di Silvana Cappuccio
Si è aperta la Conferenza internazionale del lavoro dell’Ilo, dopo l’elezione del direttore generale Guy Ryder. La crisi economica ha aggravato la disoccupazione dei giovani in tutto il mondo: questo il primo tema in agenda
Alla presenza di oltre 3.000 delegati provenienti da 184 Stati, sono iniziati a Ginevra i lavori della centunesima Conferenza internazionale del lavoro, subito dopo l’elezione di Guy Ryder a direttore generale dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), incarico che assumerà operativamente dal prossimo mese di settembre. La crisi occupazionale dei giovani, che riguarda oggi tutti i paesi del mondo senza eccezione alcuna, è uno dei temi principali su cui verterà la discussione. Lo stesso argomento fu oggetto di discussione già nel 2005, quando la Conferenza adottò una risoluzione a questo proposito.
Il Consiglio di amministrazione dell’Ilo ha rimesso la questione all’ordine del giorno proprio per il diffuso allarme sulle dimensioni senza precedenti dei livelli di disoccupazione giovanile. Quest’ultima è infatti un elemento di grande preoccupazione dappertutto, insieme alle crescenti difficoltà nel passaggio dalla scuola al lavoro e al deterioramento progressivo nella qualità dei posti di lavoro disponibili. La crisi economica e finanziaria globale ne ha esacerbato le caratteristiche, mentre le previsioni correnti per la crescita non sono positive e permane quindi un fondato rischio che i giovani continueranno a essere seriamente colpiti.
Parallelamente, sono all’ordine del giorno dell’agenda della Conferenza internazionale del lavoro: la proposta di una Raccomandazione sul social protection floor (lo zoccolo di protezione sociale), i principi e i diritti fondamentali al lavoro, i rapporti sull’applicazione delle norme e la possibile revisione delle decisioni su Burma, in considerazione del processo di democratizzazione.
La proposta di adozione di una Raccomandazione sul social protection floor nasce dalla richiesta del Gruppo dei lavoratori di elaborare uno strumento a supporto (non sostitutivo) delle norme vigenti, per fornire un riferimento flessibile agli Stati membri nella definizione di uno zoccolo di protezione sociale in tutti i paesi, secondo le situazioni nazionali e i livelli di sviluppo. Per i sindacati rappresenta un’importante opportunità per chiedere l’accesso universale alla sicurezza sociale e quindi garantire quei milioni di donne e uomini, la maggioranza dei lavoratori e dei cittadini nel mondo, oggi lasciati senza tutela, poiché riguarda diritti umani sia dei lavoratori dei settori formali che di quelli dell’economia informale.
La Raccomandazione dovrà definire una serie di garanzie di base per ridurre la povertà, la vulnerabilità e l’esclusione sociale. Queste garanzie di base dovranno riferirsi a un insieme di beni e di servizi definiti a livello nazionale, come l’assistenza sanitaria essenziale, la maternità, la sicurezza di un reddito base per i bambini, sufficiente almeno per l’alimentazione, l’istruzione, le cure e altri beni e servizi necessari, la sicurezza di un reddito base a livello nazionale per persone anziane e, sempre definito su base nazionale, per persone in età attiva che non riescono a guadagnare un reddito sufficiente, anche in caso di malattia, di disoccupazione, di maternità e di disabilità.
L’adozione di questa Raccomandazione, proseguendo la discussione durante la Conferenza dell’anno scorso, sarebbe anche un messaggio sul ruolo dell’Ilo e sull’importanza dei suoi strumenti normativi come risposta ai bisogni più urgenti della forza lavoro nel mondo.
Il dibattito sui principi e i diritti fondamentali al lavoro (libertà di associazione e di contrattazione collettiva; eliminazione di tutte le forme di lavoro forzato od obbligatorio; abolizione del lavoro minorile ed eliminazione della discriminazione in materia di lavoro e occupazione) fa seguito a quanto già previsto dalla Dichiarazione sui principi e i diritti fondamentali al lavoro del 1998 e dalla Dichiarazione sulla giustizia sociale per un’equa globalizzazione del 2008.
La Dichiarazione sulla giustizia sociale ha la finalità di rafforzare la capacità dell’Ilo nel promuovere l’agenda sul lavoro dignitoso e nel dare delle risposte alle sfide della globalizzazione. Uno dei principali obiettivi della Conferenza, nelle sue conclusioni, dovrebbe essere la definizione di un piano di azione con le priorità sull’attuazione dei principi e diritti fondamentali al lavoro nel periodo 2012-2016.
La Commissione sull’applicazione delle norme esaminerà il rapporto annuale del Ceacr (Comitato esperti sull’applicazione delle convenzioni e raccomandazioni), organismo indipendente composto da esperti legali, e discuterà 25 casi di violazioni, scelte tra una prima lista di casi più ampia. A marzo il Consiglio di amministrazione dell’Ilo aveva deciso di includere in agenda anche la possibile revisione delle decisioni adottate in passato su Burma (Myanmar).
Il Gruppo dei lavoratori è ancora piuttosto prudente nella richiesta di rimuovere le sanzioni, soprattutto perché permangono nel paese gravi limitazioni sindacali e situazioni di lavoro forzato. In linea di principio, si dimostrerà invece disponibile a rivedere la Risoluzione del 1999, con cui si escludeva la Birmania da qualunque attività di cooperazione tecnica dell’Ilo, perché la rimozione di quest’impedimento potrebbe favorire una presenza dell’Ilo stessa e un sostegno al processo di democratizzazione.
FONTE: http://www.rassegna.it/













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