di Massimo Demontis (Berlino)
È un attacco frontale alla cancelliera Merkel quello lanciato da Oskar Lafontaine, ex segretario nazionale del partito “Die Linke” (dopo essere stato negli anni ’80 segretario dell’SPD e Ministro delle finanze del governo Schroeder ndr). Da Kiel, dove si trova per dare slancio alla macchina elettorale del suo partito in vista delle elezioni regionali dello Schleswig-Holstein, il Napoleone del Saarland ha accusato Angela Merkel di voler distruggere l‘Europa. Ma non è soltanto la cancelliera Markel ad avere grosse responsabilità per la situazione drammatica in cui si trova l’Europa. Secondo Lafontaine, il settore finanziario è colpevole di voler abolire la democrazia in tutto il mondo.

Non usa mezze misure Oskar il rosso, con la testa rivolta alla campagna elettorale nel suo “regno”, il Saarland. Per Lafontaine la “Merkel è in procinto di distruggere l’Europa, e precisamente la democrazia in Europa, ma anche la coesione sociale”. “I fondi salva-stati sono in realtà bombe a grappolo contro la giustizia sociale”.  ha dichiarato Lafontaine, aggiungendo che : “la guerra delle banche contro i popoli dell’Europa va fermata”.

Contro la crisi finanziaria Die Linke propone una una serie di ricette. Una tassa patrimoniale per far affluire denaro nelle casse dello stato. Gli Stati devono ricevere crediti da una banca pubblica e questa, a sua volta, dalla Banca centrale europea.

Per il vecchio leader, solo con un forte intervento di spesa pubblica sarà possibile fermare la recessione.
Lafontaine spara ad alzo zero anche contro l’SPD “per essersi spostato troppo a destra”. Di conseguenza, in vista delle elezioni politiche del 2013, per Die Linke ci sarebbero ampi spazi per raggiungere un risultato a due cifre se “la smettiamo di giocare contro noi stessi”.


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