di Patrizia Sentinelli
E’ appena terminato il forum della cooperazione a Milano. E cominciano le prime valutazioni. A me pare che per essere efficaci nell’operare una lettura dell’evento al fine di contribuire a una seria ridefinizione dello stesso concetto di cooperazione, occorra cercare l ‘elemento prevalente emerso tra le tante proposte ed idee che si sono confrontate. Solo così è possibile salvare e/o valorizzare le nuove suggestioni e impegni presi senza oscurare il quadro, l’approccio al tema che è stato l’asse centrale dell’incontro e della politica annunciata.

Quel quadro e quell’approccio, per ciò  che è scritto nel documento finale e nei contenuti degli interventi istituzionali, piega la cooperazione verso il mercato, ne disegna il campo d’azione dentro la cornice dell’internazionalizzazione delle imprese italiane, modifica il segno della reciprocità tra esperienze di solidarietà. A me pare questo il punto che non può essere sottaciuto, mettendo l’indice solo sulla positività della partecipazione delle Ong ai progetti e alla discussione che prepara l’annunciata convocazione degli Stati Generali.

Si potrà dire che ciò è vero già da tempo, e che è vissuto dietro una sorta di cortina fumogena che provava a nasconderlo. Sicuramente è così ma il metterlo in chiaro così nettamente fa compiere un salto di qualità.

Che cosa è  oggi la cooperazione internazionale per il nostro Paese, per  i nostri governanti? Uno strumento per portare le nostre aziende nel mondo e con l’aiuto pubblico privatizzato affermare che con la crisi in atto non c’è trippa per gatti e la cooperazione potrà servire al Paese  per tornare a crescere.

Il vizio è all’origine. Il governo Monti e i suoi ministri sono, nello svolgimento della loro politica, performativi di un’altra società e di un’altra economia che ha nella  finanza internazionale il nuovo dominus, il punto di riferimento. Conta la moneta e non le persone. Infatti l’Europa smonta via via il suo modello sociale fondato su welfare e cittadinanza e impone il fiscal compact e il pareggio di bilancio nella Costituzione degli Stati Membri. Questo è il recinto dentro cui ci si può muovere. E anche la cooperazione diventa parte integrante anzi sussunta dentro questo quadro di compatibilità.

Con questa realtà bisogna fare i conti perché essa opera affinchè sia impossibile un ritorno indietro e perché il “non vi è alternativa” valga per il presente e per il futuro.

Perciò penso che al di là delle attese il forum era segnato da questa impostazione.

Con questa realtà bisogna fare i conti perché essa opera affinchè  sia impossibile un ritorno indietro e perché il “non vi è alternativa” valga per il presente e per il futuro.

Bisogna avere questa consapevolezza se si vuole provare  nonostante tutto a credere che si poteva e si può operare in modo diverso. Bisogna sapere che ciò è possibile solo a patto di rimettere in discussione la subalternità della cooperazione internazionale ai dettati della Bce e del bilancio.

Ribadire ancora  oggi che la cooperazione è parte integrante della politica estera, non la nobilita ma anzi la rende ancillare alla politica di controllo dei flussi migratori, agli interventi militari nel mondo, alle convenienze delle imprese.

Perciò pensare a un ministero autonomo con funzioni di rappresentanza e di coordinamento può essere un fatto positivo ma la barra della sua iniziativa, anche in tempo di crisi, dovrebbe essere la promozione delle economie solidali e locali, il rispetto dei beni comuni, il rafforzamento di processi implementanti l’autonomia e l’autogoverno, a partire da quelli delle donne, il sostegno ad interventi civili di pace. Insomma una trama di relazioni democratiche  per contribuire alla  giustizia sociale e ambientale.

A Milano si è consumata un’altra storia. Gli sponsor scelti sembrano poi essere coloro che dettano l’ agenda in tutta coerenza con l’impianto generale di Monti.

A me non pare che questo risponda a ciò che ci chiedono le nostre amiche e amici che abbiamo incontrato e continuiamo ad incontrare nei diversi Paesi del mondo, nei fori sociali, nelle iniziative internazionali.

In questi anni che mi separano dall’esperienza agita nel governo Prodi ho evitato di fare riferimenti a quella cooperazione che provai, certamente non da sola, ad indirizzare. Ho evitato perché dopo la caduta di quel brevissimo governo mi pareva più utile tentare di riflettere sulle ragioni più generali di una sconfitta e non di sottolineare le cose fatte e le prospettive disegnate. Ma ora mi pare utile tornare anche su quell’esperienza che promosse attraverso  tavoli partecipativi, stati generali, conferenze internazionale ( ricordo in particolare Bamako con le donne, Guatemala con i produttori locali, e ancora Nairobi per Korogocho, La Paz per l’acqua, l’Onu per i diritti umani, e tante ancora su questa linea) una cooperazione che aumentò i finanziamenti, anche per le Ong, nonostante i segni della crisi che già erano evidenti, destinò fondi per le economie locali, riconobbe e promosse pratiche di prossimità, autonoma dalle missioni militari, e una nuova cooperazione comunitaria. Una cooperazione che cercava, anche con tanti limiti,  di far affermare  anche nelle organizzazioni multilaterali un ruolo dell’Italia come partner alla pari e non agente di neo colonialismo, come si dimostrò nella vicenda degli Epas!

E’ bene discutere ancora, e ben vengano tutti gli appuntamenti proposti a Milano.
Mi piacerebbe, però, anche che la discussione si animasse tra gli attori della società civile, per mettere insieme punti di vista ed esperienze. Il forum di novembre a Firenze può essere una bella occasione, simbolica, e concreta allo stesso tempo.


Scopri di più da cambiailmondo

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

VOCI DAL MONDO CHE CAMBIA

Seguiamo i cambiamenti da punti diversi del mondo. Ci accomuna il rifiuto di paradigmi ideologici e unilaterali. Un mondo multipolare implica pari dignità dei luoghi da cui lo si legge. Magari ci si avvicina alla realtà…
Sostienici !




Altre news

da EMIGRAZIONE NOTIZIE


da RADIO MIR



da L’ANTIDIPLOMATICO


1.385.984 visite

META

Scopri di più da cambiailmondo

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere