contrarieta’ al governo egiziano, dicono a quello tunisino che se ne deve andare, aprono il forum parlando di Palestina, chiariscono il loro punto di vista sulla costituzione tunisina che si sta formando. la violenza, dicono,e’ usata contro le donne per farle stare fuori dagli spazi pubblici.. Forse, anche i nostri movimenti possono imparare qualcosa qui, a Tunisi..

Carolina Zincone
proprio in questo momento si canta el pueblo unido…in effetti l’impressione e’ che ci sia una gran voglia di unione, di solidarieta’. Lo urlano le donne che ci promettono: noi andremo avanti nella lotta per i nostri diritti, ma abbiamo bisogno del sostegno della comunità internazionale…un po’ per tutto. Qui si passa infatti dai cartelli rosa per la libertà del corpo femminile alle grida contro la banca mondiale. I Tunisi, le tunisine, sono a tutti gli effetti protagonisti, parlano dei loro martiri, recitano le poesie del loro poeta mohammed amine che cantava la liberazione del popolo tunisino…si chiedono, ci chiedono a gran voce: chi ha ucciso choukri belaid? La storia passata e la storia presente si incrociano. c’è grande entusiasmo, c’è desiderio di lotta ma c’è anche speranza. Anche il tassista che ci ha portato qui voleva che lo ascoltassimo. sfoggiando il suo italiano – perfetto fino a includere i nostri dialetti – ci aveva avvertiti: il popolo tunisino non e’ stupido, sa quello che vuole, fidatevi, qui adesso si sta bene, c’e’ libertà, le donne lavorano, sono indipendenti…Noi non sappiamo fino a che punto le donne abbiano raggiunto ciò che meritano, sappiamo che quando si parla di diritti e’. giusto essere incontentabili.

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Tunisi 2

Roberto Musacchio
Ci ritroviamo in tanti alla riunione italiana che si fa come di consuetudine all’inizio dei lavori. Stavolta siamo in un albergo sulla Bourghiba nei pressi del punto di concentramento da cui partira’ a breve la manifestazione corteo di presentazione alla città del forum. Forum che, dice Raffaella Bolini, e’ già un successo per il fatto che il Forum si stia svolgendo e perche’ gia’ sono arrivati in tante e tanti. Ancora di più un successo visto che il peso organizzativo e finanziario e’ stato stavolta tutto sugli organizzatori tunisini e del forum del Magreb. Sono mancati i fondi internazionali che solitamente affluivano grazie agli sponsor internazionali. Qualcuno di questi ha pensato che il forum avesse meno forza ormai. Ma e’ destinato a essere smentito da questo ritrovarsi in tantissimi qui a Tunisi. Anche dall’Italia, dove forse si puo’ cominciare a smentire la battuta che girava nelle piazze degli indignati e che diceva fate piano se no svegliate gli italiani che dormono.

Patrizia Sentinelli
Ci sono molti panel organizzati anche da associazioni italiane,compresa la nostra  AltraMente che insieme ad altre ha organizzato seminari per lanciare la democrazia euro mediterranea  e una comunita’ euromediterranea ma la  novità e’ rappresentata dalla ricerca di convergenza attiva per l’ azione comune.

Ci sarà anche lo spazio climatico dove si svolgeranno 20 iniziative promosse insieme da tutte le organizzazioni e reti internazionali per arrivare all ‘ appuntamento di Bali nel prossimo autunno. Il proposito di tutti e’ costruire un’ agenda comune.
E ancora molti altri spazi comuni per tanti importanti temi come quello promosso da Altersummit.

Non manca la lotta per l’ acqua bene comune. Qui cercheranno convergenze con altri temi come la salute, la finanza, la democrazia, il clima.
Un tema nuovo per i forum sociale e’ rappresentato dalla discussioni e dalle azioni da concertare contro le grandi opere.

C’e lo spazio migranti dove convergono azioni e protagonismi per i diritti globali da poter agire.
Non mancano seminari attorno alla Libia e alla Siria.

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Patrizia Sentinelli
Gia’ prima di arrivare alla piazza 14 gennaio per la partenza del corteo la avenida Bourghiba e’ strapiena di persone con cartelli in tutte le lingue. La testa del corteo e’ molto avanti ci dicono i compagni che incontriamo, e cosi ci mettiamo a sfilare tra chi e’ contro le grandi opere ( ce ne sono ovunque e si incontreranno in un seminario) e chi chiede democrazia. Tanti sono i giovani tunisini. D’ altro canto coloro che hanno meno di 18 anni sono il 40% della popolazione! Anche su questo la “vecchia” Europa dovrebbe riflettere!

Un drago giallo che si divincola tra i manifestanti richiede una foto: e’ il simbolo di chi lotta contro il clima change. Più avanti le donne e uomini del Saharawi e ancora gli striscioni delle aree di lavoro che si sono date appuntamento nei workshop del forum. Palestina libera, riecheggia come sempre a dire che la lotta non si arrende. Molti anche i sindacati. C’e’ quello di Euromed che arriva dall ‘Italia per costruire la comunità euro mediterranea; c’è quello della rete italiana del FSM tenuto da compagne e compagni di antica pratica comune, da Porto Alegre a Mumbay a Nairobi e per tutto il percorso del forum. L’ aria e’ fresca anche se c’è sole e si sta bene a cantare e a gridare canti e slogan contro il liberismo e le dittature.

Come sempre ci chiediamo quanti siamo? Tanti,ci diciamo, e siamo molto soddisfatti perche’ davvero qui più di altre volte ci sono gruppi che provengono da tanti Paesi a portare la loro esperienza e la lo ro lotta. Le compagne, sorelle, fratelli tunisini accolgono tutti con interesse: il forum apre prospettive ulteriori per la loro lotta, da’ sostegno e coraggio. Si grida dappertutto : solidarietà. Si chiede giustizia per il leader dell’opposizione, Belaid, ucciso.

Anche il consiglio internazionale non potrà non fare i conti con queste realtà! Sono queste infatti le nuove soggettività che si manifestano, determinate e consapevoli.

Ora e qui il mediterraneo sembra essere il mare che fa ci fa incontrare e non divide. Comunita’ euromediterranea di pace e cooperazione. La speranza e’ tanta. I commenti sulla situazione politica italiana che ci facciamo quando ci incontriamo a capannelli appaiono stantii e senza corpo. Scegliamo piuttosto la vita che scorre.

Roberto Musacchio
La sera a cena siamo ospiiti di vecchi amici: i parlamentari europei del Gue. Da parlamentare della sinistra europea in quel gruppo ho condiviso altri forum da Bamako a Nairobi, da quelli europei, a Belemme. Il Gue c’e’ sempre. Partecipa ai lavori, prende parte al forum dei parlamentari, organizza propri eventi. Ogni volta che ci rincontriamo c’e un poco di commozione. Loro sono molto dispiaciuti della nostra situazione italiana, dicono di sentire la nostra mancanza, fanno il tifo per noi. Anche quando quel noi non e’ più cosi’ chiaro cosa sia, tante sono le strade diverse che abbiamo preso. Ma ci accomuna la strada principale, quella della critica radicale a questa Europa e della ricerca di un altro mondo possibile. Parlo in particolare con Gabi Zimmer, la deputata della Linke, che ora e’ capogruppo. E’ sempre affettuosa.

Ci diciamo della Germania, dove e’ difficile ciò che la Linke fa e cioè essere l’unica forza realmente contro una austerità voluta da quasi tutti gli altri partiti, e dove la Merkel piace al 60%. Ci diciamo di quanto sarebbe bello ritrovarci in una comune battaglia per le prossime europee in cui finalmente anche gli italiani possano rientrare nel PE. Mi viene in mente che dovremmo avere un candidato comune indicato a Presidente della Commissione, come sara’ previsto probabilmente dai nuovi indirizzi europei, e penso subito ad una figura come quella di Alexis Xipras, il leader di Syryza. Credo che da sola parlerebbe di un’altra Europa e aiuterebbe perche’ no la stessa sinistra italiana a ritrovarsi. Come sempre dal Gue si trova uno spaccato di nuovo internazionalismo.

Ci sono leader tunisini di sinistra. Argentini di Attac, con cui parliamo di Papa e di poverta’ raccontandogli la campagna che stiamo facendo con Riccardo Petrella. Si parla di altersummit con alcuni degli animatori di questa nuova importante esperienza di alternativa europea. E ci diciamo come sia incredibile che si stia approvando anche un’altra stretta di austerità con il Two Pack votato anche dai socialisti e dal Pd. Parliamo con gli spagnoli della loro rinascenza politica, anche grazie ai movimenti. E con la neo deputata portoghese del Bloco ricordo Miguel Portas un caro compagno scomparso da poco, troppo giovane, di cui lei ha preso il posto. Ci vogliamo bene e non e’ poco a sinistra di questi tempi.

 

(CONTINUA…)


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Una replica a “Forum Sociale Mondiale: Diario da Tunisi (1)”

  1. Avatar rosa maria
    rosa maria

    Un evento eccezionale ancora di piu perche si tiene in africa in un paese mulsumano. Dovrebbe far capire che la consapevolezza di un mondo esiste e che in questo mondo ognuno con le sue diversita è fratello o sorella . Viviamo e siamo accumunati dallo stesso tempo spesso con le stesse inquietudini e speranze, se non fosse per molte barriere mentali saremo tutti una grande famiglia dove l amore e ridpetto sarebbe ovvio. Basterebbe questo perche sparissero le disuguaglianze e le falsita.

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