di Elisa Ferrero (Il Cairo)
La disubbidienza civile stenta ancora ad uscire dal ristretto circolo delle università e degli studenti. Ieri, gli operai del porto di Ayn Sukhna hanno effettivamente dato inizio al previsto sciopero a oltranza, tuttavia la loro protesta riguarda migliori salari e condizioni di lavoro, ed è del tutto slegata dall’iniziativa della disubbidienza civile. Il porto comunque, di proprietà di una ditta di Dubai, è completamente bloccato.

Continuano, invece, le consultazioni per un eventuale governo di salvezza nazionale. Il partito salafita al-Nour fa sapere che sta valutando la possibilità di entrare nel governo assieme ai Fratelli Musulmani. Si salvi chi può. Ma guardiamo il lato positivo: la Gama’a Islamiya, al contrario, ha rinunciato alla partecipazione a un tale governo. Meno male… Pare che ieri volessero addirittura chiedere per sé il Ministero degli Interni e quello dell’Istruzione, un pensiero che fa correre un brivido gelato lungo la schiena.

E in Parlamento si registra la solita aria di tempesta. Saad el-Katatny, presidente della Camera Bassa, è accusato dai liberali di essere troppo di parte, favorendo in ogni modo i deputati della Fratellanza (alla quale appartiene), mentre un altro deputato (socialdemocratico, mi pare) vorrebbe addirittura mettere in questione la legalità dei Fratelli Musulmani, la cui organizzazione fu bandita da Gamal Abdel Nasser.

Nel frattempo, il processo di Mubarak prosegue (la sentenza non sarà emessa prima del 20 febbraio, secondo le ultime informazioni). L’ultimo scoop emerso nell’ambito del processo riguarda l’ex Ministro degli Interni Mansour el-Essawi (quello del governo Sharaf, che ha preceduto il governo attuale). Alcune sue carte, strettamente riservate, rinvenute dagli avvocati dell’accusa, rivelerebbero che Essawi avrebbe continuato a pagare dei compensi mensili a tutti gli imputati nel processo per l’uccisione dei manifestanti, compreso Habib al-Adly, l’enormemente odiato ex Ministro degli Interni di Mubarak (ora dietro alle sbarre assieme all’ex dittatore). Poi ci si chiede perché il sorriso non scompare mai dalle labbra di al-Adly…

In tutto questo, si è completamente perso il filo delle elezioni della Shura. Non ho trovato traccia dei risultati da nessuna parte per ora, se si escludono una dichiarazione dei Fratelli Musulmani che affermano di avere stravinto e un’altra della Commissione Elettorale che ha annunciato un’affluenza al primo turno del 6,5%. Ovviamente l’interesse per queste elezioni è prossimo a zero, ciononostante domani si terrà il secondo turno e vedremo come andrà a finire.

Nella vignetta, i due religiosi (un musulmano e un cristiano) tengono in mano un cartello con su scritto: “Lo sciopero generale è proibito (sott. dalla religione)”. Finalmente d’accordo.


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