di Tonino D’Orazio
Se guerra è in atto, anche stavolta la religione c’entra qualcosa. Quale era la questione centrale della Riforma di Lutero nei confronti del cattolicesimo canonico romano? La confessione. Il protestantesimo dice: se hai peccato, confessati direttamente a Dio e come punizione cerca di riparare il danno. Mantiene il “conflitto” all’interno della persona e nella sua razionalità del rispetto delle regole, anche del dare e dell’avere. A parte il problema simoniaco dell’epoca, la chiesa romana dice, grosso modo: confessati al prete, cioè alla nostra gerarchia, con quattro pater noster e ave maria sarai perdonato dopo un’attenta valutazione della punizione. Cerca, fai il possibile, per non ricominciare, ma sappi anche che potrai sempre essere perdonato.

E’ il concetto ben espresso da Krugman (premio Nobel per l’economia nel 2008): “Molti responsabili europei, in primo luogo i politici tedeschi, la guida della Banca centrale europea e i guru del mondo finanziario ripetono la litania della grande mistificazione senza farsi scuotere neanche da solide prove contrarie”. Krugman taglia corto e calca ancora di più la mano dicendo che i virtuosi “coprono il problema con una veste morale: i paesi colpiti avrebbero peccato (ovvero speso troppo, vissuto al di sopra delle proprie possibilità come si sente spesso dire, troppo opulenti, per dirla alla Scalfari, ndr.) e dunque devono espiare, resi consapevoli di aver peccato.

Con le ricette che conosciamo e con le note conseguenze: recessione, tagli alla spesa pubblica, aumento dell’età pensionabile, riduzione delle pensioni, tagli agli stipendi e, per usare un termine eufemistico, “rimodulazione” dei diritti dei lavoratori per garantire nell’era della globalizzazione e delle economie emergenti (Brasile, Russia, India e Cina) la competitività delle economie e dei prodotti nazionali dei paesi europei. Vera demagogia che si sostanzia tramite “valori” superiori che chiamano libertà, patria, democrazia, impresa, debito pubblico, ecc.. Eppure a pagare siamo e saremo sempre noi.

Uno degli aspetti più interessanti delle tesi di Krugman è appunto che “l’illusione più grande dell’Europa sta nel credere che la crisi sia scaturita da una gestione irresponsabile dei bilanci statali”.  Krugman dice che sì questo è vero nel caso della Grecia, ma che la storia della Grecia è ben più complicata del suo modo di entrata nell’euro. In altre parole, i problemi della Grecia vanno cercati anche altrove e non solo nella gestione del bilancio statale.

Krugman cita altri due esempi: l’Irlanda e la Spagna. Prima della crisi l’Irlanda aveva un saldo positivo di bilancio e un debito pubblico basso e così anche la Spagna. E siccome la Spagna e gli altri paesi in crisi dell’Eurozona non hanno più una loro moneta nazionale, per ridurre i costi devono sopportare una lunga fase di disoccupazione di massa abbastanza alta da creare una pressione per la riduzione degli stipendi e mantenere sempre viva la “guerra dei poveri”.

Monti agli italiani: “Grazie per i vostri sacrifici”. Oggi si vede benissimo quel che molti hanno sempre detto a sinistra, quella vera, e cioè che tutte queste “riforme” contro il popolo non servono a niente. Ma è un altro grande tema cattolico: la sofferenza sino al martirio per ottenere il premio, dopo. Ci vengono chiesti solo sacrifici, senso di «responsabilità», spirito di abnegazione.  Di nuovo la valorizzazione della punizione che il capro espiatorio si auto-infligge per essere venuto meno ai doveri imposti dal pantheon economico, cioè dal credito, dalla concorrenza drogata, dall’efficienza sfruttatrice, dalla redditività a qualunque costo, dalla solvibilità fasulla delle banche, dalla menzogna politica, eccetera.

Cioè viviamo in un sistema economico e sociale idolatrato che non può essere definito solo ingiusto, ma spaventosamente violento e criminale. Che sia questa la nostra nuova religione di questo secolo? In genere quando diventano prepotenti e assolute, le religioni e i dogmi, con i loro nuovi sacerdoti, creano lo stato etico, magari modificando anche le costituzioni democratiche.

Infatti se le religioni non hanno nulla di scientifico ma sono solamente ancorate alla fede individuale o di massa, la stessa cosa si può dire dell’economia, della sua non scientificità e del suo attuale alto valore ideologico e fideistico, contro qualsiasi ragionevolezza. Vedi la modifica dell’art.81 della nostra Costituzione che ingabbia definitivamente la democrazia, con l’avvallo sfacciato del suo garante Napolitano e di una ottusa sacerdotessa protestante, rendendoci tutti deferenti alla nuova religione.

Una costituzione ormai “senza popolo”, con la regola d’oro calata dall’alto dai tecnocrati di stampo anglo-sassone, (diamine di nuovo i protestanti!).

Si tratta di capire quanto siamo responsabili, ognuno di noi, e assolvibili. Da dove e da chi viene la violenza. Dal derubato che protesta o dal ladro che lo ferisce fino al dissanguamento. Sempre più le persone, i salariati, gli operai e gli impiegati, i lavoratori dei servizi, i disoccupati, si stanno accorgendo dell’inganno nel quale hanno continuato a vivere per decenni. Anche se da come votano oserei dire forse, o non ancora abbastanza.

Dopo tutto il riformismo di stampo liberale borghese è finito, ingoiato dall’efferatezza capitalistica, anche se le occasioni, tramite l’alleato socialista storico, le aveva per regolare e per rendere più giuste le società, ma ormai le ha perdute definitivamente. Oggi è solo un riformismo congiunturale, di bottega, che lascia immutate le basi stesse del potere e dello sfruttamento nelle diverse articolazioni di appropriazione sulle quali regge questo sistema.

Ma per modificare questa struttura obsoleta della società è necessario un movimento ampio, un rivolgimento profondo che per molti motivi non potrà non essere cruento, radicale, e sovvertitore.

I partiti tradizionali, insieme alle religioni e alle “morali” tornate prepotenti nei loro “valori” obsoleti e banalizzanti, non reggono più e si schiacciano e si adeguano sempre più ai “vincitori”, al dio denaro e allo sfruttamento che ne consegue e che abolisce di fatto proprio quei valori a cui molti si richiamano.

Il gran capovolgimento, se ci sarà, riguarderà anche loro. Anche se la storia ci dice che il potere dello stato protettore del capitalismo potrà essere mantenuto anche legalmente con la forza. Le religioni potranno continuare a mantenere il loro cappio sulla miseria e sulla sofferenza?


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