di Tonino D’Orazio

Eccoci alla seconda fase. Quella della famosa crescita e sviluppo? No, quella è l’araba felice per i sindacati, è quella di Samuel Becket “Aspettando Godot”. Gli imprenditori hanno già avuto tutto, soldi, licenziamenti facilissimi, flessibilità gratis, fuga facilitata, tagli alla giustizia. Certo manca un piano industriale per il paese, ma sinceramente, a parte l’IRI di una volta, sappiamo che non è mai esistito.

Monti incontra la Merkel. “Adesso la crescita.” Ma questo trucco non l’abbiamo già sentito più volte da ottobre dell’anno scorso? O addirittura almeno dai quattro governi precedenti?

No, parlo della seconda fase del quadernino Monti-Bce-Fmi, quello diligente che ci avvicina al disastro greco, quello della seconda fase del massacro. Quella cinica con molti sostenitori ipergarantiti pronti ad appoggiarla. In primis Napolitano, poi la stampa “libera” che punta tutto sulla positività del congelato l’aumento dell’Iva per il 2012 e sulla riduzione (sempre al futuro) dell’incremento a decorrere dal 2013, e poi la Lega delle Destra (Pdl-Udc-Pd) italiane.

Qualche frase a caso per intenderci, anche se le intenzioni ci vengono nascoste con parole del gergo tecnico-mafioso bancario. Spread, spending review, crunch; sembrano veri cioccolatini croccanti.

Il lavoro non è un dirittodixit una milionaria del governo.  Il parlamento, eletto a norma della nostra Costituzione gli ha dato ragione, ma non è plateale tradimento dell’art.1. I garanti sono Napolitano e la fiducia della Lega delle Destre. Premettono “distinguo” e poi votano compatti il fango proposto. Gli obiettivi: abbattere i lavoratori e i loro diritti.

I tagli alla spesa pubblica permetteranno di alleggerire le tasse degli italiani”. Dopo venti anni di stupide promesse berlusconiane, rieletto per ben tre volte anche su questo tema, dopo le tassazioni dirette e indirette in atto e a venire, vuoi vedere che ci regalano 20 centesimi come l’Agip? Ma no, 200 milioni vengono stanziati agli autotrasportatori affinché possano pagare più facilmente i consumi petroliferi.

Blocchi degli stipendi e ferie coatte per i pubblici dipendenti”. Presidente Squinzi (Confindustria)  perché non equiparare anche per i dipendenti privati? Pensi che boccata di ossigeno per le imprese. Ulteriore, perché già fermi da anni, blocco degli stipendi per due anni, cioè a dopo le elezioni.

Invece, nella continuità della presa per il sedere, contando bene sarà per quattro anni: dal 1 gennaio 2013 al 31 dicembre 2014, (quindi se ne riparla, di eventuali aumenti, forse allo stipendio di gennaio 2015) lo stipendio dei dipendenti delle società pubbliche non potrà superare quello del 2011, punto di riferimento già senza aumento; totale quattro anni.

Le ferie e i permessi non goduti, spesso per necessità amministrative e di carenza di personale, sono perse, non più monetizzabili, sono un regalo, ad gratiam dei. Chissà che fine farà la tredicesima.

Mi raccomando, appena questi scienziati si ripresentano alle elezioni dategli il vostro voto perché ancora non hanno finito il lavoro.

Abbiamo la Grecia davanti agli occhi. Ci precede nella “cura” e più nessuno si senta sicuro delle proprie amicizie o della legalità dei contratti. Nulla vale più nulla.

I tagli nella Pa non vengono effettuati sulle  consulenze che “valgono 1,5 miliardi” o con l’abolizione delle “società” controllate al 100% dagli enti locali e che  non forniscono servizi ai cittadini: sono solo poltrone per la politica con il raddoppio dei costi e delle spese.

Per quanto riguarda le assunzioni (si presume) per le spese del personale della pubblica amministrazione, le “facoltà assunzionali” sono ridotte del 20% per tutte le amministrazioni nel triennio 2012-2014, del 50% nel 2015 e del 100% a decorrere dal 2016.

Nel frattempo giù lacrime da coccodrillo sulla disoccupazione giovanile. Che importa che circa 20.000 nostri giovani, “cervelli” in testa, lasciano l’Italia ogni anno. Presto altrettanti lasceranno le università pubbliche per mancanza di possibilità finanziarie, mentre vengono rimpinguate le università private.

Le università pubbliche sono alla bancarotta e dovranno chiedere soldi ai soliti noti. Mica questi geni vengono dalla Bocconi per niente. Evidentemente c’è pegno. Alcuni amici dicono che è per ideologia.

Sarà anche vero. Però mi sembra tanto un vecchio sistema democristiano o di compromesso storico spartitorio. Strano che la Chiesa non si faccia avanti.

Bisogna dire che l’emigrazione è sempre stata una risorsa per una deflazione del mercato del lavoro. Chi va via non viene conteggiato più. Alleggerisce anche le statistiche.

Nella decisione c’è la nomina di un castigamatti (Bondi, ma non quello lì) come commissario straordinario per la razionalizzazione della spesa per acquisti di beni e servizi della Pubblica Amministrazione, dove si nascondono vere e proprie mafie di grossisti, mediatori e amici degli amici.

E’ prevista la definizione dei suoi compiti, (al limite della legalità costituzionale) e la nascita di un nuovo comitato interministeriale. Insomma un altro uomo della provvidenza con un bel gruppo di nuovi tecnici a mangiare lautamente.

La rete della lobby dei tecnici deve essere abbastanza grande e va alimentata. Ma soprattutto se controllate i suoi compiti e poteri vedrete che è proprio un vero e onnipotente vice di Monti.

Le Ferrovie dello Stato e le Poste saranno escluse dalle norme sulla spending review, ovviamente non bisogna ricordare a nessuno che sono ormai “private”.

L’Inps, cioè i soldi dei lavoratori, non regala niente? Come no? Le imprese, in credito con la P.A. (che non paga per mesi se non per anni), che non hanno effettuato i versamenti contributivi (sono decine di migliaia) non saranno più escluse dagli appalti, non avranno più bisogno del Durc (documento-certificato di onestà contributiva rilasciato da Inps e Inail). Semplice giro di cassa in anticipo a carico Inps.

Tagli alle pensioni d’oro? No, quello ci sarà nell’araba fenice del decreto “sullo sviluppo”.

Di nuovo tagli alla scuola. Il fondo sanitario viene ridotto di 3 miliardi in due anni (un miliardo per il 2012 e due per il 2013); vengono chiusi i piccoli ospedali e previsti circa 30mila posti letto in meno, ovviamente negli ospedali pubblici (perché quelli privati i soldi li ricevono direttamente da Dio), con un rapporto di 3,7 posti letto per mille abitanti contro gli attuali 4,2.

Verrebbero meno 56.000 ricoveri. Già nelle corsie si muore adesso, soprattutto al sud, vediamo se in due anni riescono a sacrificare qualche decina di migliaia di pensionati, ormai già incapienti su tutto o di poveri che non riescono più a comperare nemmeno le medicine.

In aggiunta i pazienti dovranno pagare una percentuale, a seconda della gravità, delle spese ospedaliere di chirurgia. Quando si dice taglio alle spese vive. Far morire la gente in massa, o organizzare un grave danno per la salute di migliaia di cittadini, non è un reato? Per un cattolico (come Monti e come la maggioranza dei ministri e dei parlamentari) non era fondamentale il rispetto della vita e della dignità delle persone?

Taglio al fondo delle vittime dell’uranio impoverito. Sono tutti i militari che sono stati inviati dai governi di centro-sinistra e di centro-destra nelle missioni di guerre umanitarie e ne sono tornati cancerogeni. Ancora qualche morto anonimo in più. Però se muoiono direttamente in guerra quanti onori, compreso il bacio di Napolitano sul feretro.

Non vengono però tagliati i 100 milioni per armamenti. La nostra amicizia con gli americani per la preparazione alla guerra, seppur servile, è sacra.

Nuovi tagli alla ricerca, al Cnr, all’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e all’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Tanto a che servono, questi non riescono nemmeno a predire un terremoto, quegli altri corrono dietro al “bosone di Higgs” da un tunnel a un altro fino a Ginevra. Però non si dice tagli, ma “riorganizzazione”…

Adesso tocca ai sindacati. Per 15 anni hanno picchiato tutti sul Parlamento fino a partorire leggi elettorali che lo sottomettessero ai partiti; poi hanno picchiato da quasi dieci anni sui partiti, incerti ormai e insicuri e li hanno affondati con il loro consenso; adesso tocca ai sindacati e soprattutto alla Cgil. Bisogna convincerli che è loro la colpa del disastro. Fuori dalle fabbriche (cioè fuori l’art.3 della Costituzione), fuori dalla Pubblica Amministrazione tracciando la linea della privatizzazione.

Dopo, finalmente, non c’è più nulla per difendere in Costituzione. «I contingenti dei distacchi sindacali e dei permessi sindacali retribuiti … sono ulteriormente ridotti del 10%. La riduzione è effettuata a decorrere dal 1 gennaio 2013».

Il fascismo (strapotere padronale e cultura anti-lavoratori) è tornato a comandare prepotentemente con l’aiuto di ex-socialisti, ex Dc e ex-comunisti.

Dove si chiude il cerchio?  Gli stati si indebitano con le banche (quasi tutte in bancarotta), gli stati derubano i cittadini per dare soldi alle banche, anche i cittadini, spesi i loro risparmi, si indebitano individualmente con le banche per pagare le tasse allo stato. Chi dovrà rompere il cerchio non potrà essere un debole mediatore riformista che convince e guida le pecore da tosare.

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Immagine: Dipinto di RENEE FABBIOCCHI – Teoria di stellina
per gentile concessione dell’autrice – Artista italiana in Monaco di Baviera

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