di Alfredo Iorio (Praga) *
E’ spaventoso il silenzio frastornato o colpevole sulle responsabilità passate e presenti di questa devastante crisi economica. La sistematica distruzione degli strumenti culturali e scientifici di analisi dei fatti, ha prodotto il vuoto. La convinzione indotta di una assenza di alternativa a questo sistema economico mostruosamente ingiusto, genera il deserto della speranza. Eppure le dinamiche sociali di fondo sono le stesse da almeno un secolo, anche in questo mondo cosiddetto ‘‘globalizzato’’, spacciato per essere troppo nuovo per essere capito.

Le responsabilità della crisi sono evidenti, inequivocabili, davanti agli occhi (chiusi!) di tutti.
Esse appartengono in larghissima misura al sistema finanziario degli speculatori, dei gonfiatori di profitto, delle agenzie di rating, infide parti in causa, di CEOs spietati, di singoli individui a cui è consentito accumulare ricchezze sufficienti al sostentamento di intere nazioni del pianeta.
Oggi enormi risorse vengono dirottate dalle necessità, spesso primarie, delle persone e della società civile, in un disegno evidente, ma non dichiarato, di ripristino dello status quo precedente alla crisi!

Questo, ad esempio, e’ comprovato da un recente rapporto della Bank of International Settlements (una sorta di banca centrale delle banche centrali), che descrive attività bancarie di nuovo indirizzate ad operazioni rischiose e fraudolente (ad es., i cosiddetti derivati).
Questo perché sanno in partenza che se ci saranno guadagni, questi saranno enormi e da dividere entro le mura della banca.

Se invece, come e’ probabile, ci saranno perdite, la cui entità è per forza di cose direttamente proporzionale al rischio, queste saranno sempre appianate dagli Stati per effetto dei titoli dei debiti sovrani che le stesse banche detengono e finanziano coi soldi dei risparmiatori. Cioè da noi tutti!

Ecco poi che personaggi del calibro di Ina Drew, a capo della divisione londinese della JpMorgan che ha procurato perdite per oltre 2 miliardi di Dollari aprendo di fatto la crisi, anziché essere arrestata buttando la chiave nell’oceano, viene premiata dalla stessa banca (finanziata con denaro pubblico) con una buona uscita da 21,5 milioni di Dollari.

Nessuno chiede una contropartita per queste risorse, la cui mancanza sta distruggendo giorno per giorno le conquiste sociali di secoli.
Questo è il disegno di tutto l’establishment: riportare tutte le risorse nell’arena della finanza criminale de facto, per perpetuare il sistema dell’enorme arricchimento di pochi ai danni dei diritti di tutti, e quando fosse possibile, anche del diritto stesso di restare in vita, parliamo dello scatenarsi delle guerre.

Non è più rinviabile dunque che le classi politiche dirigenti, massima espressione democratica della società civile, riprendano in mano il controllo delle banche centrali e tramite queste quello degli istituti privati, attraverso un sistema di regole certe, almeno quanto lo era prima dell’avvento della politica iper liberista di Reagan e della Thatcher, per riconsegnare nelle mani dei popoli il loro destino.

L’ANPI CZ, per i valori e gli ideali che rappresenta, possibilmente insieme ad altre espressioni rappresentative della società civile italiane e ceche che hanno a cuore la democrazia, si farà carico di una campagna di informazione e mobilitazione affinché ogni cittadino (primo finanziatore delle banche) possa pesare di più sulle loro scelte.

La ricetta è semplice. Manca totalmente fino ad ora, la rappresentanza politica di queste istanze.

*) Componente ANPI – Rep. Ceca


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