Non c’è nessuna decisione positiva per affrontare la crisi economica, sociale, occupazionale.
di Leopoldo Tartaglia
(*)
I ministri dei paesi membri del FMI e della Banca Mondiale, riuniti a Washington tra il 20 e il 22 aprile scorsi, non hanno segnalato cambiamenti nelle loro proposte di politiche economiche rispetto alle posizioni precedentemente annunciate dalla direzione del Fondo.

Il comunicato finale dell’IMFC, il comitato ministeriale del Fondo (vedi l’allegata traduzione), sottolinea il miglioramento degli indicatori economici negli USA e una crescita relativamente stabile nella maggior parte dei paesi emergenti e in via di sviluppo e insiste sulla necessità di “un credibile consolidamento fiscale e…..riduzione del debito, evitando al contempo eccessive politiche di contrazione”. I ministri enfatizzano anche la necessità di “intelligenti riforme strutturali” nell’eurozona.

I ministri riuniti nel Comintato per lo Sviluppo, congiunto FMI-BM, da parte loro, dicono che si è “ridotto” il pericolo di una grave recessione mondiale (in allegato la traduzione italiana del loro comunicato finale). Ciononostante concordano sul fatto che prezzi più alti e più volatili dei generi alimentari di prima necessità minacciano i risultati nella riduzione della povertà ed altri Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDG).

Il comunicato (vedi traduzione allegata) sostiene la collaborazione tra BM, Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) e altre istituzioni per il miglioramento di programmi di protezione sociale, ma non fa menzione dell’obiettivo dello Zoccolo di protezione sociale (Social Protection Floor), anche se questo è stato confermato dall’ultimo vertice del G20 e sostenuto dalla stretegia sulla protezione sociale recentemente adottata dalla Banca.

Facendo seguito agli accordi tra i ministri delle finazne del G20, il comunicato dell’IMFC afferma “saldi impegni” a incrementare le risorse finanziarie del FMI di altri 430 miliardi di dollari USA. Anche se il comunicato dichiara che “queste risorse saranno disponibili per tutti i membri del FMI”, ci si aspetta che queste risorse aggiuntive, che più o meno raddoppiano le attuali disponibilità del Fondo, serviranno primariamente per i salvataggi della zona euro. Christine Lagarde, direttrice del FMI, ha dichiarato alla stampa che “diversi Paesi Arabi in transizione” vedranno attuati, a partire da ottobre 2012, programmi di prestiti da parte del Fondo.

Il comunicato dei ministri ripropone gli accordi su una nuova fase di riforma della governance del FMI che dovrebbe portare ad aumenti “nella quota di voto dei mercati emergenti e dei paesi in via di sviluppo nel loro insieme” ed è visto come condizione per contributi aggiuntivi dei paesi BRICS alle risosrse finanziarie del Fondo. Comunque i principali beneficiari dell’accresciuto potere di voto saranno i paesi a rapida crescita economica e non i paesi a più basso reddito.

I ministri hanno enfatizzato la necessità “di spingersi avanti in modo cooperativo per rafforzare i sistemi finanziari” completando e implementando l’agenda concordata sulla riforma del sistema finanziario in un modo coerente e non discriminatorio a livello internazionale, includendo nell’area degli accordi di Basilea i derivati, e le risoluzioni transfrontaliere sulle istituzioni finanziarie”. Ma non è stato preso nessun impegno sulle date di applicazione.

Purtroppo, rimane abissale la distanza tra le “decisioni” dei ministri delle finanze del G20 e delle istituzioni finanziarie internazionali rispetto alla drammaticità della crisi e alle proposte del movimento sindacale mondiale.

LINK: 

 Comunicato_FMI_IMCF_21.04.2012.pdf
 Comunicato_Sviluppo_BancaMondiale_21-04.2012.pdf
 Comunicato_Ministri_FinanzeG20_aprile_2012.pdf

*) – Leopoldo Tartaglia: Dipartimento Politiche Globali CGIL


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